Santa Apollonia fue una insigne virgen y mártir nacida en Alejandría de Egipto en los últimos años del siglo segundo, hacia el año 190. Su memoria ha trascendido profundamente en la historia de la Iglesia debido a su heroico testimonio y a su martirio acaecido en el año 249, durante las persecuciones que azotaron el imperio. Es ampliamente recordada y venerada como la protectora y celestial intercesora contra los dolores y las enfermedades de los dientes.
Su figura destaca por la firmeza de su fe frente a la violencia y por el singular acontecimiento de su muerte en las llamas, un episodio que conmovió al mundo cristiano antiguo y suscitó importantes reflexiones doctrinales sobre el martirio. Desde la antigüedad y a través de los siglos, su culto se extendió desde Oriente hasta Occidente, dejando una huella imborrable en la liturgia, en la iconografia sacra y en la devoción popular que perdura hasta el día de hoy.
San Rinaldo fue un insigne obispo y monje camaldolese que vivió a caballo entre el siglo XII y el siglo XIII. Nacido en Nocera Umbra como hijo primogénito de los señores locales y heredero del feudo de Postignano, renunció voluntariamente a un porvenir de poder militar y político para consagrar su existencia a Dios en la más estricta humildade.
Su memoria es profundamente venerada en su tierra natal y en toda la diócesis, de la cual es celestial patrono. Recordado por su rigurosa coherencia evangélica, su caridad inagotable con los más desfavorecidos y su fidelidad a la regla monástica aun cumpliendo sus altas obligaciones episcopales, entregó su alma al Creador el nueve de febrero de 1217, dejando un legado indeleble de fe y santidad.
San Teliavo fu un insigne vescovo e abate gallese vissuto nel sesto secolo, la cui figura si colloca tra storia e leggenda ed è celebrata in numerose regioni della Gran Bretagna e della Bretagna. Le sue origini e le sue opere sono tramandate da antichi testi, tra cui le versioni della sua biografia composte nel dodicesimo secolo e le preziose annotazioni custodite nei Vangeli Lichfield. Nel corso della sua esistenza spirituale, guidò le comunità monastiche, intraprese pellegrinaggi, affrontò l'esilio a causa delle pestilenze e diffuse la luce della fede cristiana attraverso la predicazione e la cura dei sofferenti.
Il santo è particolarmente ricordato per la fondazione della grande chiesa di Llandeilo Fawr e per essere compatrono della cattedrale di Llandaff, dove riposano le sue reliquie. La sua memoria liturgica si celebra il nove febbraio ed è tuttora viva nell'arcidiocesi di Cardiff e sull'isola di Caldey. La sua eredità spirituale perdura nei secoli attraverso i numerosi luoghi di culto, i toponimi e la devozione dei pellegrini che nel tempo hanno cercato la guarigione presso il suo pozzo benedetto.
San Sabino visse tra la fine del quinto secolo e la metà del sesto secolo, offrendo alla Chiesa un luminoso esempio di saggezza, profonda dottrina e virtù cristiane. Nulla è noto riguardo alla sua esistenza prima dell'inizio del suo ministero episcopale, ma la sua figura emerse presto come punto di riferimento fondamentale per la comunità ecclesiale del suo tempo. Nel cinquecentoquattordici succedette al vescovo Memore sulla cattedra episcopale di Canosa di Puglia, guidando la diocesi per circa cinquantadue anni con dedizione pastorale e ferma fedeltà al Vangelo. La tradizione e le fonti storiche lo ricordano soprattutto per il suo impegno nella difesa della retta fede, per i suoi prestigiosi incarichi diplomatici e per i legami di profonda amicizia spirituale intessuti con altri grandi santi dell'epoca.
Nel corso della sua lunga vita terrena, San Sabino fu chiamato a svolgere compiti di grande responsabilità per la Chiesa universale, distinguendosi come autorevole legato della sede romana a Costantinopoli e come pastore capace di affrontare le prove più ardue con spirito profetico e fortezza interiore. La sua memoria liturgica si celebra il nove febbraio, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nel cinquecentosessantadue. La città di Canosa di Puglia lo venera da secoli come proprio patrono, mentre la città di Bari gli tributa un culto profondo, venerandolo come compatrono insieme a San Nicola a seguito del trasferimento della sede episcopale avvenuto nell'undicesimo secolo. Il Martirologio Romano ne conserva un ricordo imperituro come pastore vigilante, amico di San Benedetto e difensore coraggioso della fede contro le deviazioni eretiche.
San Sabino fu un insigne vescovo di Abellinum, l'antica città romana vicina al castello dell'attuale Atripalda e fiera antenata di Avellino nella storia irpina. Vissuto tra il quinto e il sesto secolo, in un'epoca segnata dalle difficili invasioni degli Ostrogoti in Italia, egli seppe guidare la sua comunità con straordinaria dedizione spirituale e civile. Accanto a lui operò il giovane diacono Romolo, suo fedele amministratore e custode dello Specus martyrum, che assistette il vescovo fino al momento della sua pia morte, avvenuta il nove febbraio del cinquecento sei. La figura di San Sabino è profondamente legata alla terra d'Irpinia non solo per l'esemplare magistero episcopale, ma anche per la memoria perenne custodita nel cuore della Chiesa locale.
Oggi la memoria liturgica di San Sabino viene celebrata con devozione il nove febbraio, giorno della sua nascita al cielo, e il sedici settembre, in ricordo della solenne traslazione delle reliquie avvenuta nel seicento dodici per opera del vescovo Muzio Cinquini. Egli è venerato dal popolo cristiano come patrono principale di Atripalda, ed è affiancato nel patrocinio da san Romolo e da sant'Ippolito martire, in un legame di fede che attraversa i secoli. La sua tomba, collocata nell'antico ipogeo della chiesa di Sant'Ippolito, continua a essere segno tangibile di una protezione spirituale che benedice e custodisce le comunità di Atripalda e di Avellino.
Il Beato Bernardino Caimi, vissuto tra il quindicesimo e l'inizio del sedicesimo secolo, fu una figura di rilievo della famiglia francescana, stimato in tutta la Lombardia per la sua profonda prudenza e le straordinarie capacità di governo. Uomo di fede operosa, si distinse in numerosi incarichi di grande delicatezza all'interno del suo ordine e per conto del pontefice, servendo come commissario in Calabria, Bosnia e Croazia, oltre che come custode di Terra Santa. La sua profonda esperienza nei luoghi santi orientò la sua intera esistenza verso la realizzazione del Sacro Monte di Varallo, concepito per permettere ai pellegrini europei di contemplare i luoghi della passione di Cristo. Degno figlio di San Francesco d'Assisi, Bernardino Caimi spese gli ultimi anni della sua vita nella cura e nella fondazione di complessi monastici e santuari.
La memoria del Beato Bernardino Caimi è legata indissolubilmente alla cittadina di Varallo e alla Valsesia, dove la sua opera spirituale e architettonica ha lasciato un segno indelebile nei secoli. Attorno alla sua figura si sviluppò ben presto un autentico culto popolare, attestato sin dal quindicesimo secolo e confermato dalla venerazione delle sue reliquie, tra cui il teschio custodito nella cappella del Santo Sepolcro. Celebrato tradizionalmente in passato in date differenti e riscoperto recentemente nelle sue celebrazioni liturgiche, il Beato Caimi continua a rappresentare un punto di riferimento spirituale. La sua testimonianza richiama ancora oggi i fedeli a rinnovare il proprio impegno cristiano, sociale e culturale sulle strade del mondo, seguendo l'esempio di dedizione e di amore per Cristo crocifisso e risorto.
San Miguel Febres Cordero, nacio en Cuenca, Ecuador, el 7 de noviembre de 1854, y desarrollo una luminosa labor como religioso de los Hermanos de las Escuelas Cristianas. A pesar de una salud muy delicada y de limitaciones fisicas durante su infancia, consagro su vida entera a la educacion de la juventud, a la formacion de docentes y a la catequesis, destacando por su profunda humildad, su amor a la Eucaristia y su devocion mariana.
Su brillante trayectoria intelectual lo llevo a ser miembro de prestigiosas academias nacionales y a redactar manuales escolares fundamentales para su pais. Llamado a Europa por exigencias de su congregacion, vivio en Belgio y Espana, donde fallecio el 9 de febrero de 1910 a causa de una neumonia tras proteger a sus jovenes alumnos durante los motes revolucionarios. Fue beatificado por el papa Pablo VI en 1977 y canonizado por el papa Juan Pablo II en 1984.
La Beata Ana Catalina Emmerick, nata nel diciottesimo secolo in Germania, visse una straordinaria esistenza terrena segnata dal dono della mistica, della profezia e delle stigmate. Umile religiosa e contemplativa, offrì le sue intense sofferenze fisiche e spirituali per l'espiazione dei peccati, unendo la propria via alla Passione di Cristo. La sua vita fu caratterizzata da profondi fenomeni spirituali, tra cui le visioni sulla vita di Gesù e della Vergine Maria, che in seguito vennero trascritte e diffuse.
Ricordata per la sua esemplare dedizione e per il lungo cammino di purificazione attraverso il dolore, la Beata Ana Catalina Emmerick è iscritta nell'albo dei Beati grazie al decreto proclamato da Papa Giovanni Paolo II il 3 ottobre 2004. La sua figura rimane un punto di riferimento luminoso per la Chiesa, capace di ispirare i fedeli nella meditazione dei misteri della fede e nella riscoperta del valore redentore della sofferenza vissuta nell'amore.
San Marone visse a cavallo tra il quarto e il quinto secolo come eremita nei pressi della città di Ciro in Siria. Fu assai ammirato dal celeberrimo Giovanni Crisostomo e si guadagnò una vasta fama di taumaturgo e direttore spirituale, compiendo prodigiose guarigioni fisiche e psichiche. Nonostante la sua grande popolarità, non si hanno notizie storicamente più approfondite e attendibili sulla sua vita e la data esatta della morte, avvenuta intorno al 410 dopo una breve malattia e dopo essere stato logorato dai rigori della sua esistenza. Il martirologio colloca il suo trapasso su un monte presso Apamea in Siria.
San Marone è ricordato soprattutto per essere considerato il fondatore della Chiesa maronita, la quale fa memoria del santo eremita nel canone della propria Divina Liturgia. Dopo la sua morte, le province confinanti si contesero il possesso dei suoi resti, che furono infine tumulati nel celebre monastero di Beth-Maron, situato nella regione siriana di Apamea, nei pressi della fonte del fiume Oronte. Presso il sepolcro fu eretto un celebre monastero e la comunità cristiana che prese il nome dal santo ebbe origine proprio in quel luogo di tumulazione.
Il Beato Giacomo Abbondo, vissuto nel Settecento, fu un umile e operoso curato di campagna nel vercellese, capace di distinguersi per una dedizione silenziosa e profonda al proprio ministero sacerdotale. La sua vita non presenta eventi spettacolari, ma una straordinaria coerenza evangelica spesa nell'ascolto delle confessioni, nell'annuncio instancabile e nella cura concreta dei più deboli, incarnando pienamente la bellezza del servizio pastorale nascosto e fedele.
Ricordato con venerazione dai suoi parrocchiani sin dal momento della sua morte, avvenuta nel 1788, don Giacomo è assurto a modello luminoso per i sacerdoti di ogni tempo. La Chiesa ne ha solennemente riconosciuto la santità con la beatificazione celebrata l'11 giugno 2016, confermando quella fama ininterrotta di intercessore celeste e di guida spirituale che ha accompagnato la storia della comunità di Tronzano Vercellese.
El Beato Leopoldo de Alpandeire Marquez Sanchez, cuyo nombre de bautismo era Francisco Tomás, nació en el año 1864 en Alpandeire, un pequeño pueblo situado en la extremidad de la serra de Jarestepar, a sud de Ronda, en la provincia de Málaga. Monaco y fraile cappuccino con la barba blanca y el sguardo sereno, desarrolló gran parte de su vida religiosa en Granada, donde ejerció como humilde limosnero y alcanzó la santidad en las pequeñas cosas, haciendo cada labor como si fuera la primera vez. Su existencia transcurrió en el siglo XX, marcado por la sencillez, el trabajo en el huerto, la oración continua y el contacto constante con las personas por las calles y los caminos.
Fraile capuchino recordado con profunda devoción, especialmente en el sur de España, falleció el 9 febbraio de 1956 en Granada, dejando un legado espiritual que hoy atrae a más de 800.000 peregrinos cada año a su tumba. Fue beatificado el domingo 12 de septiembre de 2010 en Granada, en una ceremonia presidida por monseñor Angelo Amato en representación de Papa Benedetto XVI. Su figura permanece viva en el corazón de los fieles como testimonio luminoso del misterio de Cristo pobre y crocifisso, vivido al ritmo humilde y orante de la jornada cotidiana.
También en Alejandría, pasión de muchísimos santos mártires asesinados por los arrianos con varios tipos de suplicios, mientras celebraban la Eucaristía en la iglesia.
Santi Primo y Donato
Mártires en África
En Lemelléfa, en el norte de África, conmemoración de los santos Primo y Donato, diáconos y mártires, también asesinados por los herejes en la iglesia, mientras intentaban defender el altar.
Sant' Ansberto
Abad de Fontenelle
En Hautmont sulla Sambre en Hainault, en el territorio de la actual Francia, tránsito de san Ansberto, que fue abad de Fontenelle y luego obispo de Rouen, relegado al exilio por el rey Pipino.
Sant' Altone
Abad
En Baviera, en Alemania, conmemoración de san Altone, abad, que, de origen irlandés, construyó en los bosques de esta región un monasterio, que de él tomó luego el nombre.
Beato Luigi Magana Servin
Laico y mártir
Sant' Einion Frenchin
Príncipe de Lleyn
Sant’ Auedeberto (Autberto, Ausberto o Autbertus) de Senlis
Obispo
Beato Lamberto de Neuwerk
Preboste
San Ronan de Lismore
Obispo
San Gennadio de Vazheozersk
San Nicéforo de Vazheozersk
Asceta
Del Martirologio Romano
En Alejandría de Egipto, conmemoración de santa Apolonia, virgen y mártir, que después muchas y crueles torturas a obra de sus perseguidores, rehusándose de proferir palabras sacrílegas, prefirió ser mandada a la hoguera antes que renegar la fe. — Martirologio Romano