27 de agosto
San Rufo (Rufino)
Mártir, venerado en Capua
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e la conversione a Roma
San Rufino nacque in Siria durante la seconda metà del quarto secolo dopo Cristo e visse sotto il pontificato di Atanasio. Inizialmente visse e operò come presbitero in Palestina, periodo durante il quale professò idee erronee, negando la trasmissione del peccato originale. La svolta decisiva nella sua esistenza avvenne a Roma, dove fu convertito grazie all'incontro provvidenziale con i Santi Girolamo e Pammacchio. Con l'aiuto fondamentale del Santo Pammacchio, egli riuscì a liberarsi dai suoi errori dottrinali. Fece quindi un solenne atto di sottomissione al Vescovo di Roma, riconciliandosi pienamente con la Chiesa cattolica. A seguito di questa profonda riconciliazione, strinse un forte legame di amicizia con San Girolamo. La stima reciproca era tale che San Girolamo si recò più volte con lui in diversi luoghi per compiere importanti legazioni diplomatiche, suggellando un sodalizio spirituale e culturale di grande rilievo.
L'episcopato a Capua e gli scritti
Forte di una rinnovata adesione alla retta dottrina, San Rufino scrisse una serie di libri ortodossi sulla fede, nei quali riversò la sua profonda preparazione teologica. Veniva universalmente lodato per la sua viva intelligenza e l'arguzia di mente, doti che mise interamente al servizio della verità cattolica. Verso il quattrocent10, fu creato vescovo di Capua, venendo nominato alla guida di quella Chiesa dal Santo Pontefice Innocenzo I. Visse stabilmente la sua missione episcopale fino alla morte, avvenuta a Capua il venticinque agosto del quattrocentoventitré. Si spense in odore di santità, lasciando un ricordo indelebile tra i fedeli che avevano beneficiato della sua guida saggia e autorevole.
Il culto e le traslazioni delle reliquie
Dopo la morte avvennero vari e interessanti prodigi e miracoli attribuiti al vescovo, il quale si dimostrò un insigne taumaturgo. Fu sepolto inizialmente nella basilica dei Santi Apostoli. Successivamente, nel seicentottant-otto, il suo corpo fu trasferito dal Vescovo San Decoroso nella basilica dei Santi Stefano ed Agata. Il corpo fu poi trasferito nella cattedrale odierna, sebbene rimanga tuttora ignoto il sito esatto in cui giace all'interno della cattedrale stessa. La tradizione popolare tramanda che sia posto all'ingresso della cappella della Concezione o all'ingresso del Tesoro. A questo proposito, la piccola reliquia custodita nel Tesoro del Duomo di Capua si dice appartenga a San Rufino Confessore di Mantova e non al vescovo di Capua. La reliquia mantovana fu ottenuta al tempo del Cardinale Arcivescovo Ippolito d'Este di Ferrara, e il corpo di San Rufino Confessore di Mantova si venera con culto speciale.
La devozione longobarda e la memoria attuale
Verso la metà del nono secolo dopo Cristo, il longobardo Radiperto, vescovo vulturnense, gli fece erigere un superbo altare marmoreo nella sua cattedrale. L'altare era rivestito finemente con argento e metalli preziosi, a testimonianza del grande fervore devozionale dell'epoca. Il marmo sepolcrale riportava la scritta latina che celebrava il pregio e la santità del presule capuano. Il breviario Capuano definisce San Rufino con l'espressione che ne sintetizza la virtù. Furono fondate innumerevoli chiese e cappelle in suo onore sia dai Longobardi che dai Capuani. I Longobardi avevano particolare cura del culto del santo e ne portarono la devozione nell'antica diocesi di Sinuessa. Oggi il santo è fortemente venerato nell'attuale Mondragone, in provincia di Caserta, oggi diocesi di Sessa Aurunca. Il venticinque agosto di ogni anno è festeggiato nella parrocchia omonima di Mondragone, la più grande della diocesi. Particolare rilancio alla memoria del santo è stato apportato dal Vicario generale monsignor Franco Alfieri e dal parroco don Osvaldo Morelli. Nella parrocchia di San Rufino fa da sfondo ai bassorilievi del marmoreo altare un bellissimo mosaico che raffigura il santo vescovo tra due angeli, mentre il martirologio ricorda a Capua in Campania san Rufo martire.
Su camino de fe
La historia de San Rufo es el relato de una vocación que se fue forjando a través de diversos horizontes geográficos y espirituales. Nacido en Siria, comenzó su andadura en el servicio a Dios desempeñándose como presbitero en Palestina, donde inició su entrega al ministerio. Sin embargo, fue en Roma donde su vida experimentó un cambio decisivo. En la Ciudad Eterna, bajo la influencia y el acompañamiento espiritual de San Jerónimo y Pammacchio, San Rufo consolidó su conversión y su amor por la Iglesia. Esta etapa romana no solo fortaleció su fe, sino que le permitió estrechar vínculos con figuras fundamentales de su tiempo, participando activamente en misiones diplomáticas junto a San Jerónimo, demostrando su capacidad de servicio y su compromiso con la unidad y la verdad del mensaje cristiano.
La confianza depositada en él por la jerarquía eclesiástica lo llevó a ser nombrado obispo de Capua por el Papa Inocencio primero. Desde esta responsabilidad pastoral, San Rufo guio a su pueblo con la sobriedad y la firmeza propias de los grandes pastores de los primeros siglos. Su ministerio en Capua fue un testimonio de dedicación constante, reflejando el aprendizaje acumulado en sus años de peregrinación. El obispo vivió sus últimos días en esta ciudad, donde entregó su espíritu el veinticinco de agosto del año cuatrocientos veintitrés, cerrando una vida marcada por la obediencia, el estudio y el cuidado solícito de las almas que le fueron confiadas.
Memoria y veneración
La figura de San Rufo permanece viva en la tradición de la Iglesia, especialmente en aquellas tierras que fueron testigos de su labor como obispo. Su memoria es honrada con gratitud, recordándolo como un intercesor que, desde su paso por Siria, Palestina y Roma, supo encontrar en Capua su hogar definitivo y su lugar de misión. El culto a este santo es un signo de la continuidad de la fe apostólica, que reconoce en él a un hombre que supo discernir la voluntad de Dios en las circunstancias cambiantes de su época.
La comunidad cristiana celebra su tránsito al cielo con devoción, encontrando en su ejemplo un modelo de fidelidad perseverante. Su legado no es solo el de un administrador de los sacramentos, sino el de un servidor que supo escuchar y servir con humildad. Al honrar su memoria, los fieles reafirman su compromiso de seguir el camino del Evangelio, inspirados por la vida de un pastor que dedicó sus esfuerzos a la edificación del cuerpo de Cristo en la tierra.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Rufo?
La sua memoria liturgica si celebra il venticinque agosto di ogni anno, data in cui viene solennemente festeggiato nella parrocchia omonima di Mondragone.
Di cosa è patrono San Rufo?
San Rufo è particolarmente venerato e patrono nelle comunità di Capua e di Mondragone.
En Capua en Campania, san Rufo, mártir. — Martirologio Romano