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viernes 11 de diciembre 2026 · Santo del día

San Damaso I

Papa

San Damaso I

San Damaso I è stato una figura centrale del quarto secolo cristiano, guidando la Chiesa di Roma come papa dal 366 fino alla sua morte nel 384. Nato a Roma intorno al 305 o 306, sebbene alcune fonti antiche lo indicassero come spagnolo e figlio di Antonio, egli impresse al suo pontificato un carattere energico e deciso, orientato al consolidamento del primato della Sede apostolica e alla difesa della fede nicena contro le divisioni e le eresie del tempo.

Il santo pontefice è particolarmente ricordato per il suo profondo legame con la memoria dei martiri, per l'impulso dato all'uso della lingua latina nella liturgia e per aver affidato a san Girolamo la revisione dei testi biblici. Proclamato santo dalla Chiesa cattolica, la sua memoria liturgica si celebra nel giorno della sua morte, l'11 dicembre.

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Los otros santos de hoy

San Sabino (Sabino) de Piacenza

Obispo

San Sabino di Piacenza, noto anche come San Savino, visse nel quinto secolo e lasciò un'impronta profonda nella storia della Chiesa italiana attraverso il suo lungo ministero episcopale e la strenua difesa della fede cattolica. Originario di Milano e cresciuto come diacono nella Chiesa ambrosiana, fu amico di Sant'Ambrogio, con il quale intrattenne un fecondo scambio epistolare che testimonia la comunione spirituale e dottrinale tra i due pastori in un'epoca di grandi turbolenze teologiche. La sua figura si distingue per lo zelo con cui combatté gli errori degli ariani, dapprima come inviato speciale di Papa San Damaso nel 372 al Concilio di Oriente per discutere le dottrine ariane e riportare in Occidente le lettere indirizzate ai vescovi, e successivamente guidando per quarantacinque anni la comunità di Piacenza. In questa terra emiliana, San Sabino chiamò folle intere alla fede in Cristo, istituì monasteri per le vergini e lottò coraggiosamente per la verità nicena.

La tradizione tramanda che il santo visse lunghissimamente, raggiungendo la straordinaria età di centodieci anni, prima di concludere il suo cammino terreno l'undici dicembre del quattrocentoventi. La Chiesa onora la sua memoria liturgica il giorno della sua nascita al cielo, mentre la cittadinanza di Piacenza celebra una particolare solennità il diciassette gennaio, data in cui le sue sacre reliquie furono solennemente trasferite nella chiesa degli Apostoli, edificio che da quel momento prese il nome di San Savino. La sua figura si inserisce in un ricco panorama di santi tradizionalmente venerati con il nome di Sabino o Savino in diverse regioni d'Italia, tra cui il celebre martire di Spoleto, il vescovo di Canosa legato a Giustiniano e il solitario di Catania, pur distinguendosi per la limpidezza della sua documentata presenza storica nel panorama ecclesiale del nord Italia.

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Santa Mirabilia de Jesús Pidal y Chico de Guzmán

Virgen carmelita

Santa Mirabilia de Jesús Pidal y Chico de Guzmán, nata a Madrid nel 1891 e vissuta nel ventesimo secolo, fu una religiosa e vergine dell'Ordine delle Carmelitane Scalze che unì mirabilmente la vita contemplativa a una operosa carità. Proveniente da una famiglia profondamente cristiana, visse sin dalla fanciullezza una profonda chiamata alla vita religiosa, distinguendosi per la pratica di tutte le virtù cristiane e per un amore per la Croce che rasentava l'eroismo. La sua esistenza teresa e feconda si concluse l'11 dicembre 1974 nel monastero di La Aldehuela, lasciando una traccia indelebile per il suo spirito di orazione e per il costante anelito di salvare le anime.

La sua opera di fondazione di monasteri in Spagna e in India, unita a un impegno sociale straordinario a favore dei bisognosi, spinse la gente a definirla la santa Teresa di Gesù del ventesimo secolo. Sostenuta da una vita austera e poverissima, guidò numerose comunità con fortezza e dolcezza, promuovendo collegi, case per famiglie bisognose e importanti opere ecclesiali. Beatificata nel 1998 e canonizzata nel 2003 da papa Giovanni Paolo II, la sua memoria liturgica si celebra l'11 dicembre, giorno in cui la Chiesa commemora la sua pia transizione al cielo.

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Beata Wilbirg (Vilburga)

Reclusa de S. Florian

La Beata Wilbirg visse nel tredicesimo secolo nel territorio dell'odierna Austria, lasciando un segno indelebile di profonda fede e ascesi spirituale. Nata nei pressi di San Florian nel 1233, fu allevata ed educata sotto la cura della governante e di sua madre dopo che il padre Enrico morì durante un pellegrinaggio a Gerusalemme. La sua esistenza si trasformò radicalmente quando scelse una via di totale consacrazione, trascorrendo quarant'anni della sua vita all'interno di una cella come reclusa, in un cammino di preghiera incessante e di unione con Dio.

La fama della sua spiritualità e della sua vita interiore superò i confini dell'Austria, attirando alla finestra della sua cella laici, religiosi, peccatori e persone pie in cerca di consigli. Ancora oggi, le sue spoglie riposano in un sarcofago della cripta di San Florian, meta di pellegrini provenienti dall'Austria e dalla Germania che continuano ad affluire per venerarla, ricordandone la memoria l'undici dicembre.

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Beato Ugolino Magalotti de Fiegni

Terciario franciscano, eremita

Il Beato Ugolino Magalotti de Fiegni è profondamente venerato come l'anacoreta dei monti Sibillini, una figura di intensa spiritualità fiorita nel quattordicesimo secolo. La tradizione cristiana e il martirologio lo ricordano nel territorio di Camerino, nelle Marche, come eremita del Terz'Ordine di San Francesco, benché la sua vocazione si collochi alle origini stesse di questa forma di vita consacrata. La sua esistenza fu un cammino di radicale spogliottamento terreno e di costante unione con Dio, vissuto nella solitudine e nella preghiera silenziosa.

Nato a Fiegni intorno all'anno 1300 da una nobile stirpe, il Beato Ugolino seppe rinunciare agli agi e alle ricchezze materiali per abbracciare la perfezione evangelica. Attraverso decenni di preghiera, ascesi e prodigi compiuti a favore dei bisognosi, egli lasciò un segno indelebile di santità. La sua memoria liturgica si celebra l'undici dicembre, giorno della sua nascita al cielo nel millesino trecentosettantatré, ricordando un testimone fedele della grazia divina che continua a ispirare i cuor fedeli.

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San Masona de Mérida

Obispo

San Masona de Mérida vivió entre los siglos VI y VII y es recordado como un auténtico pilar de la Iglesia de España y una figura sumamente representativa de su época. De origen godo y educado en la iglesia de Santa Eulalia, este pastor guio con firmeza y caridad a su grey en tiempos de gran turbulencia religiosa y política. Su episcopado estuvo marcado por la defensa inquebrantable de la fe católica frente a la persecución del rey arriero Leovigildo, así como por una notable generosidad en la entrega a los pobres, la fundación de monasterios y la creación de un hospital dotado de personal médico dedicado a socorrer a los enfermos por las calles de la ciudad.

Tras sufrir el exilio con coraje y sobreponerse a diversos intentos contra su vida, San Masona pudo regresar a su sede episcopal para presenciar momentos históricos como la conversión oficial de los visigodos al catolicismo en el tercer Concilio de Toledo. Su memoria quedó indisolublemente unida a la de otros cuatro prelados emeritenses con quienes comparte tumba y veneración litúrgica. Su legado espiritual y pastoral perdura a través de los siglos como testimonio de fidelidad al Evangelio y servicio abnegado a la comunidad cristiana.

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San Pablo de Mérida

Obispo

San Pablo de Mérida fue un pastor insigne del siglo sexto que guio con sabiduría y profunda caridad a la Iglesia extremeña tras llegar desde su Grecia natal. Su vida y su ministerio episcopal quedaron immortalizados gracias al testimonio escrito por un diacono de la diócesis hacia el año seiscientos cuarenta, quien recogió sus obras y virtudes para la posteridad.

Hoy recordamos a este santo obispo por su incansable entrega a los enfermos y necesitados, así como por su labor pacificadora en la comunidad. Sus restos descansan junto a los de otros prelados emeritenses en la iglesia de Santa Eulalia, un lugar donde la memoria de su santidad sigue viva en la tradición monástica y litúrgica.

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San Daniel el Estilita

Sacerdote

San Daniel el Estilita fue un insigne sacerdote del quinto siglo, nacido en Maratha, cerca de Samosata, en el año 409 y fallecido en Constantinopla cerca del año 490. Inspirado por el ejemplo de san Simeone el Viejo, el primer y más célebre anacoreta que vivió en una columna en Siria entre los años 390 y 459, Daniel eligió la misma forma extrema de penitencia y oración sobre una alta estructura. Su vida estuvo marcada por una profunda entrega espiritual que atrajo la atención de emperadores, patriarcas y multitudes de fieles en busca de consuelo, consejo y curaciones.

A lo largo de treinta y tres años y tres meses de vida sobre la columna, san Daniel se convirtió en un punto de referencia espiritual y político en el Imperio bizantino. Predijo sucesos como el incendio de la capital en el año 465, intercedió ante los soberanos en momentos de crisis doctrinal contra los monofisitas y ofreció los sacramentos a los enfermos. Su memoria se celebra el once de diciembre, recordando su firmeza inquebrantable frente a las inclemencias del tiempo y su constante servicio a la Iglesia.

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Beati Martín Lumbreras Peralta y Melchor Sánchez Pérez

Sacerdotes agustinos, mártires

I beati Martín Lumbreras Peralta y Melchor Sánchez Pérez fueron sacerdotes agustinos recolletos y mártires que entregaron su vida por la fe católica en Japón durante el siglo XVII. Martín Lumbreras nació en Saragozza en 1598 en el seno de una noble familia, mientras que Melchor Sánchez nació en Granada en 1599. Ambos respondieron con generosidad a su vocación religiosa, vistieron el hábito agustino y cruzaron los océanos para llevar el Evangelio a las Islas Filipinas, donde desarrollaron una intensa labor pastoral marcada por la predicación, la formación de novicios y la atención a las comunidades más difíciles.

Impulsados por un profundo ardor misionero y por el deseo de dar testimonio supremo de Cristo, se trasladaron a Nagasaki, en Japón, una tierra donde la comunidad cristiana sufría una dura persecución. Tras ser descubiertos y arrestados por las autoridades locales, afrontaron el martirio en la hoguera con admirable fortaleza espiritual. Su memoria luminosa es recordada por la Iglesia el undécimo día de diciembre, tras haber sido beatificados en Roma por el papa Juan Pablo II el 24 de abril de 1989.

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Beato Jerónimo (Ranuzzi) de Sant’Angelo in Vado

Siervo de María

Il Beato Jerónimo de Sant'Angelo in Vado, vissuto nel corso del quindicesimo secolo tra il 1410 e il 1468, fu un insigne sacerdote dell'Ordine dei Servi di Maria. La sua esistenza si inserisce in quella nobile fatica di santità che lo Spirito Santo rinnova incessantemente nella Chiesa di Cristo attraverso figure sempre uniche. Entrato adolescente nel convento dei Servi di Maria della sua città natale, si distinse per la profonda dottrina e l'austerità di vita, divenendo autorevole consigliere di personalità come il duca Federico d'Urbino e fondatore di istituzioni religiose.

Ricordato nel Martirologio Romano per aver raggiunto la sapienza della santità nella solitudine e nel silenzio, il Beato Jerónimo ricevette subito dopo la morte l'acclamazione popolare per i numerosi miracoli attribuiti alla sua intercessione. Il suo corpo incorrotto è tuttora custodito e venerato sotto l'altare maggiore della chiesa di Santa Maria dei Servi, e il suo culto liturgico fu ufficialmente confermato il primo aprile 1775 da papa Pio VI.

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Beato Tasilón III

Duque de Baviera

El Beato Tasilón III, duque de Baviera, nació en el año 742 en el territorio bávaro y dejó una profunda huella en la historia política y religiosa del octavo siglo. Su figura destaca por haber gobernado con independencia en una época de grandes tensiones con el reino de los francos, adentrándose en complejas alianzas y fundaciones monásticas que marcaron el destino de su pueblo. Aunque su vida terrenal concluyó en el destierro dentro de los muros de un monasterio francés, su memoria perduró a través de los siglos en el corazón de diversas comunidades monásticas.

Hoy en día se le recuerda con afecto litúrgico y devoción tradicional, especialmente en lugares vinculados a su generosidad fundacional como Kremsmünster y Frauenchiemsee, donde su figura es sinónimo de protección espiritual. Su tránsito por este mundo, marcado por las pruebas del poder y la renuncia, inspira a los fieles a contemplar la providencia divina detrás de los reveses humanos, celebrando su memoria cada once de diciembre.

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Santi Victorico y Fusciano

Mártires

En el territorio de Amiens en la Galia Bélgica, ahora en Francia, santos Victorico y Fusciano, mártires.

Beato David de Himmerod

Monje

En el monasterio de Himmerod, cerca de Tréveris, en Alemania, beato David, monje, quien, débil en el cuerpo, fue acogido en Claraval por san Bernardo, que lo envió luego con unos hermanos a Alemania a fundar un nuevo monasterio, donde día y noche se dedicó a la oración y a las buenas obras.

Beato Arturo Bell

Sacerdote franciscano, mártir

En Londres, en Inglaterra, beato Arturo Bell, sacerdote de la Orden de los Hermanos Menores y mártir, que por el solo hecho de ser sacerdote fue condenado a muerte bajo el rey Carlos I y ahorcado en Tyburn.

Beato Franco de Siena

Eremita carmelita

En Siena, beato Franco Lippi, eremita de la Orden de los Carmelitas, insigne por la grande austeridad de vida.

Beata María de la Columna (Pilar) Villalonga Villalba

Virgen y mártir

En la localidad llamada El Saler, cerca de Valencia en España, beata María del Pilar Villalonga Villalba, virgen y mártir, que, durante la persecución religiosa, siguió con su martirio las huellas de Cristo.

Beato Domingo Yanez

Mercedario

Beato Martín de Melgar

Mercedario

San Fivetino de Redon

Monje

Beato Juan Bautista de L'Aquila, llamado el teutónico

Franciscano

Del Martirologio Romano

San Dámaso I, papa, que, en las dificultades de sus tiempos, convocó muchos sínodos para defender la fe nicena contra los cismas y las herejías, encargó a san Jerónimo traducir al latín los libros sagrados y honró los sepulcros de los mártires adornándolos con versos. — Martirologio Romano