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6 de abril

Santa Gala de Roma

Viuda

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le origini e la scelta di fede

Santa Galla nacque nella città di Roma durante il sesto secolo in seno a una famiglia di altissimo lignaggio. Ella era infatti figlia di Quinto Aurelio Memmio Simmaco, il quale rivestì la prestigiosa carica di princeps senatus e fu per lunghi anni saggio consigliere del re Teodorico. Nel cinquecento venticinque, a causa di infondati sospetti di tradimento, lo stesso re Teodorico ordinò l'uccisione del padre della santa a Ravenna. In gioventù la santa fu data in sposa a un giovane patrizio di cui oggi non si conosce il nome. Il matrimonio durò tuttavia lo spazio di un solo anno, al termine del quale la santa rimase vedova. Di fronte a questo dolore, i parenti e i medici sollecitarono la santa a nuove nozze per il suo bene. La santa preferì invece consacrarsi totalmente a Dio, rifiutando ogni legame terreno. La decisione della giovane donna suscitò una salutare impressione nella società romana e l'eco di questa scelta si diffuse molto lontano. Tale risoluzione ricevette un sostegno spirituale d'eccezione quando san Fulgenzio di Ruspe, che si trovava per la seconda volta in esilio in Sardegna e forse aveva conosciuto la famiglia della santa in precedenza a Roma, le indirizzò una bellissima lettera simile a un trattatello in ventuno capitoli. Questo scritto confermava la santa nella decisione presa e le impartiva preziosi consigli ascetici.

La vita di carità e il transito

All'inizio della sua consacrazione, la santa si dedicò intensamente all'esercizio delle opere di misericordia. Successivamente la santa si ritirò in un monastero situato vicino alla basilica vaticana. Il Martirologio colloca l'attività di santa Galla proprio presso la chiesa di San Pietro a Roma, menzionando esplicitamente la preghiera, le elemosine, i digiuni e altre opere sante. San Gregorio afferma nei suoi scritti che ella visse molti anni nella semplicità del cuore. La santa visse costantemente dedita all'orazione e distribuì larghe elemosine ai poveri che bussavano alla sua porta. Prima di morire, la santa ebbe una visione dell'apostolo san Pietro. San Pietro nella visione invitava la santa al cielo, preannunciando la fine delle sue fatiche terrene. Il beato transito della santa è stato narrato dal papa san Gregorio Magno. La morte della santa è collocata intorno al cinquecento cinquanta. San Gregorio parla della santa nei suoi Dialogi al libro quarto. Il libro quarto dei Dialogi ha lo scopo di dimostrare l'immortalità dell'anima attraverso apparizioni o visioni di anime elette.

Il culto e i prodigi

La tradizione riferisce che alla santa sarebbe apparsa la Vergine. L'apparizione della Vergine avvenne mentre la santa attendeva alle consuete opere di carità. L'avvenimento miracoloso dell'apparizione è ricordato da una pregevole opera a niello dell'undicesimo secolo. L'opera a niello si trova nella chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli. La festa commemorativa dell'apparizione della Vergine si celebra a Roma il diciassette luglio per concessione della Congregazione dei Riti. Santa Galla è commemorata nel Martirologio Romano il cinque ottobre. Verso la metà del diciassettesimo secolo sorse a Roma un ospizio di carità intitolato alla santa. L'ospizio fu fondato da Marco Antonio Anastasio Odescalchi, cugino del beato Innocenzo undicesimo. San Giovanni Battista De Rossi svolse molti anni di attività nell'ospizio intitolato alla santa. San Giovanni Battista De Rossi raggruppò in speciale associazione i sacerdoti dediti ad opere di apostolato tra le classi più umili. Dal millenovecentoquaranta è dedicata alla santa una chiesa parrocchiale a Roma.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Santa Galla?

La memoria liturgica si celebra il sei aprile, mentre il Martirologio Romano fissa la commemorazione il cinque ottobre. La festa dell'apparizione della Vergine si celebra invece il diciassette luglio.

Di cosa è patrono Santa Galla?

Le fonti storiche e agiografiche non menzionano specifici patronati attribuiti alla santa.

En Roma, santa Gala, que, hija del cónsul Símaco, a la muerte del marido atendió por muchos años junto a la iglesia de San Pedro a la oración, a las limosnas, a los ayunos y a otras obras santas; su beato tránsito ha sido narrado por el papa san Gregorio Magno. — Martirologio Romano