5 de febrero
San Genial
Mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il contesto storico e la riscoperta delle catacombe
La fase successiva alla Riforma protestante vide studiosi e dottori della Chiesa riaffermare la fede, la centralità vaticana e le proprie radici storiche riscoprendo il Paleocristianesimo. In questo fervido clima culturale e spirituale si inserisce la figura di Cesare Baronio, nato a Sora nel 1538 e morto a Roma nel 1607, il quale fu un cardinale e storico che scrisse una monumentale storia della Chiesa per confutare i contenuti delle cosiddette Centurie di Magdeburgo. Accanto a lui operò Antonio Bosio, vissuto tra il 1629 e il 1652, che fu definito il Colombo delle Catacombe per la straordinaria opera di mappatura dei cimiteri sotterranei romani. In quel periodo storico, di notte, durante il sonno degli imperatori e del popolo di Roma, i fedeli raccoglievano il sangue e i corpi dei martiri esposti al pubblico ludibrio e li depositavano con cura nei luoghi di sepoltura. Le reliquie e il sangue dei primi martiri furono successivamente irradiati in tutto il mondo cattolico per rinsaldare la fede minacciata dalla Riforma protestante.
L'estrazione delle reliquie e la concessione ad Aiello
I resti mortali del martire Geniale furono estratti dalle Catacombe di San Lorenzo per ordine di Papa Alessandro VII il quarto giorno di maggio del 1656. Geniale visse e morì come martire tra il primo e il terzo secolo dopo Cristo a testimonianza dell'Evangelo, sebbene nel Martirologio non si parli esplicitamente del martire Geniale. Questa omissione nel Martirologio potrebbe essere dovuta all'elevatissimo numero di martiri registrati in certi giorni dell'antichità cristiana. Dopo l'estrazione, le reliquie furono consegnate in custodia al cardinale Alderano Cybo fino alla loro concessione alla terra di Aiello. L'atto notarile di concessione delle reliquie ad Aiello risale al dieci giugno del 1656. Il cardinale Alderano Cybo era un membro molto influente della famiglia allora feudataria di Aiello. Nel 1638 la cittadinanza di Aiello subì gravi sciagure provocate da un terremoto, cantate in una poesia di Giuseppe Di Valle. Gli abitanti di Aiello si sentivano indifesi contro la forza devastante della natura e bisognosi di protezione celeste. Per questo motivo gli aiellesi chiesero al cardinale Alderano Cybo di intercedere per ottenere alcune reliquie di un santo martire.
Il viaggio delle reliquie e l'arrivo in Calabria
La cassa contenente le sacre spoglie partì da Roma alla volta di Napoli e fu consegnata a Padre Francesco da Pietramala del Monastero dei Padri Zoccolanti di Santa Maria delle Grazie. Da Napoli le reliquie arrivarono ad Amantea via mare. Sulla spiaggia di Amantea la cassa fu oggetto di contesa tra alcuni amanteani e una eroica donna aiellese di nome Tarquinia Ferrise. Durante il tentativo degli amanteani di sollevarla, la cassa divenne improvvisamente pesantissima, mentre Tarquinia Ferrise fu l'unica a riuscire a sollevare la cassa e a portarla ad Aiello. La tradizione tramanda che Tarquinia Ferrise, nel sollevare la cassa, fu liberata dal demonio da cui era posseduta. Le reliquie giunsero definitivamente ad Aiello il ventisei luglio del 1667. La capsula quadrata conteneva le reliquie e la boccia con il sangue del martire. La cassa fu inizialmente portata nella Chiesa del Monastero di Santa Chiara ad Aiello. Il sesto giorno di maggio del 1668 giunse ad Aiello il Vicario generale di Tropea Don Orazio D'Amato, inviato dal vescovo titolare monsignor Luigi De Morales Agostiniano Spagnolo. Don Orazio D'Amato constatò con precisione che i sigilli della cassa erano intatti.
La proclamazione del patronato e le festività
Geniale fu nominato patrono di Aiello Calabro il sesto giorno di maggio del 1668. Le reliquie furono portate fuori le mura della città nel Convento degli Zoccolanti e depositate nella Cappella gentilizia Cybo, dove rimasero fino al 1808. Il simulacro fu costruito con tre serrature e le chiavi furono consegnate rispettivamente al Guardiano del Convento, al Vicario Foraneo e al Sindaco di Aiello. Dal 1808, per volere dei fedeli, la statua del patrono è custodita nella chiesa Matrice di Aiello. La festa di San Geniale, Patrono di Aiello, si celebra ogni prima domenica di maggio dal 1668. Dal 1668 iniziò la serie di miracoli del Santo Patrono a favore degli aiellesi e degli abitanti dei paesi del circondario. A partire dal 1783, anno del disastroso sisma, San Geniale viene festeggiato anche il cinque febbraio come ex voto per aver preservato la città e limitato i danni del terremoto. La venerazione per le spoglie di San Geniale fu sostenuta negli anni cinquanta dal vescovo di Tropea Monsignor Agostino Saba durante una visita pastorale. Aiello faceva parte della Curia vescovile di Tropea fino agli anni cinquanta, mentre oggi fa parte della Diocesi di Cosenza-Bisignano.
La ricognizione canonica e le analisi scientifiche
Nel novembre del 2003 si è conclusa la Ricognizione Canonica sul corpo santo del martire Geniale. La ricognizione è avvenuta con il patrocinio e il contributo dell'Amministrazione Comunale ed è stata fortemente voluta da monsignor Giuseppe Agostino, Metropolita di Cosenza-Bisignano. L'atto si inserisce nel cammino della Chiesa locale per la riscoperta e valorizzazione della memoria dei Santi e dei Martiri, come scritto nella relazione di don Enzo Gabrieli, presidente della Commissione diocesana di Ricognizione e vicepostulatore della causa dei Santi. Alla Commissione ha fatto parte il Reverendo Don Ortensio Amendola, parroco di Santa Maria Maggiore, chiesa in cui sono custodite le reliquie. La Commissione ha provveduto in sei sessioni a catalogare ed esaminare i resti di Geniale. L'analisi medica ha stabilito che le ossa appartenevano a un giovinetto di quattordici-sedici anni. L'altezza stimata del giovinetto era di centosessanta-centosettanta centimetri. Le ossa sono state rinvenute nel simulacro, dignitosamente conservate e munite di autentica. Oltre alle ossa sono stati rinvenuti un frammento di muro in malta e resti di un'ampolla in vetro che conteneva il sangue del martire. I reperti dell'ampolla e del muro provengono dalla catacomba di San Lorenzo in Roma. Le ossa repertate sono state collocate in un'urna sigillata, mentre gli altri reperti sono stati messi in un'urna esterna al simulacro, anch'essa munita di sigillo arcivescovile.
Il restauro del busto reliquiario e gli studi storici
Nel 2004 è stato effettuato il restauro del busto reliquiario del Martire, che ha compreso la descialbatura e la disinfestazione. L'intervento è stato finanziato dalla famiglia Solferino, da sempre devota al patrono. Il busto reliquiario è un'opera di bottega partenopea risalente alla prima metà del 1700. Nella predella del busto sono ospitate le reliquie del Santo Martire. Il busto raffigura un giovinetto dalle armoniose ed aggraziate fattezze in abiti romani, immortalato in atteggiamento orante e incoronato da un angelo. Le operazioni di restauro sono state affidate alla ditta Daniela del Francia di Roma e sono state rese possibili grazie ai nulla osta della Curia e della Soprintendenza ai beni artistici di Cosenza, oltre a beneficiare del supporto dell'Assessorato alla Cultura del Comune. Esiste una ricca bibliografia sulla storia del culto che include l'opera San Geniale Martire di Scipione Solimena, pubblicato a Palmi nel 1902 e ripubblicato nel 1992 dall'editore Brenner. La bibliografia comprende inoltre gli Atti della Conferenza sul Culto di San Geniale tenutasi ad Aiello nel maggio 2003, alla quale ha relazionato Fausto Cozzetto, docente di Storia Moderna dell'Università della Calabria. Si è tenuta anche una mostra documentale presso l'Archivio di Stato di Cosenza nell'aprile del 2003, con documentazione notarile conservata presso l'Archivio diretto dalla dottoressa Anna Maria Fazio. Per la ricognizione esiste il testo Relatio Recognitionis Reliquiarium Geniali Martyris a cura della Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano. Nel dicembre del 2003 si è tenuta un'ulteriore conferenza sulla Ricognizione, i cui relatori sono stati Don Enzo Gabrieli, Don Ortensio Amendola, Elisabetta Mazzei, storico delle Religioni, il sindaco di Aiello Calabro Francesco Iacucci e l'assessore alla cultura Bruno Pino.
La vita e il recupero
San Genial appartiene alla schiera dei martiri dei primi secoli del cristianesimo, un periodo caratterizzato da una fede vissuta con radicalità e sacrificio. Non possediamo dettagli biografici relativi alla sua nascita o al luogo specifico della sua origine, ma sappiamo che il suo corpo riposò per lungo tempo presso le Catacombe di San Lorenzo a Roma. È proprio da questo luogo sacro che, nell'anno mille seicento cinquantasei, vennero estratti i suoi resti mortali, dando inizio a un nuovo capitolo di devozione.
Il cammino delle reliquie verso la Calabria si compì nel mille seicento sessantasette, quando esse giunsero ad Aiello Calabro. Questo evento segnò profondamente la comunità locale, che riconobbe nel martire un segno di protezione celeste. Nel corso dei secoli, il legame tra il santo e il popolo è rimasto vivo, consolidato anche da atti formali come la ricognizione canonica delle reliquie, compiuta nell'anno duemila tre. Tale operazione ha permesso di confermare la sollecitudine con cui la Chiesa custodisce la memoria di coloro che, con il loro sangue, hanno reso testimonianza alla verità del Vangelo, offrendo ai fedeli un punto di riferimento certo per la propria preghiera e per la riflessione sulla perseveranza nella fede.
Il culto e la devozione
Il legame tra San Genial e Aiello Calabro fu ufficializzato nel mille seicento sessantotto, anno in cui il martire venne proclamato patrono della cittadina. Questa scelta non fu soltanto un atto formale, ma il riconoscimento di una protezione che i fedeli hanno sempre invocato con fiducia. La devozione si manifesta attraverso celebrazioni liturgiche sentite, che scandiscono il calendario della comunità con gratitudine e devozione.
La memoria del santo viene celebrata ufficialmente il cinque febbraio, una data che assume un significato particolare poiché legata a un voto solenne fatto dalla popolazione in occasione di un sisma. Inoltre, il culto viene rinnovato con solennità la prima domenica di maggio. Queste ricorrenze non sono solo occasioni di festa esterna, ma momenti di profonda riflessione spirituale in cui i fedeli si stringono attorno alle reliquie del patrono, chiedendo la sua intercessione per la pace e la stabilità del proprio territorio, confermando così la vitalità di una fede che attraversa i secoli.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Geniale?
La festa di San Geniale si celebra ogni prima domenica di maggio e il cinque febbraio di ogni anno.
Di cosa è patrono San Geniale?
San Geniale è il santo patrono della comunità di Aiello Calabro.