22 de septiembre
San Maurizio, Cándido, Exuperio, Victor y compañeros
Here's the translation: **Mártires de la Legión Tebana**
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e fonti storiche
San Maurizio nacque nell'Egitto settentrionale nel quarto secolo e visse la sua esistenza terrena seguendo Cristo sulla via della Croce, convertendosi al cristianesimo e divenendo testimone e maestro di virtù per tanti fratelli. La fonte principale e storicamente più attendibile su San Maurizio e la Legione Tebea è la Passio martyrum Acaunensium, un testo la cui versione tramandata risale al nono secolo. Questa importante opera agiografica è attribuita a Sant'Eucherio di Lione, il quale citava l'opera in una lettera al vescovo Salvio verso il 440. Nello stesso documento, Eucherio affermava che nel 440 la tradizione orale in merito era già attestata da almeno un secolo. Negli anni quaranta del ventesimo secolo, lo studioso tedesco D. Van Berchem esaminò l'antica passio e concluse che la fonte del racconto orale fosse San Teodoro, noto anche come Teodulo, di Octoduro. San Teodulo fu il primo vescovo del cantone svizzero del Vallese nel quarto secolo e importò probabilmente la leggenda dall'Oriente. Secondo la leggenda importata, Maurizio fu martirizzato con i suoi soldati, forse non tebani né costituenti una vera legione. La presunta nazionalità egiziana dei martiri, derivata dal loro presunto servizio nella Legione Tebea, ha conferito loro questa caratteristica e ha contribuito in modo significativo alla diffusione del culto presso la Chiesa Copta.
Il martirio ad Agaunum
Intorno al 287, l'imperatore romano Massimiano guidò un esercito per contrastare una rivolta dei bagaudi, un gruppo di galli. L'esercito imperiale giunse nei pressi di Octodurum, oltre il passo alpino del Gran San Bernardo, e Massimiano diede ordine ai suoi uomini di compiere un sacrificio in onore degli dèi per il successo della spedizione. La Legione Tebea era un'unità dell'esercito imperiale reclutata nell'Egitto settentrionale e composta da soldati di religione cristiana. I membri di questa legione rifiutarono di sacrificare agli dèi pagani e si ritirarono ad Agaunum, che oggi corrisponde a Saint-Maurice-en-Valais, nella regione del Vallese. La ritirata fu guidata dal primicerio e portavoce Maurizio. L'imperatore invitò invano i soldati a tornare sui loro passi e ordinò la decimazione, ma i soldati furono incoraggiati da Maurizio e dagli altri ufficiali e rimasero irremovibili. Maurizio e i compagni scrissero all'imperatore una lettera per spiegare le motivazioni della ribellione, dichiarando di essere soldati imperiali ma anche servi di Dio. Affermavano di dovere a Cesare il servizio militare e il salario, e a Dio l'integrità, la salute e la vita, aggiungendo che avrebbero combattuto contro i nemici ma non si sarebbero mai macchiati del sangue degli innocenti. Facevano professione di fede in Dio Padre Creatore e in suo Figlio Gesù Cristo Dio, si rallegravano per i commilitoni uccisi ritenuti degni di partire per il Signore, e dichiaravano di deporre le armi, preferendo la morte da innocenti piuttosto che vivere colpevoli, ribadendo di non negare di essere cristiani e di non poter perseguitare i cristiani. Secondo gli studi storici, Eucherio inventò probabilmente le parole delle rimostranze dei martirizzandi, e la passio più tardiva aggiunse al gruppo i nomi di Innocenzo e Vitale per il rinvenimento dei loro corpi nella vallata del Rodano. Nonostante i numeri dei morti citati, circa 6600 o 6666 soldati, siano da considerarsi esagerati e alcuni dettagli siano stati aggiunti nel quinto secolo, vi fu un effettivo spargimento di sangue cristiano per Cristo sotto l'imperatore Massimiano. Il Martyrologium Romanum cita specificamente i santi Maurizio, Candido, Essuperio e il veterano Vittore, il quale proveniva forse da un'altra legione ma fu ucciso ugualmente perché cristiano. I martiri adornarono la Chiesa con la loro gloriosa passione insieme ai compagni della Legione Tebea e al veterano Vittore, e San Maurizio sparse il suo sangue per Nostro Signore Gesù Cristo, coronando col martirio la fede professata nella vita.
Le reliquie e lo sviluppo del culto
Il culto dei martiri risalirebbe già al quarto secolo, epoca in cui San Teodulo fece edificare la basilica esistente per ospitarne le reliquie. Durante una visita di San Martino di Tours, la terra iniziò a trasudare sangue indicando il luogo dei santi resti, e San Martino raccolse il sangue in vasetti per distribuirlo a varie chiese. Molti giungevano da diverse province per onorare i santi e offrire doni d'oro e d'argento, i quali sono oggi conservati nel museo adiacente la basilica, a Brzeg in Polonia e a Torino. La chiesa di Agaunum divenne il nucleo di un'abbazia grazie al re burgundo San Sigismondo, e tale abbazia fu la prima in Occidente a recitare l'Ufficio divino per l'intera giornata con un ciclo di cori, venendo oggi affidata agli Agostiniani Canonici Regolari Lateranensi. L'antica Agaunum fu santuario nazionale del regno burgundo per secoli. L'avvento di Casa Savoia, che conquistò per un certo periodo il Vallese occidentale, pose Agaunum al centro della devozione dei popoli governati da questa dinastia. Il legame tra San Maurizio e Casa Savoia culminò nel 1434 con la fondazione di un ordine cavalleresco a lui dedicato da parte del duca Amedeo VIII, e nel 1572 Emanuele Filiberto trasformò l'ordine nell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, tuttora costituzionalmente riconosciuto dalla Repubblica Italiana. Il duca fece traslare parte delle reliquie del capitano della Legione Tebea, la sua spada, la croce e l'anello da Saint-Maurice a Torino, transitando per Aosta, Ivrea e Chivasso. Le reliquie riposano oggi nella Cappella della Sindone a Torino, e in epoca preconciliare la teca contenente le reliquie del soldato veniva esposta alla venerazione dei fedeli ogni 15 gennaio, anniversario della traslazione. La pietà popolare ha riservato una particolare devozione alla Legione Tebea, arruolando all'Angelica Legio una folta schiera di martiri non identificati e dando origine a una tradizione di sopravvissuti. Nel Vecchio Continente si contano all'incirca quattrocento luoghi legati a questa tradizione di soldati scampati al massacro che avrebbero trovato rifugio in svariate località, intraprendendo una capillare opera di evangelizzazione prima di subire il martirio. I luoghi dei soldati rifugiati sono così suddivisi geograficamente: 58 in Piemonte, 15 in Lombardia, 2 in Emilia, 10 in Francia, 325 in Germania, 5 in Svizzera e 2 in Spagna. La Chiesa Copta venera specificatamente San Maurizio e i suoi compagni, e il Patriarca di Alessandria e di Tutta l'Africa Papa Shenuda ricevette in dono nel 1991 alcune reliquie dei santi Maurizio, Cassio e Fiorenzo tramite un suo delegato. Altre Chiese orientali venerano i martiri della Legione Tebea in quanto vissuti prima degli schismi, mentre nel mondo protestante Maurizio è commemorato quale testimone della fede cristiana.
Diffusione dell'iconografia e dei santi correlati
L'iconografia di San Maurizio e dei legionari tebei presenta gli attributi tipici dei soldati martiri, vale a dire la palma del martirio, la spada, lo stendardo con croce rossa in campo bianco e la Croce Mauriziana trilobata sul petto. Esistono numerose raffigurazioni equestri di San Maurizio e dei legionari tebei, i quali sono spesso dipinti con la carnagione scura per ricordare la loro provenienza africana. Tra le opere artistiche più celebri si ricordano un dipinto del Maestro di Liesborn conservato alla National Gallery di Londra, che ritrae San Maurizio cavaliere con il papa San Gregorio Magno e Sant'Agostino d'Ippona, e la splendida scena del martirio di El Greco, conservata all'Escorial nei pressi di Madrid. Chiese in onore di San Maurizio sorsero in Valle d'Aosta, Piemonte, Francia, Germania e Svizzera. In Svizzera, nella zona tedesca, gli fu intitolata la città di St-Moritz, mentre otto città inglesi sono intitolate a San Maurizio. In Francia cinquantaquattro città portano il suo nome, tra cui la più celebre è Bourg-Saint-Maurice in Savoia, e in Piemonte esistono San Maurizio Canavese e San Maurizio di Opaglio nel novarese, località in cui San Maurizio e la sua legione sarebbero transitati. In Liguria esiste la località di Porto Maurizio, e a Torino un importante corso adiacente ai Giardini Reali porta il suo nome. Intorno al nucleo della Legione Tebea fiorì la venerazione per moltissimi santi locali legati alla tradizione subalpina, le cui memorie si distribuiscono lungo tutto l'arco dell'anno liturgico. Tra questi vi sono i santi Alverio e Sebastiano, i cui resti mortali furono rinvenuti il 26 gennaio 1427 in un campo attiguo all'antica chiesa parrocchiale di San Martino dopo che dal sottosuolo provenne per diversi giorni un'arcana melodia udita dai contadini del vicinato, e le cui reliquie furono trasferite nella Collegiata di San Giovenale per essere invocati come compatroni di Fossano. Si ricordano inoltre il culto di San Mauro, le cui reliquie furono custodite nella chiesa di Santa Maria di Pulcherada in San Mauro Torinese dopo la ricognizione effettuata nel 1821 alla presenza dell'arcivescovo torinese, e la figura di San Mombo, patrono di Moiola, talvolta confuso con un prete benedettino vissuto nella Svizzera tedesca nel duecentesimo secolo e martirizzato nella cittadina di Alberschwende il 23 marzo 1120. La pietà popolare e le tradizioni locali hanno così intessuto una fitta rete di devozione che abbraccia molteplici comunità, custodendo la memoria di testimoni della fede che hanno segnato profondamente la storia spirituale e civile di queste regioni.
El martirio en Agaunum
La historia de estos mártires se sitúa en la transición entre los siglos tercero y cuarto, cuando la Legión Tebana, compuesta por soldados cristianos del norte de Egipto, fue trasladada hacia el territorio europeo. Al llegar a la región de Octodurum, el emperador Maximiano ordenó a las tropas realizar sacrificios paganos, una exigencia que chocaba frontalmente con la fe que estos hombres profesaban con devoción.
Bajo el liderazgo de Mauricio, Cándido y Exuperio, los soldados decidieron retirarse hacia el paraje de Agaunum, conocido hoy como Saint-Maurice-en-Valais. Desde allí, redactaron una carta de protesta dirigida al emperador, en la cual manifestaban su lealtad militar pero reafirmaban su obediencia primordial a Dios. La respuesta imperial fue implacable: se ordenó la decimación de la legione y, ante su persistente negativa a renegar de la fe, se consumó el martirio de todo el grupo, incluido Víctor, quien se unió al testimonio de sus hermanos de armas.
Devoción y patronazgo
El lugar del martirio en Agaunum se transformó pronto en un centro de peregrinación y memoria espiritual. Cada veintidós de septiembre, la comunidad se reúne para la solemne procesión de las reliquias de estos santos mártires, perpetuando un vínculo de fe que atraviesa las generaciones y une el pasado con el presente de la Iglesia.
La herencia de san Mauricio y sus compañeros ha trascendido los siglos, convirtiéndose en el refugio espiritual de diversas instituciones. Su patrocinio abarca a los soldados, a los cuerpos de montaña como los Alpinos y el Ejército Francés Alpino, a las Guardias Suizas y a la Casa de Saboya, además de dar nombre a la Orden de los Santos Mauricio y Lázaro y a la Orden del Toisón de Oro, quienes ven en ellos el modelo supremo de honor y fidelidad.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Maurizio?
La festa di San Maurizio si celebra il 22 settembre, data in cui il calendario liturgico della Regione Pastorale Piemontese ne riporta la memoria e si tiene una processione con le reliquie per le strade del paese.
Di cosa è patrono San Maurizio?
San Maurizio è considerato patrono di Casa Savoia, dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, degli ordini cavallereschi come il Toson d'Oro di Spagna e Austria, dei soldati, in particolare degli Alpini, delle Guardie Svizzere e dell'Esercito Francese Alpino, oltre che delle terre subalpine e degli Stati Sabaudi.
Aquí está la traducción del texto italiano al español, preservando el HTML: Nell’antica Agauno nella regione del Vallese, nell territorio dell’odierna Svizzera, santi martiri Maurizio, Esuperio, Candido, soldati, che, come riferisce sant’Eucherio di Lione, furono uccisi per Cristo sotto l’imperatore Massimiano, adornando la Chiesa, insieme ai compagni della Legione Tebea e al veterano Vittore, con la loro gloriosa passione. En la antigua Agauno, en la región del Valais, en el territorio de la actual Suiza, santos mártires Mauricio, Exuperio, Cándido, soldados, que, como refiere san Eucherio de Lyon, fueron asesinados por Cristo bajo el emperador Maximiano, adornando la Iglesia, junto con los compañeros de la Legión Tebana y el veterano Víctor, con su gloriosa pasión. — Martirologio Romano