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10 de mayo

San Cirino

Mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le origini e l'inizio del cammino

San Cirino nacque a Vaste, in provincia di Lecce, in seno a una famiglia patrizia. Suo padre si chiamava Vitale, mentre sua madre, Benedetta, affrontò direttamente e spontaneamente l'autorità imperiale per manifestare la propria fede e subire il martirio. La vicenda ebbe una svolta quando il prefetto Nigellione giunse a Vaste per indagare sulla presenza di cristiani e compì i primi interrogatori. Viste la costanza e la fermezza dei tre fratelli, Nigellione decise di inviarli a Roma. Insieme a San Cirino e ai suoi fratelli furono mandati a Roma il loro maestro Onesimo, il loro cugino Erasmo e altri quattordici individui. Dopo i primi supplizi subiti nella capitale, il gruppo fu mandato a Pozzuoli dal prefetto Diomede, il quale condannò a morte Erasmo, Onesimo e gli altri quattordici compagni. Successivamente, Diomede inviò i tre fratelli in Sicilia, a Taormina, da Tertullo. A Taormina i fratelli furono interrogati e tormentati, per poi essere trasferiti a Lentini, sede ordinaria del prefetto Tertullo.

Il viaggio in Sicilia e i prodigi

L'ordine per il viaggio verso Lentini imponeva che fosse compiuto con una grossa trave sulle spalle, ma una forte tempesta di vento liberò i tre giovani da quel peso. Durante il tragitto, i fratelli passarono da Catania, dove furono rinchiusi in una prigione. Tale luogo di detenzione è indicato ancora oggi con la scritta in latino situata in una cripta sotto la chiesa dei Minoritelli. Secondo un'antica tradizione e un culto mai interrotto, nel corso del viaggio passarono anche per Trecastagni. Il passaggio per Trecastagni fu dovuto all'impraticabilità della normale via lungo la costa a causa di una violenta eruzione dell'Etna. Nel cammino da Catania a Lentini avvennero vari prodigi e conversioni, tra cui quella dei venti soldati di scorta e del loro capo Mercurio. Tertullo fece battere aspramente e uccidere Mercurio e i soldati di scorta a causa della loro nuova fede. Entrando in Lentini, i tre fratelli liberarono un bambino ebreo indemoniato e ammalato, convertendo molti ebrei della città, i quali furono successivamente condannati alla lapidazione.

Il martirio e la testimonianza

Presentati nuovamente a Tertullo, i tre fratelli furono sottoposti dapprima a lusinghe e poi a ogni genere di supplizio. Tra le sofferenze inflitte vi furono l'applicazione di pece bollente sul capo rasato, l'uso di acutissimi chiodi ai calzari e lo strascinamento per le vie della città sotto continue battiture. Nel corso delle prove, i fratelli furono prodigiosamente guariti dall'apostolo Andrea e continuarono a operare miracoli e guarigioni. Di fronte a tanta fermezza, Tertullo ordinò il supplizio finale per i tre fratelli. Il supplizio finale di Alfio consistette nello strappo della lingua, quello di Filadelfo nell'essere posto su una graticola rovente, mentre San Cirino affrontò il martirio venendo immerso in una caldaia di pece bollente. I corpi dei martiri furono trascinati in un luogo detto Strobilio, vicino alle case di Tecla e Giustina, e gettati in un pozzo. Alcune pie donne diedero poi sepoltura ai corpi in una grotta, e in seguito, sulla grotta della sepoltura, fu edificata una chiesa. Il Martirologio ricorda a Lentini in Sicilia i santi Alfio, Filadelfo e Cirino come martiri, perpetuandone la memoria cristiana.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Cirino?

San Cirino si festeggia il dieci di maggio.

Di cosa è patrono San Cirino?

Nei dati storici forniti non sono menzionati specifici patronati per il santo.

En Lentini en Sicilia, santos Alfio, Filadelfio y Cirinio, mártires. — Martirologio Romano