5 de agosto
María Santísima Madre de la Misericordia
Venerada en Valmala (CN)
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
L'apparizione al Chiotto
Il giorno sei agosto dell'anno millenotto-cento-trentaquattro nel paese di Valmala risuonó l'eco di una Signora che piangeva al Chiotto. La notizia dell'apparizione giunse da un gruppo di pastorelli che pascolavano le vacche su un pianoro comunale chiamato Chiotto sopra Valmala. La figura apparsa era femminile, aveva circa vent'anni, altezza normale, veste color rosso cupo, velo azzurro e corona sul capo. La figura aveva un atteggiamento addolorato con le braccia aperte verso i pastori. I pastorelli veggenti erano quattro bambine di nome Maria e un ragazzino loro fratello. Maria Chiotti di Chiotmartin aveva dodici anni. Maria Boschero di Meira d'l Mes aveva undici anni. Maria Pittavino di Palanché aveva dodici anni. Maria Margherita Pittavino detta Guitin aveva dodici anni. Il fratellino di Maria Margherita era Chiaffredo detto Chafré, di circa nove anni, abitante alla Palanché. Il fatto, raccontato subito a parenti e conoscenti, non venne inizialmente creduto. Alcuni pensavano che si trattasse di masche, sarvanòt, Sant'Anna o anime in pena. Gli adulti liquidarono il racconto dei bambini definendole storie di cui non parlare più.
Il mattino del sesto giorno di agosto il cielo era nuvoloso e minacciava un forte acquazzone. Un primo gruppetto di estranei salì al Chiotto con i pastori per indagare. Tra gli estranei salì Bartolomeo Chiotti detto Toumlin, gobbo e quasi piegato, aiutato dal figlio Ambrogio. Toumlin salì con la segreta speranza di essere guarito. Toumlin portò con sé una candela dubitando di poterla tenere accesa a causa del tempaccio e promosse di far erigere un pilone in caso di guarigione. Giunti al pianoro, i presenti videro tornare la bella Signora piangente. La natura circostante apparve rabbuiata e risentì del dolore della figura. I pastori si misero ad urlare per il riflesso della visione. Papà Pittavino, che abitava alla Palanché, sentì le grida dei pastori e decise di raggiungere il Chiotto. Papà Pittavino prese una bertuna, una vecchia spada ricurva, e corse verso le voci. Giunto al pianoro e constatato che non vi era nessuno, Papà Pittavino chiese perché avessero urlato.
I ragazzini indicarono a Papà Pittavino il lastrone di pietra su cui appariva la figura. Papà Pittavino non vide nulla e notò che i ragazzi tremavano come per una grande febbre. Papà Pittavino colpì ripetutamente la pietra con la bertuna senza vedere nulla. Una veggente afferrò con la mano un lembo del manto della Signora per convincere Pittavino. Papà Pittavino esclamò di inginocchiarsi alla vista del gesto della veggente. Il primo drappello di estranei pregò sull'erba umida della notte non asciugata dal sole. Giuseppe Pittavino promise la costruzione di un pilone. Toumlin il gobbo promise di andare ad aiutare nella costruzione se fosse guarito. Mentre parlava, Toumlin notò che la candela accesa non si spegneva nonostante il forte vento. Dopo un po' la visione scomparve. Tutti si alzarono rasserenati, la paura passò e Toumlin guarì. Da quel giorno i pastorelli tornarono al Chiotto con minor timore e con piacere. La bella Signora ritornò puntualmente lassù ogni giorno.
Il messaggio e i segni celesti
Il quindici agosto, festa dell'Assunta, la gente salì numerosa con i veggenti sul monte. Giuseppe Pittavino portò una candela benedetta invece della bertuna. I pastori giunti prima sulla montagna andarono incontro ai nuovi venuti esclamando che la Signora era tornata. Tutti si inginocchiarono sull'erba del pianoro. Papà Pittavino diede inizio al primo di una serie interminabile di rosari. Terminata la recita del rosario, Pittavino chiese ai veggenti se la vedessero ancora ed essi risposero di sì. Un canto melodioso ma triste, simile al salmodiare della messa da morto, risuonò per i veggenti. Pittavino insistette chiedendo chi suonasse e chi cantasse, ma essi risposero di non saperlo. I veggenti aggiunsero di scorgere ombre passare davanti al sole che splendeva nel cielo di Valmala. Tutto a poco a poco scomparve e i veggenti esclamarono che la bella Signora se n'era andata. I presenti scesero al paese convinti e commentando la giornata memorabile trascorsa al Chiotto. Dopo l'apparizione dell'Assunta crebbero la fede e l'entusiasmo nel popolo di Valmala e la notizia si diffuse nei paesi vicini. I veggenti riferirono ogni sera che la bella Signora continuava a tornare come al solito.
La Signora compì un giorno un giro sul pianoro senza toccare il suolo secondo il detto locale Touchava pa 'l sol. L'erba si rifletté al passaggio della Signora senza essere calpestata. L'erba al passaggio della Signora diventò candida come una tela bianca stesa al sole ad asciugare. Alcuni abitanti di Valmala si interrogarono sul significato della scia luminosa sull'erba. La Signora disse a Maria Pittavino di voler desiderare un pilone e in seguito una chiesa sul posto. Maria riferì la sera stessa il desiderio della Signora al proprio padre. Il padre di Maria esclamò come fosse possibile costruire una chiesa lassù a causa della mancanza di sabbia e pietre adatte. Il giorno seguente la ragazza riportò le parole del padre alla Signora. La Signora indicò in alto sulla montagna alcuni spuntoni di roccia dove trovare lastroni di ardesia e pietre. La Signora indicò più vicino il luogo dove trovare la sabbia necessaria alla costruzione. Il sentiero luminoso sull'erba venne interpretato come il tracciato del futuro santuario e del porticato annesso. I pellegrini si sarebbero recati in preghiera sotto il porticato a fare le novene sui passi della Donna che piange. Secondo le fonti attendibili le apparizioni continuarono fino alla fine della pastura al Chiotto verso il venti settembre.
L'identificazione e la nascita del santuario
La gente si chiese chi fosse in realtà quella Signora che piangeva sempre. Papà Giuseppe prese con sé i pastorelli per visitare piloni e chiesette dei dintorni alla ricerca di un'immagine somigliante senza successo. Un lunedì di ottobre Giuseppe scese al mercato di Venasca e scorse una bancarella di oggetti sacri. Giuseppe ritornò a Valmala e condusse alcuni veggenti a Venasca nella speranza di risolvere l'enigma. A Venasca i veggenti identificarono la figura misteriosa in un'immagine della Madre della Misericordia di Savona riprodotta su un quadretto. Papà Pittavino acquistò il quadretto della Madonna. Il due novembre a Valmala, durante la visita al cimitero, i veggenti confermarono unanimemente che quella era la Frema apparsa al Chiotto. L'anno successivo Giuseppe Pittavino, aiutato da Toumlin, costruì il primo pilone sul luogo dell'apparizione. Giuseppe Gauteri di Saluzzo dipinse l'immagine trovata di Venasca sul pilone eretto a Valmala. Sull'architrave del pilone venne fatta scrivere la frase sul grandissimo miracolo di vedere Maria Santissima della Misericordia.
L'anno millenotto-cento-trentacinque fu l'anno del colera. Il comune fece voto di erigere una cappella se il paese fosse stato esente dal contagio che colpiva i paesi vicini. Il paese fu preservato dal contagio del colera. Nel millenotto-cento-quaranta sorse la prima cappella votiva. La cappella fu ingrandita nel tempo fino a diventare l'attuale santuario ultimato nel millenotto-cento-cinquantuno. L'autorità religiosa, inizialmente contraria, approvò tacitamente la devozione alla Madre della Misericordia di Valmala. L'autorità religiosa commemorò con solennità il cinquantenario nel millenotto-cento-ottantaquattro, il centenario nel millenotto-cento-trentaquattro e il centocinquantenario delle apparizioni nel millenotto-cento-ottantaquattro. L'apparizione principale documentata avvenne il sei agosto millenotto-cento-trentaquattro.
Il destino dei testimoni e la memoria
Tutti i protagonisti delle vicende del Chiotto lasciarono il paese nativo per un misterioso disegno della Provvidenza. I protagonisti andarono nei paesi della zona, si sposarono e ebbero numerose famiglie. La vita dei protagonisti trascorse nella fatica quotidiana lontano dalla folla crescente diretta al Chiotto. I figli di Maria Pittavino divennero massari del santuario per molti anni. Maria Chiotti fu la veggente di cui rimasero più documenti. Maria Chiotti morì nell'anno millenotto-cento-novantanove.
La memoria di questi eventi straordinari rimane viva nei cuori dei fedeli e nella tradizione della Chiesa. La cura del santuario e la preghiera costante hanno continuato a testimoniare la grazia elargita dalla Vergine in quei monti. La testimonianza dei veggenti, tramandata con fedeltà attraverso i decenni, costituisce un pilastro della spiritualità della regione e continua a guidare i pellegrini sulla via della conversione e della speranza.
La historia de la aparición
En el transcurso del siglo diecinueve, la historia de fe de Valmala se vio enriquecida por un acontecimiento singular que cambió el rumbo espiritual de la región. El seis de agosto de mil ochocientos treinta y cuatro, cinco pastorelos que realizaban sus labores cotidianas en el Chiotto fueron testigos de una aparición mariana. En aquel encuentro, la figura divina se identificó como María Santísima Madre de la Misericordia, transmitiendo un mensaje de cercanía que pronto resonó en el corazón de los habitantes de la montaña.
La Virgen solicitó la construcción de un pilón y una iglesia, un mandato que los fieles acogieron con prontitud y devoción. Ya en mil ochocientos treinta y cinco, se erigió el primer pilón en el lugar de la aparición. Poco tiempo después, en mil ochocientos cuarenta, se completó la construcción de una capilla, realizada como un voto solemne de la comunidad para implorar protección contra la epidemia de cólera que azotaba la región. Este templo, levantado con el esfuerzo y la fe de un pueblo sencillo, se convirtió en el epicentro de la devoción local, consolidando la presencia de María Santísima como protectora y guía de aquellos que acuden a ella buscando refugio frente a las adversidades de la existencia.
El culto y la devoción
La veneración a María Santísima Madre de la Misericordia en Valmala es un signo de la piedad popular que ha sabido conservar su pureza a través de los años. La comunidad, unida en torno a este evento prodigioso, mantiene viva la memoria de la aparición como un pilar fundamental de su identidad religiosa. El culto no se limita únicamente a la estructura física del lugar, sino que se manifiesta en la oración constante de quienes reconocen en la Madre de Dios una intercesora poderosa ante las necesidades del mundo.
La conmemoración litúrgica, fijada para el cinco de agosto, permite a los fieles renovar su compromiso con el mensaje de misericordia recibido. A pesar del paso del tiempo, el mensaje de esperanza que surgió en el Chiotto continúa siendo un aliento para los adultos y mayores que visitan este santuario, encontrando en la figura de la Virgen un ejemplo de entrega, humildad y amor incondicional que fortalece la vida de fe de toda la región.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Maria Santissima Madre della Misericordia di Valmala?
La memoria è legata al santuario della Misericordia di Valmala e si celebra il cinque agosto.
Di cosa è patrona la Madonna di Valmala?
È patrona di Valmala e viene invocata come Madre della Misericordia.