Enciende una vela por quien amas — arde aquí durante 7 díasEnciende la tuya →

21 de febrero

San Pedro Damián

Obispo y doctor de la Iglesia

San Pedro Damián

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Orígenes y formación

El santo nació en Ravenna en el año 1007 de padres pobres y cargados de hijos. La madre lo abandonó momentáneamente todavía lattante. Después de la muerte de los padres, el huérfano fue educado con grande dureza por el hermano Rodelinda. Rodelinda lo empleó como guardiano de porci. El hermano mayor Damiano, más benevolo, notó su inteligencia talmente viva y pensó de avviarlo agli studi. Studiò prima a Faenza e poi a Parma. Pietro fece prodigiosi progressi negli studi. All'età di venticinque anni si acquistò un nome nell'insegnamento.

La conversión y la vida en Fonte Avellana

Verso el 1035 cattivi esempi e violente tentazioni spinsero il santo a entrare segretamente nel monastero benedettino di Fonte Avellana. Il monastero di Fonte Avellana era situato sul monte Catria, in provincia di Pesaro. Nel monastero si abbandonò a rigorose penitenze che gli causarono violenti mal di testa e insonnia. Durante la convalescenza approfondì lo studio delle Scritture. La fama di esegeta acquisita tra i confratelli portò l'abbazia di Pomposa, il monastero di S. Vincenzo di Petra Pertusa e altri centri a richiederlo come oratore. Al suo ritorno nell'eremo, Damiani fu eletto priore. Il suo governo segnò per la comunità un'era di prosperità materiale e spirituale.

Damiani era innamorato dell'ideale della vita claustrale di cui divenne il teorico. I novizi accorsero numerosi alla sua scuola. Poté moltiplicare le case filiali nelle regioni limitrofe. Dette origine a una Congregazione eremitica d'ispirazione camaldolese, autonoma in sé. Si lasciò penetrare dallo spirito di S. Agostino e S. Benedetto. Seguì le orme di grandi monaci del suo secolo come S. Romualdo, S. Odilone, S. Ugo il Grande e Desiderio. Esigeva l'assiduità alle ore canoniche diurne e notturne dai suoi monaci. Voleva che i monaci praticassero la rigorosa povertà, non uscissero dall'eremo e non si occupassero di negozi secolari.

Prevedeva che alla preghiera i religiosi aggiungessero il lavoro, frequenti digiuni e mortificazioni proporzionate ai peccati. Fu un grande sostenitore delle flagellazioni corporali supererogatorie. Permise ai religiosi più ferventi di flagellarsi ogni giorno durante la recita di una quarantina di salmi.

La riforma de la Iglesia y el servicio a los pontífices

L'epoca in cui visse fu triste per la Chiesa a causa della simonia e dell'immoralità del clero. Per oltre trent'anni i conti di Tuscolo avevano disposto della sede romana come di un bene di famiglia. Il primo papa che fece sperare una riforma fu Gregorio VI. Gregorio VI aveva persuase il dodicenne Benedetto IX a rinunciare al papato sborsandogli una somma di denaro. I romani avevano eletto Gregorio VI al posto di Benedetto IX. Nel concilio di Sutri del 1046, radunato da Enrico III, Gregorio VI fu costretto a dimettersi perché sospettato di simonia. Al posto di Gregorio VI fu eletto Clemente II. L'imperatore invitò più volte Pier Damiani a stabilirsi a Roma come consigliere del papa. Damiani si limitò a scrivere all'eletto per notificargli il disordine regnante nelle chiese della sua provincia a causa del fasto dei vescovi carichi di crimini.

La riforma della Chiesa fu iniziata da S. Leone IX (1048-1054) coadiuvato dal monaco e cardinale Ildebrando. Sotto Leone IX l'opera del Damiani a favore del risanamento della gerarchia prese forme concrete. Scrisse il trattato Liber Gratissimus riguardo agli ecclesiastici ordinati gratuitamente e validamente da vescovi simoniaci. Scrisse il Liber Gomorrhianus, dedicato al papa, per flagellare i costumi del clero corrotto. Leone IX lodò l'autore per l'aiuto nella lotta contro i mali del tempo. Le rimostranze sollevate dallo scritto furono così vive che Leone IX lo ritenne in parte frutto della fantasia. Stefano IX, successore di Vittore II morto nel 1057, impose per ubbidienza a Damiani il titolo di cardinale vescovo di Ostia. Stefano IX morì troppo presto per compiere l'opera di riforma perseguita dal santo.

Nel 1058 i conti di Tuscolo fecero eleggere papa Giovanni, vescovo di Velletri, col nome di Benedetto X. Il neo cardinale Damiani trattò Benedetto X come intruso e simoniaco. Raggiunse a Siena Ildebrando, di ritorno da una missione presso l'imperatrice Agnese. Con Ildebrando provvide all'elezione del vescovo di Firenze Gerardo di Borgogna, che prese il nome di Niccolò II. Damiani dichiarò guerra senza quartiere ai perturbatori della Chiesa. Si adoperò con lettere di fuoco e trattati per l'osservanza del decreto di Leone IX contro i chierici simoniaci e incontinenti. Nel 1059, sotto il pontificato di Niccolò II, svolse la sua prima missione a Milano e in Lombardia per la riforma di quelle chiese. Egli riportò la pace applicando la sua teoria della validità delle ordinanze simoniache. La sua teoria era in contrasto con quella del cardinale Umberto di Selva Candida.

Niccolò II emanò il celebre decreto per l'indipendenza delle elezioni pontificie verosimilmente dietro consiglio di Ildebrando e di Pier Damiani. Il decreto stabiliva che la scelta del papa fosse esclusivamente affidata al collegio dei cardinali. L'ultima parola del conclave spettava ai cardinali-vescovi. L'imperatore conservava soltanto il diritto di conferma e il popolo quello d'approvazione. Il Damiani amava svisceratamente la Chiesa. Il Damiani non vedeva l'ora di deporre la carica affidatagli contro voglia per ritirarsi nella solitudine del chiostro. Il papa non lo esaudì perché un uomo come lui era indispensabile al suo fianco. La morte di Niccolò II avvenuta nel 1061 generò nuovi torbidi che rendevano molto utile la sua presenza a Roma. Anselmo da Baggio, vescovo di Lucca, fu elevato al pontificato col nome di Alessandro II per interessamento di Pier Damiani e di Ildebrando. Alessandro II morì nel 1073. Il Damiani sostenne caldamente le parti di Alessandro II contro l'antipapa Càdalo. Càdalo era vescovo di Parma ed era stato abusivamente eletto a Basilea. L'elezione di Càdalo avvenne per interessamento dell'imperatrice Agnese. L'imperatrice Agnese era stata ingannata dal partito favorevole ai simoniaci.

Non tutti i passi di Pier Damiani furono approvati dai sostenitori della riforma. Egli pensava che convenisse mantenere ad ogni costo l'armonia tra il papato e l'impero germanico. Era risaputo che le maggiori difficoltà per la riforma provenivano proprio dall'impero e dal laicato. Il nuovo papa acconsentì che Pier Damiani si ritirasse nel chiostro. Il cardinale arcidiacono Ildebrando riteneva indispensabile la sua permanenza alla corte pontificia. Ildebrando gli avrebbe imposto di restare in virtù di santa ubbidienza se fosse dipeso da lui. Il Damiani trovò l'intervento di Ildebrando indiscreto. Il Damiani giunse a tacciare Ildebrando di 'Verga di Assur', Dio supremo degli Assiri, e di 'Santo Satana'.

Últimos años y tránsito al cielo

A Fonte Avellana il santo si rinchiuse in un'angusta cella. Si dedicava al digiuno quotidiano, alle intense discipline, alla meditazione e al canto dei salmi. Per umiltà prendeva il suo pane nello stesso piatto che serviva a lavare i piedi ai poveri. Dormiva per terra sopra un graticcio di giunchi. Nel capitolo rivolgeva le sue esortazioni ai monaci. Si accusava pubblicamente delle proprie colpe come un religioso qualunque e si dava la disciplina a due mani. Da ogni parte giungevano all'eremo persone desiderose dei suoi consigli. Alessandro II lo pregò di scrivergli più sovente. Il santo ne approfittò per dire con franchezza ciò che pensava riguardo a due abusi della curia romana. Il primo abuso era quello di moltiplicare gli anatemi senza motivo. Il secondo abuso era quello di impedire ai chierici e ai laici di riprendere gli eccessi dei loro vescovi.

Seppe accettare e portare a termine con zelo le missioni affidategli dal sommo pontefice. Nel 1063 andò a Cluny. A Cluny difese l'esenzione dell'abate S. Ugo contro le pretese del vescovo di Mâcon. L'abate S. Ugo dipendeva direttamente dal papa. Nel 1063 andò a Firenze per un'indagine sul vescovo Pietro. Il vescovo Pietro era accusato dai monaci vallombrosani di simonia. Il vescovo Pietro fu assolto dal Damiani per mancanza di prove. Nel 1069 fu inviato a Magonza per distogliere Enrico IV dal divorzio con Berta di Torino. Nel 1071 fu inviato a Montecassino per la consacrazione della chiesa. Nel 1072 scomparve l'antipapa Càdalo, noto anche come Onorio II. Il Damiani aveva apostrofato Càdalo come 'voragine di libidine, ignominia del sacerdozio, fetore del mondo'. Nel 1072 scomparve anche Enrico, arcivescovo di Ravenna e principale sostenitore di Càdalo. Il santo fu inviato a riconciliare con il papa gli interdetti ravennati.

Mentre ritornava a Roma per dar conto della sua legislazione, fu colto da febbre a Faenza. Morì il 22 febbraio 1072 nel monastero di Santa Maria fuori Porta. Sul suo sepolcro fece porre un epitaffio specifico. Il testo dell'epitaffio recita: 'Io fui ciò che tu sei; tu sarai ciò che io sono. Di grazia, ricordati di me. Guarda con pietà le ceneri di Pietro. Prega, piangi e ripeti: Signore, risparmialo!' Fu subito universalmente venerato come santo. Leone XII il 1 ottobre 1828 gli decretò il titolo di dottore. Le sue ossa sono custodite nel duomo di Faenza. San Pier Damiani era cardinale vescovo di Ostia e dottore della Chiesa. Entrato nell’eremo di Fonte Avellana, promosse con forza la disciplina regolare. Richiamò i monaci alla santità della contemplazione, i chierici all’integrità di vita e il popolo alla comunione con la Sede Apostolica in tempi difficili per la riforma.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Pedro Damián?

La memoria de San Pedro Damián se celebra el 21 de febrero.

¿Cuáles fueron los cargos eclesiásticos de San Pedro Damián?

San Pedro Damián fue prior de Fonte Avellana, cardenal obispo de Ostia y doctor de la Iglesia.

San Pedro Damián, cardenal obispo de Ostia y doctor de la Iglesia: entrado en el eremitorio de Fonte Avellana, promovió con fuerza la disciplina regular y, en tiempos difíciles para favorecer la reforma de la Iglesia, recordó con firmeza a los monjes la santidad de la contemplación, a los clérigos la integridad de vida, al pueblo la comunión con la Sede Apostólica.<BR>(22 de febrero: En Faenza en Romaña, aniversario de la muerte de san Pedro Damián, cuya memoria se celebra el día antes de este). — Martirologio Romano