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domingo 15 de noviembre 2026 · Santo del día

Sant' Alberto Magno

Obispo y doctor de la Iglesia

Sant' Alberto Magno

Sant'Alberto Magno nacque a Lauingen, in Baviera, intorno al 1206, e apparteneva alla nobile famiglia dei Bollstadt vissuta nel tredicesimo secolo. Entrò in età giovanissima nell'Ordine dei Predicatori e ricevette l'abito religioso dalle mani del Beato Giordano di Sassonia, che fu l'immediato successore del Santo Patriarca Domenico. Durante i suoi studi di teologia affrontò grandi difficoltà che lo spinsero quasi ad abbandonare la vita religiosa, ma la sua profonda devozione alla Madonna cambiò il suo cammino. La Vergine lo incoraggiò a perseverare, rassicurandolo sui suoi timori e predicendogli che alla fine della sua esistenza avrebbe perso ogni capacità di sillogizzare per preservarlo nella fede. Sotto tale protezione divenne esperto in ogni ramo della cultura, meritando il titolo di Grande già durante la sua vita e venendo poi acclamato Dottore universale.

La sua opera di insegnamento si svolse con grande onore a Parigi e nei vari Studi Domenicani di Germania, oltre a fondare lo Studio Domenicano di Colonia. Insegnò filosofia e teologia sia con la parola che con gli scritti, riuscendo a unire in una sintesi mirabile la sapienza dei santi, il sapere umano e la scienza della natura. Ebbe tra i suoi discepoli San Tommaso d'Aquino, del quale profetizzò la grandezza. Ricoprì l'incarico di Provinciale di Germania e nel 1260 divenne vescovo di Ratisbona, accettando suo malgrado la carica e adoperandosi per rafforzare la pace tra i popoli. Dopo un anno rinunciò alla sede episcopale per tornare alla povertà del suo Ordine e dedicarsi alla predicazione. Partecipò al Concilio di Lione offrendo sapienza per l'unione tra la Chiesa Greca e quella Latina, e fu arbitro di pace tra i popoli. Morì il 15 novembre 1280 a Colonia, dove la sua salma è custodita nella chiesa parrocchiale di Sant'Andrea.

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Los otros santos de hoy

San Leopoldo III el Piadoso

Margrave de Austria

San Leopoldo III el Piadoso, ilustre soberano del siglo XII, nació en Melk en 1073 y gobernó la Marca d'Austria como margrave durante un periodo de profunda transformación espiritual y política. Educado en la fe cristiana por el santo obispo de Passau, supo armonizar las altas responsabilidades del poder temporal con una vida de intensa devoción y cercanía a los más necesitados. El pueblo lo llamó con afecto Padre de los pobres, reconociendo en su figura de monarca un ejemplo luminoso de justicia, generosidad y compromiso evangélico que dejó una huella indeleble en la historia de su tierra.

Su memoria permanece viva por su incesante labor en favor de la Iglesia, la fundación de importantes monasterios y su firme defensa de los valores cristianos en tiempos complejos. Tras su fallecimiento en Klosterneuburg en 1136, acaecido en medio del profundo luto de su pueblo, su legado espiritual continuó expandiéndose a lo largo de los siglos. Fue canonizado en 1485 y proclamado patrono de la Austria católica y de la prestigiosa dinastía de los Asburgo y Asburgo-Lorena, consolidando una devoción que perdura hasta el día de hoy.

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San Macuto (o Maclovio) de Aleth

Obispo

San Macuto, conosciuto anche come Maclovio o nelle forme francesi e inglesi come Malo e Machlow, visse nel corso del settimo secolo ed è ricordato come vescovo di Aleth e figura centrale nella tradizione cristiana della Bretagna. Le notizie storiche sulla sua vita si muovono tra documenti agiografici complessi e memorie locali, tramandate attraverso i secoli grazie alla devozione dei fedeli e alla cura dei testi liturgici. Nato nel Galles meridionale, il santo intraprese un cammino di fede che lo portò a fondare monasteri e ad affrontare l'esilio, lasciando un'impronta profonda sia nelle terre d'origine sia nelle regioni in cui operò come pastore di anime.

La sua memoria liturgica si celebra il quindici novembre, data in cui la Chiesa ne onora la testimonianza e il transito terreno avvenuto a Saintes intorno all'anno 640. Nel corso del tempo, il culto di San Macuto superò i confini bretoni per radicarsi in Inghilterra e a Roma, dove una chiesa a lui dedicata testimonia la persistenza della sua devozione. La figura di questo antico vescovo continua a rappresentare un legame spirituale tra le tradizioni monastiche celtiche e la devozione universale della Chiesa cattolica.

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Santi Marino y Aniano

Mártires en Baviera

Santi Marino e Aniano sono figure insigni del settimo secolo, ricordate per la loro testimonianza di fede e il martirio nella regione bavarese. Marino visse come vescovo, impegnato nella missione o nella vita claustrale, mentre Aniano scelse la via della solitudine come eremita nell'Irschenberg, nella Baviera superiore. Entrambi sono tradizionalmente considerati di origine gallo-romana o irlandese e la loro morte viene collocata intorno all'anno seicentocinque.

Il loro ricordo è giunto fino a noi attraverso secoli di devozione, custodendone la memoria liturgica al quindici di novembre. Nel corso della storia, le loro reliquie sono state oggetto di solenni traslazioni, contese tra importanti monasteri e venerate in luoghi sacri che ancora oggi ne preservano la presenza, alimentando una tradizione di fede che unisce le comunità della Baviera nella preghiera e nel ricordo dei loro santi martiri.

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Sant' Eugenio

Mártir en Deuil

Sant' Eugenio è una figura venerata come martire, la cui memoria attraversa i secoli unendo idealmente Roma, la Francia e la Spagna. Nato a Roma e giunto in terra francese, il suo cammino terreno si è concluso a Deuil, luogo che per lungo tempo ha custodito le sue spoglie mortali. La sua figura è profondamente legata alla storia delle sue reliquie, che hanno viaggiato attraverso l'Europa, divenendo segno di devozione e punto di riferimento per numerose comunità cristiane lungo il corso del nono secolo e oltre.

Egli è ricordato oggi non solo per la testimonianza del suo martirio, ma per il profondo legame che il suo culto ha saputo tessere tra diverse nazioni. La traslazione dei suoi resti dal santuario di Deuil verso l'abbazia di San Dionigi, e successivamente verso Brogne e Toledo, testimonia quanto la presenza del santo fosse desiderata e onorata dai fedeli. La sua memoria, fissata nel tempo dagli antichi martirologi di Wandeberto di Prum e di Usuardo, continua a parlarci di una fede capace di superare i confini geografici e di mantenere viva, nel tempo, la luce del sacrificio cristiano.

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San Fintano

Recluso

San Fintano, noto anche come Findano, nacque agli inizi del secolo IX, precisamente nell'anno 800 nella provincia irlandese del Leinster. La sua esistenza terrena fu segnata da prove dolorose e da una profonda conversione spirituale, che lo condusse a consacrare interamente la propria vita al servizio divino dopo essere sfuggito alla schiavitù dei Vichinghi. Visse a lungo per amore di Dio in un monastero a Rheinau in Svizzera e visse ancor più a lungo come recluso in una piccola cella accanto alla chiesa, domando il proprio corpo per ventidue anni in modo incomparabile.

La memoria di San Fintano si tramanda attraverso i secoli grazie alle testimonianze storiche e alla devozione dei fedeli che lo venerano come compatrono di Rheinau. La tradizione e le fonti antiche ne custodiscono il ricordo attraverso la sua festa liturgica celebrata il quindici novembre, le rappresentazioni iconografiche che ne celebrano i prodigi e il cammino di fede vissuto nella preghiera e nel raccoglimento più rigoroso.

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San José Pignatelli

Sacerdote jesuita

San José Pignatelli fue un sacerdote jesuita nacido en el siglo dieciocho, cuya vida estuvo marcada por una profunda entrega a su vocación y una inquebrantable fidelidad a la Iglesia en tiempos de gran adversidad. Su existencia, que abarcó desde mil setecientos treinta y siete hasta mil ochocientos once, se convirtió en un puente providencial para la continuidad de su orden religiosa, desempeñando un papel fundamental durante el periodo de su supresión.

Es recordado hoy con gratitud por haber sido un guía firme y prudente en momentos de incertidumbre, dedicando sus esfuerzos a la restauración de la Compañía de Jesús en diversas ciudades italianas. Su legado no solo se mide por su labor organizativa, sino también por su caridad pastoral, especialmente reflejada en su abnegada asistencia espiritual a los condenados a muerte en las cárceles. Su beatificación por el Papa Pío Undécimo en mil novecientos treinta y tres confirma la santidad de un hombre que supo mantener viva la llama de su fe ante las mayores dificultades históricas.

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San Roque González de Santa Cruz

Sacerdote jesuita, mártir

San Roque González de Santa Cruz fue un sacerdote jesuita nacido en el siglo diecisiete, cuya vida estuvo dedicada por completo al servicio de las comunidades indígenas en tierras del Paraguay, Uruguay y la región del Paraná. Su labor incansable como fundador de numerosas reducciones permitió que miles de personas encontraran un refugio de paz y dignidad frente a la opresión, marcando un hito en la historia de la evangelización en el continente americano.

Es recordado hoy como un mártir de la fe y un incansable defensor de la justicia. Su entrega absoluta, que culminó en el sacrificio de su propia vida en el año mil seiscientos veintiocho, lo ha convertido en una figura fundamental de la Iglesia. Canonizado por el Papa Juan Pablo Segundo en el año mil novecientos ochenta y ocho, San Roque González de Santa Cruz permanece en la memoria como un modelo de caridad y valentía, siendo reconocido especialmente como patrono del Paraguay.

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San Rafael de San José (Josef Kalinowski)

San Rafael de San José, nacido como Josef Kalinowski en el siglo diecinueve, fue un hombre cuya existencia estuvo marcada por una profunda transformación espiritual. Nacido en Vilna, Lituania, en el año mil ochocientos treinta y cinco, su vida transitó desde los compromisos de la vida pública y militar hasta la entrega total al servicio de Dios en la orden de los Carmelitas Descalzos. Su trayectoria es un testimonio de fidelidad ante la adversidad, habiendo experimentado el exilio y el trabajo forzado en Siberia tras su participación en la lucha por la libertad de su pueblo.

Es recordado hoy como un modelo de fortaleza y humildad, cuya labor como sacerdote y fundador de comunidades religiosas dejó una huella duradera en Polonia y Ucrania. Canonizado por el Papa Juan Pablo Segundo en el año mil novecientos noventa y uno, su memoria nos invita a reflexionar sobre la capacidad humana de encontrar esperanza y propósito incluso en las circunstancias más desoladoras, dedicando sus años finales en Wadowice, Polonia, hasta su fallecimiento en el año mil novecientos siete.

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San Félix de Nola

Obispo

San Félix de Nola es una figura venerada en la tradición cristiana de la Campania, cuya memoria histórica y legendaria se entrelaza profundamente a través de los siglos. Las investigaciones sobre su persona revelan que existen muy pocos datos seguros y una gran cantidad de relatos de carácter legendario o poco claros, lo que ha generado múltiples confusiones en el ámbito de la hagiografía. Las noticias verdaderamente ciertas sobre este santo se limitan al inicio de su pontificado como obispo en el año 473 y a su tránsito final, acaecido el 9 de febrero del año 484. Estos datos seguros y contrastados se han podido relevar con precisión gracias al testimonio directo de una antigua inscripción sepolcrale.

A lo largo de la historia medieval, los hagiógrafos cometieron numerosos errores al confundir a los distintos santos que llevaban el nombre de Felice, dando origen a curiosos equívocos en las antiguas passiones y a sdoppiamenti de personas que complicaron la reconstrucción histórica. En la propia ciudad de Nola y en las regiones limítrofes, la devoción popular se centró originariamente en la figura de un célebre san Felice prete. No obstante, la figura del auténtico primer obispo documentado hacia finales del siglo quinto se fundió con la tradición legendaria, configurando la memoria litúrgica que hoy honra la Iglesia en su festividad.

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Beata Lucía (Broccadelli) de Narni

Dominica

La beata Lucía de Narni, nacida en el siglo quince, fue una religiosa dominica cuya existencia estuvo marcada por una profunda entrega a la voluntad divina desde su más temprana juventud. Su vida, caracterizada por un compromiso absoluto con la fe, se convirtió en un testimonio de fidelidad que aún hoy resuena con sobriedad y paz en el corazón de los fieles.

Es recordada principalmente por su notable mística y por haber fundado el monasterio del Tercer Orden de San Domingo en Ferrara. Su legado no reside únicamente en las obras materiales que impulsó, sino en el ejemplo de humildad con el que vivió sus últimos treinta y nueve años, aceptando con serenidad el retiro y la austeridad. La Iglesia reconoció su camino de santidad, confirmando su culto en el año mil setecientos diez bajo el pontificado del Papa Clemente Undécimo.

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Beata María de la Pasión (Elena María De Chappotin de Neuville)

Religiosa, fundadora

La Beata María de la Pasión, cuyo nombre secula completo era Elena de Chappotin de Neuville, nació en Francia el veintiuno de mayo de 1839. Proveniente de una familia de antiche origini lorenesi e bretoni, creció con un carácter volitivo y turbolento que con el tiempo se ammorbidì. Tras superar diversos dolores y la pérdida de seres queridos, inició su camino consagrado y fundó las Francescane Missionarie di Maria, guiando una vasta expansión misionera en cuatro continentes antes de morir en Sanremo el quince de noviembre de 1904.

Esta insigne religiosa es recordada como maestra de espiritualidad missionaria y por haber entregado su existencia a la difusión del Evangelio y a la defensa de la condición de la mujer en las tierras de misión. Su legado perdura a través de miles de religiosas presentes en setenta y seis países, las cuales continúan ofreciendo un testimonio de amor universal, diálogo intercultural y servicio generoso a los más necesitados siguiendo las huellas de san Francisco.

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Sant' Alfonso Rodríguez

Sacerdote jesuita, mártir

Sant'Alonso Rodríguez nacque a Zamora, in Spagna, il 10 marzo 1599 e visse nel diciassettesimo secolo, offrendo la sua vita come sacerdote della Compagnia di Gesù e martire. Egli compì il suo percorso di formazione religiosa ed entrò nell'ordine gesuita, affrontando un lungo viaggio transatlantico che lo condusse nelle terre della missione in Paraguay, dove spese le sue doti di intelletto e di governo a servizio delle popolazioni indigene.

La sua opera si inserì nel contesto delle riduzioni gesuitiche nel Río de La Plata, villaggi fondati per evangelizzare e tutelare gli indios contro l'avidità dei commendatori coloniali. Sant'Alonso trovò la morte il 15 novembre 1628 nel territorio di Caaró, all'estremo confine dell'Uruguay e nell'odierno Brasile, cadendo vittima di un agguato ordito da uno stregone locale insieme ai confratelli Roque González de Santa Cruz e Juan del Castillo. La Chiesa ne ha onorato la memoria attraverso il lungo e rigoroso percorso di beatificazione e canonizzazione, culminato nel riconoscimento della sua testimonianza di fede estrema.

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Beati Ricardo Whiting, Roger James y Juan Thorne

Mártires

El beato Ricardo Whiting fue un insigne abad benedictino que entregó su vida por la fe durante el siglo dieciséis en Inglaterra. Nacido en Wrington, Somerset, dedicó su existencia al servicio de Dios, destacándose por su sólida formación intelectual y su compromiso con la vida monástica. Su labor pastoral y administrativa en la abadía de Glastonbury lo convirtió en un referente de rectitud y fidelidad a la Iglesia en tiempos de profunda transformación histórica, marcando el camino para su comunidad en medio de las dificultades.

Es recordado hoy como un mártir benedictino, modelo de entereza ante la adversidad y la persecución. Tras una vida de servicio, que incluyó su formación en Cambridge y su posterior responsabilidad como abad, Ricardo Whiting fue ejecutado en Glastonbury. Su sacrificio, junto al de sus compañeros Roger James y Juan Thorne, fue reconocido solemnemente por el Papa León decimotercero en el año mil ochocientos noventa y cinco. Su memoria permanece viva como un testimonio de fe inquebrantable y fidelidad a la vocación recibida hasta el último aliento.

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Beati Hugo Faringdon (Cook), Juan Eynon y Juan Rugg

Mártires

I beati Ugo Faringdon, Giovanni Eynon e Giovanni Rugg sono figure luminose del sedicesimo secolo inglese, ricordati per la loro coraggiosa testimonianza di fede cattolica e per il supremo sacrificio offerto a Reading nel Regno Unito. In un'epoca segnata da aspre tensioni politiche e religiose, quando il clero inglese fu chiamato a riconoscere il sovrano come capo della Chiesa, questi uomini scelsero la via della fedeltà alla Santa Sede, affrontando l'accusa di tradimento con incrollabile fermezza spirituale. La loro memoria liturgica si celebra il quindici novembre, ricordando il loro martirio avvenuto all'esterno dell'abbazia benedettina.

La vita e la morte di questi martiri rappresentano un momento cruciale della storia ecclesiale britannica. L'abate Ugo, noto anche con il cognome Cook e originario di Faringdon, resse l'abbazia di Reading promuovendo una rigorosa disciplina e difendendo la tradizione cattolica contro le nuove dottrine. Accanto a lui, i sacerdoti Giovanni Eynon e Giovanni Rugg condivisero la stessa sorte terrena, affrontando l'arresto e il processo durante la persecuzione scatenata dalla soppressione dei monasteri. Beatificati da papa Leone XIII il tredici maggio mille ottocento novantacinque, essi continuano a ispirare i fedeli per la loro dedizione alla verità spirituale e per la difesa della comunione con la Chiesa universale.

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San Giuseppe Mkasa Balikuddembé

Mártir

San Giuseppe Mkasa Balikuddembé fue el maestro de los paggi y prefetto de la sala reale, perteneciente al clan Kayozi en Uganda. A la edad de veinticinco años, se convirtió en la primera víctima de la cruenta persecución desatada por el joven rey Mwanga, sufriendo la decapitación el 15 noviembre de 1885 en la localidad de Mengo, también recordada en Nakivubo. Su firme testimonio cristiano y su defensa de los jóvenes de la corte ante las depravaciones reales marcaron el inicio de una heroica página para la Iglesia católica en África.

Este mártir es recordado por su inquebrantable fidelidad a la fe católica, su labor como catequista y su valentía al reprochar al monarca el asesinato del obispo anglicano Hannington. Su sacrificio abrió el camino a una serie de beatificaciones y canonizaciones que culminaron con el reconocimiento pontificio de los mártires ugandeses por parte de Papas como Benedetto XV y Paolo VI. Hoy en día, su legado perdura como patrono de Uganda y de la juventud católica africana, simbolizando una fe que ni la persecución ni la muerte lograron apagar.

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Beato Juan Duarte Martín

Diácono y mártir

Il Beato Juan Duarte Martín nacque a Yunquera, a sessantacinque chilometri da Malaga, il 17 marzo 1912. Cresciuto in una famiglia di umili contadini, fin dalla prima infanzia mostrò una profonda inclinazione alla vita religiosa, distinguendosi per la carità verso i poveri e la purezza d'animo. Ordinato diacono nel 1936, visse il proprio ministero con incrollabile coerenza e dedizione totale a Cristo, affrontando con eroico coraggio il clima di crescente ostilità religiosa che caratterizzava la Spagna del ventesimo secolo.

Durante la persecuzione anticlericale, fu arrestato e sottoposto a brutali torture e umiliazioni, che egli affrontò sempre invocando il nome di Dio e perdonando i suoi carnefici. Consumò il suo martirio ad Álora il 15 novembre 1936, sigillando la sua testimonianza di fede con il sangue. Inserito nel gruppo di quattrocentonovantotto martiri della guerra civile, è stato beatificato da Papa Benedetto XVI in piazza San Pietro il 28 ottobre del 2007, ed è ricordato come luminoso esempio di diacono e martire della Chiesa.

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Beato Giulio Bonati

Sacerdote y mártir

El Beato Giulio Bonati, sacerdote y mártir del siglo XX, nació en Scutari el 24 de mayo de 1874, en el seno de una familia integrada por su padre Aleksandër Bonati, naturalizado albanese de orígenes vénetos, y su madre Roza Malgushit. Su vida estuvo marcada por una profunda entrega a la Iglesia y a su patria, participando activamente en el movimiento indipendentista albanese. Tras una intensa labor formativa y pastoral que lo llevó a estudiar en el Collegio Saveriano de los padres Jesuitas en Scutari y a ingresar en el noviciado en Portoré en Istria, hoy Kraljevica en Croazia, ejerció como docente en Como, Soresina, Milano, Scutari e Istanbul. El 14 de agosto de 1912 salió de la Compagnia di Gesù para pasar al clero diocesano, viviendo durante un largo periodo de dieciséis años a servicio del Vicariato apostolico per i cattolici latini en Istanbul, para después trasladarse a Durazzo como vicario general de la diócesis y, tres años más tarde, convertirse en parroco a Vlora, una ciudad de mare situada en la homónima bahía.

Su testimonio culminó en el turbulento contexto de la persecución religiosa en Albania, cuyo segundo periodo es fijado por los estudiosos de 1951 a 1960. Durante estos años, el dictador Enver Hoxha interrumpió las relaciones diplomáticas con la Jugoslavia de Tito acusándola de mire espansionistiche sull'Albania y se acercó al comunismo soviético, lo que motivó que desde Mosca llegara la orden de emanare leggi meno restrittive per la Chiesa cattolica, materializándose el 30 de julio de 1951 en un acuerdo entre Estado y Iglesia que preveía que la Chiesa non avesse più alcun rapporto con il Papa, finiendo en prisión quienes se rebelaron. Arrestado por la policía de régimen y procesado el 6 noviembre de 1946 en Scutari bajo la acusación de ser una spia del Vaticano y de estar en combutta con monsignor Vinçenc Prennushi, arcivescovo di Durazzo —quien se opuso abiertamente a crear una Chiesa nazionale staccata dall'autorità del Papa y fue condenado a veinte años de carcere—, el padre Bonati sufrió una condena de sette anni di carcere. Sometido a intervenciones para degradar su umanità y a torture inaudite para satisfacer la paura irrazionale dei carnefici, falleció el 15 noviembre de 1951 tras haber sido trasladado al hospital psiquiátrico de Durazzo con i nervi a pezzi. Está comprendido en el elenco de los 38 martiri albanesi y fue beatificado en Scutari el 5 noviembre 2016.

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Santi Mártires de Hipona

En Hipona, en Numidia, en la actual Argelia, santos veinte mártires, de los cuales san Agustín celebró la fe y la victoria; de ellos se recuerdan solamente los nombres de Fidenciano, obispo, Valeriana y Victoria.

San Deseo de Cahors

Obispo

En Cahors, en Aquitania, ahora en Francia, san Deseo, obispo, que construyó muchas iglesias, monasterios y edificios de utilidad pública y nunca descuidó preparar las almas para el encuentro con el Esposo celestial, haciéndolas un verdadero templo de Cristo.

San Sidonio

Abad en Normandía

Cerca de Rouen en Neustria, ahora en Francia, san Sidonio, abad, que, originario de Irlanda, llevó vida monástica primero en Jumièges, luego en la isla de Noirmoutier bajo la guía de san Filiberto y, finalmente, en el monasterio por él mismo fundado.

Beato Cayo de Corea

Mártir en Japón

En Nagasaki en Japón, beato Cayo Coreano, mártir, que, catequista fue dado a la hoguera por haber confesado a Cristo.

Beato Enea de Faenza

Santi Juría y Samona

Mártires

En Edesa en la antigua Siria, santos mártires Gurias, asceta, y Samonas, que, bajo el emperador Diocleciano, después de largos y crueles suplicios, fueron condenados a muerte por el prefecto Misiano y decapitados con la espada.

San Flaviano de Vercelli

Obispo

Beato Gerardo

Mercedario

Beato Francisco Catani

Franciscano

San Luperio de Verona

Obispo

San Machell de Lianfechell

Abad

Del Martirologio Romano

San Alberto, llamado Magno, obispo y doctor de la Iglesia, que, entrado en la Orden de los Predicadores, enseñó en París con la palabra y con los escritos filosofía y teología. Maestro de san Tomás de Aquino, logró unir en admirable síntesis la sabiduría de los santos con el saber humano y la ciencia de la naturaleza. Recibió a su pesar la sede de Ratisbona, donde se esforzó asiduamente para reforzar la paz entre los pueblos, pero después de un año prefirió la pobreza de la Orden a todo honor y en Colonia en Alemania se durmió piadosamente en el Señor. — Martirologio Romano