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4 de diciembre

Beato Pedro (Pietro) Pettinaio

Terciario franciscano

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le origini fiorentine e l'arrivo a Siena

Le origini di Pietro sono saldamente radicate nella terra fiorentina, essendo egli nato probabilmente nel 1189 a Campi. Ancora giovanissimo, decise di trasferirsi a Siena, città che sarebbe diventata il teatro principale della sua esistenza e della sua testimonianza cristiana. In questo nuovo contesto urbano, Pietro imparò il mestiere di costruttore di pettini d'osso o di corno, oggetti allora comunemente usati per la lavorazione della lana e per la tessitura. La tradizione indica ancora oggi, nel vicolo della Calcina, oggi intitolato proprio a lui, la sua presunta bottega di lavoro. A conferma della sua stanzialità e del suo modesto benessere frutto del lavoro onesto, gli antichi catasti senesi lo descrivono chiaramente come proprietario di una casa e di una vigna all'interno della città.

L'onestà nel lavoro e la nascita del soprannome

Il lavoro quotidiano divenne per Pietro il primo luogo di esercizio della virtù e della giustizia. In virtù della sua professione artigianale, gli fu attribuito il celebre soprannome di Pettinaio. Per approvvigionarsi della materia prima, egli soleva comprare i suoi manufatti a dozzine persino nella città di Pisa. Prima di fare ritorno alla propria abitazione, giunto sul ponte vecchio di Pisa, Pietro aveva l'abitudine di controllare minuziosamente ogni singolo pettine, passandolo al vaglio uno per uno. Senza esitazione alcuna, gettava direttamente nelle acque del fiume Arno tutti quei pezzi che presentavano difetti o che erano rovinati. Rifiutava fermamente il consiglio di quanti gli suggerivano di vendere la merce difettosa sottocosto come merce fallata, poiché la sua priorità assoluta era evitare di arrecare qualsiasi danno ai futuri compratori. Questa scrupolosità estrema gli fece guadagnare rapidamente la fama di miglior venditore dell'intero mercato senese. Inoltre, per un profondo senso di delicatezza e rispetto verso il prossimo, Pietro arrivava deliberatamente in ritardo al mercato, così da non fare troppa concorrenza sleale ai suoi colleghi bottegai.

La conversione e il cammino nella spiritualità francescana

Nel corso della sua vita, Pietro attraversò un momento di profonda conversione interiore, comprendendo intimamente che i soldi e le ricchezze materiali non sono tutto. Questo radicale cambiamento di prospettiva fu probabilmente favorito dall'incontro decisivo con la spiritualità francescana, che lo affascinò al punto da renderlo un vero e proprio santo laico grazie alla sua straordinaria permeabilità a quegli ideali evangelici. In un momento non specificato della sua vita, dopo essere diventato vedovo e ritrovandosi solo, cercò temporaneamente ospitalità nel convento dei Frati minori di Pisa. Lì decise di compiere il passo definitivo, entrando a far parte del Terz'Ordine Francescano e spogliandosi completamente di tutti i suoi beni materiali. Nonostante la rinuncia alle ricchezze, mantenne intatta la sua dedizione al lavoro e alle relazioni umane, spingendosi a compiere frequenti pellegrinaggi nei luoghi legati alla memoria di San Francesco, finché le forze fisiche glielo permisero.

La carità operosa e la fiducia della comunità

Liberato da ogni attaccamento terreno, Pietro dedicò tutto il tempo libero dal lavoro al servizio generoso dei malati, curando personalmente piaghe ripugnanti e compiendo i servizi più umili. Egli soccorreva prontamente chiunque avesse bisogno di aiuto, donando largamente del proprio per fare in modo che i miserabili potessero partecipare a quella piccola fortuna che egli aveva onestamente accumulato con il sudore della fronte. La sua figura era considerata da tutti una persona onestissima ed eccezionale, descritta come generosa oltre misura e totalmente priva di paura nel doversi sporcare le mani per i sofferenti. La sua fama di uomo integro ispirava una tale e fidata autorevolezza che l'amministrazione pubblica di Siena arrivò ad affidargli importanti incarichi di fiducia. Era lui, ad esempio, a scegliere annualmente i prigionieri da riscattare per conto delle autorità cittadine e a individuare i poveri più bisognosi a cui destinare una speciale elemosina pubblica. La sua reputazione di onestà era tale che persino compaesani, trafficoni ed evasori fiscali lo sceglievano regolarmente come intermediario di fiducia per riuscire a saldare i propri debiti con il fisco cittadino. Perfino i frati francescani si affidavano serenamente al suo profondo discernimento spirituale per pronunciarsi in merito a vocazioni religiose dubbie.

Il silenzio, i miracoli e la memoria storica

Tra i tratti più caratteristici della personalità di Pietro spicca la sua predilezione per la sobrietà verbale: non si tramandano infatti discorsi o proclami pubblici pronunciati da lui, ma rimasero celebri i suoi lunghi e densi silenzi. A conferma di ciò, la scarsa iconografia tradizionale lo rappresenta frequentemente con un dito posato sulle labbra, quasi a voler sottolineare la sua identità di santo del silenzio. Le biografie storiche antiche sono tuttavia discordi riguardo alla sua vita matrimoniale precedente, attribuendogli un numero di figli variabile da zero a quattro. Con il passare degli anni, mentre cresceva costantemente la sua fama di santità, gli vennero attribuiti numerosi miracoli e profezie. La sua figura ottenne una immortalità letteraria straordinaria quando Dante Alighieri lo citò nel tredicesimo canto del Purgatorio, attribuendo proprio alle sante orazioni di Pietro la salvezza dell'anima della nobildonna Sapia Salvani. Negli ultimi anni della sua esistenza, Pietro fu immobilizzato da una lunga e dolorosa malattia, che egli accettò con la straordinaria pazienza propria dei santi. Il testo fa riferimento alla data del 4 dicembre 1289, giorno in cui Pietro morì centenario a Siena. Un secolo esatto dopo la sua scomparsa, la città di Siena lo invocò ufficialmente come proprio protettore, istituendo una festa solenne in suo onore fissata proprio per il quattro dicembre, data in cui il martirologio ricorda a Siena il beato Pietro Pettinario come religioso del Terz'Ordine di San Francesco, insigne per carità, umiltà e silenzio. Intorno alla sua figura si svilupparono ben presto pubblici pellegrinaggi diretti alla sua tomba. Nel corso del seicento, precisamente nel 1655, la tomba di Pietro fu purtroppo distrutta da un incendio e le sue reliquie andarono disperse; ciononostante, la memoria e la devozione per il beato sopravvissero miracolosamente a tale catastrofe. Infine, il riconoscimento ufficiale della sua santità da parte della Chiesa giunse il due gennaio 1802, quando papa Pio VII ne riconobbe ufficialmente il culto liturgico.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Pedro Pettinaio?

Il Beato Pedro si festeggia il 4 dicembre, giorno della sua morte avvenuta nel 1289.

Di cosa è patrono il Beato Pedro Pettinaio?

Il Beato Pedro è ricordato come protettore della città di Siena.

En Siena, beato Pedro Pettinario, religioso de la Tercera Orden de San Francisco, insigne por la particular caridad hacia los necesitados y los enfermos y por su vida de humildad y silencio. — Martirologio Romano