Sant'Alberto Magno nacque a Lauingen, in Baviera, intorno al 1206, e apparteneva alla nobile famiglia dei Bollstadt vissuta nel tredicesimo secolo. Entrò in età giovanissima nell'Ordine dei Predicatori e ricevette l'abito religioso dalle mani del Beato Giordano di Sassonia, che fu l'immediato successore del Santo Patriarca Domenico. Durante i suoi studi di teologia affrontò grandi difficoltà che lo spinsero quasi ad abbandonare la vita religiosa, ma la sua profonda devozione alla Madonna cambiò il suo cammino. La Vergine lo incoraggiò a perseverare, rassicurandolo sui suoi timori e predicendogli che alla fine della sua esistenza avrebbe perso ogni capacità di sillogizzare per preservarlo nella fede. Sotto tale protezione divenne esperto in ogni ramo della cultura, meritando il titolo di Grande già durante la sua vita e venendo poi acclamato Dottore universale.
La sua opera di insegnamento si svolse con grande onore a Parigi e nei vari Studi Domenicani di Germania, oltre a fondare lo Studio Domenicano di Colonia. Insegnò filosofia e teologia sia con la parola che con gli scritti, riuscendo a unire in una sintesi mirabile la sapienza dei santi, il sapere umano e la scienza della natura. Ebbe tra i suoi discepoli San Tommaso d'Aquino, del quale profetizzò la grandezza. Ricoprì l'incarico di Provinciale di Germania e nel 1260 divenne vescovo di Ratisbona, accettando suo malgrado la carica e adoperandosi per rafforzare la pace tra i popoli. Dopo un anno rinunciò alla sede episcopale per tornare alla povertà del suo Ordine e dedicarsi alla predicazione. Partecipò al Concilio di Lione offrendo sapienza per l'unione tra la Chiesa Greca e quella Latina, e fu arbitro di pace tra i popoli. Morì il 15 novembre 1280 a Colonia, dove la sua salma è custodita nella chiesa parrocchiale di Sant'Andrea.