6 de febrero
San Guarino de Palestrina
Obispo
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La giovinezza e la vocazione
San Guarino nacque nel 1080 nella città di Bologna, appartenendo alla nobile casata bolognese dei Guarini, mentre sua madre apparteneva alla famiglia Foscari. Ricevette una buona educazione e istruzione fin dalla giovinezza, manifestando in particolare un grande amore per la letteratura. Il suo carattere si distingueva per essere riflessivo e riservato, e fin da fanciullo coltivò la vocazione religiosa. Dedicava una parte importante della giornata alla preghiera costante. Questa forte inclinazione alla vita spirituale incontrò tuttavia l'opposizione dei genitori, che nutrivano aspettative diverse per il giovane. Con la determinazione che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita, riuscì a superare l'opposizione dei genitori. Prima ancora di lasciare la sua città natale, destinò i propri beni all'erezione di un ospedale. L'ospedale fondato sorse dapprima vicino alla chiesa di San Lorenzo dei Guarini e in seguito si trasferì presso la chiesa di Santa Maria dei Guarini, la quale cambiò poi il proprio titolo in San Giobbe nel quattordicesimo secolo.
La vita monastica a Mortara
A ventiquattro anni, San Guarino fu ordinato sacerdote e divenne contemporaneamente Canonico della Cattedrale di Bologna. Decise successivamente di seguire la Regola di Sant'Agostino, entrando a far parte dei Canonici Regolari Lateranensi nel convento di Santa Croce in Mortara. All'interno della vita comunitaria si distinse subito per la rigorosa obbedienza e per l'eccellenza nella sapienza e nella dottrina. Visse in una condizione di grande austerità, e questa sua scelta radicale suscitò l'ammirazione profonda sia del clero sia del popolo. La bontà rimase sempre un tratto caratteristico della sua persona, capace di coniugare il rigore interiore con la dolcezza verso il prossimo. Prima di partire definitivamente da Mortara per altri incarichi, si premurò di assicurare una rendita stabile all'ospedale che aveva fondato a Bologna.
L'episcopato e le rinunce
All'età di cinquantanove anni fu designato a furor di popolo alla cattedra vescovile di Pavia. Sentendosi profondamente indegno di tale compito, scongiurò le autorità di essere sollevato da quell'incarico di vescovo di Pavia, ma le sue rimostranze risultarono inutili. Allora, secondo la tradizione, scappò dalla finestra della sua cella, nascondendosi accuratamente fino al momento in cui fu eletto un altro prelato. Durante l'Avvento del 1144 ricevette una nuova nomina a vescovo di Palestrina, detta antica Preneste. La nomina a Palestrina fu fatta da Papa Lucio II, al secolo Gerardo Caccianemici, il quale era bolognese, parente di Guarino e profondo conoscitore delle sue doti non comuni. Guarino dovette infine accettare la nomina e fu insignito anche del titolo cardinalizio. Fu pastore della diocesi di Palestrina per tredici anni, continuando a mantenere nel privato la sua austera vita monacale. Si distinse a Palestrina per una straordinaria generosità, arrivando a vendere tutto il denaro derivante dalla nuova carica e i doni ricevuti dal Papa, compresi bellissimi cavalli, per distribuire l'intero ricavato ai poveri. Temendo continuamente di non essere un buon vescovo, si allontanò per due volte dalla sua sede: la prima volta trovò rifugio nel Sacro Speco di Subiaco, da dove fu richiamato dal Papa Beato Eugenio III; la seconda volta si allontanò a Ostia, dove trovò i saraceni, per poi riparare a Roma da Papa Anastasio IV, insieme al quale sottoscrisse una bolla.
Il contesto storico e la morte
La Chiesa viveva anni assai travagliati all'epoca dell'episcopato di San Guarino. A Roma governava una repubblica autoproclamata, si combatté la Seconda Crociata, e la cristianità conobbe la presenza di un antipapa, la rivolta di Arnaldo da Brescia, gli scontri sanguinosi con i Normanni e la costante invadenza di Federico Barbarossa. Nonostante questo scenario complesso, Guarino scelse di stare sempre fuori dalla politica attiva, preoccupandosi unicamente del bene spirituale e materiale della sua diocesi e partecipando comunque a tre conclavi come cardinale, precisamente per l'elezione di Eugenio III, Anastasio IV e Adriano IV. Aveva settantotto anni quando si sentì prossimo a morire. Convocò tutto il clero al suo capezzale e, prima di spirare, li esortò all'amore vicendevole e al costante pensiero della salvezza eterna. Spirò serenamente il 6 febbraio 1158. Il popolo diceva che aveva meritato di vivere oltre cento anni per la sua eccellente condotta di vita. Le date di riferimento complessive della sua esistenza terrena rimangono racchiuse tra Bologna nel 1080 circa e Palestrina al 6 febbraio 1158.
Le reliquie e il culto
Il corpo di San Guarino fu amorevolmente deposto in un'urna di marmo, collocata successivamente nella cripta della Cattedrale di Sant'Agapito a Palestrina. L'anno successivo alla morte, nel 1159, Papa Alessandro III ne decretò ufficialmente il culto, vista la grande e diffusa fama di santità che lo circondava. Nel 1437 Palestrina subì un grave saccheggio e le sue reliquie dovettero essere nascoste per il grave pericolo di profanazione. Da quel momento preciso non si conosce più l'esatta collocazione delle reliquie. La tradizione riferisce ipotesi differenti: alcuni sostengono che furono portate a Cometo in Maremma dal Cardinale Giovanni Vitelleschi, mentre altri affermano che furono traslocate a Bologna, sua città natale. Nel 1754 il Cardinale di Napoli, Giuseppe Spinelli, fece cercare inutilmente le reliquie nella cripta di Sant'Agapito, lasciando irrisolto il mistero della loro collocazione finale.
Una vida entregada al servicio
El itinerario vital de San Guarino comenzó en la ciudad de Bolonia, donde sus primeros pasos estuvieron orientados hacia la búsqueda de una vida consagrada a Dios. Al ingresar en la orden de los Canónigos Regulares Lateranenses en el convento de Mortara, San Guarino abrazó la disciplina y la vida comunitaria como fundamentos de su existencia. Esta formación fue el cimiento sobre el cual se desarrolló su futura labor pastoral, permitiéndole cultivar una profunda vida interior y un espíritu de obediencia a las necesidades de la Iglesia de su tiempo.
Tras años de preparación y servicio, su camino lo condujo a la sede episcopal de Palestrina. Su nombramiento en el año mil ciento cuarenta y cuatro marcó el inicio de una etapa de gran responsabilidad. A lo largo de su ministerio, no solo atendió las necesidades espirituales de su diócesis, sino que también fue llamado a participar activamente en la elección de los sucesores de San Pedro, contribuyendo con su presencia y discernimiento en los cónclaves de Eugenio Tercero, Anastasio Cuarto y Adriano Cuarto. En momentos de necesidad de retiro y oración, buscó refugio en el Sacro Speco de Subiaco y en Ostia, lugares que le permitieron fortalecer su espíritu para continuar con su misión. San Guarino entregó su alma al Señor el seis de febrero del año mil ciento cincuenta y ocho, cerrando un ciclo de trece años de entrega absoluta como obispo de Palestrina.
Su memoria en la Iglesia
La santidad de San Guarino fue reconocida prontamente por la comunidad cristiana y por la jerarquía eclesiástica. Apenas un año después de su muerte, en el año mil ciento cincuenta y nueve, el Papa Alejandro Tercero procedió a su canonización, elevándolo a los altares como ejemplo de virtud y fidelidad para los fieles. Este reconocimiento oficial consolidó su lugar en la tradición de la Iglesia, honrando su trayectoria tanto en la vida monástica como en su elevado servicio episcopal.
La memoria litúrgica de este santo obispo está fijada para el día siete de febrero, fecha en la que los fieles son invitados a recordar su intercesión y su testimonio de vida. A través de los siglos, la figura de San Guarino ha permanecido como un recordatorio constante de la importancia de la oración, el servicio desinteresado y la fidelidad a la Iglesia, valores que guio durante su estancia en Bolonia, Mortara, Roma y finalmente en Palestrina. Su legado perdura como un faro de luz que continúa inspirando a quienes buscan vivir con rectitud y entrega al Señor en el cumplimiento de sus deberes cotidianos.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Guarino de Palestrina?
La memoria liturgica di San Guarino si celebra il 7 di febbraio, sebbene il suo transito sia avvenuto il 6 febbraio 1158.
En Palestrina, en el Lacio, san Guarino, obispo, insigne por la austeridad de vida y el amor a los pobres. — Martirologio Romano