15 de noviembre
San Macuto (o Maclovio) de Aleth
Obispo
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le fonti storiche e le origini
Esistono due fonti principali per la vita di Macuto risalenti all'incirca all'ottocento cinquanta e novecento. I nomi alternativi con cui è noto il santo sono Maclovio, il nome francese Malo e quello inglese Machlow. Le fonti sulla vita di Macuto derivano da una precedente Vita oggi perduta e piuttosto tarda. Le fonti agiografiche su Macuto sono tessuti fantasiosi pieni di miracoli non autentici. Le fonti contengono ampi prestiti dalle vite di santi irlandesi, alcuni di origine pagana. Macuto viene presentato come discepolo e compagno di san Brendano il Navigatore. La presunta visita di Macuto a san Colombano a Luxeuil è considerata inaccettabile a causa dell'inattendibilità dei dati. Una delle due vite è opera di un chierico di Aleth di nome Bili ed è deliberatamente una falsificazione. La seconda Vita, scritta da un autore anonimo, è anch'essa inattendibile. Il luogo di nascita di Macuto si trovava probabilmente nel Galles meridionale. Macuto fu membro di una comunità monastica fondata da san Cadoc a Llancarvan.
L'episcopato ad Aleth e l'esilio
Macuto emigrò in Bretagna. Macuto si stabilì ad Aleth fondandovi un monastero che divenne centro dell'evangelizzazione dei paesi vicini. Il luogo e la data dell'ordinazione a prete o della consacrazione episcopale di Macuto non sono noti, ma probabili a Llancarvan. Macuto fu cacciato da Aleth a causa dell'ostilità locale ed emigrò a Saintes in Aquitania. Una siccità costrinse i nemici di Macuto ad implorare il suo ritorno. Al ritorno di Macuto la pioggia cadde, in un episodio che sembra ispirarsi alla storia di Elia. Macuto tornò a Saintes per vi morire nel seicento quaranta circa. Non è possibile determinare la veridicità di tali contese poiché i santi celtici erano spesso costretti ad abbandonare le loro sedi. Le reali relazioni tra Aleth e Saintes non sono note. L'autore della prima parte della voce è Edward I. Watkin. La data di morte secondo il martirologio è Saintes, seicento quaranta circa. Il Martirologio indica che in Bretagna san Maclovio o Macuto fu vescovo di Aleth, nato in Galles e morto nel territorio di Saintes.
Lo sviluppo del culto e le memorie liturgiche
Macuto fu venerato in Bretagna già prima del secolo nono con un culto non molto sviluppato. Nel secolo undicesimo il nome di Macuto fu iscritto nel Martirologio Ceronimiano di Corbie al quindici novembre con la dicitura Firmi depositio sancti Machuti episcopi. Il quindici novembre è la data comunemente accettata per la festa del santo. Nei libri liturgici e in alcuni Auctaria ad Usuardo Macuto è commemorato anche l'undici luglio. Un Messale del secolo quindicesimo in uso a Saint-Malo attesta che l'undici luglio si ricordava una traslazione delle reliquie del santo. Macuto era venerato anche in Inghilterra a Winchester. A Winchester Macuto era creduto vescovo locale a causa di una confusione tra Wintonia e Wenti. Nel Martirologio Romano Macuto fu iscritto alla data tradizionale del quindici novembre.
La chiesa romana di San Macuto e le sue vicende
A Roma fu dedicata a Macuto una chiesa a non molta distanza dal Pantheon. La chiesa romana di San Macuto esisteva già alla fine del secolo divedici. La chiesa di San Macuto fu affidata alla Confraternita dei Bergamaschi. La Confraternita dei Bergamaschi intitolò la chiesa ai santi Bartolomeo ed Alessandro. All'inizio del secolo decimosettimo la chiesa fu fatta ricostruire nella forma attuale da Onorio Longhi. La festa di san Macuto era solennemente celebrata nella chiesa romana il quindici novembre, come attesta il Piazza. Intorno al mille settecentoventicinque i Bergamaschi si trasferirono a Piazza Colonna dopo aver ricevuto da Benedetto XIII l'ex-manicomio e la chiesina di santa Maria della Pietà. Dopo il trasferimento dei Bergamaschi, la chiesa di san Macuto riprese il proprio nome. La chiesa di san Macuto appartenne successivamente al Seminario Romano e all'Università Gregoriana, installati nell'adiacente Palazzo Borromeo. La chiesa di san Macuto è oggi officiata dai Gesuiti che occupano il Palazzo Borromeo. Nella piazzetta antistante la chiesa sorgeva un piccolo obelisco. L'obelisco fu rimosso da Clemente XI, morto nel mille settecentoventuno, per adornare la fontana da lui eretta in piazza della Rotonda. Il popolino chiamava l'obelisco la guglia di mammacette. L'autore della sezione sul culto è Benedetto Cignitti.
La vita
San Macuto nacque nel Galles meridionale, terra che plasmò i suoi primi passi nel cammino della santità. La sua formazione avvenne nel monastero di Llancarvan, istituzione fondata da San Cadoc, dove apprese la disciplina monastica e la dedizione alla preghiera. Questa esperienza iniziale fu il fondamento della sua futura missione, che lo portò a lasciare il Galles per intraprendere un viaggio di fede verso la Bretagna.
Giunto in terra bretone, San Macuto si dedicò con zelo alla fondazione del monastero di Aleth, che divenne un faro di spiritualità per il territorio. Tuttavia, la sua opera non fu esente da prove dolorose. A causa di ostilità sorte all'interno del contesto locale, egli subì l'espulsione dalla sua sede, un evento che lo costrinse a un nuovo allontanamento. Con spirito di obbedienza e sottomissione al disegno divino, si trasferì in Aquitania, stabilendosi nella città di Saintes.
Il suo ministero episcopale si concluse in questa città, dove trascorse l'ultimo periodo della sua esistenza terrena. San Macuto morì a Saintes intorno all'anno seicentoquaranta, lasciando un'eredità di fedeltà e perseveranza. La sua vita, caratterizzata da continui spostamenti tra il Galles, la Bretagna e l'Aquitania, testimonia una dedizione totale al Vangelo, vissuta attraverso il distacco dai luoghi cari e l'accettazione umile delle contrarietà incontrate lungo il sentiero della propria vocazione.
Il culto
La venerazione verso San Macuto si è consolidata nel tempo, mantenendo viva la memoria del suo operato pastorale e della sua testimonianza di santità. La Chiesa celebra la sua festa liturgica il giorno quindici novembre, invitando i fedeli a meditare sulla sua vita di dedizione e sulla sua capacità di accogliere le sofferenze con cuore sereno.
Oltre alla data della sua commemorazione principale, la tradizione liturgica conserva anche il ricordo della traslazione delle sue reliquie, che avviene l'undici luglio. Questi momenti di preghiera permettono alla comunità cristiana di rinnovare la gratitudine per il dono della sua vita e per l'esempio di coraggio che il santo ha offerto durante il settimo secolo. Il suo culto, radicato profondamente nei luoghi in cui operò, continua a essere un richiamo alla fedeltà verso il proprio mandato spirituale, superando i confini del tempo e delle vicende umane.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Macuto?
La festa di San Macuto si celebra il quindici novembre, data tradizionale della sua memoria liturgica.
Di cosa è patrono San Macuto?
Le fonti storiche e agiografiche non menzionano specifici patronati attribuiti a San Macuto.
En Bretaña, san Maclovio o Macúto, obispo de Aleth, que se dice que nació en Gales y murió en el territorio de Saintes. — Martirologio Romano