Enciende una vela por quien amas — arde aquí durante 7 díasEnciende la tuya →

7 de agosto

Sant' Alberto de los Abades (de Trapani)

Sacerdote carmelita

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e infanzia

Sant'Alberto nacque a Trapani tra il 1250 e il 1257, sebbene sia esistita una controversia sul luogo di nascita tra Trapani e Monte di Trapani, cioè Erice, poi risolta a favore di Trapani dai documenti ufficiali. I suoi genitori furono Benedetto degli Abati e Giovanna Palizi, appartenenti alla nobile famiglia fiorentina degli Abati. La sua nascita avvenne dopo ventisei anni di matrimonio sterile dei suoi genitori, i quali avevano promesso di consacrare il figlio al Signore. Durante la sua tenera età, il padre pensò per lui a un onorevole sposalizio, ma la madre riuscì a fargli mantenere fede al voto di consacrazione. Fin da piccolo crebbe in lui un'esigenza spirituale al di fuori dei canoni d'insegnamento, sentendo fortemente il richiamo del divino.

La vocazione carmelitana e il sacerdozio

A otto anni entrò nell'Ordine dei Carmelitani, da poco costituito, iniziando un cammino di radicale conversione interiore. Votò la sua castità alla rinuncia delle ricchezze e del piacere dei sensi, abbandonando i legami mondani per dedicare da quel momento la sua vita alla contemplazione dello spirito. Per la sua grande modestia non avrebbe voluto accettare l'ordinazione sacerdotale, ma si piegò alle insistenze dei confratelli e dei superiori per riceverla. La presenza di Alberto nel convento di Trapani è attestata da pergamene dell'otto agosto 1280, quattro aprile e otto ottobre 1289, documenti che oggi si conservano custoditi presso la Biblioteca Fardelliana.

Opere apostoliche e il ministero in Sicilia

Egli vive agli inizi della vita carmelitana portandone la fecondità tra il popolo, venendo ben presto additato come esempio di vero carmelitano dedito all'austerità e alle opere apostoliche. Fu mandato dai superiori nel convento carmelitano di Messina, all'altra estremità dell'isola, per svolgere il suo ministero. Verso il 1287 fu nominato Superiore provinciale dell'Ordine per la Sicilia, carica che risulta ulteriormente attestata da una pergamena del dieci maggio 1296. La sua fama corse fuori di Messina grazie alla parola, ai prodigi, alla carità e alle numerose conversioni di Ebrei, convertendo molti Giudei a Cristo con la sua fervente predicazione. Liberò Messina, assediata dal Duca di Calabria, dalla fame causata dall'assedio, provvedendo generosamente di viveri la città. In quell'occasione, alcune navi cariche di vettovaglie passarono miracolosamente attraverso gli assedianti a Messina.

Il transito e il riconoscimento della santità

Sant'Alberto morì a Messina il sette agosto, con probabilità nel 1307, sebbene alcune fonti indichino l'anno 1306. Per dirimere la controversia tra il clero e il popolo sulla Messa da celebrare al momento del transito, la tradizione riferisce che due angeli apparvero e intonarono l'Os iusti. Fu il primo Santo del Carmelo a essere venerato e venne insignito del titolo di Patrono e protettore dell'Ordine Carmelitano, condividendo con Sant'Angelo di Sicilia il titolo di padre. Nel convento di Palermo apparve già nel 1346 una cappella dedicata ad Alberto, mentre una Vita del Santo fu composta nella seconda metà del quattordicesimo secolo ed è giunta in copie dei secoli quattordicesimo e quindicesimo. Nei capitoli generali, a partire da quello del 1375, si pensò alla sua canonizzazione papale e nel capitolo generale del 1411 si dichiarò pronto il suo Ufficio proprio.

Sviluppo del culto e iconografia

Il culto fu permesso nel 1457 da Callisto III, vivae vocis oraculo, e fu successivamente confermato da Sisto IV con bolla del trenta maggio 1476. Il capitolo del 1420 ordinò che in tutti i conventi si tenesse la sua immagine raggiata, e nel 1524 si ordinò che la sua immagine fosse inserita nel sigillo del capitolo generale. Il superiore Nicolò Audet volle che in ogni chiesa si trovasse un altare a lui dedicato. Nelle rappresentazioni artistiche, Alberto è raffigurato come uomo casto che porta in braccio Gesù Bambino, è considerato un predicatore trascinatore, è ricordato come colui che sfamò la città di Messina durante un assedio e benedice le acque apportatrici di malaria e febbri. L'iconografia lo raffigura dapprima recante un giglio, simbolo della vittoria sui sensi, e successivamente nell'atto di vincere un diavolo o mentre compie miracoli dal secolo diciassettesimo, mentre nello sfondo viene spesso riprodotta la città di Trapani.

Devozione, reliquie e patronati

A Messina nel 1623 gli fu dedicata una porta della città, segno tangibile della gratitudine civica. Santi illustri come Santa Teresa di Gesù e Santa Maria Maddalena dei Pazzi furono particolarmente devote ad Alberto, e il beato Battista Spagnoli compose un'ode saffica in suo onore. Le reliquie di sant'Alberto sono sparse in tutta Europa e sono necessarie ancora oggi per la benedizione dell'acqua di sant'Alberto, che era molto usata in passato contro le febbri. Il capo del santo si trova nella chiesa dei Carmelitani di Trapani. Alberto è invocato contro i terremoti e contro le ossessioni, oltre a essere riconosciuto come patrono di Trapani, Erice, Palermo, Messina, Cremolino e Revere. Nell'ultima riforma liturgica è stato concesso il grado di festa per sant'Alberto per i Carmelitani, e il grado di memoria per sant'Alberto per i Carmelitani Scalzi.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Sant'Alberto de los Abades?

La ricorrenza si celebra il sette agosto, giorno stabilito come festa per i Carmelitani e come memoria per i Carmelitani Scalzi.

Di cosa è patrono Sant'Alberto de los Abades?

Alberto è patrono dell'Ordine Carmelitano, delle città di Trapani, Erice, Palermo, Messina, Cremolino e Revere.

En Messina, san Alberto de los Abades, sacerdote de la Orden de los Carmelitas, que con su predicación convirtió muchos Judíos a Cristo y proveyó de víveres la ciudad asediada. — Martirologio Romano