6 de abril
Beato Miguel Rúa
Sacerdote salesiano
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
L'infanzia torinese e l'incontro con San Giovanni Bosco
Michele Rua nacque a Torino il 9 giugno 1837. La sua famiglia abitava in un alloggio della fabbrica nel popolare quartiere di Borgo Dora. Il padre lavorava nell'arsenale. Nel giro di pochi anni la madre rimase sola con due figli. Dopo la morte del padre, Michele osservava spesso gli operai al lavoro davanti ai forni roventi per la fusione di pezzi d'artiglieria. Il ragazzo frequentò le prime due classi d'istruzione in una sorta di caserma. Seguì la terza elementare dai Fratelli delle Scuole Cristiane. I Fratelli delle Scuole Cristiane erano stati chiamati nel borgo anni prima dal Marchese Tancredi di Barolo per istruire i bambini del popolo. Tra i banchi di scuola avvenne l'incontro con don Bosco, che intuì qualcosa di speciale negli occhi del giovane. Don Bosco gli porse la mano e gli disse Noi due faremo tutto a metà. Michele prese don Bosco come confessore a partire da quel giorno. La terza elementare era l'ultima classe obbligatoria. Alla domanda di don Bosco sul futuro, Michele rispose che, essendo orfano, in fabbrica avevano promesso un lavoro alla madre. Don Bosco, anch'egli rimasto presto senza padre, convinse facilmente la madre a fargli proseguire gli studi. Michele entrò come convittore a Valdocco nel 1853. Valdocco era già popolato da oltre cinquecento ragazzi nel 1853. Nel 1853 si celebrava il quarto centenario del Miracolo Eucaristico. Per il centenario don Bosco scrisse un libretto. Durante una passeggiata per le strade di Torino, don Bosco predisse scherzosamente a Michele che, cinquanta anni dopo, avrebbe fatto ristampare il libretto. Nel cuore di Michele nacque la vocazione sacerdotale. Il 3 ottobre ricevette l'abito clericale da don Bosco ai Becchi di Castelnuovo. L'anno successivo morì l'ultimo fratello di Michele.
La fondazione salesiana e i primi anni di ministero
Il 26 gennaio 1854 don Bosco radunò quattro giovani compagni nella sua camera, dando vita alla congregazione salesiana. Alla riunione di fondazione erano presenti Giovanni Cagliero e Michele Rua. Michele Rua fu incaricato di stendere il verbale della riunione. Michele e Giovanni Cagliero erano amici inseparabili. Nel 1855 scoppiò a Torino un'epidemia di colera, probabilmente portata dai reduci della guerra in Crimea. Michele e Giovanni aiutarono generosamente i malati nei quartieri più poveri. Giovanni Cagliero si ammalò gravemente durante l'epidemia. Il 25 marzo, nella stanza di don Bosco, Michele fece la sua professione semplice divenendo il primo salesiano. A Valdocco sorgevano laboratori di calzoleria, di sartoria e di legatoria. Molti ragazzi vedevano cambiare la propria esistenza a Valdocco. Alcuni ragazzi poterono studiare, altri si radunavano la sera dopo il lavoro, altri ancora solo la domenica. Michele divenne il principale collaboratore di don Bosco nonostante la giovane età. Michele conquistò la totale fiducia di don Bosco aiutandolo a trascrivere le bozze dei libri di notte. Di giorno Michele si recava all'oratorio san Luigi vicino a Porta Nuova, in una zona piena di immigrati. I ragazzi più emarginati erano gli spazzacamini scesi dalle valli in cerca di lavoro. Rua faceva catechismo e insegnava le elementari nozioni scolastiche conoscendo infinite storie di miseria. L'oratorio fu frequentato anche da san Leonardo Murialdo e dal beato Francesco Faà di Bruno. Nel novembre 1856 morì Margherita Occhiena, madre di don Bosco. Michele chiamò sua madre ad accudire i giovani di Valdocco. La madre di Michele accudì i giovani di Valdocco per venti anni fino alla morte. Frequentare il seminario a quel tempo era difficile a causa delle leggi anticlericali. Nonostante le difficoltà, Michele frequentò il seminario con profitto e i suoi appunti furono studiati da tanti compagni. Nel febbraio 1858 don Bosco scrisse le Regole della congregazione. Michele passò molte notti a copiare la pessima grafia di don Bosco in qualità di fidato segretario. Insieme, don Bosco e Michele portarono le Regole a Roma per l'approvazione di papa Pio IX. Papa Pio IX corresse le Regole di proprio pugno. La sera Michele dovette ricopiare le Regole corrette. Di giorno Michele era l'ombra del fondatore accompagnandolo negli incontri con varie personalità. L'anno successivo il papa ufficializzò la congregazione salesiana. Il 28 luglio 1860 Michele Rua fu ordinato sacerdote. Sull'altare della prima messa vi erano fiori bianchi donati dagli spazzacamini dell'oratorio san Luigi.
L'attività pastorale e la guida della congregazione
Tre anni dopo fu mandato ad aprire la prima casa salesiana fuori Torino, un piccolo seminario a Mirabello Monferrato. A Mirabello Monferrato rimase due anni. Tornò a Torino mentre a Valdocco si costruiva la basilica di Maria Ausiliatrice. Don Rua divenne il riferimento di molteplici attività rispondendo anche alle lettere indirizzate a don Bosco. Lavorava senza soste. Nel luglio 1868 sfiorò la morte a causa di una peritonite. I medici lo diedero per moribondo, ma guarì. Qualcuno attribuì la guarigione all'intercessione di don Bosco. Tra i ragazzi dell'oratorio, che erano oltre settecento, nascevano diverse vocazioni religiose. Nel 1868 si conclusero i lavori del santuario. Nel 1872 si consacrarono le prime Figlie di Maria Ausiliatrice. Nel 1875 partirono i primi missionari per l'Argentina guidati da don Cagliero. Nacquero i cooperatori e il bollettino salesiano. L'opera di Valdocco aveva raggiunto proporzioni enormi. Papa Leone XIII chiese alla congregazione salesiana la costruzione della basilica del Sacro Cuore a Roma. Don Bosco era spesso in viaggio per la Francia e la Spagna. Don Rua era costantemente accanto a don Bosco durante i suoi viaggi. Nel 1884 la salute del fondatore don Bosco cominciò a declinare. Papa Leone XIII suggerì a don Bosco di pensare a un successore. Il 7 novembre il papa nominò don Rua vicario con diritto di successione. Nel gennaio del 1888, nella notte tra il 30 e il 31, don Rua accompagnò la mano di don Bosco nel dare l'ultima benedizione alla presenza di molti sacerdoti. Don Rua rimase inginocchiato davanti alla salma di don Bosco per oltre due ore. Il beato Michele fu un missionario instancabile e fedele interprete del sistema educativo preventivo. Percorrendo centinaia di chilometri, visitò le case della congregazione sparse nel mondo coordinandole come un'unica grande famiglia. I suoi viaggi gli fecero constatare la presenza della povertà ovunque. La prima grande industrializzazione costrinse i contadini ad abbandonare le terre per un misero salario in fabbrica e interminabili giornate lavorative. I salesiani toglievano i bambini dalla strada aprendo oratori e scuole semplici ma capaci di diventare rapidamente centri di accoglienza e istruzione. Don Rua fu un grande innovatore in campo educativo introducendo corsi professionali nelle scuole e organizzando ostelli e circoli sociali. Strinse amicizia con Leone Harmel, promotore del movimento degli operai cattolici. Come responsabile della congregazione, affrontò con scrupolo le questioni amministrative che talvolta lo rendevano severo con i collaboratori. Gli tornarono spesso in mente le parole rivoltegli da don Bosco quando era ragazzino: avrai molto lavoro da fare.
La crescita globale e il transito al cielo
Alla morte di don Bosco i salesiani contavano settecento religiosi, sessantaquattro case e sei nazioni. Sotto la guida di don Rua i salesiani raggiunsero quattromila religiosi, trecentoquarantuno case in trenta nazioni tra cui Brasile, Messico, Ecuador, Cina, India, Egitto e Sudafrica. L'amico d'infanzia Cagliero, divenuto cardinale, fu il primo vescovo salesiano missionario in Patagonia e nella Terra del Fuoco. Cagliero presentò a don Rua il giovane Zefirino Namuncurà, figlio di un cachico e oggi beato. L'altro compagno Giovanni Francesia divenne un latinista di fama europea. Nel 1907 don Bosco fu dichiarato venerabile. Nel 1908 fu terminata la chiesa romana di Maria Liberatrice. Nel 1896 il governo anticlericale dell'Ecuador allontanò i salesiani dal paese. Nel 1902 la stessa espulsione dei salesiani accadde in Francia. Nel 1907 a Varazze, in Liguria, la congregazione dovette rispondere per vie legali a pesanti accuse. Il piano massonico contro i salesiani si sgonfiò e i calunniatori dovettero fuggire all'estero. La salute del beato rimase seriamente compromessa dalle vicende giudiziarie e dalle difficoltà. A causa dell'età avanzata e delle condizioni di salute, fu costretto a letto. Il suo aiutante, il beato Filippo Rinaldi, lo assistette fino agli ultimi istanti. Morì nella notte tra il 5 e il 6 aprile 1910. Mori mormorando una giaculatoria insegnatagli da don Bosco in gioventù: Cara Madre, Vergine Maria, fate ch'io salvi l'anima mia. Fu definito il secondo padre della famiglia salesiana. Fu sepolto a fianco del maestro don Bosco. Papa Paolo VI lo beatificò il 29 ottobre 1972. La sua tomba è venerata nella cripta della basilica di Maria Ausiliatrice. Il martirologio ricorda a Torino il beato Michele sacerdote e insigne propagatore della Società Salesiana.
La vida
La trayectoria de Miguel Rúa comenzó en Turín, ciudad donde nació en 1837. Su encuentro providencial con San Juan Bosco ocurrió en 1853, cuando ingresó como alumno en Valdocco. Este momento marcó el inicio de un vínculo espiritual y profesional que definiría el resto de su existencia. El 25 de marzo de 1855, Miguel Rúa emitió su primera profesión religiosa, convirtiéndose en uno de los pilares de la naciente congregación. Su formación culminó con la ordenación sacerdotal recibida el 28 de julio de 1860, evento que lo preparó para las responsabilidades que vendrían después.
A lo largo de su ministerio, desempeñó diversas funciones, incluyendo su paso por Mirabello Monferrato. Sin embargo, su papel más significativo se consolidó en 1884, al ser nombrado vicario con derecho de sucesión de San Juan Bosco. Esta responsabilidad le otorgó la confianza necesaria para asumir la dirección total de la Congregación Salesiana en 1888, tras el fallecimiento del fundador. Durante su mandato, el Beato Miguel Rúa trabajó con sobriedad y firmeza para preservar la esencia del carisma salesiano. Su vida concluyó en Turín en 1910, dejando tras de sí un legado de obediencia, trabajo arduo y amor incondicional a la juventud, elementos que fueron reconocidos formalmente por la Iglesia mediante su beatificación en 1972, bajo el pontificado de Pablo Sexto.
El culto
El culto al Beato Miguel Rúa se manifiesta principalmente a través de la memoria litúrgica que celebra la Iglesia en su honor. Su figura es venerada especialmente por la Familia Salesiana, que encuentra en él un modelo de continuidad y fidelidad a los preceptos de San Juan Bosco. Aunque la fecha oficial de su memoria litúrgica es el día 6 de abril, la Familia Salesiana también dedica un momento especial de recuerdo el 29 de octubre.
Su beatificación, ocurrida en 1972 por decisión del Papa Pablo Sexto, confirmó la santidad de un hombre que supo guiar a su comunidad con humildad y entrega. Como patrono de la Familia Salesiana, su intercesión es invocada por quienes buscan seguir el camino de la santidad a través del servicio a los jóvenes y a los más necesitados, manteniendo siempre viva la llama del espíritu salesiano en el mundo.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Michele Rua?
La memoria liturgica si celebra il 6 aprile per la Chiesa Universale e il 29 ottobre per la Famiglia Salesiana.
En Turín, beato Miguel Rúa, sacerdote, insigne propagador de la Sociedad Salesiana. — Martirologio Romano