18 de julio
San Rufilo de Forlimpopoli
Obispo
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Fonti storiche e collocazione temporale
Le notizie biografiche riguardanti san Rufillo derivano principalmente da fonti letterarie tarde e di scarsa certezza documentaria diretta. Tuttavia, l'esistenza di un culto vasto e radicato in tutta la regione emiliano-romagnola dimostra la santità della sua vita e la profondità della sua opera apostolica tra la popolazione. L'episcopato di san Rufillo può essere collocato con attendibilità nella prima metà del secolo quinto, grazie ai riscontri storici sui vescovi contemporanei della regione e sulla figura di san Pietro Crisologo a Ravenna. San Rufillo è riconosciuto unanimemente come il protovescovo, ossia il primo vescovo che resse e governò la Chiesa di Forlimpopoli, adoperandosi con zelo per guidare l'intera popolazione rurale all'incontro con Cristo.
La lotta contro l'idolatria e l'eresia
Durante il suo ministero episcopale nel quinto secolo, san Rufillo affrontò le grandi sfide religiose del suo tempo. Il protovescovo di Forlimpopoli lottò strenuamente per debellare la religione pagana e l'idolatria ancora fortemente diffusa nel territorio. In questa missione evangelizzatrice e pastorale, egli agì in piena sintonia con altri santi vescovi contemporanei della regione ecclesiastica. I vescovi impegnati insieme a lui nella medesima lotta furono san Mercuriale di Forlì, san Leo di Montefeltro, san Gaudenzio di Rimini e san Geminiano di Modena. Accanto all'impegno contro il paganesimo, san Rufillo e gli altri presuli contemporanei dedicarono grandi energie per contrastare e arginare la diffusione della pericolosa eresia ariana. La gravità di tale dottrina eretica trovava il suo principale centro propulsore nella vicina città di Rimini, richiedendo una vigilanza dottrinale costante e una vigorosa difesa della fede cattolica ortodossa.
L'episodio del drago e la tradizione agiografica
Un'importante testimonianza sulla figura del santo è offerta da un antico sermone dell'undicesimo secolo. Il documento, scritto in buon latino e recitato solennemente nel giorno della festa liturgica, fornisce informazioni preziose e descrive san Rufillo come un pastore dotato di tutte le virtù proprie del vescovo. Il testo tramanda il celebre e straordinario episodio della vittoria di san Rufillo sul drago. La tradizione narra che tra Forlimpopoli e Forlì, distanti otto chilometri l'una dall'altra, si annidasse un mostruoso dragone il quale, col solo calore del suo fiato, ammorbidiva l'aria e provocava la tragica morte di diverse persone. Di fronte a tale calamità, il vescovo Rufillo esortò i fedeli a praticare il digiuno e la preghiera per invocare la liberazione della regione dal terribile mostro. San Rufillo invitò quindi il vescovo di Forlì, san Mercuriale, a partecipare all'impresa decisiva. I due santi vescovi si recarono insieme direttamente alla tana della creatura. Con gesto di grande autorità spirituale, Rufillo e Mercuriale strinsero le loro stole attorno alla gola del drago e lo gettarono in un profondo pozzo, chiudendone poi l'imboccatura con un memoriale, consistente in un monumento o in una apposita iscrizione commemorativa. Questo episodio prodigioso, in cui il dragone rappresentava simbolicamente la persistenza dell'idolatria, viene narrato anche nella 'Vita' di san Mercuriale e nelle agiografie dei santi Grato e Marcello.
La Basilica di Forlimpopoli e le reliquie
A Forlimpopoli sorge la Basilica sepolcrale dedicata a san Rufillo, oggi elevata a chiesa Collegiata. Al tempo della sua originaria costruzione, la basilica era situata fuori dalle mura cittadine ed è considerata dagli studiosi l'unica chiesa paleocristiana della città. Eminenti storici hanno ritenuto che questo venerabile edificio fosse la primitiva cattedrale di Forlimpopoli. Recenti e accurati scavi archeologici hanno fatto risalire l'abside della basilica al quinto secolo. L'antico edificio di culto subì nel corso dei secoli varie distruzioni, successive ricostruzioni e importanti rifacimenti, fino ad assumere la struttura attuale risalente all'anno 1378. Verso l'anno 971 la basilica fu ceduta ai monaci Benedettini e trasformata in abbazia. In seguito a tali sviluppi, la sede cattedrale fu trasferita in un'altra chiesa situata all'interno delle mura difensive della città. La vecchia sede cattedrale era probabilmente la basilica i cui resti sono stati rintracciati sotto le fondamenta della Rocca del quattordicesimo secolo, che ospita attualmente un Museo Archeologico. Secondo alcune fonti della tradizione, san Rufillo concluse la sua vita terrena giungendo in età avanzata, morendo a novant anni a Forlimpopoli. Nel 1362, in seguito alla grave distruzione della città di Forlimpopoli perpetrata dalle truppe dello Stato Pontificio guidate dal cardinale Gil Alvarez Carrillo de Albornoz, le sacre reliquie del santo vescovo furono trasportate a Forlì e collocate nella chiesa di San Giacomo in Strada. Successivamente, nel mese di maggio del 1964, le reliquie di san Rufillo fecero il loro solenne ritorno nella Basilica collegiata di Forlimpopoli, dove tuttora riposano.
Il culto e la diffusione delle chiese
La devozione verso san Rufillo si diffuse ampiamente nel corso dei secoli in tutta l'Emilia Romagna, come testimoniano le numerose chiese a lui intitolate. Le fonti medioevali attestano la presenza di ben tredici edifici di culto dedicati al santo nella regione emiliano-romagnola. Tra questi spicca la chiesa situata a Bologna, nei pressi del ponte San Rufillo. Altre presenze significative si trovano a Casola Valsenio, nella diocesi di Imola, e nella località di Vitignano di Meldola, in provincia di Forlì. Una chiesa intitolata al santo è ubicata nella città di Ravenna. La diocesi di Faenza custodisce tre chiese dedicate a san Rufillo, altre tre si trovano nella diocesi di Forlimpopoli, e un'ulteriore chiesa intitolata al santo è presente nella città di Firenze. L'antico sermone dell'undicesimo secolo fissò stabilmente la data della festa liturgica del santo al diciotto luglio, giorno in cui la Chiesa ne commemora la memoria e l'opera pastorale.
Su ministerio episcopal
San Rufilo ejerció su labor pastoral en Forlimpopoli durante el siglo quinto, asumiendo la responsabilidad de guiar a la naciente comunidad cristiana como su primer obispo. En aquel periodo, la Iglesia afrontaba retos significativos, entre los cuales destacaba la propagación de la herejía arriana, que cuestionaba los pilares fundamentales de la fe. San Rufilo se dedicó con firmeza a combatir estas desviaciones doctrinales, buscando siempre preservar la integridad de la enseñanza apostólica entre los fieles de su diócesis.
Su labor no se limitó al ámbito interno de su comunidad, sino que se extendió a través de una fructífera colaboración con San Mercuriale de Forlì. Juntos, ambos pastores enfrentaron el desafío de la idolatría que aún persistía en la región, trabajando en unidad para iluminar los corazones con el mensaje de Cristo. Este esfuerzo conjunto subraya la importancia del apoyo mutuo entre los servidores de la Iglesia, fortaleciendo el tejido espiritual de Emilia Romagna. La vida de San Rufilo es, por tanto, un ejemplo de entrega absoluta a su misión, caracterizada por la rectitud y un profundo compromiso con la verdad divina, elementos que definieron su modo de pastorear al pueblo que le fue confiado.
El recuerdo y las reliquias
La veneración a San Rufilo ha estado intrínsecamente ligada a la historia de sus reliquias, que han sido signo de identidad para los habitantes de la región. En el año mil trescientos sesenta y dos, sus restos fueron trasladados a la ciudad de Forlì, donde fueron custodiados con devoción durante siglos. Este hecho permitió que su memoria se mantuviera viva, convirtiéndose en un punto de referencia para los fieles que buscaban su intercesión y ejemplo.
Tras un largo periodo, en el año mil novecientos sesenta y cuatro, las reliquias retornaron a Forlimpopoli, su lugar de origen y sede de su ministerio episcopal. Este regreso fue motivo de gran alegría para la comunidad local, consolidando el vínculo histórico y espiritual entre el santo obispo y su diócesis. Hoy, la celebración de su memoria el día dieciocho de julio invita a los fieles a reflexionar sobre la continuidad de la fe y la gratitud hacia aquellos que, como San Rufilo, sentaron las bases de la vida cristiana con humildad y valentía.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Rufilo?
San Rufilo si festeggia il diciotto luglio, data stabilita da un antico sermone dell'undicesimo secolo.
Di cosa è patrono San Rufilo?
I dati storici e agiografici disponibili non menzionano specifici patronati ufficiali attribuiti a San Rufilo.
En Forlimpopoli en Emilia, san Rufilo, obispo, que se cree que haya sido el primero en gobernar esta Iglesia y conducido la entera población rural a Cristo. — Martirologio Romano