1 de febrero
Beato Luis Variara
Sacerdote salesiano, fundador
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Los años de formación y el encuentro con san Juan Bosco
Luigi Variara nacque a Viarigi, un paese nell'Asti immerso nel verde Monferrato, il 15 gennaio 1875. Su padre era un maestro elementare e un ammiratore di san Giovanni Bosco, e aveva spiegato al giovane Luigi che nell'Oratorio di Torino-Valdocco molti ragazzi avevano realizzato la loro vocazione diventando preti. Luigi aveva risposto bruscamente al padre dicendo di non avere la vocazione, ma il padre aveva sorriso invitandolo ad andare, studiare e stare buono, aggiungendo che se non avesse avuto la vocazione gliel'avrebbe data Maria Ausiliatrice. Luigi era così sbarcato tra la turba scatenata di Valdocco, arrivandovi originariamente di malavoglia. Un'immaginaria o reale sera nebbiosa d'inverno vedeva l'Oratorio di Torino-Valdocco popolato da ottocento ragazzi che gridano e si rincorrono nel gioco frenetico. Il ragazzo Luigi Variara scrisse di aver udito improvvisamente gridare il nome di san Giovanni Bosco da più parti, mentre i ragazzi si gettavano istintivamente verso san Giovanni Bosco circondandolo come uno sciame d'api. San Giovanni Bosco appariva esausto di forze il 20 dicembre 1887, data in cui gli rimanevano quaranta giorni di vita, e Luigi Variara riuscì ad avvicinarsi a san Giovanni Bosco e a vederlo chiaramente. Luigi Variara vide san Giovanni Bosco alzare il suo dolce sguardo e fissarlo a lungo su di lui, considerando poi quel giorno uno dei più felici della sua vita. Luigi Variara era certo di aver conosciuto un santo e che san Giovanni Bosco avesse scoperto nella sua anima qualcosa noto solo a Dio e a san Giovanni Bosco. All'inizio del soggiorno a Valdocco, Luigi passò giorni spauriti e desolati, ma ciò che lo conquistò fu la musica. Il compagno di scuola Emilio Rossetti ricorda che Luigi aveva una bella voce di contralto, e il maestro Dogliani preparò Luigi facendolo entrare nel gruppo dei cantori. Il 1891 fu l'anno decisivo della vita di Luigi Variara, il quale, raccogliendosi in preghiera e riflessione, capì che diventare salesiano significava dedicare tutta la vita a Dio e alle persone affidategli, non scegliere un mestiere. Nel 1891 arrivarono lettere di molti missionari, tra cui cinque lettere di don Unia, missionario tra i lebbrosi di Agua de Dios in Colombia, che narravano l'eroismo quotidiano per donare gioia e speranza cristiana a ragazzi e adulti malati di lebbra. Il 2 ottobre 1892, all'età di diciassette anni, Luigi Variara fece il voto perpetuo di castità, povertà e obbedienza, inginocchiato davanti al beato don Michele Rua, chiedendo inoltre di essere mandato nelle missioni.
La chiamata per le missioni e la partenza per la Colombia
Luigi iniziò gli studi per il sacerdozio a Torino-Valsalice nel seminario salesiano per le missioni estere. Nel mese di maggio del 1894 arrivò a Valsalice il missionario don Unia, ammalato e stanco, il quale si sentiva prossimo alla fine ed era venuto in Italia per cercare giovani salesiani che prendessero il suo posto tra i lebbrosi. Luigi Variara scrisse su un bigliettino il suo desiderio di partire per la Colombia chiedendo tale grazia alla Madonna, collocando il biglietto sul cuore della Madonna, tra la Madonna e il Bambino. All'inizio della novena don Unia arrivò a Valsalice per scegliere a nome di don Rua il suo missionario tra i chierici, e vi erano 188 chierici che avevano la stessa aspirazione di Luigi. Don Unia si fermò davanti a Luigi Variara dicendo questo è il mio, e chiamò Luigi in disparte chiedendogli se voleva andare in Colombia nel lazzaretto di Agua de Dios. Luigi rispose di sì con un'allegria che sembrava un sogno, attribuendo la grazia a Maria Ausiliatrice. Seguirono un rapido addio al paese e alla famiglia e quaranta giorni di viaggio, che compresero la traversata dell'Oceano Atlantico, un viaggio in battello di mille chilometri sul fiume Magdalena e quattro giorni a cavallo fino ad Agua de Dios. Don Variara scrisse dell'arrivo quasi improvviso e della grande festa fatta dai lebbrosi, i quali parevano quasi guariti alla sola vista di don Unia, che amavano veramente molto. L'arrivo ad Agua de Dios avvenne il 6 agosto 1894.
La vita ad Agua de Dios e l'apostolato musicale
Ad Agua de Dios vivevano in quel momento 620 ammalati di lebbra e altrettanti familiari sani degli infermi. Il clima di Agua de Dios era asciutto e ardente, attorno ai trentacinque gradi. All'arrivo di don Luigi lavoravano tra i malati tre salesiani: don Unia, l'iniziatore, don Raffaele Crippa e il salesiano laico Giovanni Lusso. Don Raffaele Crippa sarebbe diventato l'amico e il confidente di don Luigi, mentre da due anni erano presenti le Suore della Presentazione, operanti nell'ospedale per i casi più gravi e dedicate alle bambine ammalate e sane, avendo avviato un fiorente gruppo di Figlie di Maria. La lebbra era all'epoca una parola spaventosa e chi veniva contagiato era marchiato per sempre e isolato da tutti. Don Luigi osservò che quasi tutti i lebbrosi venivano condotti nel paese-lazzaretto dalla polizia contro la loro volontà e scaricati lì come in un ergastolo, mentre i lebbrosi guariti e i figli sani dei lebbrosi non sono quasi mai riaccettati nella società. Il pericolo maggiore per i lebbrosi è la disperazione, e prima dell'arrivo di don Unia l'ubriachezza era una condizione normale e i suicidi erano molto frequenti ad Agua de Dios. Nel frattempo, il paese di Agua de Dios è diventato un luogo civile con negozi, attività artigianali, chiesa, scuola, dispensario medico e centro sociale, e quest'ultimo è gestito dagli stessi lebbrosi. Don Unia ha chiamato don Luigi affinché portasse canti e musica per dare vita e allegria ad Agua de Dios. L'8 settembre 1894 il primo gruppetto di ragazzi lebbrosi canta insieme a don Luigi il brano Sei pura, sei pia, sei bella, Maria. L'8 settembre 1897 la banda musicale dei ragazzi lebbrosi dà il suo primo concerto davanti alle autorità e alla gente, riscuotendo un successo enorme. Tra l'8 settembre 1894 e l'8 settembre 1897 si collocano la lunga pazienza e il vero eroismo di don Luigi, il quale ha ottenuto gli strumenti musicali da un battaglione militare e ha superato ogni ripugnanza a imboccare gli strumenti usati dai suoi ragazzi per insegnare loro a suonarli. La banda musicale rallegra i giorni festivi portando allegria e speranza, e un lebbroso scrive che la banda rende amene le lunghe ore della stanca esistenza e addolcisce il veleno da trangugiare.
Il sacerdozio e la fondazione della nuova congregazione
Don Unia è morto quasi improvvisamente il 9 dicembre 1895. Due mesi prima di morire, don Unia ha tracciato alcune righe per don Luigi prevedendo che forse avrebbe ricevuto la sua corona, esortandolo a studiare, pregare e ricordare di non essere dimenticato nelle sue preghiere. Don Crippa scrive a don Rua a Torino che don Variara sta organizzando la Compagnia di San Luigi. Don Variara dà lezioni di religione nella scuola pubblica, studia, canta, lavora, suona e gode di buona salute. Un'anziana lebbrosa descrive don Variara come un modello di virtù, una creatura angelica e un essere non comune. Il 24 aprile 1898 don Variara è ordinato sacerdote dall'Arcivescovo di Bogotà all'età di ventitré anni. Don Variara torna rapidamente da Bogotà ad Agua de Dios desiderando riprendere il suo posto inosservato. Al guado del fiume Bogotá, a quindici chilometri da Agua de Dios, esplode un mortaretto e si leva un'immensa acclamazione per il suo ritorno. I lebbrosi sono venuti ad accogliere don Variara all'altra riva del fiume accompagnandolo con grida festose, abbracci ed evviva. All'arrivo in paese don Variara viene accolto dal suono della sua banda, e l'accoglienza termina in chiesa con canti di ringraziamento al Signore. Don Variara celebra la sua prima Messa il primo maggio con una festa indescrivibile, e un lebbroso scrive che nel giorno della prima Messa nessuno ricordava di trovarsi nella città del dolore. La missione di don Luigi riprende nell'oratorio con i ragazzi, nella scuola e tra i cantori e i bandisti, e don Luigi acquisisce due nuovi ambienti per la sua missione: l'altare e il confessionale. Don Crippa scrive che don Luigi passa ogni giorno quattro o cinque ore al confessionale, è molto dimagrito e teme che non resista, ma nel confessionale don Luigi porta la parola e il perdono di Dio e viene in contatto con le miserie e le grandezze più segrete. Tra le giovani Figlie di Maria, don Variara scopre numerose anime capaci di forte impegno spirituale disposte a offrire la vita al Signore, e le giovani individuate sono lebbrose o figlie di lebbrosi e vengono definite angeli. Don Variara aveva conosciuto a Valsalice don Andrea Beltrami, sacerdote salesiano colpito da tisi che si era offerto vittima a Dio per i peccatori. Nel confessionale don Variara comincia a indicare ad alcune giovani la strada di fare della propria malattia un apostolato e mettere la vita a disposizione di Dio. Don Angelo Bianco scrive che la prima tra le Figlie di Maria a emettere il voto di consacrazione vittimale al Sacro Cuore di Gesù fu la trentenne lebbrosa Oliva Sanchez, che divenne preziosa collaboratrice di don Variara. Pochi giorni dopo Oliva Sanchez, anche Limbania Rojas, anch'essa lebbrosa, seguì la sua consacrazione, e dal 1901 al 1904 furono ventitré le Figlie di Maria che fecero il voto di consacrazione vittimale. Senza alcun chiasso nasceva così l'Istituto delle Suore del Sacro Cuore di Gesù, poiché le lebbrose o figlie di lebbrosi non sarebbero state accettate da nessuna altra congregazione. Le suore comunicarono la loro iniziativa e il loro Regolamento all'Arcivescovo di Bogotà, il quale approvò il Regolamento e le esortò ad essere sante religiose. Le suore scrissero anche a don Rua presentandosi come povere giovani colpite dalla lebbra e violentemente separate dai genitori. Don Luigi Variara ha offerto santi incoraggiamenti e pietose industrie di fronte ai dolori del corpo e dell'anima, e alcune persone si sono persuase che fosse volontà del Sacro Cuore di Gesù offrirsi come vittime di espiazione seguendo l'esempio del salesiano don Andrea Beltrami. È stata formata la piccola famiglia delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù legate dai tre Voti, e la congregazione si dedica al servizio di Dio e dei fratelli, in particolare dei bambini dell'Asilo. Don Rua rispose all'istituzione definendola bella e stabilendo che doveva conservarsi, e don Variara si sentì rivolgere le ultime parole consolanti di un prete crocifisso.
La prova suprema, il transito e la gloria degli altari
Su don Variara e sulla congregazione nascente si scatenò una bufera di ostacoli, calunnie e intralci. Don Variara fu allontanato da Agua de Dios, gli fu proibito di scrivere alle sue suore e fu allontanato dalla Colombia. Il calvario di don Variara fu lungo, sopportato con pazienza, in silenzio e donato a Dio per la crescita delle figlie spirituali, le quali vissero e prosperarono. La superiora Madre Lozano scrisse che umanamente non avevano difese ma il Signore le salvò con la sua misericordia. Gli ultimi dieci anni della vita di don Variara furono segnati dalla sofferenza inflitta anche da persone consacrate a Dio. Don Variara scrisse alle figlie spirituali esortandole a santificare gli istanti di vita rimanenti per un raccolto eterno, ed espresse gioia pensando al cielo e alla felicità eterna. Don Variara raccomandò alle figlie di vivere unite nello spirito, obbedienti, umili, puri, mortificati per amore, assicurando che non le lasciava orfane e che le sue preghiere erano incessanti per vederle tutte sante. Don Luigi Variara morì il primo febbraio 1923 a soli quarantotto anni, lontano e apparentemente dimenticato da tutti a Cúcuta, in Colombia. Nel 1964 il Papa Paolo VI riconobbe la congregazione tra quelle di diritto pontificio, fiorente di centinaia di religiose. Nell'aprile 1993 le virtù di don Luigi Variara sono state riconosciute eroiche dalla Chiesa, e il Papa Giovanni Paolo II ha proclamato don Luigi Variara beato il 14 aprile 2002. Luigi Variara è un beato e sacerdote della Società di San Francesco di Sales, che si dedicò con ogni mezzo e premura ai lebbrosi e fondò le Suore Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e di María.
Una vida de entrega
La vocación del Beato Luis Variara comenzó a gestarse en el corazón del Piamonte. En el año 1887, tuvo la gracia de ingresar en el Oratorio de Valdocco, donde tuvo el privilegio de conocer a San Juan Bosco. Este encuentro definió el rumbo de su vida, impulsándolo a seguir los pasos del fundador de los salesianos con determinación. En 1892, consagró su existencia a Dios mediante la emisión de los votos perpetuos, preparándose para una misión que trascendería las fronteras de su tierra natal.
En 1894, atendiendo al llamado de la obediencia y de la caridad, fue enviado como misionero al lazzareto de Agua de Dios, en Colombia. Aquel lugar, marcado por el estigma de la lepra, se convirtió en el escenario principal de su apostolado. Allí, entre el sufrimiento de los enfermos, su fe se fortaleció y su caridad se hizo más profunda. En 1898, recibió la ordenación sacerdotal en la ciudad de Bogotá, un sacramento que vivió como una entrega total al servicio de las almas. Su labor no se limitó al acompañamiento espiritual, sino que buscó activamente caminos de dignidad y esperanza para los marginados. En este contexto de entrega, fundó el Instituto de las Hijas de los Sagrados Corazones de Jesús y de María, una obra que nació para ser consuelo y refugio. Tras años de incansable servicio en diversos lugares como Turín-Valsalice, Bogotá y Cúcuta, falleció en esta última ciudad en el año 1923, dejando un testimonio de santidad que atraviesa los siglos diecinueve y veinte.
El culto y la memoria
El reconocimiento oficial de la santidad del Beato Luis Variara tuvo lugar el 14 de abril de 2002, cuando el Papa Juan Pablo II lo elevó a los altares. Este acto solemne confirmó la ejemplaridad de una vida entregada por completo al Evangelio y al carisma salesiano. Su figura es venerada especialmente por aquellos que buscan intercesión en momentos de enfermedad y abandono, recordándonos que el amor cristiano no conoce barreras ni prejuicios.
Su memoria litúrgica se celebra cada año el 1 de febrero. Esta fecha es una invitación para que los fieles mediten sobre su entrega abnegada y su capacidad de encontrar la luz en los lugares más oscuros de la experiencia humana. Al honrar al Beato Luis Variara, la Iglesia celebra la victoria de la caridad sobre el olvido y la fuerza transformadora de la fe en un sacerdote que, con sencillez y firmeza, supo ser un pastor cercano a los más débiles.
Preguntas frecuentes
Cuando se festeggia beato Luis Variara?
La festividad del beato Luis Variara se celebra el 1 de febrero.
De qué es patrono beato Luis Variara?
Los hechos proporcionados no mencionan patronatos específicos.
En la ciudad de Cúcuta en Colombia, beato Luis Variara, sacerdote de la Sociedad de San Francisco de Sales, que se dedicó con todos los medios y premura a los leprosos, fundando las Hermanas Hijas de los Sagrados Corazones de Jesús y de María. — Martirologio Romano