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1 de febrero

San Severo de Ravenna

Obispo

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

El ministerio episcopal y el Concilio de Sardica

El antiguo 'Catalogo Episcopale' attesta que san Severo fu el dodicesimo vescovo di Ravenna. San Severo successe a Marcellino e precedette Liberio nell'episcopato ravennate. Non si hanno notizie certe sulla vita privata di san Severo prima dell'episcopato. Il nome di san Severo compare tra i partecipanti al Concilio di Sardica tenutosi nel 342-343. Sardica è l'antico nome di Sofia, in Bulgaria. San Severo è tra i sottoscrittori dei canoni del Concilio di Sardica. San Severo sottoscrisse la lettera sinodica indirizzata a papa san Giulio I, vissuto tra il 337 e il 352. San Severo sottoscrisse la lettera sinodica inviata a tutti i vescovi. Le fonti storiche collocano la morte di san Severo a Ravenna intorno al 1 febbraio 344.

El tránsito y la tradición hagiográfica

Gli agiografi medioevali Agnello e Liutolfo riferiscono che Severo morì il 1 febbraio in un anno successivo al 342. La ricorrenza della morte di san Severo fu fissata al 1 febbraio nell'antico Calendario italico. La memoria del 1 febbraio fu successivamente inserita nel 'Martirologio Geronimiano'. I testi letterari su san Severo sono in buona parte leggendari e provengono da agiografi medievali e da due sermoni di san Pier Damiani, morto nel 1072. La biografia leggendaria descrive Severo come un povero lanaiolo di Ravenna. Secondo la leggenda, Severo si recò in chiesa alla morte del vescovo Marcellino per assistere all'elezione del successore. Durante l'elezione, una colomba si posò ripetutamente sulla testa di Severo. Il popolo riconobbe in quel segno che Severo era l'eletto di Dio. La leggenda narra che durante una celebrazione eucaristica Severo cadde in estasi. Per un prodigio di bilocazione, Severo presenziò alla morte dell'amico san Geminiano di Modena. Alla morte della figlia Innocenza, Severo invitò la defunta moglie Vincenza a spostarsi nell'arca per fare spazio alla figlia. Le ossa della moglie Vincenza si mossero per accogliere quelle della figlia Innocenza nell'arca. Sentendosi vicino alla morte, Severo fece aprire l'arca che si era preparata in precedenza. Severo si distese nella propria arca e rese l'anima a Dio. Gli episodi biografici di san Severo si ritrovano simili nelle narrazioni agiografiche dedicate ad altri santi.

Sepultura, basílica y culto en Rávena

San Severo fu sepolto nella zona di Classe presso Ravenna, in un luogo denominato 'Vicus Salutaris'. La tomba del santo era collocata in un sacello chiamato 'monasterium S. Rophili'. Il sacello di san Severo era adiacente al lato sud della basilica risalente al VI secolo. La grande basilica di San Severo fu iniziata dal vescovo Pietro III nel 575. La costruzione della basilica fu portata a termine da Giovanni Romano, vescovo dal 578 al 595. Giovanni Romano consacrò la basilica il 17 maggio 582. Durante la consacrazione, Giovanni Romano collocò l'arca contenente il corpo del santo nella basilica. La basilica di San Severo era abbinata a un grande monastero benedettino. La basilica rimase integra fino al XV secolo, per poi subire varie vicende epatiche e la definitiva distruzione. La basilica distrutta presentava tre navate divise da dodici colonne per lato. La pianta della chiesa aveva un'abside poligonale all'esterno e semicircolare all'interno, tipica dello stile ravennate. I mosaici della basilica di Sant'Apollinare in Classe, consacrata nel 549, testimoniano il culto antico di san Severo. I mosaici si trovano nella parte inferiore dell'abside della basilica ravennate. Nei mosaici sono raffigurati i vescovi san Severo, san Orso, Ecclesio ed Ursicino. I vescovi Severo e Orso recano l'appellativo esplicito di 'Sanctus' nei mosaici.

Traslaciones de reliquias y expansión del culto

Il 'Martirologio Geronimiano' attesta al 27 novembre una traslazione delle reliquie del santo vescovo a Milano. La traslazione a Milano avvenne poco dopo l'episcopato di sant'Ambrogio, vissuto tra il 340 e il 397. Le reliquie traslate a Milano comprendevano quelle di san Severo e di altri quattro santi. Al 3 settembre è celebrata un'altra traslazione di reliquie ad Aquileia. La traslazione di Aquileia includeva le reliquie di san Severo, di san Tommaso apostolo e di altri tre santi. L'agiografo Liutolfo afferma che il corpo di san Severo non rimase a lungo nella basilica di Classe. Nel 842 un monaco franco di nome Felice trafugò le reliquie di san Severo, di Vincenza e di Innocenza. Il monaco Felice trasferì le reliquie prima a Magonza e poi ad Erfurt. Il trafugamento diffuse il culto di san Severo in tutta la Germania e favorì la nascita di chiese in suo onore. Numerose chiese furono dedicate a san Severo nella provincia ravennate, in Emilia-Romagna, in Toscana e nelle Marche. Solo nella città di Faenza sorsero ben quattro chiese dedicate a san Severo. I bassorilievi marmorei sul sepolcro trecentesco nella chiesa di Erfurt raffigurano san Severo in abiti vescovili. Nei bassorilievi di Erfurt, san Severo è rappresentato tra la moglie e la figlia in devoto atto orante. Il Martirologio ricorda san Severo come vescovo a Ravenna.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia san Severo?

La memoria liturgica di san Severo si celebra il 1 febbraio, giorno tradizionalmente legato al suo transito e inserito nell'antico Calendario italico e nel Martirologio Geronimiano.

En Ravenna, san Severo, obispo. — Martirologio Romano