La santità non costituisce un privilegio riservato a pochi eletti, bensì una meta accessibile a ogni persona, senza alcuna limitazione legata all'età o alla condizione sociale. La storia della Chiesa cristiana dimostra che i giovani, gli adolescenti e i ragazzi non sono mai mancati lungo i secoli, sebbene la Chiesa stessa abbia attraversato lunghi periodi in cui non ha preferito proclamare santi o beati i fanciulli. Tale preclusione è venuta meno nel tempo, e numerosi giovani sono saliti o stanno salendo all'onore degli altari, accompagnati da un'evidente accelerazione delle cause in corso. Tra di essi si ricordano il Servo di Dio Silvio Dissegna di Moncalieri, il Servo di Dio Aldo Blundo di Napoli, la Serva di Dio Angela Iacobellis di Napoli, il Servo di Dio Girolamo Tiraboschi novizio camilliano di Cremona, il Servo di Dio Giuseppe Ottone di Torre Annunziata, il venerabile Maggiorino Vigolungo aspirante paolino di Benevello, la venerabile Mari Carmen Gonzalez-Valerio di Spagna, i beati Giacinta e Francesco Marto veggenti di Fatima in Portogallo, il beato Nunzio Sulprizio di Napoli, il beato Pedro Calungsod martire filippino, i beati David Okelo e Gildo Irwa martiri ugandesi, la beata Laura Vicuña cilena, san Domenico Savio oratoriano di don Bosco, santa Maria Goretti di Nettuno, nonché i santi adolescenti e martiri dei primi tempi cristiani Tarcisio, Vito, Pancrazio, Agata e Agnese.
In questo vasto panorama di giovani testimoni della fede, il Basso Medioevo si distingue come un periodo storico piuttosto avaro di figure di bambini santi. Una luminosa eccezione in quest'epoca è rappresentata dalla beata Imelda Lambertini, vergine ricordata con profonda devozione per la purezza della sua vita e per il singolare prodigio eucaristico che ne segnò l'esistenza. Nata a Bologna intorno al 1320 da Egano Lambertini e dalla sua seconda moglie Castora Galluzzi, ricevette al battesimo il nome di Maria Maddalena. Entrata ancora bambina nel monastero delle Domenicane di Santa Maria Maddalena di Val di Pietra a Bologna, nel luogo dove oggi sorge il convento dei Cappuccini, alla fanciulla fu imposto il nome di Imelda. La comunità monastica era composta dalle Canonichesse Regolari di Sant'Agostino, le quali erano passate alla Regola Domenicana verso la fine del tredicesimo secolo.