20 de junio
San Lucano (Lugano)
Presunto obispo de Sabiona
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il ministero episcopale e il viaggio a Roma
Il santo visse nella prima metà del secolo quinto e svolgeva il proprio ministero come vescovo di Sabiona, località che corrisponde ora a Chiusa, situata a dieci chilometri da Bressanone, poiché la sede vescovile di Sabiona fu più tardi trasferita a Bressanone. Durante una grave carestia, il vescovo permise ai suoi fedeli l'uso dei latticini in Quaresima per alleviare le sofferenze della popolazione. Per questo motivo il vescovo fu denunciato al papa Celestino primo, il cui pontificato va dal 422 al 432. A seguito di tale accusa, il vescovo fu invitato a Roma per scusarsi del provvedimento adottato. La tradizione riferisce che durante il viaggio e la permanenza a Roma, il vescovo compì dei miracoli che valsero più d'ogni scusa di fronte all'autorità pontificia.
L'esodo e la vita eremitica nelle valli
Al ritorno a Sabiona, i nemici del vescovo, forse ariani, lo costrinsero a lasciare nuovamente la sede pastorale. Il santo si ritirò a vita eremitica nella Valle di Fiemme, dove si trovano un piccolo villaggio e una chiesuola intitolati al santo. Non sentendosi sicuro nella Valle di Fiemme, il santo oltrepassò le crode e scese verso la conca agordina. La zona in cui scese si chiama ancor oggi Valle di San Lugano. Il santo si rifugiò in una caverna chiamata Col di San Lugano. Dalla caverna il santo si allontanava solo per evangelizzare e curare spiritualmente le genti della zona. Durante una missione a Listolade, il santo conobbe la beata Avazia o Vaza, la quale ottenne il permesso dal marito e si ritirò a vita eremitica sotto la direzione spirituale del santo.
La memoria di Vaza e la diffusione del culto
Secondo lo studioso G. Mezzacasa, Vaza visse almeno cinque secoli dopo san Lugano. Secondo lo stesso autore, la fantasia del popolo credette Vaza contemporanea e figlia spirituale del santo perché condusse vita ascetica presso la chiesetta dove fu anche sepolta. Le leggende fiorite attorno ai luoghi del santo mutuano per lo più temi di altre leggende. Sulla tomba di San Lugano, presso Taibon, sorse una chiesa, la quale fu distrutta da una valanga e riedificata nel 1635. Nei secoli tredicesimo e quattordicesimo si verificò una straordinaria fioritura del culto di san Lugano. Nel tredicesimo e quattordicesimo secolo sorsero tre chiese in onore del santo, oltre a quella della tomba presso Taibon. Una di queste chiese fu edificata al Passo di San Lugano con accanto un ospizio tra il 1325 e il 1332. Un'altra chiesa fu edificata a Villapiccola presso Auronzo non dopo il 1352. Un'altra chiesa ancora fu edificata a Belluno nel 1396.
Le reliquie e le tradizioni liturgiche
Il corpo del santo fu trasportato da Taibon alla cattedrale di Belluno, probabilmente nel 1307, mentre a Taibon si conserva oggi solo una reliquia del santo. Nella cattedrale di Belluno il corpo fu sepolto entro un'arca contigua all'altare maggiore. L'arca della cattedrale di Belluno fu aperta il 17 giugno 1400 alla presenza del vescovo per la ricognizione delle reliquie. L'arca fu riaperta nel 1658 per estrarre alcune reliquie da donare ad Antonio Crosini, vescovo di Bressanone, per quella cattedrale. Nella chiesa di San Lugano presso Taibon terminava ogni anno la processione rogazionale della vigilia dell'Ascensione. La processione raccoglieva i fedeli dei paesi della comunità dell'Agordino attraverso i quali passava. La processione fu poi trasferita ed è tuttora celebrata al 20 giugno. Parecchie località portano il nome del santo in montagna e varie chiese sono dedicate al santo, che è chiamato l'Apostolo delle Dolomiti.
Il ministero e la solitudine
San Lucano svolse il suo ministero episcopale a Sabiona durante la prima metà del quinto secolo. In un periodo caratterizzato da aspre difficoltà, egli si distinse per una guida pastorale coraggiosa e vicina ai bisogni reali della sua gente. Durante una severa carestia che colpì il territorio, il vescovo autorizzò i fedeli a fare uso di latticini durante il periodo di Quaresima, anteponendo la sopravvivenza e la salute dei suoi figli al rigore delle consuetudini. Questo atto di carità non fu privo di conseguenze, poiché la sua decisione richiese un confronto diretto con le autorità ecclesiastiche.
In seguito a questi eventi, San Lucano fu convocato a Roma da papa Celestino I per rendere conto del suo operato. Superata questa fase, il vescovo scelse di lasciare le responsabilità del governo pastorale per dedicarsi interamente alla preghiera e alla penitenza. Si ritirò dunque in una caverna presso Taibon, vivendo come eremita. Questo tempo di isolamento non rappresentò un allontanamento dalla Chiesa, ma un compimento del suo cammino spirituale, vissuto nella preghiera incessante e nella ricerca del volto di Dio. Il ricordo della sua missione rimane vivo ancora oggi, legato indissolubilmente ai luoghi che hanno ospitato il suo passaggio, come la Valle di Fiemme e la valle che porta il suo nome, testimoniando la gratitudine di un popolo che ha riconosciuto in lui un vero pastore e un uomo di profonda fede.
Il culto e la memoria
La figura di San Lucano ha lasciato un'impronta duratura nella devozione popolare, specialmente nelle terre bellunesi e trentine che conservano la memoria del suo eremitaggio. La venerazione del santo è strettamente legata alla custodia delle sue spoglie mortali, segno tangibile della sua presenza in mezzo alla comunità dei credenti. Nel corso dei secoli, il legame tra il popolo e il suo santo vescovo è stato alimentato dal ricordo dei suoi gesti di misericordia e della sua santità silenziosa.
Un momento fondamentale per il culto di San Lucano avvenne nell'anno 1307, quando le sue reliquie furono solennemente traslate nella cattedrale di Belluno. Questo evento segnò un importante riconoscimento della sua importanza spirituale, rendendo il suo sepolcro meta di pellegrinaggi e di preghiera. Ancora oggi, la sua memoria viene celebrata il venti di giugno, anniversario che tradizionalmente richiama sia la data della sua morte, avvenuta nel silenzio di Taibon, sia il momento in cui i resti furono accolti nella cattedrale. Questa ricorrenza annuale invita i fedeli a riflettere sull'esempio di un pastore che seppe coniugare la fermezza del governo con la dolcezza della comprensione umana, ricordando a ogni generazione l'importanza di restare fedeli al Vangelo anche nelle circostanze più difficili della vita.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Lucano?
La ricorrenza si celebra il venti giugno, giorno che ricorda l'anniversario della morte del santo o, secondo i Bollandisti, la traslazione del suo corpo a Belluno.
Di cosa è patrono San Lucano?
Nei dati storici forniti non vengono menzionati specifici patronati ufficiali.