12 de mayo
San Nereo
Mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La vita e la conversione
Durante il terzo secolo, San Nereo e il compagno Achilleo facevano parte dei pretoriani e si erano arruolati nell'esercito, eseguendo inizialmente gli ordini di un tiranno e trovandosi pronti, sotto la pressione della paura, ad obbedire alla volontà del magistrato. Improvvisamente cessò la loro furia e i santi si convertirono al vero Dio, decidendo di abbracciare la fede cristiana e pagando con il loro sangue questa scelta definitiva. San Nereo e Achilleo fuggirono dal campo del tiranno malvagio gettando via gli scudi, l'armatura, i giavellotti lordi di sangue e le lance, lasciando l'accampamento per confessare la fede di Cristo e gioendo nell'unire la loro testimonianza al suo trionfo.
Le testimonianze e le scoperte archeologiche
Il documento più antico sui santi martiri romani Nereo ed Achilleo è l'epigrafe scritta in loro onore da papa San Damaso nel quarto secolo, il cui prezioso contenuto è stato tramandato dalla testimonianza di numerosi pellegrini prima che andasse distrutta. Nel diciannovesimo secolo il celebre archeologo Giovanni Battista De Rossi rimise insieme i frammenti dell'epigrafe di papa Damaso e, nel 1874, scoprì le tombe vuote dei santi insieme a una scultura contemporanea. Tali tombe si trovavano in una chiesa sotterranea fatta edificare da papa Siricio nel 390, e il sepolcro originario consisteva in una tomba di famiglia situata nel cimitero di Domitilla. I corpi dei santi Nereo ed Achilleo avevano ricevuto degna sepoltura sulla via Ardeatina a Roma, mentre il santo martire Pancrazio aveva ricevuto degna sepoltura sulla via Aurelia a Roma. Le reliquie dei santi furono successivamente trasferite nella chiesa di Sant'Adriano, prima che il cardinale Baronio, famoso studioso oratoriano, facesse restaurare la chiesa dei santi nel sedicesimo secolo poiché si trovava nuovamente in rovina, con il nobile intento di traslarvi nuovamente le reliquie dei due martiri.
La tradizione e gli Acta
Intorno al seicento San Gregorio Magno pronunciò una solenne omelia dedicata ai santi, mentre la loro chiesa era già stata precedentemente ricostruita nel nono secolo da papa Leone III. Gli Acta leggendari dei santi hanno ben poca credibilità storica e paiono essere stati scritti principalmente per giustificare la presenza delle reliquie nel cimitero di Domitilla. In tali scritti si cercò di legare la vicenda del martirio dei santi a quella di Santa Domitilla, nipote dell'imperatore Domiziano. La tradizione riferisce che, secondo gli Acta leggendari, Nereo, Achilleo e Domitilla furono esiliati insieme sull'isola di Terracina, dove Nereo ed Achilleo furono decapitati, mentre Domitilla fu arsa viva essendosi rifiutata di sacrificare agli idoli.
La conversione e il martirio
La vicenda terrena di Nereo si svolge nel cuore dell'Impero Romano, dove egli prestava servizio come membro della prestigiosa guardia pretoriana. In un ambiente dominato dal potere militare e dalla fedeltà assoluta all'imperatore, la sua vita subì una svolta radicale. Toccato dalla grazia divina, Nereo visse una conversione improvvisa al cristianesimo che lo spinse a un gesto di rottura definitivo: l'abbandono delle armi e della divisa per porsi al servizio di un solo Signore.
Questa scelta di coerenza evangelica non rimase priva di conseguenze nella Roma pagana. Avendo confessato pubblicamente e con fermezza la sua fede in Gesù Cristo, Nereo andò incontro al martirio, suggellando con il dono della vita la sua totale appartenenza al Salvatore. Il suo corpo fu piamente deposto nel cimitero di Domitilla, situato lungo la via Ardeatina, luogo che divenne subito custode della sua memoria e testimone del suo glorioso transito al cielo.
La memoria liturgica
Il culto di san Nereo si è conservato vivo attraverso i secoli, strettamente legato ai luoghi che videro la sua testimonianza e la sua sepoltura a Roma. La sua memoria viene celebrata solennemente ogni anno, richiamando i fedeli alla contemplazione di un uomo che ha saputo discernere la vera pace e seguirla fino alle estreme conseguenze.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Nereo?
Si celebrano tutti e tre al 12 maggio, con memorie liturgiche celebrate separatamente e con formulari propri secondo l'antica tradizione romana.
Santos Nereo y Aquileo, mártires, que, como refiere el papa san Dámaso, se habían alistado como soldados y, movidos por el temor, estaban prontos a obedecer a los impíos mandatos del magistrado, mas, convertidos al verdadero Dios, arrojados escudos, armaduras y lanzas, dejaron el campamento y, confesando la fe en Cristo, gozaron de su triunfo. En este día en Roma sus cuerpos fueron depuestos en el cementerio de Domitila en la vía Ardeatina. — Martirologio Romano