Enciende una vela por quien amas — arde aquí durante 7 díasEnciende la tuya →

9 de febrero

San Sabino de Canosa

Obispo

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Il ministero episcopale e la missione a Costantinopoli

Nel cinquecentoundici il santo succedette a Memore come vescovo di Canosa di Puglia nel cinquecentoquattordici. Negli anni successivi la sua autorevolezza crebbe ulteriormente, tanto che nel cinquecentotrentuno partecipò a un sinodo romano insieme ad altri vescovi per accostarsi a Bonifacio secondo. Papa Agapito affidò al santo una missione di grande importanza. Nel cinquecentotrentacinque il santo fu infatti inviato a Costantinopoli come capo di una commissione di vescovi su invito dell'imperatore Giustiniano. La missione aveva lo scopo preciso di constatare, dibattere e condannare l'eresia monofisita del patriarca Antimo, la sua rimozione e la sostituzione con il patriarca Mena. Papa Agapito morì a Costantinopoli il ventidue aprile del cinquecentotrentasei dopo esservi giunto per evitare conflitti. Alla morte di Agapito, Sabino e gli altri vescovi continuarono l'opera affiancando il patriarca Mena nel sinodo del cinquecentotrentasei. Dal sinodo del cinquecentotrentasei scaturì la condanna definitiva di Antimo, Severo, Zoara e dei loro discepoli monofisiti.

L'amicizia con San Benedetto e le prove a Canosa

San Gregorio Magno racconta che Sabino visitava frequentemente San Benedetto a Montecassino, con cui aveva una sincera amicizia. Durante una visita a Montecassino, Sabino espresse a San Benedetto la sua preoccupazione per l'ingresso di Totila, re degli Ostrogoti, a Roma avvenuto nel dicembre del cinquecentoquarantasei. San Benedetto rispose a Sabino che Roma si sarebbe disfatta da sé per altre vie. Durante un'incursione nel Meridione, il re barbaro Totila arrivò a Canosa. Totila fu invitato a mensa dal santo vescovo, il quale era ormai vecchio e cieco. Totila volle mettere alla prova lo spirito profetico di Sabino offrendogli personalmente del vino al posto del servo. Sabino riconobbe il re chiamandolo per nome e lo ringraziò. Un arcidiacono ambizioso preparò una bevanda avvelenata per il vescovo. Sabino scoprì il piano e disse al servo che gli porgeva la coppa: io berrò il veleno, ma egli non sarà vescovo. Sabino bevve il veleno rimanendo incolume, mentre l'arcidiacono si accasciò morto in quel momento.

Il transito e il culto delle città custodi

Il vescovo morì il nove febbraio del cinquecentosessantasei dopo circa cinquantadue anni di episcopato. La città di Canosa di Puglia venera il santo come proprio patrono. Bari tributa grande culto al santo venerandolo come compatrono insieme a San Nicola. Bari ereditò nell'undicesimo secolo la sede episcopale che fino ad allora era dipendente da Canosa. Il Martirologio ricorda San Sabino come vescovo a Canosa in Puglia, amico di San Benedetto e legato della sede romana a Costantinopoli per difendere la retta fede dall'eresia monofisita.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Sabino de Canosa?

La festa di San Sabino de Canosa si celebra il nove febbraio, giorno della sua memoria liturgica.

Di cosa è patrono San Sabino de Canosa?

San Sabino è venerato come patrono della città di Canosa di Puglia e come compatrono di Bari.

En Canosa en Puglia, san Sabino, obispo, que fue amigo de san Benito y fue enviado a Constantinopla como legado de la sede Romana para defender la recta fe de la herejía monofisita. — Martirologio Romano