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6 de enero

Epifanía del Señor

Epifanía del Señor

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

L'attesa nel Tempio e la voce dei profeti

Nel primo secolo della nostra era, un uomo pio di nome Simeone attende da molti anni la venuta del Messia presso il sacro Tempio di Gerusalemme. Questa attesa si inserisce nel contesto di un'ansia spirituale diffusa nel mondo intero, comprese le élite culturali di Atene e Roma, come testimoniano gli scritti storici e letterari di Cicerone, Virgilio e Tacito. La venuta del Messia avviene esattamente al compimento della profezia delle settanta settimane di anni riportata con precisione nel libro di Daniele. Quaranta giorni dopo la nascita di Gesù, i suoi genitori, Maria e Giuseppe, conducono il Bambino al Tempio per adempiere alle prescrizioni della legge. In quel luogo santo, Simeone riconosce immediatamente il Messia nel piccolo Gesù e dichiara apertamente che egli è il Salvatore atteso, la Luce destinata a illuminare le genti e la Gloria del popolo d'Israele. Subito dopo, lo stesso Simeone rivolge a Maria una profezia dolorosa, annunciando che quel figlio sarà causa di rovina e di risurrezione per molti in Israele, costituendo un segno di contraddizione, e che una spada affilata le trafiggerà l'anima. Questa prima manifestazione e i presagi che la accompagnano legano fin dal principio la venuta del Redentore al mistero del dolore e della redenzione universale.

I Magi d'Oriente e la luce della stella

Ancor prima dell'arrivo dei pastori, considerati gli ultimi del popolo ebraico, e della successiva manifestazione ai filosofi dell'Occidente, alcuni Magi provenienti dalle regioni orientali della Mesopotamia e della Persia avvistano una stella misteriosa nel cielo. Gli studiosi di stelle erano largamente diffusi in quelle terre d'Oriente e praticavano il culto degli astri, ma mossi da presagi, barlumi di verità e vaticini a loro noti in quanto uomini di cultura, decidono di mettersi in viaggio. Settecento anni prima, all'epoca della fondazione di Roma avvenuta nel settecentocinquantatré avanti Cristo, il profeta Isaia aveva già vaticinato l'arrivo a Gerusalemme di carovane provenienti da Madian, Efa e Saba, cariche di oro, incenso e lodi al Signore. I dotti orientali raggiungono Gerusalemme seguendo la stella per domandare a Erode il Grande dove fosse nato il Re venturo. L'arrivo dei Magi e la loro domanda sul luogo di nascita del Re dei Giudei sono fedelmente narrati nel Vangelo di Matteo, scritto primariamente per gli ebrei convertiti al cristianesimo. I Magi intraprendono questo cammino guidati dai segni celesti, poiché Dio ha scelto di parlare ai pagani attraverso i fenomeni naturali e gli studiosi, mentre si è rivolto storicamente agli Ebrei tramite la voce dei profeti. La richiesta dei dotti orientali provoca in Erode un forte sgomento, un'ira crescente e una paura politica profonda. Erode il Grande, tristemente noto per le sue cattive azioni, tra cui l'aver fatto uccidere i propri figli per il timore morboso di perdere il trono, interpreta la nascita del nuovo Re in chiave esclusivamente politica. I dotti del Tempio interpellati dal sovrano indicano che il Messia deve nascere a Betlemme, secondo le Scritture. Erode riferisce ai Magi questa destinazione ingannandoli sul proprio finto desiderio di andare ad adorare il Bambino, celando in realtà le sue spietate intenzioni omicide.

L'adorazione a Betlemme e i doni regali

Dopo aver appreso le indicazioni dai dotti di Gerusalemme, i Magi riprendono il cammino guidati dalla stella che riappare miracolosamente nel cielo per indicare la meta. Il Vangelo di Matteo riferisce che i dotti provarono una grande gioia nel rivedere la stella, entrarono nella povera casa, videro il bambino insieme a Maria e si prostrarono ad adorarlo con profonda devozione. I Magi aprono i loro scrigni per offrire a Gesù oro, incenso e mirra, compiendo così la profezia antica. Con la venuta dei saggi d'Oriente si compie la straordinaria Epifania, ovvero la prima manifestazione visibile dell'Uomo-Dio anche ai popoli pagani. L'offerta dell'oro simboleggia chiaramente la regalità divina e umana di Gesù. L'offerta dell'incenso esprime la sua natura divina e l'innalzamento della preghiera verso i cieli. L'offerta della mirra rappresenta la sua vera umanità, destinata in modo ineluttabile alla sofferenza, al sacrificio e alla morte sulla croce. La mirra offerta alla nascita verrà infatti riutilizzata trentatré anni dopo per la nobile sepoltura di Gesù, collegando indissolubilmente la culla della nascita alla Croce del sacrificio supremo. I Magi adorano in quel momento il Creatore delle stelle, dell'universo e dell'uomo, riconoscendo con fede che ogni cosa creata esiste unicamente per Gesù Cristo. La regalità di Gesù agisce regnando dolcemente sulle anime e legandole a sé, per poi estendersi a tutti i popoli e le nazioni, infondendo vera dignità e libertà spirituale.

La persecuzione di Erode e la strage degli Innocenti

Accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui non facendo ritorno per riferirgli le informazioni sul Re-Bambino, Erode si adirò fortemente e diede ordine di uccidere tutti i bambini maschi dai due anni in giù situati nella città di Betlemme e nei suoi dintorni. L'età dei piccoli da trucidare fu stabilita dal tiranno in base alle informazioni temporali ottenute dai Magi durante i colloqui. Nel corso della storia, Erode diventa la figura tipologica per eccellenza di chi si informa sull'Uomo-Dio ma non agisce mai in modo coerente con la conoscenza acquisita. L'odio e la beffa manifestati da questo secondo Erode traggono la loro radice profonda dall'odio già espresso in precedenza da suo padre, Erode il Grande. I despoti di ogni epoca affermano spesso con compiacimento che il Cristianesimo è un nemico dello Stato, rivelando in realtà che esso si oppone al loro egoismo e alla loro tirannide. Erode è stato il primo sovrano despota a considerare Gesù come un pericoloso nemico, prima ancora che il bambino compisse due anni di età. Gesù è nato poverissimo all'interno di una grotta e coloro che sono dominati dallo spirito di un mondo privo di Dio provano un odio istintivo verso il Dio fatto uomo. A causa di Gesù viene così versato sangue innocente prima della sua infanzia avanzata, costituendo il primo tragico attentato alla sua vita terrena. Le giovani vite colpite dalla crudele strage di Betlemme vengono commemorate solennemente nella festa dei Santi Innocenti il ventotto dicembre. Il venerabile Fulton J. Sheen, nella sua celebre opera intitolata Vita di Cristo, riporta la promessa solenne di Gesù secondo cui il mondo avrebbe odiato i suoi seguaci. Lo stesso Fulton J. Sheen afferma che gli Innocenti morirono come agnellini immacolati per l'Agnello divino prima ancora di poterlo conoscere, aprendo così la gloriosa e dolorosa serie dei martiri della fede cristiana. Come la circoncisione costituiva anticamente il segno visibile della Vecchia Alleanza, la persecuzione incessante contro Cristo e i suoi amici diventa il segno distintivo della Nuova Alleanza sancita dal suo sangue prezioso.

Il cammino verso il Calvario e le tre manifestazioni

Ogni elemento che circonda la nascita e la prima infanzia di Gesù richiama in modo evidente la sua morte redentrice, essendo la Croce il fine stesso della sua venuta sulla terra. In vista dell'arrivo di Gesù e come sua precisa prefigurazione pasquale, gli agnelli venivano condotti al Tempio di Gerusalemme per essere sacrificati ritualmente. A partire dalla prima manifestazione di Gesù al mondo, i martiri versano il proprio sangue per testimoniare la fede in lui. In età adulta, i Giudei colmi di rabbia tenteranno più volte di lapidare Gesù con pietre e gli infliggeranno infine la morte infame sulla Croce. La prima epifania di Gesù al suo popolo rappresenta dunque l'inizio effettivo del cammino in salita verso il Calvario. La dura legge del sacrificio si applica a Gesù fin dai suoi primi giorni di vita e toccherà inevitabilmente in seguito gli Apostoli e tutti i suoi seguaci nel corso dei secoli. L'apostolo Pietro, primo tra gli Apostoli, è andato incontro alla morte mediante il supplizio della croce. L'apostolo Giacomo è stato ucciso venendo spinto giù dal pinnacolo del Tempio. L'apostolo Bartolomeo ha subito il martirio venendo ucciso con un pugnale. L'apostolo Paolo, definito dalle Scritture come l'Apostolo delle Genti, è stato martirizzato con una spada. Numerose spade si erano del resto già abbattute in precedenza sui piccoli bambini innocenti di Betlemme. Nonostante il riconoscimento dei diritti fondamentali della persona nel mondo moderno, i cristiani continuano a essere il gruppo più numeroso soggetto al martirio a causa della fede. All'Epifania l'Uomo-Dio si manifesta al mondo portando già con sé il presagio inequivocabile della Croce. Questo santo Sacrificio della Croce si perpetua misticamente su tutti gli altari cattolici attraverso la celebrazione quotidiana della Messa. Nel Martirologio Romano, la Solennità dell'Epifania del Signore celebra solennemente la triplice manifestazione di Gesù Cristo. La prima manifestazione avviene storicamente a Betlemme, dove il piccolo Gesù viene adorato dai Magi venuti da lontano. La seconda manifestazione avviene presso le acque del fiume Giordano, dove Gesù viene battezzato da Giovanni Battista, unto dallo Spirito Santo e proclamato Figlio prediletto dall'eterno Padre. La terza e ultima manifestazione narrata si compie a Cana di Galilea, dove Gesù manifesta pienamente la sua gloria divina trasformando l'acqua in vino nuovo durante un banchetto nuziale.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la Solennità dell'Epifania del Signore?

La Solennità dell'Epifania del Signore si festeggia il sei gennaio.

Quali festività si collegano alle vicende dell'infanzia di Gesù?

Si collegano strettamente a queste vicende la festività dei Santi Innocenti che si celebra il ventotto dicembre e la Solennità dell'Epifania del Signore fissata al sei gennaio.

Solemnidad de la Epifanía del Señor, en la cual se venera la triple manifestación del gran Dios y Señor nuestro Jesucristo: en Belén, Jesús niño fue adorado por los magos; en el Jordán, bautizado por Juan, fue ungido por el Espíritu Santo y llamado Hijo por Dios Padre; en Caná de Galilea, en la fiesta de bodas, cambiando el agua en vino nuevo, manifestó su gloria. — Martirologio Romano