30 de agosto
San Fantino el Joven
Monje
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e giovinezza in Calabria
San Fantino il Giovane nacque nel 927 in una località della Calabria vicinissima alla Sicilia, ereditando la retta via da una famiglia di ricchi possidenti. I genitori di San Fantino si chiamavano Giorgio e Vriena ed erano dotati di grandi virtù cristiane. Seguendo la consueta devozione del tempo, il bambino fu offerto al Signore nella chiesa di San Fantino il Vecchio. All'età di otto anni, Fantino fu affidato a Sant'Elia lo Speleota nella grotta di Melicuccà per essere avviato alla vita monastica. Per cinque anni seguì con docilità gli insegnamenti del maestro, ricevendo da lui l'abito dei novizi. Rimase a Melicuccà per ben vent'anni, fino alla morte del Santo, esercitando prima l'incarico di cuoco e successivamente quello di custode della chiesa.
La vita eremitica nel Mercurion
Terminato il periodo cenobitico a Melicuccà, San Fantino si trasferì nella regione del Mercurion. Lì trascorse diciotto anni di vita eremitica, dedicandosi interamente alla preghiera e alla penitenza, lottando strenuamente contro le insidie del demonio. Rientrato temporaneamente nella vita cenobitica, diede prova di grande zelo fondando un monastero femminile, in cui trovarono accoglienza la madre e la sorella Caterina. Fondò inoltre diversi monasteri maschili, in uno dei quali trovarono dimora il padre e i fratelli Luca e Cosma. Spinto dal forte desiderio di ritornare alla solitudine, lasciò al fratello Luca la direzione del monastero più grande e si ritirò in un luogo solitario e selvaggio. Da quella nuova dimora si recava di tanto in tanto a visitare i nuovi discepoli, tra i quali vi erano i monaci Giovanni, Zaccaria, Nicodemo e Nilo. Trascorreva parte del suo tempo nel trascrivere codici, alternando lo studio alla ripresa della vita cenobitica vissuta sempre nello spirito della penitenza.
Visioni mistiche e prove spirituali
Durante il suo cammino di ascesi, San Fantino trascorreva lunghi periodi senza prendere cibo e viveva spesso in profonda estasi. Per la sua fama di santità, la gente affluiva continuamente in massa da lui, impedendogli di godere della solitudine desiderata. Per questo motivo si recò al santuario di San Michele al Gargano. Una notte, dopo la recita dell'ufficio, ebbe una terribile visione, ma non volle comunicarla ai monaci perché definita fatta di cose assolutamente indescrivibili. In preda a un forte turbamento, gettò via il saio e se ne andò nudo per i monti. La tradizione riferisce che stette senza bere, senza mangiare e senza vestito per venti giorni di seguito sulle montagne. Si nutrì poi per quattro anni di erbe selvatiche e di niente altro, continuando a vivere in solitudine e penitenza, finché i monaci lo rintracciarono e lo trassero a forza al monastero. Riprese a ritornare là dove si aggirava prima, preferendo la compagnia delle fiere a quella degli uomini. In quel periodo fu visitato da San Nilo nel monastero. San Nilo gli raccontò una visione di angeli risplendenti e di demoni fitti più di sciami di api, che lo avevano riempito di timore e orrore. In seguito, il Santo fu trasportato in una regione risplendente di luce, sentì echeggiare un inno ineffabile e incessante e vide sfavillare un fuoco straordinario che lo riempì di divino furore. Vide l'inferno, descritto come luogo pieno di fumo maleodorante, privo di luce e popolato di dannati che sospiravano con infiniti lamenti. Successivamente fu trasportato in un luogo splendente ed eterno, dove ebbe la visione dei beati e l'incontro con i genitori. Dopo essere tornato in sé, concepì un totale disprezzo per le cose del mondo.
Il legame fraterno con San Nilo
Dalla vita di San Nilo si ricavano numerose notizie intorno a San Fantino, poiché i due santi erano legati da un particolare affetto ispirato da santità e carità fraterna. La loro unione di spirito era comunemente paragonata a quella esistente tra gli apostoli Pietro e Paolo e tra i santi Basilio e Giorgio. Spesso commentavano insieme la Sacra Sacra Scrittura ai monaci. Sapendo che San Nilo era malato alla gola, San Fantino si recò nella sua grotta per visitarlo e lo persuase a seguirlo nel monastero per ricevere adeguate cure. San Nilo era inoltre sofferente per le percosse del demonio che gli avevano paralizzato il lato destro del corpo. Durante una veglia notturna, San Fantino invitò San Nilo a leggere l'elogio in versi di San Giovanni Damasceno dedicato agli apostoli Pietro e Paolo. Miracolosamente, il malore di San Nilo andò scemando a poco a poco fino a scomparire durante la lettura. In un'altra occasione, San Fantino comunicò a San Nilo una sua visione sui monasteri in rovina, trasformati in luride abitazioni di giumenti, bruciati dal fuoco e con libri gettati nell'acqua e resi inservibili. Il Santo ebbe infatti una visione sulla futura sorte dei monasteri destinati alla distruzione, che sarebbe avvenuta a causa delle incursioni dei Saraceni e del generale decadimento della virtù unito al rilassamento della disciplina.
Il viaggio in Grecia e i prodigi
Spinto da un'ispirazione divina, il Santo lasciò la Calabria all'età di sessant'anni insieme ai discepoli Vitale e Niceforo. Il piccolo gruppo si imbarcò alla volta della Grecia. Durante la traversata finì l'acqua a disposizione dei passeggeri; allora il Santo fece riempire i recipienti con acqua marina e, attraverso un segno di croce, l'acqua fu prodigiosamente trasformata in potabile. Raggiunta Corinto, San Fantino si recò ad Atene per visitare il tempio della Madre di Dio, per poi dirigersi a Larissa, dove dimorò a lungo presso il sepolcro del martire Sant'Achille. Successivamente si trasferì a Tessalonica, in Macedonia, dove abitò per quattro mesi nel monastero del santo martire Mena. Lasciato il cenobio di San Mena, andò ad abitare fuori le mura della città. A Tessalonica il Santo recitò la preghiera di Filippo di Agira e, subito dopo, guarì prodigiosamente un malato di nome Antipa. Mentre si recava al tempio della santa martire Anisia, s'imbatté nei monaci dell'Athos Atanasio e Paolo, che illuminavano le solitudini come un faro, e rese gloria a Dio per quell'incontro. Sempre a Tessalonica operò grandi opere di carità e numerosi prodigi: indusse al pentimento un giudice che angariava la popolazione per avidità e un alto personaggio della città che compieva soprusi contro una vedova indifesa e un orfano. Una donna fu guarita applicando della terra sugli occhi malati, un uomo afflitto da cefalea e mal di denti ottenne una guarigione improvvisa, e un moribondo ritornò in perfetta salute dopo aver ricevuto un bacio dal Santo. Una filatrice debitrice di molte monete d'oro ottenne il condono di parte del debito per mezzo del Santo, il quale non esitò a donare la propria túnica a una povera vecchia che gli chiedeva l'elemosina. Predisse inoltre l'insuccesso di una tribù di Bulgari che si preparavano a fare razzia nella regione, rappacificò due fratelli pieni di veleno e d'inimicizia e indusse al pentimento un pentolaio che nutriva un'implacabile inimicizia verso suo figlio da sette anni.
Il transito e il culto
Ridotto in fin di vita, il Santo fu visitato dai monaci Simone e Fozio. A loro rivelò che Pietro Sclero stava scrivendo un libro per usurpare l'autorità con la ribellione, predicendo altresì che lo stesso Pietro Sclero ignorava la fine alla quale andava incontro. San Fantino morì intorno all'anno 1000 a Tessalonica, in Macedonia, Grecia, dopo essere stato consumato da digiuni, veglie e fatiche per Cristo. Prima di spirare, abbracciò e benedisse i monaci che lo assistevano con amorevole cura. Il Santo fu sepolto con grande solennità nel luogo da lui prescelto. La biografia del Santo si chiude con una serie di miracoli compiuti dopo la morte. Nel Sinassario di Costantinopoli la memoria del Santo ricorre il 14 novembre. Statue di San Fantino in abiti monacali sono profondamente venerate a Chorio di San Lorenzo, nella diocesi di Reggio-Bova, e a Lubrichi, nella diocesi di Oppido Mamertina Palmi, dove la festa del Santo con solenne processione si celebra il 31 luglio.
La vida de oración y misión
La trayectoria espiritual de San Fantino el Joven comenzó en su tierra natal de Calabria, donde fue formado en la disciplina monástica bajo la guía de Sant'Elia el Espeleo. Esta temprana consagración marcó el inicio de una vida de entrega total. En la región del Mercurion, el santo no solo se dedicó a su propia santificación mediante la soledad y una penitencia rigurosa, sino que también trabajó activamente en la fundación de monasterios, tanto masculinos como femeninos, facilitando así un espacio de retiro para otros buscadores de Dios. Su vida se caracterizó por un equilibrio entre la oración contemplativa y la organización de la vida comunitaria.
Al llegar a la edad de sesenta años, San Fantino emprendió un largo viaje hacia Grecia, acompañado por sus discípulos. Su itinerario incluyó ciudades como Corinto, Atenas y Larissa, antes de establecerse finalmente en Tessalonica. Este cambio de rumbo no significó una pausa en su celo apostólico, sino una nueva etapa de servicio. En Tessalonica, su labor se distinguió por una caridad profunda que se manifestó en la realización de numerosos prodigios. Su existencia, que abarcó gran parte del siglo diez, concluyó en esta ciudad griega en el año mil, dejando tras de sí una estela de santidad que trascendió las fronteras de su Calabria natal.
El culto y la memoria
La memoria de San Fantino el Joven es honrada con particular devoción en las comunidades que custodian su legado. Su figura aparece registrada en el Sinassario de Constantinopoli, donde se le recuerda el día catorce de noviembre. La Iglesia celebra su vida y su intercesión con especial gratitud, reconociendo en él a un intercesor ante el Señor.
En la actualidad, su culto se mantiene vivo en diversas localidades, destacando la festividad que se celebra en Lubrichi cada treinta y uno de julio. Asimismo, es venerado como patrono en Chorio di San Lorenzo, donde los fieles acuden a su protección con confianza. La conmemoración general del santo se fija en el calendario el día treinta de agosto, fecha en la que los creyentes renuevan su fe al recordar la vida austera y el amor al prójimo que caracterizaron al monje calabrés durante su estancia en la tierra.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Fantino il Giovane?
La memoria liturgica principale si celebra il 30 agosto. Il Sinassario di Costantinopoli ne fissa il ricordo il 14 novembre, mentre a Lubrichi si festeggia solennemente con processione il 31 luglio.
En Tesalónica, en Macedonia, ahora en Grecia, san Fantino, llamado el Joven, eremita, consumido por ayunos, vigilias y fatigas por Cristo. — Martirologio Romano