26 de agosto
San Segundo
Mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e martirio
San Secondo era nativo della provincia di Tebe, nell’Alto Egitto, e ricopriva l’incarico di luogotenente della Legione Tebea. Gli imperatori romani Diocleziano e Massimiano avevano inviato la Legione Tebea in Svizzera agli ordini di Maurizio con la specifica missione di sedare la rivolta dei Bagaudi. I membri della Legione Tebea erano tutti cristiani e non rinnegarono il proprio credo partecipando al sacrificio pagano prima della battaglia. L’intera Legione trovò la morte ad Agauno, odierna St. Maurice nel Vallese. Secondo fu invece martirizzato prima che la Legione varcasse le Alpi. La Passio di San Secondo narra che, dopo essersi professato cristiano, gli fu dato un termine per abiurare che scadeva con l’arrivo a Vittimulo. Vittimulo era una stazione di sosta nella marcia verso le Gallie. Al suo diniego, Secondo fu decapitato. Il martirio di San Secondo avvenne nell’antica Vittimulo, oggi frazione San Secondo di Salussola, in provincia di Biella. Il martirio avvenne in un anno compreso tra il 286 e il 306. Il sangue del martire bagnò la terra biellese. Secondo fu d’esempio a tutti i compagni. La piccola comunità cristiana del paese seppellì Secondo. La tomba di San Secondo divenne un luogo segreto di preghiera, per poi trasformarsi in un luogo pubblico dopo l’editto di Costantino. Il culto di San Secondo a Vittimulo fu immediato. La più antica pieve del basso biellese fu eretta in onore di San Secondo sul luogo del martirio. La pieve fu eretta da Sant’Eusebio, vescovo dal 345 al 371. Si conserva una lapide del quinto e sesto secolo dedicata a San Secondo, oggi al Museo Civico di Biella. La venerazione di San Secondo era talmente radicata che nei secoli successivi il luogo era denominato plebes S. Secundi.
La traslazione delle reliquie e il culto
Le reliquie di San Secondo lasciarono Vittimulo nell’ottavo e nono secolo a causa della distruzione del paese. Le reliquie furono portate nell’abbazia benedettina della Novalesa. L’abbazia della Novalesa è tra le maggiori del Piemonte ed fu fondata nel 726 lungo una delle vie più importanti delle Alpi. Le reliquie furono probabilmente prese durante la distruzione di Vittimulo, poi donate o vendute ai Benedettini. Nel 906, per sfuggire all’invasione dei Saraceni, i monaci ripararono a Torino portando le reliquie dei santi e preziosi codici manoscritti. I monaci trovarono rifugio nel monastero di Sant’Andrea, odierno Santuario della Consolata, che era una loro proprietà. Nel 990 i benedettini poterono tornare alla Novalesa. I resti di San Secondo furono lasciati a Torino, dove gli era stata dedicata una chiesa presso la Dora distrutta nell’undicesimo secolo. Nel Duomo di Torino, in un altare, sono conservate le altre reliquie di San Secondo. A Torino è dedicata a San Secondo una parrocchia che dà il nome alla zona circostante. Il capo di San Secondo fu donato al vescovo Panteio di Ventimiglia. Il vescovo Panteio si trovava a Susa per ripianare delle controversie e aveva riconsacrato gli altari della Novalesa. Nella Cattedrale di Ventimiglia è venerato il capo di San Secondo. Nel 1579, in occasione di una pestilenza, la città di Ventimiglia fece un voto a San Secondo. Ventimiglia fu liberata dal morbo. San Secondo fu eletto patrono dell’intera diocesi di Ventimiglia ufficialmente nel 1602. La festa di San Secondo a Ventimiglia fu fissata al 26 agosto. Negli antichissimi codici di Vercelli, alcuni provenienti dalla Novalesa, la festa era stabilita al 28 agosto. San Secondo fu eletto compatrono di Torino durante la pestilenza del 1630. La diocesi di Biella ha ripristinato la memoria liturgica di San Secondo nel calendario diocesano dal 2004.
Il cammino di fede
La vicenda di San Segundo si inserisce nel contesto delle persecuzioni del terzo secolo, un tempo di grande prova per la comunità cristiana. Come soldato della Legione Tebea, inviata in Svizzera, San Segundo si distinse per una coerenza che non ammetteva compromessi. La sua adesione al messaggio di Cristo non era soltanto una scelta privata, ma una testimonianza pubblica che lo portò, insieme ai suoi compagni, a opporsi apertamente alle imposizioni imperiali che richiedevano atti di idolatria. Il suo rifiuto di partecipare ai sacrifici pagani divenne la prova definitiva della sua dedizione totale al Signore.
Il cammino terreno di San Segundo si concluse tragicamente, ma con grande dignità, a Vittimulo, nel territorio di Biella. Qui, egli subì il martirio tramite la decapitazione per essersi professato cristiano, sigillando con il sangue la verità in cui aveva riposto ogni speranza. Dopo la sua morte, il corpo fu deposto con cura nel luogo stesso del martirio, divenendo presto meta di venerazione. Nei secoli successivi, le sue reliquie furono oggetto di attente traslazioni, testimoniando il desiderio della Chiesa di custodire la memoria di un uomo che aveva saputo trasformare la propria divisa militare in un abito di santità. Il trasferimento presso l'abbazia della Novalesa, e successivamente le disposizioni che portarono i resti mortali a Torino e a Ventimiglia, confermano quanto la figura di questo martire fosse considerata preziosa e necessaria per alimentare la devozione popolare in diverse regioni del Piemonte e della Liguria.
La memoria del culto
Il culto di San Segundo attraversa i secoli con una costanza che ha saputo resistere al passare del tempo. La sua memoria liturgica, fissata al ventisei agosto, rappresenta un momento di profonda comunione per le comunità che lo riconoscono come protettore. Sebbene antichi codici facciano riferimento anche alla data del ventotto agosto, la celebrazione odierna mantiene intatto il suo valore spirituale. Un momento significativo di riscoperta è avvenuto nell'anno duemilaquattro, con il ripristino della memoria del santo nel territorio di Biella, luogo che custodisce il ricordo fisico della sua testimonianza finale.
La venerazione verso San Segundo non è un semplice richiamo al passato, ma un invito a rinnovare la propria fede attraverso l'esempio di un uomo che ha preferito perdere la vita piuttosto che rinnegare la propria coscienza. La presenza delle sue reliquie a Torino e a Ventimiglia funge da ponte tra le generazioni, permettendo ai fedeli di accostarsi con fiducia all'intercessione di questo martire. In ogni celebrazione, il ricordo di San Segundo invita alla riflessione sulla coerenza cristiana e sulla capacità di rimanere saldi anche quando le circostanze esterne sembrano avverse, offrendo un modello di umiltà e di fortezza che continua a ispirare il cammino di molti adulti nel presente.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Secondo?
La festa si celebra il 26 agosto per la diocesi di Ventimiglia, mentre negli antichissimi codici di Vercelli era fissata al 28 agosto ed è stata ripristinata dal 2004 nel calendario diocesano di Biella.
Di cosa è patrono San Secondo?
San Secondo è patrono di Ventimiglia, dell’intera diocesi di Ventimiglia ed è compatrono di Torino.