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12 de enero

San Bernardo de Corleone

Religioso

San Bernardo de Corleone

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

La giovinezza e la prima spada di Sicilia

San Bernardo de Corleone nasce a Corleone, Palermo, il 16 febbraio 1605, nel contesto del decimosettimo secolo, venendo battezzato alla nascita con i nomi di Filippo Latino. Egli è il quintogenito di una famiglia molto religiosa, nella quale figura anche un fratello sacerdote. La sua casa viene comunemente definita casa di santi per la straordinaria bontà dei suoi fratelli. Suo padre è un calzolaio e bravo artigiano in pelletteria, forse anche conciatore di pelli, e ha la consuetudine lodevole di portare a casa gli straccioni e i poveracci incontrati per strada per ripulirli, rivestirli e sfamarli. Nella bottega di papà, il giovane impara a fare il ciabattino. Egli cresce come un giovanottone dalla costituzione forte e imponente. Da giovane perde i giorni e la testa a osservare le esercitazioni di scherma tra ufficiali e soldati del locale presidio spagnolo. Grazie a questa dedizione, egli diventa una delle migliori lame nell'ambiente della scherma. Nell'epoca, al buon spadaccino viene portato rispetto, anche se è figlio di un calzolaio. I contemporanei definiscono Bernardo la prima spada di Sicilia. Chiunque viene a duello con lui ne esce irrimediabilmente sconfitto o peggio. Egli non è un litigioso, ma il suo sangue bolle davanti a ingiustizie e soprusi, portandolo a mettere mano facilmente alla spada. Un certo Vito Canino, il palermitano temibilissimo con l'arma in mano, lo sfida a duello. Nello scontro con Vito Canino, il palermitano si trova con un braccio ferito e permanentemente invalido. La vista del sangue e il timore della vendetta e delle conseguenze del gesto lo consigliano di cercare rifugio nel convento dei cappuccini. La prima motivazione per entrare in convento è la fuga dalla giustizia, dopo un certo periodo di latitanza.

La conversione e l'ingresso tra i cappuccini

Nel convento matura lentamente la sua vocazione religiosa. Entra in convento ad appena diciannove anni. I superiori fanno fare anticamera alla prima spada di Sicilia per anni. Nel 1631 si trova nel noviziato cappuccino di Caltanissetta. A ventisei anni indossa il saio cappuccino assumendo il nome di frate Bernardo. Sono passati sette anni da un duello sciagurato con don Vito Canino. Il cambiamento personale è avvenuto attraverso tempo, sacrificio, mitezza e penitenze durissime. I suoi bollenti spiriti si stemperano con la preghiera, la penitenza e la meditazione, facendo emergere un uomo nuovo. Egli è analfabeta. Viene destinato ad essere un frate laico. Svolge in convento i lavori più umili in cucina e in lavanderia. Superiori e confratelli lo fanno bersaglio di incomprensioni, malignità e umiliazioni. Egli passa attraverso incomprensioni, malignità e umiliazioni in modo imperturbato. Il demonio gli appare sotto forma di animale e lo bastona rumorosamente da impaurire tutto il convento. Egli tiene a bada il demonio soltanto con la preghiera. Egli afferma che l'orazione è il flagello del demonio ed egli teme più l'orazione che i flagelli e i digiuni. Pratica la preghiera, il lavoro continuo e il servizio ai confratelli specialmente se ammalati. Egli si sottopone a penitenze incredibili, pur avendo una stazza grande e un appetito robusto. Si accontenta di qualche tozzo di pane duro e a volte si priva anche di quello.

Carità, prodigi e il transito al cielo

Attorno a questo frate fioriscono cose prodigiose che fanno gridare al miracolo. Durante un'epidemia a Bivona si prodiga a curare i frate in ogni necessità essendo l'unico rimasto sano nella comunità. Viene colto anch'egli dalla malattia e per guarire prende una statuetta di san Francesco infilandola in una manica. Minaccia scherzosamente la statuetta di san Francesco di tenerla nella manica finché non lo farà guarire per aiutare i confratelli. La sua opera di infermiere si estende anche agli animali come muli e bovini. Agisce come esortatore e predicatore improvvisando mini-sermoni in rima tra cui la frase Momentaneo è il patire / sempre eterno è il partire. Consumato dalle penitenze e dalla fatica, trova il suo posto accanto al tabernacolo dove prega in continuazione. Si ammala il giorno dell'Epifania del 1667. Muore a Palermo il 12 gennaio 1667 all'età di sessantadue anni. La sua morte è accompagnata subito da una grande fama di santità. Prima di seppellirlo, i fedeli fanno a pezzettini la sua tonaca per avere una reliquia, costringendo a cambiarla per ben nove volte. Il Martirologio lo colloca a Palermo come san Bernardo da Corleone dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Il Martirologio lo definisce insigne per la mirabile carità e lo spirito di penitenza. Viene beatificato nel 1768. Viene proclamato santo nel 2001. Egli viene canonizzato nel 2001. Bernardo da Corleone diventa oggi, dopo quattrocento anni, un simbolo per la sua città che vuole riscattarsi dalla fama di coppole e padrini. È stato realizzato un musical per raccontare di quel giovane che ha ripudiato le armi per scegliere la legalità. Viene associato dalla critica al personaggio di fra Cristoforo dei Promessi Sposi.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Bernardo de Corleone?

La sua ricorrenza si celebra il 12 gennaio.

Qual è il contesto storico e geografico della sua vita?

Nato a Corleone nel XVII secolo, visse prevalentemente in Sicilia tra conventi cappuccini e morì a Palermo nel 1667.

En Palermo, san Bernardo de Corleone, de la Orden de los Frailes Menores Capuchinos, insigne por la admirable caridad y el espíritu de penitencia. — Martirologio Romano