14 de junio
San Metodio
Patriarca de Constantinopla
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e formazione in Sicilia
San Metodio nacque in terra di Sicilia e trascorse i suoi primi anni formandosi attraverso un'ottima educazione ricevuta presso Siracusa. In seguito, decise di trasferirsi a Costantinopoli per assicurarsi un posto a corte, ma gli eventi della sua vita presero una piega profondamente spirituale. Fu fortemente influenzato da un monaco e, a seguito di questo incontro decisivo, decise di entrare nel monastero di Chenolacco. La sua vocazione monastica lo spinse successivamente a intraprendere la fondazione di un monastero sull'isola di Chio, situata nel Mar Egeo. Da quel luogo di preghiera e raccoglimento fu in seguito richiamato nella capitale direttamente dal patriarca San Niceforo.
La lotta contro l'iconoclastia
Il movimento iconoclasta sosteneva la distruzione delle immagini sacre e l'abrogazione del culto dei santi sin dal tempo dell'imperatore Leone l'Isaurico, il quale regnò dal 717 al 741. Tale movimento eretico fu inizialmente sconfitto nell'ottavo secolo grazie all'opera fondamentale di San Giovanni Damasceno. Tuttavia, all'inizio del nono secolo, il movimento iconoclasta trovò nuovo appoggio nell'imperatore Leone V l'Armeno. L'appoggio di Leone V l'Armeno fu dovuto anche a pressioni e influenze provenienti dalla nascente dottrina islamica, mentre alcuni cristiani temevano che la venerazione delle immagini potesse degenerare in pratiche superstiziose. Di fronte a questo clima di tensione e persecuzione, Metodio argomentò con fermezza che le statue o le icone costituiscono un aiuto alla devozione e un'eredità della tradizione ecclesiastica, opponendosi coraggiosamente al nuovo attacco iconoclasta.
Missione a Roma e dura prigionia
Nel contesto dello scontro, il patriarca Niceforo fu deposto e condannato all'esilio. Metodio fu incaricato da altri vescovi di recarsi a Roma per informare papa San Pasquale I della deposizione di Niceforo. Mentre era monaco, si recò a Roma dal papa Pasquale I per difendere il culto delle sacre immagini e rimase nell'Urbe sino alla morte dell'imperatore Leone V. Papa Pasquale I inviò una lettera al nuovo imperatore Michele il Balbuziente chiedendogli di reinsediare Metodio come legittimo patriarca di Costantinopoli. A Costantinopoli la controversia era però ancora furiosa e, al suo arrivo nella capitale, Metodio fu accusato di aver costretto il papa. Per questa ragione fu imprigionato per circa sette o nove anni, costretto a vivere in condizioni disumane e rinchiuso forse in una grotta o in una tomba insieme ad altri due compagni accusati di furto. Quando uno dei due compagni morì, fu lasciato imputridire miseramente nella cella, mentre lo spirito di Metodio rimase intatto nonostante fosse ridotto a uno scheletro, calvo, pallido per i lunghi anni nelle tenebre e abbigliato di sudici cenci.
Il ritorno e il trionfo delle icone
L'imperatore Teofilo l'Iconoclasta rinnovò l'interdetto per le sacre icone, ma Metodio attaccò coraggiosamente la venerazione delle immagini imperiali chiedendo perché Teofilo condannasse le immagini di Cristo ma non quelle di se stesso. Per questa audace risposta, l'imperatore Teofilo lo fece fustigare e gettare in carcere con una mandibola rotta. La notte stessa della fustigazione i discepoli tentarono di farlo fuggire, ma poco dopo l'imperatore Teofilo morì. Il potere passò così nelle mani della vedova, l'imperatrice Santa Teodora, la quale resse il regno in nome del figlio minorenne Michele III. Teodora diede una decisiva svolta alla politica di corte schierandosi in favore del culto delle immagini. Le persecuzioni cessarono e gli ecclesiastici esiliati poterono fare ritorno, mentre nel giro di trenta giorni le icone tornarono a comparire nelle chiese di Costantinopoli. Il patriarca iconoclasta fu deposto e Metodio poté fare ritorno alla sua legittima sede patriarcale, indossando un bendaggio atto a sorreggere la mandibola ancora fratturata.
Il patriarcato e le opere letterarie
L'episcopato di San Metodio durò quattro anni. Subito dopo il suo insediamento, convocò insieme a Teodora un sinodo che ristabilì ufficialmente il culto delle immagini e riportò a Costantinopoli le reliquie del suo predecessore Niceforo, morto in esilio. Inoltre, istituì la festa annuale dell'Ortodossia, celebrata ancor oggi in Oriente la prima domenica di Quaresima, componendo per l'occasione della festa il synodicon da leggersi durante la celebrazione. Ereditò da Niceforo la disputa con i monaci studiti; questi ultimi furono all'inizio tra i suoi più accesi sostenitori, ma divennero acerrimi nemici di Metodio dopo la condanna da lui tributata ad alcuni scritti del loro celebre abate San Teodoro Studita. Nel campo della produzione intellettuale, Metodio fu uno scrittore assai prolifico. Gran parte delle opere poetiche e teologiche un tempo a lui attribuite non sono più considerate autentiche dalla critica moderna, ma sono ritenute sue alcune opere agiografiche, come la preziosa Vita di San Teofano il Cronografo. San Metodio morì a Costantinopoli nell'ottocentoquarantasette, coronando una vita di testimonianza cristiana.
Su camino de fe
La trayectoria de San Metodio comenzó en su Sicilia natal, desde donde su vocación lo llevó a recorrer diversos lugares, siempre buscando servir al Señor con mayor profundidad. Uno de sus proyectos más significativos fue la fundación de un monasterio en la isla de Chio, un espacio de oración y recogimiento que reflejaba su deseo de fomentar la vida contemplativa. Su compromiso con la Iglesia lo condujo a realizar una misión crucial en Roma, donde fue enviado ante el papa Pasquale primero para defender la legitimidad del culto a las imágenes, un tema que dividía profundamente a la cristiandad de aquel entonces.
La fidelidad a sus convicciones no estuvo exenta de grandes pruebas. San Metodio sufrió una prolongada y cruel prision, padeciendo condiciones de vida inhumanas a causa de su fe inquebrantable. A pesar de estas tribulaciones, nunca abandonó su labor pastoral. Con el tiempo, su constancia fue reconocida al ser nombrado patriarca de Constantinopoli durante el gobierno de la emperatriz Teodora. Desde esta alta responsabilidad, su principal objetivo fue restaurar el orden y la unidad espiritual. Convocó un sinodo que marcó un antes y un después en la historia eclesiástica, logrando que el culto a las imágenes fuera reconocido y respetado oficialmente. Su fallecimiento en el año ochocientos cuarenta y siete en Constantinopoli cerró una vida dedicada por completo a la defensa de la verdad, dejando tras de sí la institución de la fiesta de la Ortodoxia, que aún hoy celebra la victoria de la fe sobre el error.
El legado litúrgico
La memoria de San Metodio permanece vinculada indisolublemente a la celebración de la Ortodoxia. Su gestión como patriarca no solo fue un acto de gobierno eclesiástico, sino un gesto litúrgico que permitió a los fieles recuperar el uso de las imágenes como ventanas hacia lo divino. Al establecer la fiesta anual de la Ortodoxia, San Metodio aseguró que el reconocimiento de la encarnación, representada a través del arte sagrado, fuera un pilar fundamental en la vida de los creyentes.
En la tradición de las iglesias orientales, su figura es recordada con especial veneración durante la primera semana de la Cuaresma, un tiempo de reflexión y retorno a los orígenes. Este vínculo entre su memoria y el ciclo litúrgico destaca la relevancia de su obra, que no se limita a un hecho histórico del siglo noveno, sino que se actualiza cada año para invitar a los fieles a reafirmar su adhesión a la tradición apostólica. San Metodio nos enseña, a través de su vida y de su firmeza, que la paz de la Iglesia es un don que requiere de pastores dispuestos a darlo todo por la Verdad.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Metodio?
San Metodio si festeggia il quattordici giugno, mentre la festa dell'Ortodossia da lui istituita si celebra la prima domenica di Quaresima.
Quali appellativi vengono attribuiti a San Metodio?
San Metodio viene spesso citato con gli appellativi il Confessore o il Grande.
En Constantinopla, san Metodio, obispo, que, mientras era monje, se dirigió a Roma del papa Pascual I para defender el culto de las sagradas imágenes y, elevado al episcopado, celebró solemnemente el triunfo de la recta fe. — Martirologio Romano