21 de mayo
Beato Michel Fleury
Religioso trapense, mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e formazione
Michel Fleury nacque a Sainte-Anne-sur-Brivet, nel dipartimento francese della Loira Atlantica, il 21 maggio 1944. Michel nacque da una famiglia di contadini nel corso del ventesimo secolo. A diciassette anni manifestò alla madre il desiderio di diventare sacerdote. Non avendo frequentato il Seminario Minore, entrò in una casa di formazione per vocazioni adulte. Cinque anni dopo passò al Seminario Maggiore di Nantes. Durante uno stage in una fabbrica metallurgica conobbe la Società dei Preti del Prado. La Società dei Preti del Prado fu fondata da padre Antoine Chevrier, beatificato nel 1986. La Società dei Preti del Prado è destinata ai sacerdoti diocesani che vogliono vivere più a contatto con i poveri. Fu accolto nella casa madre di Lione della Società dei Preti del Prado. A Lione avvicinò specialmente gli operai marocchini. Per due anni abitò con un altro membro della Società a Vaulx-en-Velin, in un quartiere a maggioranza musulmana. Si trasferì a Saint-Denis per ottenere il Certificato di attitudine professionale di fresatore. Con il certificato fu abilitato a lavorare in fabbrica a Marsiglia.
La chiamata contemplativa e il trasferimento in Algeria
Nella Settimana Santa del 1979, durante un soggiorno all'abbazia di Lérins, si sentì chiamato alla vita contemplativa. Nel novembre dell'anno successivo fu ammesso nell'abbazia di Bellefontaine dell'Ordine Cistercense della Stretta Osservanza, detti anche Trappisti. Nel 1984 cominciò a pensare di dover essere destinato al monastero di Nostra Signora dell'Atlante a Tibhirine, in Algeria. A Bellefontaine era passato in visita il canonico Pépin, vicario generale della diocesi di Costantina, che aveva raccontato la situazione della Chiesa in Algeria. Ricevette la visita dell'amico padre Jean Levent, che era appena stato a Tibhirine. Leggendo il necrologio di padre Aubin, monaco di Tibhirine, capì il senso della presenza monastica in territori islamici. Il 4 aprile 1984 domandò al maestro dei novizi di poter partire. Il 27 agosto 1984 lasciò l'abbazia di Bellefontaine insieme al confratello Bruno Lemarchand. A Tibhirine ritrovò padre Céléstin Ringeard, proveniente dallo stesso monastero.
La vita quotidiana e il servizio a Tibhirine
Non proseguì il cammino verso il sacerdozio ma divenne Lettore istituito. Come Lettore garantiva la proclamazione delle letture durante la Messa e aiutava i visitatori a seguire le liturgie con gli appositi libri. In qualità di fratello converso era addetto ai servizi più umili come la cucina. Lavorava in modo instancabile e parlava poco. Si preoccupava dei lavoratori che aiutavano i monaci nell'orto procurando loro sacchi di legumi. Il 30 maggio 1993 scrisse un Atto di offerta invocando lo Spirito Santo. Divenne membro del Ribât es-Salâm, un gruppo di confronto e dialogo con sede nel monastero di Tibhirine.
La prova della violenza e la scelta di restare
La vita di preghiera dei monaci fu turbata dalla moltiplicazione di aggressioni e uccisioni. Il 14 dicembre 1993 a Tamesguida vennero sgozzati dodici croati cristiani che conoscevano i monaci. L'episodio seguiva di due settimane l'ultimatum del Gruppo Islamico Armato che ordinava a tutti gli stranieri di lasciare l'Algeria. La notte del 24 dicembre 1993 uomini armati si presentarono alla porta del monastero chiedendo di vedere il superiore. Fratel Paul Favre-Mirille aprì la porta e andò a chiamare padre Christian de Chergé. Il priore parlò con il capo del gruppo, Sayah Attiyah. Gli armati chiesero soldi, medicine e che il medico fratel Luc Dochier curasse i loro malati. Il priore rifiutò parte delle richieste e offrì l'accesso al dispensario del monastero. Il priore ricordò agli armati la vicinanza della celebrazione del Natale di Gesù. Gli armati si allontanarono dopo aver chiesto una parola d'ordine e minacciato di tornare. I monaci si sentivano presi tra i fratelli della montagna e i fratelli della pianura. Scelse di restare in Algeria insieme agli altri confratelli dopo un discernimento comunitario e personale. Espresse la volontà di rimanere solidale con tutti gli algerini e gli innocenti vittime della violenza.
Il rapimento e la testimonianza suprema
Nella notte tra il 26 e il 27 marzo 1996 fratel Michel fu rapito insieme a cinque monaci della sua comunità e a padre Bruno Lemarchand. Padre Bruno Lemarchand proveniva dal monastero annesso di Fès ed era di passaggio a Tibhirine per l'elezione del nuovo priore. Altri due monaci, padre Amedée Noto e padre Jean-Pierre Schumacher, insieme a un ospite del monastero, scamparono al rapimento. Sulla strada per Médéa fu ritrovata una cocolla, parte dell'abito monastico di fratel Michel. Dopo un mese un comunicato del Gruppo Islamico Armato dichiarò che i rapiti erano ancora vivi. Il comunicato conteneva la minaccia di sgozzare i rapiti se non fossero stati liberati alcuni terroristi detenuti. Il 30 aprile fu consegnata all'ambasciata di Francia ad Algeri un'audiocassetta con le voci registrate dei sette monaci. Non ci furono altre notizie fino al 23 maggio. Un ulteriore comunicato del Gruppo Islamico Armato, il numero 44 datato 21 maggio e coincidente con il cinquantaduesimo compleanno di fratel Michel, riferì che ai monaci era stata tagliata la gola. Il 30 maggio le teste delle spoglie dei monaci furono ritrovate sul ciglio della strada per Médéa, mentre i corpi rimasero introvabili. Le esequie dei sette monaci si svolsero il 2 giugno 1996 nella basilica di Nostra Signora d'Africa ad Algeri. I funerali dei monaci si tennero insieme a quelli del cardinale Léon-Étienne Duval, arcivescovo emerito di Algeri, morto per cause naturali. I resti mortali di fratel Michel e dei suoi confratelli furono sepolti nel cimitero monastico di Tibhirine.
La beatificazione e il culto
I sette trappisti di Tibhirine fecero parte di un gruppo di diciannove candidati agli altari, tutti religiosi uccisi tra il 1994 e il 1996 durante gli anni neri dell'Algeria. L'inchiesta diocesana per la loro causa si svolse ad Algeri dal 5 ottobre 2007 al luglio 2012. Il 26 gennaio 2018 papa Francesco autorizzó la promulgazione del decreto sul martirio dei diciannove religiosi. La beatificazione del gruppo fu celebrata l'8 dicembre 2018 nel santuario di Nostra Signora di Santa Cruz a Orano. La cerimonia di beatificazione fu presieduta dal cardinale Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, in qualità di inviato speciale del Papa.
La vida
La trayectoria espiritual del Beato Michel Fleury refleja un camino de constante discernimiento y fidelidad. Tras haber ingresado en la Orden Cisterciense de la Estricta Observancia en el año mil novecientos ochenta, el monje francés encontró en la vida contemplativa el horizonte de su misión. La decisión de trasladarse a Argelia, al monasterio de Tibhirine, representó un paso definitivo en su vocación, donde integró la vida de oración con la acogida y la convivencia con la población local. Su estancia en el monasterio no fue ajena a las dificultades del contexto histórico, marcado por la inestabilidad y la violencia de los años noventa en Argelia.
En aquel entorno de creciente tensión, el Beato Michel Fleury mantuvo su compromiso monástico con una serenidad que nacía de la confianza en Dios. Su vida se vio interrumpida violentamente cuando, en la noche del veintiséis al veintisiete de marzo de mil novecientos noventa y seis, fue secuestrado por el Grupo Islámico Armado. A pesar de las circunstancias, su figura emerge como un símbolo de la resistencia pacífica y el amor al prójimo. El desenlace de su vida ocurrió en el mes de mayo de mil novecientos noventa y seis, en Médéa, Argelia, lugar donde entregó su espíritu. Su testimonio de fidelidad hasta el final sigue resonando en la Iglesia, recordándonos que el servicio a Dios se manifiesta a menudo en la perseverancia ante la adversidad. La Iglesia reconoció la santidad de su entrega al beatificarlo junto a sus hermanos mártires el ocho de diciembre de dos mil dieciocho, inscribiendo su nombre entre aquellos que, mediante el don total de sí mismos, han dado testimonio del Evangelio en el siglo veinte.
El culto
La veneración al Beato Michel Fleury se inscribe dentro del culto a los mártires de Tibhirine, quienes son recordados como testigos de la paz y del diálogo interreligioso. Su beatificación, celebrada por el Papa Francisco, ha consolidado su memoria como un referente de espiritualidad cisterciense en contextos de dificultad extrema. Los fieles honran su figura, reconociendo en él la capacidad de permanecer fiel a la comunidad y a la tierra que lo acogió, aun a costa de su propia vida.
La memoria litúrgica del Beato Michel Fleury se celebra el veintiuno de mayo. Asimismo, se comparte una celebración litúrgica común para todo el grupo de los mártires de Argelia, la cual se conmemora cada ocho de mayo. Estas fechas permiten a la comunidad cristiana mantener vivo el recuerdo de su sacrificio, invitando a la reflexión sobre el valor del testimonio de fe en el mundo contemporáneo. El culto que se le rinde no busca exaltar la violencia, sino resaltar el valor del amor perseverante que, incluso en el martirio, busca la reconciliación y la fraternidad entre las personas.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il beato Michel Fleury?
La memoria liturgica dell'intero gruppo dei diciannove martiri, di cui fa parte il beato Michel Fleury, si celebra l'8 maggio.
Quali sono le principali ricorrenze legate alla sua vita?
La nascita del beato Michel Fleury si ricorda il 21 maggio, mentre la sua beatificazione è stata celebrata l'8 dicembre 2018.