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12 de noviembre

San Josafat Kuncewycz

Obispo y mártir

San Josafat Kuncewycz

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

La juventud y los primeros pasos en la fe

San Josafat nacque en una familia ortodossa scismatica, un contexto religioso complejo que marcó profundamente su sensibilidad espiritual desde los primeros años de su formación. San Josafat Kuncewicz fu inviato giovanissimo a Vilna per imparare il commercio, secondo le consuetudini terrene dell'epoca e le speranze della sua parentela. A Vilna assistette alle lotte fra Ruteni uniti e dissidenti, un dissidio lacerante che scosse il suo animo e lo spinse a interrogarsi sulla vera natura della comunione ecclesiale. Giosafat si orientò ben presto verso la Chiesa unita, che all'epoca era poco numerosa e perseguitata, riconoscendo in essa la fedeltà al successore di Pietro. Animato da un profondo desiderio di ascesi e di preghiera, si ritirò nell'antico monastero basiliano della Santissima Trinità, abbandonando le prospettive terrene del mondo. All'ingresso nella vita monastica mutò il proprio nome da Giovanni a Giosafat, sigillando così la sua totale dedizione al Signore. Visse per alcuni anni come eremita, consacrando il tempo al silenzio, allo studio delle divine Scritture e alla contemplazione delle cose celesti. Il suo esempio di santità e rigore spirituale ripopolò di monaci uniati il monastero della Trinità, attirando anime assetate di verità. Giosafat fondò altri monasteri a Byten e a Zyrowice nel 1613, estendendo i luoghi di preghiera e di riforma spirituale. San Josafat Kuncewicz spingeva con costante zelo il proprio gregge all'unità cattolica, coltivando con amorevole devozione il rito bizantino-slavo. Giosafat comprese che la Chiesa deve essere cattolica e legata a Roma, salvaguardando al contempo le tradizioni dei padri. San Josafat mantenne la liturgia paleoslava con riti solenni e una lingua antica, pur stimando profondamente la liturgia latina.

El pensamiento teológico sobre la unidad de la Iglesia

L'obiettivo di Giosafat era riconciliare le chiese scismatiche con la Sede Romana del Vicario di Cristo, principio dell'unità della Chiesa. San Josafat si orientò con una visione soprannaturale, riflettendo sul fatto che Giosafat intuì che la Chiesa deve necessariamente essere universale. Non conta essere figli di Abramo secondo la carne, bisogna esserlo secondo la fede, poiché l'unica vera Chiesa è la Chiesa cristiana ovvero cattolica. Esiste un'identità assoluta tra cristianesimo e cattolicesimo, e si vive in tempi talmente confusi e pericolosi che persino le verità basilari potrebbero crollare. San Josafat si rese conto che la Chiesa non può essere che cattolica e non tribale, e non deve essere divisa in tribù con capi separati. La Chiesa è universale con un solo ovile, un solo pastore, un solo vicario di Cristo e un solo detentore delle chiavi del regno dei cieli. Il papa è il solo detentore del potere supremo spirituale e temporale, e l'insegnamento cattolico sulla Chiesa richiede di stringersi attorno al papa e mostrare fedeltà incrollabile verso la Santa Sede. Ex inde oritur unitas sacerdotii significa che da lì scaturisce l'unità del sacerdozio; dalla sede apostolica e dalla sede di Pietro nasce l'unità della Chiesa. L'unità si fa attorno al papa o non si fa, poiché la divisione della Chiesa genera angoscia ma non si può derogare al Vangelo. La parola del Signore non è suscettibile di alterazioni e rimane in eterno, ed è meglio essere pochi ma fedeli piuttosto che molti ma talvolta infedeli. La vera unità non è sociologica o orizzontale, bensì verticale con Dio. Se ci fosse un solo cristiano sulla terra, il pontefice, sarebbe lui la Chiesa perché lui solo non può venire meno. Quando il Verbo s'incarnò nel grembo della Vergine purissima per l'onnipotente azione dello Spirito Santo, la Chiesa non aveva bisogno di consensi sociologici. In Maria, ostensorio vivente del Dio di Israele e foederis arca in cui s'era incarnato il Cristo, c'era la Chiesa perché in Maria c'era il Cristo. Bisogna pensare soprannaturalmente e non in base a statistiche umane o categorie sociologiche, sapendo che gli animi si scindono attorno al papa come segno dei pessimi tempi attuali. Molti sono già virtualmente scismatici ed è peggio esserlo virtualmente che attualmente, come affermava san Pio X quando ricordava che le eresie e gli scismi dei tempi moderni sono pericolosi perché non sono lacerazioni evidenti ma nascoste. Il Santo Padre, recandosi negli Stati Uniti, ha proposto la dottrina morale che da secoli è sempre quella. Se il papa rinnegasse la dottrina morale, rinnegherebbe sé stesso e le chiavi di Pietro, poiché il papa deve amministrare secondo la volontà del Signore e non sua. Il papa propone parole non sue, ma di Cristo, di cui egli è il vicario. Le dichiarazioni del papa hanno provocato una grande levata di scudi, discussioni, interpretazioni disparate, scappatoie dalle norme morali e critiche aperte al pontefice. Pseudoteologi hanno rilasciato interviste spinte da astio antiromano, il quale costituisce un segno dell'anticristo. Roma è la sola sede del vicario di Cristo nonostante tutte le sue difficoltà e deficienze umane. Esistono cristiani con un attaccamento sentimentale al papa che ne apprezzano soprattutto la persona, ma la fedeltà a Roma non si basa sulla simpatia umana verso il pontefice. Nel pontefice si deve cogliere, più che l'uomo, il vicario di Cristo, e tutti i pontefici della storia e gli orientali sapevano bene che il papa è il vicario di Cristo.

La Tradición apostólica y los fundamentos de la Sede de Pedro

San Giosafat fu incrollabilmente fedele alla sede di Pietro grazie all'esempio di tutti i Padri della Chiesa, inclusi quelli orientali che non ruppero l'unità della Chiesa cattolica. A conferma di questa secolare tradizione, papa san Leone Magno regnò dal 440 al 461. Papa san Leone Magno inviò i suoi legati al concilio di Calcedonia nel 451, un momento di grazia e di chiarimento dottrinale per tutta la cristianità. I padri conciliari del concilio di Calcedonia si alzarono in piedi dopo la lettura della Lettera dogmatica, proclamando solennemente Per Leonem Petrus locutus est, cioè tramite Leone Pietro ha parlato. La fedeltà alla Santa Sede è spesso sofferta, e l'errore rimproverato a Lutero è di non essere stato fedele al papa. Lutero si scandalizzò dell'uomo, di Giovanni de' Medici, cioè Leone X, e delle sue debolezze terrene. Lutero non seppe vedere nel papa il successore di Pietro, dimenticando che il successore di Pietro, al di là di ogni debolezza umana, è l'incrollabile fondamento della Chiesa. Le porte degli inferi si scateneranno contro la Chiesa, ma essa rimarrà per sempre basandosi sulla parola di Gesù che salva. Su questa roccia divina si innesta la riflessione di Gilbert Keith Chesterton, il quale nacque nel 1874 e morì nel 1936. Secondo Chesterton, Dio non scelse come vicario né il mistico Giovanni né il dotto Paolo, ma Pietro. Pietro era descritto come rozzo, debole e incostante nel collegio apostolico, poiché Pietro rinnegò Gesù e oscillò tra entusiasmo e scetticismo. Pietro camminò sulle acque per andare incontro a Cristo e poi sprofondò, e Gesù rimproverò Pietro chiamandolo uomo di poca fede e tendendogli la mano. Dio fonda il sacerdozio e la Chiesa sul più fragile tra gli apostoli, affinché la grazia divina risplenda nella debolezza umana. Giosafat scrisse alcune opere per dimostrare l'origine cattolica della Chiesa rutena, e nelle sue opere dimostrò la dipendenza primitiva della Chiesa rutena dalla Santa Sede. Scrisse anche per propugnare la riforma dei monasteri di rito bizantino e il celibato del clero, offrendo orientamenti sicuri per la crescita spirituale del popolo.

El ministerio episcopal y el martirio en Vitebsk

San Josafat Kuncewicz fu creato vescovo titolare di Vitebsk e successivamente di Polock, assumendo la guida pastorale di greggi difficili e bisognose di rinnovamento. Ristabilì l'ordine nella sua diocesi, restaurò le chiese e riformò il clero con paterna fermezza e instancabile zelo. Sorsero ben presto violente opposizioni contro di lui da parte dei dissidenti, che non tolleravano la sua dedizione alla causa dell'unità cattolica. San Josafat ha dedicato tutta la sua vita, fino al martirio con il sangue, all'intenzione di ricondurre all'ovile di Cristo tutte le anime. Nell'autunno del 1623, uscendo dalla chiesa dopo aver celebrato le sacre funzioni, Giosafat fu ucciso in un tumulto da una folla avversa. Morì a Vitebsk, in Bielorussia, il 12 novembre 1623, suggellando con il martirio la sua testimonianza di amore per Cristo e per la Chiesa. Il suo corpo fu buttato nel fiume Dvina, subendo l'oltraggio degli avversari della fede cattolica. Giosafat Kuncewicz Giovanni fu vescovo di Polotzk e martire, e morì a Vitebsk per l'unità della Chiesa e per la verità cattolica. La grazia del Signore fece fiorire la sua testimonianza nel tempo: vent'anni dopo la sua morte, nel 1643, fu beatificato. In seguito, per la gioia della Chiesa universale, fu canonizzato nel 1867, elevando agli altari il difensore della fede romana in terra slava. San Giosafat Kuncewicz aiuta gli ucraini con il suo esempio, la sua parola, il suo insegnamento e la sua intercessione.

Las vicisitudes históricas de las Iglesias rutenas y la Transcarpazia

Le Chiese orientali cristiane con rito proprio che ristabilirono la comunione con Roma dopo lo scisma d'Oriente del 1054 sono definite uniati. Il termine uniati deriva dal russo unijat, proveniente da unija, che significa unione delle Chiese. Le Chiese rutene di Galizia e Transcarpazia compirono un primo atto di sottomissione al papa nel dicembre del 1595. Nel sinodo di Brest-Litovsk del 6-10 ottobre 1596, le Chiese rutene di Galizia e Transcarpazia proclamarono quasi unanimi l'unione con Roma. Le Chiese vissero una fase di espansione esterna e di consolidamento interno, difendendo la propria identità contro i tentativi di assorbimento della parte latina privi di approvazione papale e della parte ortodossa. La Chiesa rutena cattolica passata sotto il dominio russo scomparve a causa delle spartizioni della Polonia del 1772, 1793 e 1795. La Chiesa rutena cattolica rimasta sotto il dominio austriaco visse un ulteriore periodo di sviluppo. Nel sinodo di Leopoli del 1891 la Chiesa adottò quasi tutte le decisioni tridentine, sebbene la questione del celibato del clero rimase irrisolta nel sinodo di Leopoli. Nel 1895 il metropolita Sembratovic fu creato cardinale, e dopo la prima guerra mondiale la Chiesa rutena cattolica nello stato polacco continuò a svilupparsi. La metropolìa galiziana contava oltre tre milioni e mezzo di fedeli, più di duemila parrocchie e altrettanti sacerdoti dopo la prima guerra mondiale. La regione dell'Ucraina Subcarpatica, nota anche come Transcarpazia o Rutenia, confina a nord con la Polonia, a ovest con l'Ungheria e a sud con la Romania. Prima della seconda guerra mondiale l'Ucraina Subcarpatica era una regione autonoma della Cecoslovacchia e confinava con Polonia, Romania e Ungheria senza confinare con l'Unione Sovietica. La regione era abitata da Ucraini o Ruteni, termine che costituisce la forma latinizzata di russo, e la popolazione comprendeva minoranze di Ungheresi, Tedeschi, Ebrei, Slovacchi e Romeni. La regione ha sempre manifestato forti tendenze autonomistiche, le quali parvero concretarsi nell'ottobre del 1938 con la creazione di un governo ruteno a Uzhorod, sotto la pressione tedesca. Il 2 novembre 1938 la parte pianeggiante del Paese fu ceduta all'Ungheria in seguito all'arbitrato italo-tedesco di Vienna. Nel marzo del 1939 l'Ungheria si annetté l'intero territorio. Fisicamente la regione è formata dal versante sudoccidentale dei Carpazi e da una fascia della pianura ungherese, e i maggiori centri abitati della regione si trovano ai piedi delle montagne. Uzhorod è il capoluogo della regione, mentre Mukacevo costituisce un altro centro importante della regione. A nord della Rutenia, oltre i Carpazi Boscosi, si trova la Galizia, regione divisa per metà tra Polonia e Ucraina.

Persecuciones y la comunión eclesial contemporánea

La politica attuale della Chiesa romana verso l'est provoca amarezza e riflessioni dolenti nei fedeli. I fratelli ucraini hanno come patrono san Giosafat, e si invita a pregare per i fratelli ucraini affinché rimangano fedeli a Roma nonostante il presunto disinteresse della Santa Sede. L'Ucraina Subcarpatica fu occupata dalle truppe sovietiche nell'ottobre del 1944. Il 26 giugno 1945 l'Ucraina Subcarpatica fu ceduta all'Unione Sovietica tramite un accordo firmato a Mosca tra il cecoslovacco Fierlinger e Molotov. La Chiesa fedele a Roma fu perseguitata e la Chiesa uniate dovette sottomettersi al patriarcato di Mosca. Alla fine della seconda guerra mondiale, sotto la pressione del governo sovietico, la Chiesa rutena si unì alla Chiesa patriarcale di Mosca. I resistenti all'unione con Mosca furono deportati o dispersi, e la Chiesa rutena transcarpatica subì la stessa fine della metropolia galiziana. I cattolici di rito orientale non ricevettero parole di solidarietà da parte della Chiesa romana, e in un incontro ecumenico il patriarca di Mosca dichiarò di aver accolto nell'ovile i figli prodighi ritornati. Il legato cattolico romano non replicò alle affermazioni del patriarca di Mosca, e i fratelli ucraini soffrono spesso a causa della Chiesa stessa. Attualmente solo i ruteni emigrati nel mondo possono continuare liberamente le loro tradizioni canoniche, liturgiche e spirituali in comunione con la Sede Apostolica. La situazione dei ruteni emigrati dimostra che la Chiesa cattolica è universale sia de iure sia de facto. Le antiche sedi vescovili di Galizia e Rutenia sono occupate da dissidenti, e vescovi, sacerdoti e laici fedeli all'unione con Roma subiscono persecuzioni, esilio e carcere. Il rito ruteno rappresenta una variante del comune rito bizantino, accanto a quello russo, romeno e serbo. La variante rutena del rito bizantino usa una lezione più antica dei testi liturgici rispetto alla moscovita. Nelle cerimonie, la variante rutena ha seguito l'evoluzione dei Greci e alcune pratiche latine, conservando le particolarità locali. San Giosafat insegnò la fedeltà vera e sofferta alla sede di Pietro e al papa, e insegnò a stimare la tradizione dei padri terrestri per giungere alla patria celeste.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Josafat Kuncewycz?

La memoria litúrgica de San Josafat Kuncewycz se celebra el 12 de noviembre.

Di cosa è patrono San Josafat Kuncewycz?

San Josafat es el patrono de Ucraina.

Memoria de la pasión de san Josafat (Juan) Kuncewicz, obispo de Polotzk y mártir, que impulsó con constante celo a su grey a la unidad católica, cultivó con amorosa devoción el rito bizantino-eslavo y, en Vitebsk en Bielorrusia, en aquel tiempo bajo la jurisdicción polaca, cruelmente asaltado en un tumulto por la multitud a él adversa, murió por la unidad de la Iglesia y por la verdad católica. — Martirologio Romano