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11 de diciembre

San Damaso I

Papa

San Damaso I

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini ed elezione al pontificato

San Damaso I nacque a Roma intorno al 305. Il Liber pontificalis indica Damaso come spagnolo di nascita e figlio di Antonio, sebbene la patria di papa Damaso sia più correttamente considerata Roma. Alla morte del predecessore Liberio iniziò una lotta per la successione caratterizzata da momenti di grave tensione e scontri cruenti. Il 24 settembre 366 un gruppo di sacerdoti, i tre diaconi Ursino, Amanzio e Lupo e una parte della comunità fedele a Liberio si riunirono nella basilica di papa Giulio in Trastevere. Il diacono Ursino fu ordinato vescovo di Roma nella basilica di Santa Maria in Trastevere. Damaso si radunò con i propri sostenitori nella chiesa di San Lorenzo in Lucina. Il 1° ottobre 366 si procedette alla nomina di Damaso a vescovo di Roma e all'inizio del suo pontificato. L'atteggiamento di Damaso durante lo scisma ursiniano vide in più riprese il ricorso alla violenza. La pastorale di Damaso è stata definita energetica ma comportò in più occasioni l'uso della violenza. La storiografia filodamasiana, tra cui Girolamo, Ambrogio, Rufino, Socrate e Sozomeno, ha cercato di omettere o ridimensionare tali violenze sottolineando la legittimità formale della successione.

Il primato della Sede romana e i rapporti imperiali

Damaso non fu un teologo né si cimentò direttamente nelle problematiche dottrinali del suo tempo. Damaso era teso al consolidamento del primato di Roma e alieno rispetto alle delicate questioni teologiche delle Chiese d'Oriente. Durante il pontificato di Damaso la Sede romana accentuò la sua funzione nel mediare e dirimere questioni dottrinali e disciplinari in Occidente e in Oriente. Tra la fine del 377 e l'inizio del 378 si svolse a Roma un concilio che si occupò di questioni dottrinali e disciplinari relative all'Oriente cristiano. Nel 378 un concilio chiese all'imperatore di recepire la giurisdizione del pontefice romano sui vescovi d'Italia e d'Occidente. Il rescritto imperiale Ordinariorum accolse in parte le istanze della sinodale riconoscendo la giurisdizione episcopale romana. Il rescritto imperiale è considerato una sorta di concordato ante litteram nei rapporti tra papato e potere politico. La Sede romana ottenne il riconoscimento imperiale quale depositaria e garante dell'unica fede cattolico-nicena ammessa dallo Stato. Il 27 febbraio 380 l'imperatore Teodosio promulgò a Tessalonica l'editto Cunctos populos. L'editto ordinava ai popoli di abbracciare la fede cattolica trasmessa dall'apostolo Pietro ai Romani e seguita dal pontefice Damaso. La costituzione imperiale stabilì che coloro che professano tale fede siano definiti christiani catholici. Coloro che non professano la fede cattolica sono definiti eretici passibili di castigo divino e imperiale. Durante il pontificato di Damaso il tema del primato della Chiesa romana assunse un rilievo assoluto dopo l'uso dell'espressione sedes apostolica da parte di Liberio. Nella sinodale Et hoc gloriae del 378 fu dichiarato che Damaso, pur essendo uguale per funzioni agli altri vescovi, possiede una primazia in virtù della prerogativa della sede apostolica. Il fondamento teologico del primato romano è indicato nel passo evangelico di Matteo 16, 17-19. Per Damaso l'autorità della Chiesa romana si fonda direttamente sulla parola del Signore e non su costituzioni conciliari. La figura di san Paolo viene riproposta insieme a quella di san Pietro per l'affermazione del primato della Chiesa di Roma. La figura di Paolo è un argomento funzionale al consolidamento della Sede romana. Nel concilio del 382 si sottolineava il martirio di Paolo nello stesso giorno di Pietro, a Roma sotto Nerone, subito dopo la menzione di Matteo 16, 17-19. Damaso diede forza e valore al culto della coppia Pietro-Paolo, radicato a Roma da oltre un secolo. Nel celeberrimo Elogium Petri et Pauli Damaso proclama solennemente la cittadinanza romana di Pietro e Paolo grazie al comune martirio subito a Roma. Papa San Damaso I convocò molti sinodi nelle difficoltà dei suoi tempi per difendere la fede nicena contro gli scismi e le eresie.

Riforme ecclesiali e collaborazione con san Girolamo

Il consolidamento del primato della Sede romana si servì di una curia pontificia centralizzata. Venne introdotto per la prima volta nella storia di Roma il ricorso alla decretale come espressione dell'autorità pontificia. Le decretali costituiscono un elemento di un nascente diritto ecclesiastico. Girolamo fu collaboratore di Damaso per le carte ecclesiastiche. Fu istituita una nuova figura professionale denominata defensor ecclesiae Romanae. Negli ultimi anni del pontificato si registra l'uso ufficiale della lingua latina nella prassi liturgica. Damaso avviò la revisione dei Vangeli e dei salmi per opera di Girolamo. La revisione delle Scritture aveva l'intenzione di unificare la molteplicità di versioni latine. San Damaso I incaricò san Girolamo di tradurre in latino i libri sacri.

Edilizia sacra e culto dei martiri

Damaso si dedicò a un piano organico di edilizia sacra. Damaso si dedicò alla riscoperta delle autentiche tombe dei martiri. Damaso si dedicò all'acquisizione della storicità delle imprese dei martiri per valorizzare un patrimonio di santità. La pastorale martiriale di Damaso si serve degli elogia martyrum. Gli elogia martyrum sono epigrammi che esprimono la fede dell'autore e rivelano un carattere di strumento di propaganda. Le composizioni epigrafiche di Damaso sono state viste come una sorta di liturgia perenne. San Damaso I onorò i sepolcri dei martiri adornandoli di versi. Damaso ha composto circa sessanta epigrammi. Gli epigrammi damasiani ci sono pervenuti in originale epigrafico o tramite copie altomedievali del settimo secolo. Le copie degli epigrammi sono conservate in sillogi dei secoli VIII-XII. Esistono esemplari integri o parzialmente integri degli epigrammi dedicati al Vaticano, ai papi e ai martiri sepolti in San Callisto, a Cornelio, a Eutichio, a Gennaro, a Felicissimo e Agapito, ad Agnese e a Proietta. Fin dai primi anni del suo pontificato Damaso compose un autoepitaffio. Nell'autoepitaffio Damaso esprime la sua fede nella risurrezione citando episodi evangelici come Cristo che cammina sulle acque, la risurrezione dei semi, il potere sulla morte e la risurrezione del fratello di Marta. La data della morte di Damaso è certa ed è l'11 dicembre 384. San Damaso I morì a Roma nel 384.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Damaso I?

La memoria liturgica di san Damaso si celebra l'11 dicembre.

San Dámaso I, papa, que, en las dificultades de sus tiempos, convocó muchos sínodos para defender la fe nicena contra los cismas y las herejías, encargó a san Jerónimo traducir al latín los libros sagrados y honró los sepulcros de los mártires adornándolos con versos. — Martirologio Romano