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8 de junio

Beato Nicolás de Gesturi (Giovanni Medda)

Capuchino

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e giovinezza

Il beato Nicola, secondo quanto attesta anche il Martirologio, nacque a Gesturi il 5 agosto 1882, in provincia di Cagliari e nell'archidiocesi di Oristano. Egli era il sesto dei sette figli nati da Giovanni Medda e Priama Cogoni Zedda, genitori di umili condizioni sociali ma riconosciuti per la loro onestà e la profonda vita religiosa. Nel 1886, all'età di quattro anni e in conformità con le usanze del tempo, il piccolo Giovanni ricevette il sacramento della Cresima. La sua infanzia fu segnata precocemente dal dolore: il padre morì quando il ragazzo aveva appena cinque anni, e la madre venne a mancare quando egli aveva raggiunto l'età di tredici anni.

A seguito della dolorosa perdita dei genitori, il giovane fu affidato al suocero di sua sorella Rita. Il benestante padrone lo tenne come servo senza alcuna paga, offrendogli unicamente l'alloggio e il sostentamento quotidiano. Giovanni trascorreva le sue lunghe giornate dividendosi tra il duro lavoro nei campi e la diligente custodia del bestiame. Successivamente alla morte del padrone, Giovanni passò stabilmente in casa della sorella, dove continuò a prestare servizio come lavoratore puntuale e onesto. Dopo aver frequentato le prime classi elementari, il ragazzo avviò definitivamente la sua vita come contadino.

Il 18 dicembre 1896, all'età di quattordici anni, ricevette la Prima Comunione. A partire da quel momento fondamentale, la sua esistenza visse stabilmente orientata alla pratica della virtù e alla costante ricerca della santificazione. Non volle mai accettare compensi in denaro nemmeno dal cognato per cui lavorava, accontentandosi di un vitto molto scarso e di un alloggio ricavato in un piccolo bugigattolo. Quella vita di severa mortificazione alimentò in lui la forte aspirazione alla vita sacerdotale, la quale rimase però fortemente ostacolata dalla sua condizione di povertà. Giovanni continuò a coltivare la propria vocazione religiosa per altri anni mentre continuava a lavorare con dedizione.

La vocazione cappuccino e i primi anni nei conventi

Nel marzo del 1911, all'età di ventinove anni e presentato da un'ottima relazione scritta dal parroco di Gesturi, Giovanni entrò nel convento cappuccino di Sant'Antonio a Cagliari in qualità di Terziario oblato. Il 30 ottobre 1913, dopo un cammino di verifica durato due anni, vestì l'abito religioso dei frati minori cappuccini assumendo ufficialmente il nome di fra' Nicola. Qualche mese dopo la vestizione, fu trasferito nel convento di Sanluri per compiere l'anno di noviziato e pronunciare la sua prima professione solenne. La sua presenza conventuale fu piuttosto altalenante nel corso degli anni successivi, toccando diverse comunità della Sardegna tra cui il convento cappuccino di Sanluri, Sassari, Oristano, Cagliari e nuovamente Sanluri.

All'interno delle comunità religiose era sempre addetto al servizio della cucina, pur non riuscendo inizialmente a suscitare la piena soddisfazione dei confratelli per via delle sue modalità. A seguito di una specifica segnalazione da parte di un frate, fu infine esonerato da quell'incarico culinario. Nel 1924, fra' Nicola fu trasferito definitivamente a Cagliari, dove ricevette l'incarico delicato e faticoso della questua in città. Egli svolse questo compito prezioso per ben trentaquattro anni consecutivi, affrontandolo con straordinaria tenacia e con una pazienza incrollabile che stupiva chiunque lo osservasse.

Il ministero della questua e la carità verso i poveri

Fra' Nicola percorreva a piedi chilometri e chilometri tra le vie di Cagliari con ogni genere di condizione meteorologica, sfidando la pioggia battente, il freddo pungente e il caldo afoso dell'estate. Chiedeva la carità nel nome di san Francesco d'Assisi utilizzando sempre le medesime e semplici parole. Raccoglieva offerte sia per provvedere ai bisogni materiali del convento sia per alimentare la carità francescana verso i più bisognosi. Nel corso del suo servizio subì offese, ingiurie e pesanti prese in giro da parte di persone che non comprendevano la sua missione e lo consideravano ingiustamente un fannullone e un buono a nulla. Tuttavia, dopo i primi tempi, smise persino di chiedere esplicitamente la carità, poiché i cittadini cagliaritani avevano ormai compreso la sua eccezionalità spirituale e offrivano spontaneamente denaro o generi di natura.

La sua figura divenne progressivamente sempre più popolare a Cagliari e in tutti i paesi vicini con il passare degli anni. Molte persone si avvicinavano a lui costantemente per chiedere consigli spirituali e preghiere, oppure per invitarlo nelle proprie case e negli ospedali affinché potesse portare conforto agli ammalati. In quel contesto si verificarono diverse guarigioni improvvise che contribuirono ad accrescerne ulteriormente la fama di santità. Egli divenne ben presto l'amico e il confidente di tutti, fermato di continuo lungo la strada al punto da non riuscire più a coprire l'intero territorio che un tempo percorreva agevolmente in un solo giorno. La sua presenza si trasformò in una necessità indispensabile per la popolazione locale.

Egli ascoltava pazientemente chiunque si rivolgesse a lui, ma riservava sempre un trattamento privilegiato ai poveri, che andava a visitare regolarmente all'interno delle loro misere case. Era sempre pronto ad aiutare i bisognosi e, con il suo luminoso esempio di virtù e di bontà, incoraggiò moltissime persone alla pratica della carità verso i poveri. Il silenzio fu la sua costante caratteristica sia nel ricevere che nel dare, un silenzio che veniva interrotto soltanto per ricordare alle anime la volontà di Dio. Con la sua condotta di vita, il frate religioso dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini incarna pienamente la tradizione dei grandi mendicanti di Dio: prima di lui vi furono san Salvatore da Horta, frate Minore e taumaturgo vissuto tra il 1520 e il 1567, e san Ignazio da Laconi, cappuccino e questuante vissuto tra il 1701 e il 1781, confermando una continuità spirituale unica nel convento di Cagliari.

La Seconda Guerra Mondiale e gli ultimi anni

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la città di Cagliari fu tragicamente colpita e divenne una delle città più bombardate d'Italia. Molti cittadini e persino alcuni frati appartenenti al convento di Sant'Antonio decisero di lasciare la città per cercare rifugio altrove. Al contrario, fra' Nicola e altri tre confratelli, tra i quali figurava lo stesso Superiore, presero la coraggiosa decisione di non allontanarsi dal convento. La clausura del convento fu temporaneamente tolta per accogliere, curare amorevolmente e sfamare gli sfollati e tutte le persone rimaste sole. Fra' Nicola si prodigò senza sosta per aiutare e consolare chiunque fosse nel dolore.

Egli soccorreva i miserabili e i cenciosi che avevano trovato rifugio nelle grotte sparse per il territorio cittadino. Accorreva prontamente sui luoghi disastrati subito dopo ogni bombardamento aereo per portare aiuto concreto ai feriti, consolare quanti avevano subito danni gravi e provvedere a seppellire i morti. Per i cittadini di Cagliari provati dalla guerra, egli assunse la figura silenziosa di una visione di speranza. Il 1° giugno 1958 frate Nicola, ormai stremato nel fisico dalle fatiche e dall'età, si presentò al Padre Guardiano dichiarando di non farne più pole e chiedendo formalmente l'esonero dall'incarico della questua. Il Superiore intuì immediatamente che il devoto frate si stava rapidamente avvicinando alla fine della sua esistenza terrena.

Il giorno successivo a quella richiesta, fra' Nicola fu ricoverato d'urgenza in clinica e sottoposto a un intervento chirurgico ritenuto indispensabile. Purtroppo, l'intervento chirurgico e le successive cure si rivelarono del tutto inutili. Dopo quattro giorni di degenza, e dopo aver ricevuto con fede l'unzione degli infermi e il Viatico, fra' Nicola si spense serenamente. La sua morte avvenne l'8 giugno 1958 all'età di settantasei anni, coronando una vita interamente donata a Dio e al prossimo. Egli nacque a Gesturi il 5 agosto 1882 e morì a Cagliari l'8 giugno 1958.

La gloria degli altari e il culto

La fama della santità di frate Nicola era grandissima già durante la sua vita e divenne incontenibile dopo la sua scomparsa. I funerali celebrati il 10 giugno videro un'imponente partecipazione popolare e furono una vera e propria apoteosi, con decine di migliaia di persone provenienti da ogni ceto sociale che vollero rendere l'ultimo omaggio alla sua salma. Il primo processo canonico per la sua beatificazione si svolse nel periodo compreso tra il 1966 e il 1971. Successivamente, il 6 giugno 1980, i resti mortali di frate Nicola furono solennemente traslati e tumulati nella Cappella dell'Immacolata all'interno della Chiesa di Sant'Antonio, annessa al Convento dei Cappuccini a Cagliari.

Il cammino della causa giunse alla sua meta ecclesiale quando fra' Nicola da Gesturi fu beatificato il 3 ottobre 1999 da papa Giovanni Paolo II. Egli rimane l'ultima figura francescana cagliaritana a ricevere questo riconoscimento, unendo idealmente la propria testimonianza a quella dei venerati predecessori san Salvatore da Horta e san Ignazio da Laconi. La celebrazione liturgica in suo onore è fissata dal calendario ecclesiale all'8 giugno, giorno che ricorda la sua nascita al cielo e il suo eterno riposo nel Signore.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Nicolás de Gesturi?

La celebrazione liturgica in onore del Beato Nicolás de Gesturi è fissata all'8 giugno.

Quali furono i suoi predecessori nel convento di Cagliari?

Prima di lui vi furono san Salvatore da Horta, frate Minore e taumaturgo vissuto tra il 1520 e il 1567, e san Ignazio da Laconi, cappuccino e questuante vissuto tra il 1701 e il 1781.

En Cagliari, beato Nicolás (Giovanni) Medda de Gesturi, religioso de la Orden de los Hermanos Menores Capuchinos, que, siempre presto a ayudar a los necesitados, con su ejemplo de virtud y de bondad animó a muchos a la caridad hacia los pobres. — Martirologio Romano