9 de febrero
San Sabino de Avellino
Obispo
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il ministero episcopale e il contesto storico
San Sabino svolse il suo fecondo episcopato tra il quinto e il sesto secolo, assumendo la guida della sede vescovile di Abellinum dopo che questa era rimasta vacante per alcuni anni a seguito della scomparsa del predecessore Timoteo. L'iscrizione posta sulla sua tomba ne tramanda la memoria come pastore vigile e operoso, capace di guidare il gregge con saggezza. All'inizio del sesto secolo, mentre le armate degli Ostrogoti invadevano l'Italia portando scomprensione e timore, San Sabino seppe farsi saldo aiuto e sostegno dei cittadini. Nonostante le avversità del tempo, egli si dedicò con amore alla cura delle anime, amministrò la giustizia in modo integerrimo e soccorse i cristiani bisognosi mediante la carità, indirizzando sempre lo sguardo dei fedeli verso la contemplazione del Regno di Dio.
Il diacono Romolo e il prodigio della manna
Accanto al vescovo operava il giovane diacono Romolo, che svolgeva l'incarico di amministratore e di custode dello Specus martyrum. Questo importante monumento di archeologia cristiana irpina, situato nell'antica Abellinum, conservava e conserva tuttora le venerate reliquie di martiri cristiani. Romolo era profondamente legato a San Sabino e lo assistette con devozione al momento della morte, avvenuta il nove febbraio di un anno collocabile all'inizio del sesto secolo. Secondo la pia tradizione, Romolo morì poco tempo dopo, sopraffatto dal dolore per la perdita della sua venerata guida spirituale. Il giovane diacono fu sepolto in una tomba accanto a quella del vescovo, e le antiche lapidi poste sui loro sepolcri risalgono unanimemente al sesto secolo. Dopo la sepoltura di San Sabino, Romolo raccolse in un'ampolla un liquido chiamato manna, che stillava prodigiosamente dalla tomba del vescovo. Tale liquido prodigioso aveva la virtù di operare guarigioni e di rendere fertile la campagna irpina.
La riscoperta delle reliquie e il culto liturgico
Nel corso dei secoli la memoria dei santi pastori rimase viva nel cuore della comunità cristiana. All'epoca del principe Marino Caracciolo primo, duca di Atripalda tra il mille cinquecento settantasei e il mille cinquecento novantuno, furono eseguiti importanti lavori di ampliamento della chiesa di Sant'Ippolito. Durante tali interventi di ristrutturazione, il corpo di San Sabino fu collocato con rispetto presso l'altare maggiore. Successivamente, il sedici settembre del mille seicentoddodici, il vescovo di Avellino Muzio Cinquini effettuò una solenne ricognizione delle reliquie, operata su insistenza del clero e dei magistrati del popolo. Al termine di tale ricognizione, il vescovo Cinquini fece riporre le venerate reliquie all'interno dell'antico Specus, dove tuttora riposano nella pace di Dio.
Su vida y ministerio
La trayectoria de San Sabino de Avellino se sitúa en el marco de los siglos quinto y sexto, un tiempo en el que su labor fue providencial para la estabilidad de la diócesis. Al asumir su responsabilidad como obispo, su primera tarea fue restaurar la sede episcopal de Abellinum, un esfuerzo necesario tras el mandato de su predecesor, Timoteo. Este acto no solo fue una labor material, sino un signo de renovación espiritual para toda la comunidad cristiana de la región.
Durante todo su ministerio, San Sabino contó con la ayuda constante y cercana del diácono Romolo. Esta relación de fraternidad y servicio mutuo fue una constante en su vida, extendiéndose incluso hasta el momento de su tránsito a la casa del Padre, donde Romolo estuvo presente para asistirlo. Tras su fallecimiento en Abellinum, el cuerpo del obispo fue sepultado en el lugar conocido como el Specus martyrum. Este sitio de descanso final se convirtió en un espacio de memoria y veneración, donde la comunidad reconoció la santidad de aquel hombre que guio sus pasos con rectitud y humildad. La historia de San Sabino es, en esencia, la crónica de un pastor que trabajó incansablemente por la edificación de su Iglesia, dejando una huella imborrable en el corazón de quienes fueron testigos de su entrega.
El culto y la memoria
El culto a San Sabino ha perdurado a través de los siglos como un signo de la fe que él mismo ayudó a cimentar. Su memoria se mantiene viva especialmente en Atripalda, ciudad de la cual es patrono. La importancia histórica y espiritual de sus restos se manifestó de manera solemne en el año mil seiscientos doce, cuando el obispo Muzio Cinquini llevó a cabo la ricognizione de las reliquias del santo, permitiendo una renovación del fervor popular en torno a su figura.
Esta tradición, que une el pasado remoto con la devoción moderna, permite que los fieles sigan invocando su intercesión. La conmemoración de su muerte, celebrada cada nueve de febrero, es una invitación anual a reflexionar sobre el ejemplo de fidelidad episcopal que San Sabino ofreció. Asimismo, el dieciséis de septiembre se recuerda la traslación de sus reliquias realizada en el siglo diecisiete, un evento que subraya la importancia de preservar la memoria de quienes nos precedieron en el camino de la fe.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Sabino de Avellino?
San Sabino si festeggia il nove febbraio, giorno della sua nascita al cielo, e il sedici settembre, ricorrenza della solenne traslazione delle reliquie avvenuta nel sedicesimo secolo.
Di cosa è patrono San Sabino de Avellino?
San Sabino è il patrono principale di Atripalda, ed è affiancato nel patrocinio cittadino da san Romolo e da sant'Ippolito martire.