26 de mayo
San Filippo Neri
Sacerdote
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e giovinezza a Firenze
Filippo Neri nacque a Firenze il 21 luglio 1515. La famiglia dei Neri viveva in modesto stato economico a causa di mutate condizioni politiche. Il padre di Filippo si chiamava ser Francesco ed era notaio con una piccola cerchia di clienti. La madre di Filippo si chiamava Lucrezia da Mosciano ed era di modesta famiglia del contado. Lucrezia morì poco dopo aver dato alla luce il quarto figlio. La famiglia venne affidata alle cure della seconda moglie di ser Francesco, Alessandra di Michele Lenzi. Alessandra instaura un rapporto affettuoso con tutti e in particolare con Filippo. Filippo era il secondogenito, descritto come pio, gentile, vivace, lieto e soprannominato Pippo buono. Filippo ricevette la prima istruzione probabilmente dal padre. L'istruzione paterna lasciò in Filippo il gusto dei libri e della lettura. Filippo possedeva una biblioteca privata lasciata in eredità alla Congregazione romana. La formazione religiosa di Filippo ebbe un centro forte nel convento dei Domenicani di San Marco. Filippo crebbe in un ambiente intriso del clima spirituale del movimento savonaroliano. Filippo nutrì devozione per fra Girolamo Savonarola lungo tutto l'arco della sua vita. Vi era una evidente distanza tra Filippo e i metodi e le scelte del focoso predicatore apocalittico Girolamo Savonarola. Intorno ai diciotto anni, Filippo si recò a San Germano, l'attuale Cassino. Il viaggio a San Germano avvenne su consiglio del padre, il quale desiderava offrire al figlio possibilità che non poteva garantirgli. A San Germano Filippo si recò da un parente avviato al commercio e senza prole. L'esperienza della mercatura a San Germano durò pochissimo tempo. L'affetto della nuova famiglia e le prospettive di una situazione economica agiata non riuscirono a trattenere Filippo nella mercatura.
L'arrivo a Roma e la vita laicale
Filippo Neri arriva a Roma nel 1534. Filippo giunse a Roma a partire dal 1534. Filippo si recò a Roma probabilmente senza un progetto preciso. Filippo giunse a Roma come pellegrino e con l'animo del pellegrino penitente. Il centro di Roma presentava una forte miseria tra le bellezze architettoniche. Filippo prende una stanzetta a San Girolamo a via Giulia. La casa del fiorentino Galeotto Caccia, capo della Dogana, offrì a Filippo una modesta ospitalità consistente in una piccola camera e un ridottissimo vitto. Filippo ricambiò l'ospitalità di Galeotto Caccia facendo da precettore ai suoi figli. Filippo frequentò le lezioni di filosofia e di teologia presso gli Agostiniani e alla Sapienza. L'attrazione per la vita contemplativa impediva talora a Filippo persino di concentrarsi sugli argomenti delle lezioni. Filippo visse la vita contemplativa nella libertà del laico, scegliendo fuori dai recinti di un chiostro i modi e i luoghi della sua preghiera. Filippo predilesse le chiese solitarie, i luoghi sacri delle catacombe come memoria dei primi tempi della Chiesa apostolica, e il sagrato delle chiese durante le notti silenziose. Filippo coltivò per tutta la vita lo spirito di contemplazione. La contemplazione di Filippo fu alimentata anche da fenomeni straordinari. La Pentecoste del 1544, durante una notte di intensa preghiera nelle catacombe di san Sebastiano, Filippo ricevette in forma sensibile il dono dello Spirito Santo. Il dono dello Spirito Santo dilatò il cuore di Filippo infiammandolo di un fuoco che ardesse nel petto fino al termine dei suoi giorni. Di giorno Filippo porta il calore di Dio alle persone incontrate senza essere ancora sacerdote. Filippo offre cibo, carezze e conforto ai malati sui pagliericci dell'Ospedale degli Incurabili. Di notte Filippo vive un dialogo intimo con Dio. Il letto di Filippo poteva essere il sagrato di una chiesa o la pietra di una catacomba. Filippo visse gli anni della sua giovinezza a Roma come 'monaco della città'. La giovinezza romana di Filippo fu austera e lieta al tempo stesso, e tutta dedita a coltivare lo spirito. Filippo univa alla vita contemplativa un'intensa, discreta e libera attività di apostolato nelle piazze e per le vie di Roma. Filippo prestò servizio di carità presso gli Ospedali degli incurabili. Filippo partecipò alla vita di alcune confraternite. Filippo fu il principale artefice, insieme al suo confessore P. Persiano Rosa, della Confraternita della Trinità dei Pellegrini, se non il fondatore. P. Persiano Rosa viveva a san Girolamo della Carità. Filippo aveva profonde sintonie di temperamento lieto e di impostazione spirituale con P. Persiano Rosa. Filippo affidò la cura della sua anima a P. Persiano Rosa quando ormai si avviava all'età adulta. La chiamata alla vita sacerdotale di Filippo maturò lentamente sotto la direzione spirituale di P. Persiano. Filippo si sentiva indegno della vita sacerdotale ma conosceva il valore dell'obbedienza fiduciosa a un padre spirituale ricco di esempi di santità.
Il sacerdozio e la nascita dell'Oratorio
Il 23 maggio 1551, all'età di trentasei anni, Filippo ricevette gli ordini minori, il suddiaconato e il diaconato nella chiesa parrocchiale di S. Tommaso in Parione. Il vicegerente di Roma, Mons. Sebastiano Lunel, ordinò sacerdote Filippo il 23 maggio 1551. Filippo diventa pastore e sacerdote nel 1551 senza cambiare vita e stile. Messer Filippo Neri continuò da sacerdote l'intensa vita apostolica già caratteristica del suo periodo laicale. Filippo andò ad abitare nella Casa di san Girolamo, sede della Confraternita della Carità. La Casa di san Girolamo ospitava a pigione un certo numero di sacerdoti secolari dotati di ottimo spirito evangelico che attendevano alla chiesa annessa. Il ministero principale di Filippo nella Casa di san Girolamo divenne l'esercizio del confessionale. Filippo iniziò nella semplicità della sua piccola camera incontri di meditazione, dialogo spirituale e preghiera con i suoi penitenti. Gli incontri nella cameretta di Filippo costituiscono l'anima e il metodo dell'Oratorio. La cameretta di Filippo ben presto non bastò più a contenere il numero crescente di amici spirituali. Filippo ottenne da 'quelli della Carità' di poter radunare i discepoli in un locale situato sopra una nave della chiesa. Il locale concesso a Filippo era precedentemente destinato a conservare il grano che i confratelli distribuivano ai poveri. Cesare Baronio e Francesco Maria Tarugi furono tra i discepoli del santo che maturarono la vocazione sacerdotale. Cesare Baronio e Francesco Maria Tarugi divennero futuri cardinali. Cesare Baronio e Francesco Maria Tarugi si innamorarono del metodo e dell'azione pastorale di P. Filippo. L'Oratorio nasce tra i tuguri per mezzo di una carità concreta. L'apostolato di San Filippo ha riportato l'impegno per la salvezza delle anime al centro dell'azione della Chiesa. L'apostolato ha fatto comprendere che i pastori dovevano stare con il popolo. Attorno a Filippo prende corpo la prima comunità, cellula della futura Congregazione. Alcuni discepoli di Filippo, divenuti sacerdoti, andarond ad abitare a San Giovanni dei Fiorentini. Padre Filippo aveva dovuto accettare la Rettoria di San Giovanni dei Fiorentini per le pressioni dei suoi connazionali sostenuti dal Papa. Presso San Giovanni dei Fiorentini iniziò tra i discepoli di Filippo una semplice vita famigliare retta da poche regole essenziali. La vita famigliare dei discepoli fu la culla della futura Congregazione.
La Congregazione e gli anni alla Vallicella
Nel 1575 Papa Gregorio XIII affidò a Filippo e ai suoi preti la piccola e fatiscente chiesa di S. Maria in Vallicella. La Congregazione riceve il placet da Papa Gregorio XIII nel 1575. La chiesa di S. Maria in Vallicella si trovava a due passi da S. Girolamo e da S. Giovanni dei Fiorentini. Papa Gregorio XIII eresse la Congregatio presbyterorm saecularium de Oratorio nuncupanda con la Bolla Copiosus in misericordia Deus. Filippo continuò a vivere nella sua amata cameretta di San Girolamo fino al 1583. Filippo si trasferì nella nuova residenza dei suoi preti solo per obbedienza al Papa. Filippo si impegnò a ricostruire la chiesa della Vallicella in dimensioni grandiose e in bellezza. Filippo trascorse gli ultimi dodici anni della sua vita nella chiesa della Vallicella. La 'Congregazione dell'Oratorio' nacque senza un progetto preordinato. La Congregazione dell'Oratorio è la comunità dei preti che ebbero nell'Oratorio il centro della loro vita spirituale e il più fecondo campo di apostolato. Filippo si adoperò per allontanare i giovani dal male. Filippo fondò a Roma un oratorio in cui si eseguivano letture spirituali, canti e opere di carità. Il Papa lo descrive come appassionato annunciatore della Parola di Dio nel messaggio per il cinquecentesimo anniversario. Filippo viene definito un cesellatore di anime. La paternità spirituale di Filippo traspare dal suo agire fiducioso e gioioso. Filippo rifugge dai toni foschi e accigliati e promuove lo spirito di festosità. Filippo è convinto che la grazia non sopprime la natura ma la sana, irrobustisce e perfeziona. Filippo si accostava alla spicciolata alle persone rendendole presto sue amiche. Filippo amava la spontaneità e rifuggiva dall'artificio. Filippo sceglieva mezzi divertenti per educare alle virtù cristiane. Filippo proponeva una sana disciplina basata sull'esercizio della volontà. Filippo ripete ai suoi di essere umili e di stare bassi. Filippo insegna che per essere figli di Dio bisogna onorare superiori, eguali e inferiori. Filippo afferma che è meglio obbedire al sagrestano e al portinaio che stare in camera a pregare.
Il transito e l'eredità spirituale
Filippo Neri muore alle prime ore del 26 maggio 1595. Filippo Neri nasce a Firenze il 21 luglio 1515. Filippo Neri morì a Roma il 26 maggio 1595. Filippo si spense nelle prime ore del 26 maggio 1595 all'età di ottant'anni. Il cuore di Padre Filippo cessò di battere in terra in una notte estiva. La vita di Filippo è suddivisa in trentasei anni di vita laicale e quarantaquattro di vita sacerdotale. Filippo era fiorentino di nascita e amava ricordarlo. Filippo era romano di adozione, avendo adottato Roma ed essendo stato da essa adottato. Filippo fu un prodigio di carità apostolica vissuta in unione con Dio. I Pontefici e il popolo Romano definirono immediatamente Filippo Apostolo di Roma. Filippo Neri è considerato il terzo Apostolo di Roma. Il titolo di Apostolo di Roma fu riservato a Filippo oltre a Pietro e Paolo, senza essere concesso a nessun altro santo contemporaneo. Filippo era amato dai suoi e da tutta Roma con stima e affezione. Filippo esercitò il suo apostolato incontrando in modo paterno, forte e impegnativo ogni categoria di persone. L'apostolato di Filippo mirava a condurre a Dio ogni anima nella semplicità evangelica, nella certezza dell'amore divino e nella letizia dello spirito. Filippo rifulse per amore verso il prossimo, semplicità evangelica, letizia d'animo, zelo esemplare e fervore nel servire Dio. Il Magistero del Santo Padre Giovanni Paolo II ha lumeggiato la figura di san Filippo Neri in varie occasioni. Giovanni Paolo II ha citato san Filippo Neri esplicitamente con il suo nome nella Bolla di indizione del Grande Giubileo del 2000.
Su camino y el don del Espíritu
La andadura terrena de Filippo comenzó en Florencia, su ciudad natal. En su juventud, tras una estancia en San Germano, sintió una profunda llamada que lo condujo en 1534 hacia Roma, la ciudad que se convertiría en el escenario definitivo de su misión. Durante aquellos primeros años en la Ciudad Eterna, se entregó con fervor a una vida de intensa oración personal y a la práctica constante de la caridad activa entre los desfavorecidos.
Fue en la vigilia de Pentecostés del año 1544, mientras oraba en el silencio de las catacumbas de San Sebastiano, cuando recibió una gracia extraordinaria: el don del Espíritu Santo, un acontecimiento místico que marcó profundamente su interioridad y su posterior ministerio. Algunos años después, el 23 de mayo de 1551, recibió la ordenación sacerdotal en Roma, consolidando así su consagración definitiva al servicio del altar y de las almas.
Su labor pastoral floreció de manera singular con la fundación de la Congregazione dell'Oratorio, una comunidad destinada a la oración y la formación espiritual, la cual recibió la aprobación oficial del Papa Gregorio XIII en el año 1575. Filippo continuó su labor sacerdotal con humildad hasta su fallecimiento en 1595.
Su memoria litúrgica
La Iglesia celebra la memoria litúrgica de este santo sacerdote cada 26 de mayo, día en que se recuerda su tránsito a la patria celestial y se venera su ejemplo de vida evangélica. Su figura sigue siendo un faro de espiritualidad sacerdotal y de entrega pastoral para el pueblo creyente.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Filippo Neri?
San Filippo Neri si festeggia il 26 maggio, giorno della sua ricorrenza liturgica.
Di cosa è patrono San Filippo Neri?
San Filippo Neri è patrono della città di Roma.
Memoria de san Felipe Neri, sacerdote, que, esforzándose por alejar a los jóvenes del mal, fundó en Roma un oratorio, en el cual se ejecutaban lecturas espirituales, cantos y obras de caridad; resplandeció por su amor hacia el prójimo, la sencillez evangélica, la alegría de ánimo, el celo ejemplar y el fervor en el servir a Dios. — Martirologio Romano