26 de enero
Beato Miguel (Michal) Kozal
Obispo
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La giovinezza e la formazione
Il beato Michele Kozal nacque il venticinque settembre 1893 nel villaggio di Nowy Folwark, situato nella parrocchia di Krotoszyn all'interno dell'archidiocesi di Poznan, in Polonia. I suoi genitori, Giovanni Kozal e Marianna Placzek, formarono una famiglia numerosa, segnata dalla povertà materiale ma ricca di una fede profonda e vissuta. Durante la fanciullezza frequentò le scuole elementari, dove mostrò un rendimento esemplare e una spiccata inclinazione per le cose sacre. Seguendo il saggio consiglio dei suoi insegnanti, il ventisette aprile 1905 fu iscritto al ginnasio di Krotoszyn, istituto che frequentò con costanza per nove anni risultando sempre il primo della classe. Negli anni della giovinezza ginnasiale entrò in contatto con la rispettabile associazione clandestina cattolica denominata Associazione Tommaso Zen, la quale si opponeva con coraggio alla politica di germanizzazione delle scuole promossa dalle autorità. La sua partecipazione attiva crebbe nel tempo, al punto che negli ultimi anni di corso assunse la prestigiosa carica di presidente del sodalizio cattolico. Dopo aver brillantemente superato gli esami, conseguì il diploma di maturità nel 1914. Nello stesso anno si iscrisse al Seminario Leonium di Poznan, sebbene i suoi studi teologici subissero inevitabilmente le pesanti influenze e le difficoltà causate dallo scoppio della prima guerra mondiale. Continuò con determinazione il percorso formativo fino a completarlo nella città di Gniezno, dove ricevette la sacra ordinazione sacerdotale nella cattedrale locale il ventitré febbraio 1918.
Il ministero sacerdotale e l'insegnamento
Negli anni successivi all'ordinazione, il giovane sacerdote svolse con dedizione vari incarichi pastorali in alcune cittadine polacche, distinguendosi ovunque per uno zelo straordinario e completando contemporaneamente i propri studi teologici con ottimi risultati. Le sue spiccate doti umane e intellettuali attirarono l'attenzione dei superiori ecclesiastici, e il cardinale Edmondo Dalbor, arcivescovo di Gniezno, lo nominò prefetto del ginnasio cattolico umanistico femminile di Bydgoszcz il ventinove settembre 1922. Successivamente, nel 1927, fu chiamato a ricoprire l'delicato incarico di padre spirituale del Seminario Maggiore di Gniezno. Il venticinque settembre 1929 la sua missione educativa compì un ulteriore passo avanti con la nomina a rettore del Seminario Maggiore di Gniezno. Un aspetto particolarmente notevole di questa nomina risiede nel fatto che egli era l'unico tra i docenti a non possedere gradi accademici al momento di assumere la guida dell'istituto. Trascorsero dieci anni intensi, caratterizzati dalla sua prudente ed esemplare guida degli alunni, che trovarono in lui un maestro saggio e un punto di riferimento spirituale sicuro. La stima della Chiesa universale nei suoi confronti si manifestò quando Papa Pio XII lo nominò vescovo ausiliare di Wloclawek e vescovo titolare di Lappa il dodici giugno 1939. La solenne consacrazione episcopale ebbe luogo nella cattedrale di Wloclawek il tredici agosto dello stesso anno, introducendolo direttamente negli anni più drammatici della storia europea contemporanea.
Il ministero episcopale e la persecuzione
Il primo settembre 1939 le truppe naziste invasero la Polonia, dando tragicamente inizio alla seconda guerra mondiale e segnando profondamente la vita della nazione e della diocesi. Monsignor Kozal divenne subito un luminoso punto di riferimento e un conforto spirituale insostituibile per l'intera popolazione di Wloclawek, sconvolta dagli eventi bellici. Di fronte al pericolo imminente, rifiutò con fermezza i pressanti inviti rivolti dalle autorità polacche affinché si allontanasse dalla città per mettersi in salvo. Volle rigorosamente rimanere accanto al suo popolo per continuare ad amministrare la diocesi dopo la partenza del vescovo monsignor Radonski, avvenuta il sei settembre. Il suo generoso servizio pastorale in veste di guida diocesana durò in tutto appena ventidue mesi, segnati da prove crescenti. I tedeschi entrarono a Wloclawek il quattordici settembre, dando immediatamente inizio al brutale smantellamento dell'attività ecclesiale. Le pubblicazioni cattoliche furono spietatamente soppresse, gli edifici religiosi sequestrati e il clero locale sistematicamente arrestato. Monsignor Kozal protestò energicamente ma inutilmente presso le autorità di occupazione contro i soprusi perpetrati ai danni della fede e della popolazione inerme. A seguito di queste coraggiose rimostranze, ricevette l'ordine tassativo di presentarsi alla Gestapo e la pretesa inaccettabile di tenere le omelie in lingua tedesca. Egli si oppose con decisione all'imposizione della lingua tedesca per la predicazione, difendendo la dignità spirituale della sua gente. Prevedendo con lucido realismo il proprio arresto, fece preparare una valigetta con l'indispensabile per la detenzione. Venne infine arrestato il sette novembre 1939 insieme ad altri stimati sacerdoti, e fu rinchiuso nel carcere di Wloclawek, dove subì la durezza della cella d'isolamento e ripetute sevizie.
La deportazione e il martirio a Dachau
Il sedici gennaio 1940 fu trasferito insieme ad altri seminaristi e sacerdoti agli arresti domiciliari nell'Istituto dei Salesiani a Lad, dove mantenne contatti segreti con la diocesi e si adoperò per riorganizzare clandestinamente il Seminario. Guardando dalle finestre le interminabili folle di deportati che transitavano, prese l'eroica decisione di offrire la propria vita a Dio per la salvezza della Chiesa e della Polonia. Mentre altri ecclesiastici venivano progressivamente deportati nei campi di sterminio, egli rimase a Lad insieme a sette sacerdoti e un diacono, nonostante i tentativi della Santa Sede di salvarli si rivelassero purtroppo infruttuosi. Il tre aprile 1941 fu deportato nel campo di concentramento di Inowroclaw, dove subì torture feroci da parte dei nazisti che gli provocarono gravi lesioni alle gambe e all'orecchio sinistro. Il venticinque aprile 1941 fu trasferito nel famigerato campo di concentramento di Dachau, in Germania, dove gli fu assegnato il numero identificativo ventiquattromilacinquecentoquarantaquattro. A Dachau subì sevizie giornaliere insieme a centinaia di altri sacerdoti cattolici, mantenendo un'invitta sopportazione per tre anni nella prigione del campo. Nel corso della prigionia si diffuse una grave epidemia di tifo che colpì moltissimi deportati, e monsignor Kozal fu contagiato in forma molto severa. Il venticinque gennaio 1943 fu trasferito nella baracca dei malati chiamata Revier, insieme a suo cugino padre Ceslao Kozal. Il giorno successivo fu visitato dai medici del campo, e il capo dei medici gli praticò un'iniezione nel braccio destro. Pochi minuti dopo la somministrazione dell'iniezione, le cui sostanze velenose non furono mai chiarite con precisione, monsignor Kozal spirò. La preziosa testimonianza del cugino, che udì il gruppo dei medici pronunciare la frase riferita al vescovo secondo cui ora gli sarebbe stata più facile la via dell'eternità, fu determinante per la ricostruzione dei fatti. Il corpo di Michele Kozal fu barbaramente incenerito nel forno crematorio di Dachau il trenta gennaio 1943, presso Monaco di Baviera. Nel 1954 fu posta una lapide monumentale nella cattedrale di Wloclawek per ricordare il suo glorioso martirio e quello di duecentoventi sacerdoti della diocesi deceduti nel campo di concentramento tedesco.
Su vida y ministerio
La trayectoria terrenal del beato Miguel Kozal comenzó en Nowy Folwark, lugar que vio nacer su vocación al sacerdocio. Tras años de preparación y servicio, recibió la ordenación sacerdotal en Gniezno el veintitrés de febrero de mil novecientos dieciocho. A lo largo de las décadas siguientes, su labor pastoral lo llevó a desempeñar funciones en ciudades como Krotoszyn, Poznan, Gniezno, Bydgoszcz y Lad, donde fue tejiendo una red de cercanía y guía espiritual para los fieles. Su compromiso con el Evangelio fue reconocido al ser consagrado obispo auxiliar de Wloclawek el trece de agosto de mil novecientos treinta y nueve, asumiendo su misión en un periodo de gran inestabilidad.
Pocos meses después de su consagración episcopal, su vida tomó un giro doloroso al ser arrestado por las fuerzas nazis el siete de noviembre de mil novecientos treinta y nueve. Tras pasar por distintos lugares de detención, como Inowroclaw, fue finalmente deportado al campo de concentración de Dachau en abril de mil novecientos cuarenta y uno. A pesar de las condiciones inhumanas del cautiverio, mantuvo su dignidad episcopal y su fe, sosteniendo a quienes compartían su sufrimiento. Su existencia concluyó el veintiséis de enero de mil novecientos cuarenta y tres, cuando fue ejecutado mediante una inyección letal. Su partida marcó el final de una vida entregada plenamente al deber, dejando un legado de resistencia pacífica y amor cristiano que trasciende las fronteras de su Polonia natal.
El recuerdo de su fe
La memoria del beato Miguel Kozal se mantiene viva en la liturgia y en el corazón de la Iglesia, especialmente en la fecha de su nacimiento al cielo. Su proceso hacia el altar culminó con la beatificación presidida por el papa Juan Pablo Segundo el catorce de junio de mil novecientos ochenta y siete, un acto que reconoció formalmente la santidad de su vida y el heroísmo de su muerte. Su testimonio es una invitación constante a permanecer firmes en la verdad, incluso cuando el entorno exige el silencio o la renuncia a los valores del Reino de Dios.
Hoy, la figura de este obispo polaco es un referente para quienes buscan comprender el significado del martirio en el siglo veinte. Su vida, despojada de todo privilegio en el campo de Dachau, resplandece por la coherencia entre sus palabras y sus actos. Celebrar su memoria es un ejercicio de gratitud por aquellos pastores que, como él, no abandonaron a su grey en los momentos de tribulación, sino que ofrecieron su propia vida como testimonio supremo del amor que vence al odio y a la muerte.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il beato Michele Kozal?
La celebrazione liturgica del beato Michele Kozal è fissata al ventisei gennaio.
Quale carica ricopriva il beato Michele Kozal prima dell'arresto?
Michele Kozal ricopriva la carica di vescovo ausiliare di Wloclawek ed era vescovo titolare di Lappa.
Cerca de Múnich en Alemania, beato Miguel Kozal, obispo auxiliar de Włocławek y mártir: por haber asumido la defensa de la fe y de la libertad de la Iglesia bajo el nefasto régimen nazi, con invicta soportación permaneció relegado por tres años en el campo de exterminio de la prisión de Dachau, hasta que coronó la vida con el martirio. — Martirologio Romano