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25 de marzo

San Dismas, el Buen Ladrón

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

La vita nascosta e il giudizio terreno

Gli eventi della vita di San Disma si collocano nel primo secolo della nostra era, sebbene i testi evangelici non dicano nulla sulla sua esistenza precedente al Calvario. In mancanza di dati anagrafici certi, la tradizione gli ha attribuito un nome e un curriculum vitae leggendari ma basati su tradizioni millenarie. Il suo nome Disma compare per la prima volta negli Atti di Pilato, un testo non canonico che ha alimentato la devozione popolare. Non vi sono certezze sulla sua professione a causa della mancanza di fonti storiche al di fuori della leggenda. La gravità delle sue azioni non encomiabili è tuttavia deducibile dal tipo di pena capitale ricevuta, essendo stato condannato a morte per i suoi delitti insieme a un altro malfattore. Nell'antichità cristiana si sono diffuse molte leggende sul Buon Ladrone per confermare l'importanza che il mondo cristiano gli ha attribuito fin dai primissimi tempi. Una leggenda narra che il Buon Ladrone avrebbe partecipato al sequestro di Maria e Giuseppe con il piccolo Gesù durante la loro fuga in Egitto. Queste narrazioni fantasiose testimoniano quanto la sua figura abbia colpito profondamente l'immaginazione dei credenti fin dall'antichità cristiana, periodo in cui il mondo cristiano lo ha venerato subito come santo.

Il dramma del Calvario e la confessione estrema

Nel corso del venerdì santo dell'anno trentatré, sul Calvario a Gerusalemme, si consumò l'episodio culminante della sua esistenza terrena. Matteo, Marco e Luca precisano che i due malfattori furono messi in croce sul Calvario insieme a Gesù, uno alla sua destra e uno alla sua sinistra. Luca capitolo ventitré, versetti dal trentanove al quarantatré, fornisce la narrazione più diffusa di quei momenti drammatici. Uno dei due condannati insultava Gesù dalla croce deridendolo insieme ai soldati e chiedendogli di salvare se stesso e loro. A differenza di quel compagno di croce senza disperare nella possibilità di un cambiamento operato da Gesù, il Buon Ladrone rimproverò l'altro condannato ricordandogli il timor di Dio e la giustizia della loro pena rispetto all'innocenza di Gesù. Egli riconobbe di meritare la pena massima e infamante per i propri delitti, un uomo che commise molti errori e pagò per essi con la morte. Egli si pentì espiando la sua colpa senza cercare di scansare l'espiazione e, nel suo soffrire, dimostrò compassione per i dolori di Gesù innocente. I Vangeli conservano la drammaticità della sua confessione estrema, considerandolo giustamente il primo pentito della storia.

L'atto di fede e la promessa di Cristo

Nel momento della confessione del ladrone, Gesù non sta compiendo miracoli per meravigliare le folle o incoraggiare i discepoli. Gesù pende agonizzante dalla croce in mezzo a ingiurie e disprezzo, eppure il ladrone parla a Gesù come a un sovrano in trono. Il ladrone si rivolge direttamente a Gesù dicendo di ricordarsi di lui quando entrerà nel suo regno. L'atto di fede del ladrone in Gesù è tranquillo e totale, riconoscendolo come Signore di un regno e supplicando di essere accolto. Il ladrone non pronuncia alcuna parola di rimpianto per la sua vita terrena che sta finendo, possedendo quella fede che Gesù si sforzava di instillare nei suoi discepoli. La sua confessione non gli ottenne sconti di pena, garanzie o protezioni terrene. Egli ottenne invece da Cristo il perdono e l'ingresso immediato in paradiso. Gesù premia la fede del ladrone con la risposta memorabile che oggi stesso sarà con lui nel paradiso. Il Martirologio commemora il santo ladrone per aver professato la fede in Cristo sulla croce, meritando di udire da Cristo la promessa di essere con lui quel giorno nel paradiso.

Il culto, i santuari e il patrocinio universale

Mentre i santi più antichi sono stati proclamati tali dal vescovo locale e per la canonizzazione degli altri santi provvede il Vicario di Cristo in terra ovvero il Papa, il santo in questione è stato canonizzato direttamente da Cristo sul Calvario. Il suo episodio garantisce che chiunque, a prescindere dai suoi peccati, può ottenere il perdono e la salvezza dell'anima. Le condizioni per la salvezza sono gridare ad alta voce la fede in Cristo, confessare umilmente i peccati e sperare in un posto nel suo Regno. La sua festa si celebra il venticinque marzo nel Martirologio romano che commemora il santo ladrone citando le parole rivoltegli da Gesù. Le Chiese orientali lo ricordano invece il ventitré marzo. La sua devozione è diffusa in varie parti del mondo ed esiste un grande santuario a lui dedicato a São José dos Campos in Brasile. Egli è il protettore degli agonizzanti, in particolare di quelli con conversioni difficili dell'ultimo momento. Gli viene affidata la protezione delle case e delle proprietà contro i ladri, e viene invocato nelle cause difficili, specialmente nei problemi finanziari. Infine, viene invocato per la conversione e la correzione di alcolizzati, giocatori d'azzardo e ladri, oltre ad essere il protettore dei prigionieri, delle carceri, dei cocchieri e dei conducenti di veicoli.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Disma?

La festa di San Disma si celebra il venticinque marzo secondo il Martirologio romano, mentre le Chiese orientali lo ricordano il ventitré marzo.

Di cosa è patrono San Disma?

San Disma è il protettore degli agonizzanti, dei prigionieri, dei cocchieri e dei conducenti di veicoli. È inoltre invocato per la protezione delle case contro i ladri, nelle cause difficili e per la conversione di alcolizzati e giocatori d'azzardo.

Conmemoración del santo ladrón, que, habiendo profesado la fe en Cristo en la cruz, mereció oír de él: «Hoy estarás conmigo en el paraíso». — Martirologio Romano