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21 de noviembre

Beato Nicolò Giustiniani

Monje

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

La vita monastica, il matrimonio e il ritorno al chiostro

Il beato Nicolò Giustiniani è stato un monaco vissuto nel dodicesimo secolo. Egli entrò nel monastero di san Nicolò del Lido di Venezia per servire il Signore nella quiete della vita claustrale. In quel tempo, secondo la tradizione, tutti i figli maschi della famiglia Giustiniani morirono a Costantinopoli o nel mare Egeo durante una spedizione intrapresa dal Doge Vital Micheli Secondo. Di fronte alla possibile estinzione della casata, il doge chiese al Pontefice Alessandro III di sciogliere i voti monastici di Nicolò affinché potesse sposarsi e garantire la continuazione della stirpe dei Giustiniani. Dopo lo scioglimento dei voti concesso dalla suprema autorità della Chiesa, Nicolò uscì dal monastero e sposò Anna Michela, figlia del doge Michele. Dal matrimonio nacquero sei figli, di cui quattro maschi e due femmine, ed essi vissero gli impegni familiari con rettitudine. Intorno all'anno undici sessanta il beato Nicolò Giustiniani decise, d'accordo con la moglie, di tornare a farsi monaco per vivere in penitenza nel monastero di San Nicolò al Lido. Nel medesimo periodo, la moglie Anna Michela decise anch'essa di abbracciare la vita religiosa, prendendo il velo nel monastero di San Biagio della Giudecca e fondando in seguito il monastero di San Adriano di Torcello. Nicolò morì nel monastero di San Nicolò al Lido dopo una ventina d'anni, intorno all'anno undici ottanta.

La sepoltura, il ritrovamento delle reliquie e il culto

Il beato Nicolò fu sepolto inizialmente sotto terra nel cimitero comune dei monaci, secondo la consuetudine della sobrietà monastica. Successivamente i suoi resti furono trasferiti nella parete di una cappella della sacrestia del medesimo monastero per conferire loro una degna custodia. L'undici marzo del mille settecentotrentasei fu ritrovata una cassa di piombo recante l'iscrizione che attestava la presenza delle ossa del venerabile servo di Dio Nicolò Giustiniano. La cassa di piombo conteneva a sua volta una cassa di legno con le ossa ben conservate del beato, destinate alla venerazione dei fedeli. Entrambi i coniugi Giustiniani furono da sempre venerati come Beati a Venezia, segno di una fama di santità mai spenta nel tempo. Nicolò Giustiniani fu indicato specificamente come beato confessore dall'abate Bartolomeo di San Nicolò al Lido, confermando l'autorevolezza della sua memoria spirituale. Niccolò e Anna Michela sono sempre stati rappresentati come beati nelle immagini esistenti in alcune chiese di Venezia, a imperitura memoria della loro testimonianza. Molti autori locali assegnano comunemente il titolo di beati ai coniugi a partire dal secolo decimosettimo. Il teologo benedettino Gabriele Bucelino assegnò la festa per il beato Nicolò Giustiniani al ventuno novembre nel suo menologio dell'ordine di San Benedetto. Il supplemento al menologio redatto da Padre Robert Schindele assegnò invece la festa per il beato Nicolò e la beata Anna Michiel al diciassettesimo giorno di luglio in un unico giorno.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Nicolò Giustiniani?

La festività liturgica si celebra il ventuno novembre secondo Gabriele Bucelino, oppure il diciassette luglio insieme alla moglie secondo Padre Robert Schindele.