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7 de agosto

San Sixto II y compañeros

Papa y mártires

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Il pontificato e la riconciliazione

San Sisto Secondo fu il secondo pontefice a portare il nome Sisto, salito al soglio di Pietro dopo essere stato arcidiacono di Roma. La sua elezione avvenne nel terzo secolo, in un delicato tempo di persecuzione per i credenti. Al momento della sua elezione, la Chiesa affrontava gravi divergenze legate a conflitti dottrinali sulla necessità o meno di ribattezzare i cristiani eretici che rientravano nella comunione cattolica. La Chiesa di Roma, insieme ad alcune comunità in Asia e in Africa, riaccoglieva ogni convertito senza un nuovo battesimo, limitandosi all'imposizione delle mani e all'unzione col crisma. Al contrario, la maggior parte delle Chiese africane, dell'Asia Minore e della Siria riteneva indispensabile un nuovo battesimo. Il papa predecessore Vittore aveva in precedenza imposto a tutti di seguire l'uso romano sotto minaccia di scomunica, provocando un grave malcontento che si era riversato su San Sisto Secondo appena eletto. Il nuovo pontefice affrontò la crisi con grande lungimiranza, lasciando cadere le minacce di scomunica e stabilendo che ogni Chiesa o gruppo di Chiese potesse risolvere la questione in base alle proprie specifiche situazioni. In questo cammino di pacificazione, San Sisto Secondo si rivelò un autentico costruttore di pace tra i cristiani, beneficiando dell'efficace consiglio di moderazione offerto dal vescovo Dionigi di Alessandria d'Egitto.

Il martirio e i compagni

Il contesto storico mutò profondamente a causa della situazione dell'impero, che necessitava di una rigida disciplina religiosa per far fronte alle gravi aggressioni lungo il Danubio, sul Mar Nero e in Mesopotamia. Nel mese di agosto del duecentocinquantasette, un primo decreto dell'imperatore Valeriano proibì il culto cristiano pubblico, pur tollerando quello privato, e ordinò al clero di venerare gli dèi dell'impero mediante sacrifici pubblici, pena il domicilio coatto e i lavori forzati. L'anno successivo, nel duecentocinquantotto, un secondo editto stabilì la pena di morte per il clero che rifiutava di venerare gli dèi, aggiungendo la destituzione e il sequestro dei beni per i funzionari imperiali cristiani. In base a questo secondo decreto, papa San Sisto Secondo fu arrestato dai soldati mentre celebrava i santi misteri, insegnando ai fratelli i precetti divini e predicando presso il cimitero di san Callisto. I soldati andarono dritti verso il pontefice, il quale li attendeva fiancheggiato da due diaconi per parte. Con grande serenità, San Sisto camminò tra i soldati fino al luogo fissato per il supplizio insieme ai diaconi, subendo la decapitazione il sei agosto. Insieme al pontefice subirono il martirio quattro diaconi. Nello stesso giorno morirono anche i santi Agápito e Felicissimo, diaconi di San Sisto, nel cimitero di Pretestato, dove furono successivamente sepolti. Il pontefice e i suoi diaconi furono invece deposti insieme a Roma nel cimitero di Callisto sulla via Appia. Il martirologio e la liturgia della Chiesa ricordano con venerazione i santi Sisto Secondo, papa, e i suoi compagni martiri, fissandone la memoria liturgica al sei agosto.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Sisto Secondo e compagni?

La memoria liturgica di san Sisto Secondo e dei suoi compagni martiri si celebra il sei agosto.

Santos Sixto II, papa, y compañeros, mártires. El papa Sixto, mientras celebraba los sacros misterios enseñando a los hermanos los preceptos divinos, por orden del emperador Valeriano, fue inmediatamente arrestado por los soldados sobrevenidos y decapitado el 6 de agosto; con él sufrieron el martirio cuatro diáconos, depuestos junto al pontífice en Roma en el cementerio de Calixto en la vía Appia. En el mismo día también los santos Agapito y Felicísimo, sus diáconos, murieron en el cementerio de Pretextato, donde fueron también sepultados.<BR>(6 de agosto: En Roma en la vía Appia en el cementerio de Calixto, pasión de san Sixto II, papa y de sus compañeros, cuya memoria se celebra mañana). — Martirologio Romano