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martes 12 de mayo 2026 · Santo del día

San Nereo

Mártir

San Nereo

San Nereo fu un insigne martire vissuto nel corso del terzo secolo a Roma, ricordato insieme al compagno Achilleo e al martire Pancrazio nella medesima data liturgica. La figura di San Nereo emerge attraverso le antiche testimonianze epigrafiche e archeologiche che ne attestano la coraggiosa conversione e la radicale scelta di fede cristiana.

Il culto dei santi Nereo, Achilleo e Pancrazio è sempre stato celebrato con formulari propri e tradizioni distinte, custodite con devozione dalla Chiesa lungo i secoli. La memoria di San Nereo continua a ispirare i fedeli per la sua incrollabile testimonianza evangelica e per il sacrificio supremo offerto per amore di Cristo.

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Los otros santos de hoy

Sant' Aquileo

Mártir

Sant' Aquileo è una figura luminosa del terzo secolo, ricordato dalla Chiesa come un testimone fedele che ha saputo scegliere la Verità sopra ogni onore terreno. Originariamente impegnato nel servizio militare come pretoriano, egli intraprese un cammino di profonda trasformazione interiore che lo condusse alla fede in Cristo. Questa conversione radicale lo portò a compiere il gesto coraggioso di abbandonare la vita militare, rinunciando alla propria posizione per abbracciare pienamente il messaggio evangelico.

La sua memoria è indissolubilmente legata al sacrificio supremo del martirio, avvenuto a Roma mediante la decapitazione. La sua testimonianza non si è spenta con la morte, ma ha continuato a parlare attraverso i secoli, trovando il suo riposo finale presso il cimitero di Domitilla. Sant' Aquileo rimane oggi un esempio di coerenza e di pace per ogni credente, richiamandoci al valore della fedeltà al Vangelo anche quando le circostanze della vita richiedono scelte difficili e decisive.

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San Pancracio

Mártir

San Pancrazio nacque verso la fine dell'anno 289 dopo Cristo presso Sinnada, una cittadina della Frigia situata in una provincia consolare dell'Asia Minore. I suoi genitori appartenevano a una famiglia ricca e di origine romana, ma la madre Ciriada morì durante il parto mentre il padre Cleonia lasciò il fanciullo orfano all'età di otto anni. Affidato allo zio Dionisio per l'educazione e l'amministrazione dei beni, il giovane si trasferì a Roma nella villa patrizia sul Monte Celio, dove la comunità cristiana accolse lui e il parente avviandoli alla fede e ai sacramenti.

Nel 303 d.C. la feroce persecuzione di Diocleziano giunse fino alle sponde del Tevere, imponendo il sacrificio agli dèi e il riconoscimento della divinità imperiale. San Pancrazio rifiutò fermamente di cedere e subì il martirio tramite la decapitazione il 12 maggio 304 sulla via Aurelia, offrendo la vita da adolescente per testimoniare l'amore a Cristo. La sua figura divenne nel corso dei secoli simbolo insigne di costanza cristiana, venerata in innumerevoli chiese, monasteri e santuari sparsi in Italia e in Europa.

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Beata Imelda Lambertini

Virgen

La santità non costituisce un privilegio riservato a pochi eletti, bensì una meta accessibile a ogni persona, senza alcuna limitazione legata all'età o alla condizione sociale. La storia della Chiesa cristiana dimostra che i giovani, gli adolescenti e i ragazzi non sono mai mancati lungo i secoli, sebbene la Chiesa stessa abbia attraversato lunghi periodi in cui non ha preferito proclamare santi o beati i fanciulli. Tale preclusione è venuta meno nel tempo, e numerosi giovani sono saliti o stanno salendo all'onore degli altari, accompagnati da un'evidente accelerazione delle cause in corso. Tra di essi si ricordano il Servo di Dio Silvio Dissegna di Moncalieri, il Servo di Dio Aldo Blundo di Napoli, la Serva di Dio Angela Iacobellis di Napoli, il Servo di Dio Girolamo Tiraboschi novizio camilliano di Cremona, il Servo di Dio Giuseppe Ottone di Torre Annunziata, il venerabile Maggiorino Vigolungo aspirante paolino di Benevello, la venerabile Mari Carmen Gonzalez-Valerio di Spagna, i beati Giacinta e Francesco Marto veggenti di Fatima in Portogallo, il beato Nunzio Sulprizio di Napoli, il beato Pedro Calungsod martire filippino, i beati David Okelo e Gildo Irwa martiri ugandesi, la beata Laura Vicuña cilena, san Domenico Savio oratoriano di don Bosco, santa Maria Goretti di Nettuno, nonché i santi adolescenti e martiri dei primi tempi cristiani Tarcisio, Vito, Pancrazio, Agata e Agnese.

In questo vasto panorama di giovani testimoni della fede, il Basso Medioevo si distingue come un periodo storico piuttosto avaro di figure di bambini santi. Una luminosa eccezione in quest'epoca è rappresentata dalla beata Imelda Lambertini, vergine ricordata con profonda devozione per la purezza della sua vita e per il singolare prodigio eucaristico che ne segnò l'esistenza. Nata a Bologna intorno al 1320 da Egano Lambertini e dalla sua seconda moglie Castora Galluzzi, ricevette al battesimo il nome di Maria Maddalena. Entrata ancora bambina nel monastero delle Domenicane di Santa Maria Maddalena di Val di Pietra a Bologna, nel luogo dove oggi sorge il convento dei Cappuccini, alla fanciulla fu imposto il nome di Imelda. La comunità monastica era composta dalle Canonichesse Regolari di Sant'Agostino, le quali erano passate alla Regola Domenicana verso la fine del tredicesimo secolo.

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Beata Juana de Portugal

Princesa, virgen dominicana

La Beata Juana de Portugal, nacida en el siglo quince, el seis de febrero de 1452 en Lisboa, fue una princesa de la célebre casata de Aviz que consagró su vida a Dios como virgen dominicana. Hija de Alfonso V y de Elisabetta, creció en la corte de uno de los reinos más poderosos de Europa, donde recibió una sólida educación y llegó a desempeñar importantes funciones de regencia durante las ausencias de su padre. A pesar de los múltiples proyectos matrimoniales planeados por razones de Estado y de la constante resistencia paterna, Juana mantuvo un firme deseo de vida religiosa que la condujo finalmente al claustro. En el Monastero de Aveiro destacó por su vida austera, su cercanía a los más vulnerables y su valioso apoyo a la corona.

Su memoria litúrgica se celebra el doce de mayo, fecha de su piadoso tránsito ocurrido en 1490 a la edad de treinta y ocho años. Tras una vida marcada por la entrega espiritual y el servicio a los pobres, los huérfanos y las viudas, su fama de santidad se propagó de manera notable en su patria y en su Orden religiosa. Papa Innocenzo XII confirmó su culto mediante la beatificación el cuatro de abril de 1693, y posteriormente Pablo VI la proclamó patrona de la ciudad de Aveiro, siendo honrada de hecho como santa en todo el Portogallo.

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Sant' Epifanio de Constanza de Chipre

Obispo

Sant' Epifanio nacque a Eleuteropoli in Palestina verso il 310 ed è ricordato per la sua intensa dedizione alla Chiesa come vescovo e intransigente sostenitore dell'ortodossia lungo il quarto secolo. Nel corso della sua esistenza unì una vasta erudizione e la conoscenza di ben cinque lingue a un ingegno limitato e a uno zelo eccessivo, distinguendosi come vero campione della fede cattolica. Nei suoi scritti, tra cui spiccano il Panarion o libro dei rimedi contro le eresie e l'Ancoratus o l'ancora della buona fede, informò ampiamente sui movimenti non ortodossi dei primi quattro secoli cristiani. Gli studiosi moderni giudicano tuttavia tali scritti mal compendiati, scarsi di giudizi fondati e ricchi di rigide prese di posizione, affiancati da trattati dedicati alle gemme, ai pesi e alle misure.

La sua giovinezza fu segnata dal viaggio in Egitto per amore dello studio e per partecipare alla vita eremitica, visitando i monasteri locali dove incontrò devoti seguaci di Sant' Atanasio, ma anche seguaci dello gnosticismo e monache con una vita dissoluta. Dopo aver denunciato tale situazione, i soggetti coinvolti furono espulsi dalla vita religiosa, permettendogli di fare ritorno in Palestina e fondare un monastero che diresse per trent'anni. Nel cammino della sua missione incontrò importanti figure della Chiesa come Sant' Eusebio di Vercelli e Paolino di Antiochia, entrambi esiliati per la loro fede, fino alla nomina a vescovo nel 367 nella sede di Salamina sull'isola di Cipro, il cui nome antico era Costanza e si trovava a dieci chilometri a nord di Famagosta. Qui rifulse per santità di vita, generosità verso i poveri, dono dei miracoli e confutazione degli errori, occupandosi della data della Pasqua, dello scisma di Antiochia, della polemica contro le immagini sacre e delle deviazioni dell'origenismo, prima della sua morte avvenuta nel mare Mediterraneo nel 403 durante il viaggio di ritorno dal sinodo della quercia nel sobborgo di Costantinopoli.

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San Felipe de Agira

Sacerdote, exorcista

San Felipe de Agira fue un sacerdote y exorcista de origen tracio que vivió entre los siglos V y VIII, cuya vida estuvo consagrada por completo al ministerio apostólico y a la liberación de los oprimidos por el maligno en tierras de Sicilia. Enviado a evangelizar la región centro-oriental y centro-occidental de la isla, estableció su morada en Agira, donde su celo pastoral y los innumerables prodigios obrados en vida y en muerte dejaron una huella imborrable en la fe del pueblo cristiano.

Es recordado con profunda devoción como un insigne taumaturgo y persecutor de los demonios, cuya memoria litúrgica se celebra cada doce de mayo. Su figura ha sido objeto de estudio agiográfico a través de los siglos, inspirando una rica tradición iconográfica y cultual que perdura con intensidad en Sicilia, Calabria y Basilicata, donde los fieles continúan invocando su valiosa intercesión en todo momento de dificultad.

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San Germano

Patriarca de Constantinopla

San Germano nacque a Costantinopoli intorno all'anno seicentotrentaquattro nel corso dell'ottavo secolo, venendo al mondo come figlio di un senatore di Costantinopoli di nome Giustiniano. La sua esistenza terrena si sviluppò lungo un arco di tempo straordinario, giungendo a sfiorare quasi il secolo di vita e spegnendosi in età vecchissima in odore di santità a Platanion intorno al settecentotrentadue circa. Insigne per dottrina e virtù, fu un pastore di profondo coraggio che guidò la Chiesa in anni di grandi tempeste dottrinali, distinguendosi come il principale oppositore dell'imperatore Leone terzo Isaurico e difendendo strenuamente il culto delle sacre immagini.

Egli è particolarmente ricordato nella storia della Chiesa universale per la sua ferma opposizione all'iconoclastia imperiale, per il suo autorevole magistero patriarcale e per la produzione teologica sopravvissuta alla furia distruttiva dei suoi contemporanei. La Chiesa cattolica ne commemora la figura e la memoria il dodici maggio, come stabilito dal Martirologio Romano, tributandogli l'onore riservato ai difensori della fede ortodossa. La sua eredità spirituale continua a vivere attraverso le sue lettere dogmatiche, le omelie mariane che anticipano i dogmi mariani e l'insegnamento sulla bellezza e sulla dignità della liturgia cristiana.

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Santa Rictrude

Esposa, abadesa

Santa Rictrude nacque in Guascogna nel 612 da una famiglia ricca e devota. In giovane età ebbe come direttore spirituale Sant'Amando di Maastricht, il quale era stato esiliato in Guascogna dal re Dagoberto per aver condannato la sua condotta licenziosa e viveva come ospite nella sua casa, da dove intraprese l'opera di evangelizzazione della regione. Il nobile franco Sant'Adabaldo giunse successivamente nella casa della famiglia, si guadagnò il favore del re Clodoveo II e chiese e ottenne Rictrude in sposa, nonostante l'opposizione dei nobili guasconi.

La coppia andò a vivere insieme a Ostrevant, nelle Fiandre, e condusse una vita devota e lieta, allietata dalle visite di Sant'Amando ed ebbero quattro figli: Adalsinda, Clotsinda, Mauronto ed Eusebia, tutti venerati come santi. Nel 652 Adabaldo fu ucciso dai guasconi, probabilmente a causa dell'ostilità per il matrimonio con Rictrude, durato sedici anni, e fu onorato come martire, con una commemorazione tradizionale fissata al 2 febbraio, sebbene il Martyrologium Romanum non la riporti più. Dopo la morte del marito, Rictrude espresse il desiderio di farsi monaca e, dopo aver superato le resistenze del re Clodoveo II grazie all'intercessione di Sant'Amando, si recò a Marchiennes, dove resse per molti anni il monastero come badessa, governando con grande rettitudine le vergini consacrate, prima di spegnersi nel 678.

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Beato Álvaro del Portillo Diez de Sollano

Prelado del Opus Dei

El beato Álvaro del Portillo Diez de Sollano, nacido en Madrid en 1914, fue una figura fundamental en la historia del siglo veinte. Su vida estuvo marcada por una entrega profunda y constante al servicio de la Iglesia, destacando especialmente por su fidelidad a la misión recibida dentro del Opus Dei. Su trayectoria, que comenzó en su juventud en España y se extendió hasta su fallecimiento en Roma en 1994, lo llevó a desempeñar responsabilidades de gran calado, guiando a la institución tras el fallecimiento de su fundador con espíritu de unidad y servicio.

Es recordado hoy por su labor como obispo y por su papel decisivo en el Concilio Vaticano II, donde aportó su capacidad de trabajo y su visión eclesial como consultor y secretario. Su legado permanece vivo en quienes valoran su ejemplo de sencillez, su espíritu de obediencia y su amor a la Iglesia. Su memoria nos invita a reflexionar sobre la importancia de la fidelidad cotidiana y el compromiso con la fe en medio de las circunstancias ordinarias de la existencia.

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Beato Domenico Malaj

Sacerdote y mártir

El Beato Domenico Malaj, conocido como don Dedë Malaj, nació en la localidad albanesa de Dushkul el 16 de noviembre de 1917. Durante el siglo veinte, en un contexto de dura persecución religiosa bajo el régimen comunista, ejerció su ministerio sacerdotal con entrega en diversas comunidades antes de sufrir el martirio. Su fidelidad al Evangelio y a la Iglesia lo llevó a documentar los abusos del poder contra los católicos, buscando hacer llegar estas informaciones más allá de las fronteras.

Recordado como un firme testigo de la fe hasta el sacrificio supremo, fue fusilado a la edad de cuarenta y dos años en las orillas del lago de Scutari. Su testimonio de amor a Dios y a la verdad permanece vivo en la memoria de la Iglesia, especialmente tras su beatificación celebrada en Scutari el 5 de noviembre de 2016, cuando fue reconocido oficialmente entre los treinta y ocho mártires albanesi encabezados por monseñor Vinçenc Prennushi.

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Beato Tommaso Khampheuane Inthirath

Alumno catequista y mártir

El beato Tommaso Khampheuane Inthirath fue un joven laico y catequista laosiano, nacido en el año mil novecientos cincuenta y dos en Nong Sim. Su vida, aunque breve, estuvo marcada por una profunda entrega a la fe cristiana y un compromiso activo en la evangelización dentro de su comunidad. Siguiendo el legado de su padre, asumió con responsabilidad la labor de catequista del pueblo, demostrando una madurez espiritual poco común para su edad y una valentía que lo llevó a servir a su iglesia en tiempos de gran dificultad.

Es recordado hoy por su fidelidad inquebrantable y por su sacrificio heroico, al entregar su vida a los dieciséis años mientras cumplía con su misión evangelizadora. Fue beatificado como mártir por el Papa Francisco el once de diciembre del año dos mil dieciséis en Vientiane, siendo un referente de luz para la Iglesia en Laos. Su testimonio nos invita a reflexionar sobre la importancia del servicio desinteresado y la coherencia de vida, recordándonos que incluso en la juventud es posible alcanzar la santidad a través de la entrega total al Evangelio y al prójimo.

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Beato Luciano Galan

Sacerdote y mártir

El beato Luciano Galan fue un sacerdote francés del siglo veinte, cuya vida estuvo marcada por una entrega misionera incondicional en tierras lejanas. Nacido en Golinhac en el año mil novecientos veintiuno, dedicó su existencia a la evangelización bajo el amparo de las Misiones Extranjeras de París, tras recibir la ordenación sacerdotal en el año mil novecientos cuarenta y ocho. Su camino estuvo definido por el servicio abnegado y la fidelidad al Evangelio, incluso en los contextos más adversos y desafiantes de su tiempo.

Es recordado hoy como un mártir de la fe, cuyo testimonio de vida culminó en el sacrificio supremo en Laos. Su labor misionera, que le llevó desde China hasta las comunidades del pueblo kha en Laos, refleja una voluntad de servicio que trascendió fronteras y dificultades. Beatificado por el Papa Francisco en el año dos mil dieciséis, el beato Luciano Galan permanece como un modelo de perseverancia y amor a Dios, recordándonos la fuerza transformadora de la vocación sacerdotal en medio de las pruebas del mundo.

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Santi Casto y Casio

Obispos y mártires

Los santos Casto y Casio son recordados en la Iglesia como dos insignes obispos y mártires que entregaron su vida por la fe. La tradición refiere que estos dos santos son definidos como mártires africanos, cuyas figuras y vivencias han quedado impresas en la memoria espiritual de diversas comunidades cristianas a lo largo de los siglos. Su memoria litúrgica se celebra con devoción el día doce de mayo, en feliz coincidencia con la festividad de los santos Casto y Emilio. La figura de estos pastores ha trascendido el tiempo gracias al testimonio escrito y a una profunda veneración arraigada en el territorio, donde su ejemplo de fidelidad heroica continúa iluminando el camino de los fieles.

A lo largo de la historia, la devoción hacia estos mártires ha encontrado expresión no solo en el culto litúrgico, sino también en obras eruditas y en la salvaguarda de sus reliquias. Los santos son venerados con especial fervor en muchas localidades de las regiones de Campania y del Lazio, destacando particularmente en ciudades como Benevento, Calvi, Capua, Gaeta y Sora, además de otros lugares donde su protección es invocada con confianza. Los habitantes de Calvi eligieron inmediatamente como su patrono al obispo Casto, custodiando celosamente su memoria y su legado espiritual dentro del recinto sagrado de su iglesia catedral.

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Santi Cirilo y seis compañeros

Mártires en Mesia

En Galatz, en Mesia, en la actual Rumanía, san Cirilo, que sufrió el martirio junto con seis compañeros.

San Domingo de la Calzada

Eremita

En Castilla, en España, en una localidad luego designada con su nombre, san Domingo, llamado de la Calzada, sacerdote, que construyó puentes y carreteras para uso de los peregrinos de Santiago de Compostela y proveyó con amor a sus necesidades en las celdas y en la hospedería que en este lugar había hecho construir.

San Crispolto (Crispolito) y compañeros

Mártires de Bettona

Sant' Efrén de Jerusalén

Obispo

San Modoaldo

Obispo

En Tréveris, en Renania, en Austrasia, en el territorio de la actual Alemania, san Modoaldo, obispo, que construyó y adornó iglesias y monasterios, instituyó muchas comunidades de vírgenes y fue sepultado junto a su hermana Severa.

Beato Juan de Segalars

Mercedario

Beato Ejëll Deda

Sacerdote y mártir

San Dimma de Tallaght

Del Martirologio Romano

Santos Nereo y Aquileo, mártires, que, como refiere el papa san Dámaso, se habían alistado como soldados y, movidos por el temor, estaban prontos a obedecer a los impíos mandatos del magistrado, mas, convertidos al verdadero Dios, arrojados escudos, armaduras y lanzas, dejaron el campamento y, confesando la fe en Cristo, gozaron de su triunfo. En este día en Roma sus cuerpos fueron depuestos en el cementerio de Domitila en la vía Ardeatina. — Martirologio Romano