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14 de diciembre

San Nimatullah Youssef Kassab Al-Hardini

Religioso maronita

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e giovinezza

Nel diciannovesimo secolo sono vissute in Libano, all'ombra dei cedri, grandi figure di persone santificatesi mediante la preghiera e l'ascetismo. Tra queste figure spicca quella del Beato Al-Hardini, al secolo Youssef Kassab. Il Beato Al-Hardini era un'alta figura monastica di grande intransigenza dottrinaria e spirituale. Egli nacque nel 1808 in Libano. Il santo nacque a Beit Kassab nel 1808. Egli nacque in una terra che porta il nome della sua famiglia, Beit Kassab, nei pressi di Hardin. I suoi genitori erano Girges, ovvero Giorgio, Salhab Kassab e Miryam Raad. La madre Miryam Raad era sorella di un sacerdote di nome Yousef Yacoub. La regione di Hardin era ed è conosciuta per il gran fervore cristiano e la forte presenza maronita. Il Beato aveva quattro fratelli di nome Assaf, Elias, Tanious e Yacoub. Il Beato aveva due sorelle di nome Masihieh e Miryam. Quattro dei fratelli presero i voti religiosi. Il fratello Elias si consacrò a Dio con il nome di fratel Lesha e si dedicò all'eremitaggio a Qozhayya. Fratel Lesha si trasferì più tardi ad Annaya, dove morì nel febbraio 1875. Ad Annaya, dopo la morte di fratel Lesha, fu sostituito da San Charbel. Il fratello Assaf preferì il matrimonio. La sorella minore Miryam preferì il matrimonio. I discendenti dei fratelli sposati sono tuttora viventi. Youssef compì gli studi elementari presso la scuola monastica del convento di San Antonio di Houb dal 1816 al 1822. Dopo gli studi elementari, si dedicò ai lavori agricoli con i suoi genitori. La vocazione religiosa nacque subito in lui. Dovette attendere l'età di vent'anni per poter dichiarare la vocazione ai suoi familiari.

La vita monastica e il sacerdozio

Entrò come novizio nel novembre 1828 nel convento maronita di San Antonio in Qozhayya. Il quattordici novembre 1830 emise i suoi voti assumendo il nome di Nimatullah, che significa dono di Dio. Terminati gli studi teologici e filosofici, ricevette l'ordinazione sacerdotale dal vescovo Seiman Zwain. L'ordinazione sacerdotale avvenne nel monastero dei Santi Cipriano e Giustino in Kfifane il giorno di Natale del 1833. A differenza del fratello Elias, Nimatullah non scelse la vita eremitica. Visse prevalentemente la sua esistenza a Kfifane, nel convento maronita con annessa scuola di teologia. Fu noto come il Santo di Kfifane. Il martirologio colloca il santo nella località di Klifane, nel territorio libanese. Il nome religioso del santo è Nimatullah al-Hardini e il nome di battesimo è Giuseppe Kassab. Il santo era sacerdote dell'Ordine Libanese Maronita. La sua vita fu trascorsa nel rigore della disciplina e totalmente immersa in Dio. Era solito pregare per ore nella cappella del monastero dinanzi al Santissimo Sacramento. Pregava inginocchiato, con le braccia aperte a croce e lo sguardo fisso al tabernacolo. Nutriva una tenera devozione nei riguardi della Madre di Dio. Praticava la recita quotidiana del Rosario. Celebrava la messa e aveva familiarità con l'opera le Glorie di Maria di Sant'Alfonso Maria De Liguori. Si accostava quotidianamente all'Eucarestia e al sacramento della penitenza. Il suo confessore si trovava spesso in difficoltà nel dargli l'assoluzione per mancanza di materia. Il santo era un uomo insigne per spirito di preghiera e penitenza.

Insegnamento e incarichi di governo

Nel 1845 ricevette la nomina ad assistente generale dell'ordine. Ricoprì la carica di assistente generale per obbedienza, ritenendosene indegno. Svolse il mandato di assistente generale complessivamente tre volte. I tre mandati si svolsero dal 1845 al 1848, dal 1850 al 1853 e dal 1856 al 1858. Si rifiutò sempre fermamente di ricoprire la carica di abate generale declinandone le responsabilità. Rifiutò la carica di abate generale perché la Vergine glielo avrebbe proibito. Durante i tre mandati fu costretto a vivere presso il monastero di Nostra Signora di Tamish, sede della casa generalizia. La residenza a Tamish lo obbligava a spostarsi di frequente a Kfifane. A Kfifane insegnava teologia morale. Tra i suoi allievi a Kfifane vi fu San Charbel Makhlouf. Aveva una sterminata preparazione teologica. Il santo si dedicò all'insegnamento della teologia. Il santo si dedicò all'educazione dei giovani. Il santo si dedicò all'impegno pastorale. Era vicino alla comunità dei fratelli e dei fedeli, eccetto le donne a causa dell'antico divieto per i monaci. Quando non pregava o non insegnava, era immerso nello studio e nella rilegatura di antichi incunaboli. L'arte della rilegatura gli era stata trasmessa dal padre, che era stato rilegatore.

Il transito e la gloria degli altari

Nel 1858 si ammalò gravemente di polmonite a causa dell'inclemenza del clima. Morì il 14 dicembre 1858 nel monastero di Kfifane. Il santo morì a Kfifane nel 1858. Morì invocando il nome della Vergine e affidandosi a Lei. Al momento della morte una grande luce illuminò la sua stanza. Un soave odore aromatico si sprigionò dal suo corpo al momento della morte e rimase per diversi giorni. La sua fama di santità fu molto viva durante la sua esistenza e si consolidò dopo la morte. Molti miracoli sono avvenuti e continuano ad avvenire per sua intercessione intorno alla sua tomba a Kfifane. Il suo corpo è conservato miracolosamente incorrotto a Kfifane. Il processo di beatificazione ebbe inizio nel 1926. Il soggetto fu dichiarato venerabile il 7 settembre 1989. Si registrò l'accertata guarigione prodigiosa dalla leucemia di un giovane libanese. Tale guarigione fu il miracolo che portò alla proclamazione a Beato. La proclamazione a Beato fu fatta dal papa Giovanni Paolo II il 10 maggio 1998. La cerimonia di beatificazione si svolse durante una solenne celebrazione in piazza San Pietro. Il soggetto è stato proclamato santo da Giovanni Paolo II il 16 maggio 2004.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Nimatullah Youssef Kassab Al-Hardini?

La sua ricorrenza si celebra il 14 dicembre.

En la localidad de Klifane en el territorio libanés, san Nimatullah al-Hardini (Giuseppe) Kassab, sacerdote de la Orden Libanesa Maronita, que, hombre insigne por espíritu de oración y penitencia, se dedicó a la enseñanza de la teología, a la educación de los jóvenes y al compromiso pastoral. — Martirologio Romano