28 de abril
San Primiano
Mártir de Larino
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il ritrovamento e le traslazioni
La cattedrale di Lesina, originariamente dedicata proprio a san Primiano, versava nel tempo in gravi condizioni di rovina. La Casa Reale Spagnola di Napoli incaricò allora il sacerdote Aurelio Marra di effettuare i dovuti restauri della cattedrale di Lesina per restituirla al culto. I restauri risultarono però inutili a causa della grave e progressiva decadenza dell'edificio. Il sacerdote Aurelio Marra preferì quindi ricercare nella cripta le reliquie di santi eventualmente conservate. Durante le ricerche, Aurelio Marra trovò in varie riprese i corpi dei santi sepolti sotto l'altare della cripta dentro apposite urne di marmo. Le urne contenevano al loro interno preziose lamine di piombo con i rispettivi nomi dei santi. Sull'urna del solo Primiano vi era inoltre un'immagine che lo raffigurava con una palma in mano, antico ed eloquente emblema dei martiri. Sugli altri corpi non vi erano invece indicazioni nominative. Di tutte queste scoperte, Aurelio Marra redasse una relazione dettagliata.
In una fase successiva di questa lunga storia, il ventotto aprile del 1598, le reliquie dei quattro santi Primiano, Firmiano, Alessandro e Tellurio furono portate solennemente a Napoli. Nella città partenopea le reliquie furono deposte con grande onore nella grande chiesa dell'Annunziata. Il cammino di questi resti sacri non si fermò tuttavia a Napoli. Le reliquie di san Primiano e san Firmiano, insieme a due splendidi busti che li raffigurano, sono state infine riportate a Lesina nell'anno 2000 a cura dell'attuale parroco. Le sacre reliquie sono state così sistemate per la devota venerazione dei fedeli nella parrocchia dell'Annunziata. La moderna parrocchia dell'Annunziata di Lesina è sorta proprio sui resti dell'antica ed omonima cattedrale cittadina.
Il martirio e la memoria
San Primiano visse durante il quarto secolo, un periodo segnato da dure prove per la comunità cristiana. Nell'anno trecentotre, durante la violenta persecuzione scatenata dall'imperatore Diocleziano, egli offrì la propria vita a Larino, suggellando con il sangue la sua incrollabile appartenenza a Cristo. Questo gesto di suprema donazione lo ha consacrato alla memoria della Chiesa universale, che lo annovera tra i suoi martiri più illustri. La sua testimonianza non è svanita nel tempo, ma si è trasformata in un seme fecondo, capace di suscitare nei secoli successivi una profonda venerazione.
L'attenzione verso la sua figura si è manifestata concretamente attraverso la cura riservata ai resti mortali del santo. Nel corso del nono secolo, le sue reliquie furono oggetto di una traslazione da Larino verso Lesina, segnando l'inizio di un legame duraturo con quel territorio. Secoli dopo, nel millecinquecento novantotto, si compì un ulteriore trasferimento solenne verso Napoli, portando la presenza del martire in un contesto più ampio. Infine, nell'anno duemila, le reliquie hanno fatto ritorno a Lesina, dove la comunità locale continua a onorarlo con affetto filiale, riconoscendolo come un intercessore privilegiato presso Dio. Il culto di San Primiano, condiviso con i compagni di martirio Alessandro, Firmiano e Tellurio, rappresenta una pagina significativa della spiritualità locale, capace di unire diverse comunità in un unico atto di lode e di ringraziamento.
Il culto e la devozione
Il culto di San Primiano si esprime oggi con particolare intensità nella cittadina di Lesina, di cui egli è venerato come patrono. La presenza delle sue reliquie, restituite alla comunità nell'anno duemila, costituisce un centro di aggregazione spirituale e di preghiera costante. Ogni ventotto di aprile, i fedeli si riuniscono per celebrare la sua memoria, elevando preghiere comuni insieme a quelle dedicate ai santi Alessandro, Firmiano e Tellurio, con i quali egli condivise il cammino verso il martirio.
Questa tradizione non è soltanto un atto di memoria storica, ma un modo per attualizzare la testimonianza dei santi nella vita quotidiana. La sobria dignità delle celebrazioni liturgiche riflette l'austerità e la forza del martire, offrendo ai fedeli un modello di vita cristiana fondato sulla fedeltà assoluta. Attraverso la venerazione di San Primiano, i credenti sono invitati a riscoprire il valore profondo del sacrificio e la gioia di appartenere a una comunità che, nel tempo, ha saputo custodire e tramandare il dono prezioso della fede.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Primiano?
La memoria liturgica di san Primiano si celebra il ventotto aprile.
Di cosa è patrono San Primiano?
Non sono menzionati patronati specifici nei documenti storici relativi al santo.