29 de diciembre
San Tomás Becket
Obispo y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Orígenes y primeros años
Tommaso nacque a Londra in Inghilterra intorno al 1118, figlio di Gilberto e di Matilde, i quali appartenevano alla borghesia di origine normanna. Ricevette da madre natura ricchezza, bellezza, audacia, intelligenza e notevoli capacità politiche e diplomatiche, esercitando un grande fascino su chi lo avvicinava e manifestando fin da giovane un certo gusto per la magnificenza. Alla morte dei genitori, tuttavia, Tommaso rimase quasi nullatenente e fu costretto a lavorare per anni come impiegato. La sua formazione proseguì grazie a un'educazione liberale ricevuta presso i canonici di Merton nel Surrey. In seguito, approfondì gli studi di diritto canonico prima ad Auxerre e poi a Bologna, acquisendo una solida preparazione giuridica e culturale che avrebbe segnato profondamente tutto il suo successivo percorso di vita e di governo all'interno delle istituzioni del regno.
Canciller del reino y amigo del rey
Le doti intellettuali e operative di Tommaso gli permisero di entrare a far parte del gruppo di collaboratori dell'arcivescovo Teobaldo di Canterbury, il quale lo mandò a Roma in diverse occasioni per svolgere missioni importanti e delicate. Nel 1154, grazie alla sua competenza e affidabilità, Thomas diventò arcidiacono della diocesi. L'anno successivo, nel 1155, il neo re Enrico II nominò Thomas cancelliere del regno, elevandolo a una posizione di assoluto prestigio in cui risultava essere il numero due subito dopo il sovrano. Tommaso e il re Enrico II erano legati da una sincera amicizia, da una piena stima e da una stretta collaborazione politica. Nella carica di cancelliere Tommaso si trovava a proprio agio e lavorava volentieri, sebbene l'incarico comportasse un grande potere e un corollario di onori, lusso, magnificenza e divertimenti personali. Non disdegnava infatti di andare a caccia, era un abile falconiere, si era fatto provetto nell'uso delle armi ed era generoso sia negli intrattenimenti mondani sia nell'offerta di aiuti ai poveri. In quegli anni la sovranità inglese era stata gravemente compromessa dal precedente regno di Stefano di Blois, ed Enrico II cercava di accentrare nella sua persona tutte le prerogative del potere a scapito di nobili, aristocratici, vescovi e abati. Tommaso si rivelò un alleato prezioso e il vero braccio destro del sovrano, lavorando molto e con grande competenza per restaurare la sovranità dell'Inghilterra nelle mani di Enrico, pur attirandosi per questo non poche critiche da parte degli ambienti ecclesiastici.
De cancelliere a pastor de la Iglesia
Enrico II aspirava a controllare la Chiesa inglese e a limitare la libertà degli ecclesiastici, e pensava di poter contare sull'amico Tommaso per realizzare questo disegno di controllo. L'arcivescovo Teobaldo morì nel 1161, e re Enrico pose proprio la candidatura del suo cancelliere sulla cattedra episcopale di Canterbury, ritenendo che Tommaso lo avrebbe aiutato meglio in tale disegno se fosse stato elevato alla dignità episcopale. Inizialmente Tommaso declinò l'invito regale e sussurrò chiaramente a Enrico II che se fosse diventato arcivescovo di Canterbury avrebbe perso l'amicizia del re, poiché la benevolenza si sarebbe trasformata in odio e il sovrano avrebbe finito per chiedergli qualcosa che egli non avrebbe potuto accettare. Enrico II non diede alcun peso a quelle parole e insistette nella sua candidatura, mentre il nunzio apostolico cardinale Enrico di Pisa convinse infine Tommaso ad accettare l'incarico. Tommaso fu quindi ordinato sacerdote e consacrato vescovo, compiendo come primo atto da arcivescovo il trasferimento da Londra a Canterbury. Da quel momento il cambiamento di Tommaso fu coraggioso, profondo e totale: egli abbandonò la logica del potere e la vita sfarzosa per diventare un autentico uomo di Chiesa e di servizio, desideroso unicamente di rappresentare Gesù Cristo come pastore del proprio gregge e di assomigliargli nella vita quotidiana. Praticò una rigorosa sobrietà nel mangiare e nel vestire, si dedicò assiduamente alla preghiera e alla meditazione quotidiana della Scrittura, distribuì ai poveri elemosine ancora più abbondanti rispetto al suo predecessore, compì visite frequenti agli ammalati e agli ospedali, e dalla sua elezione condusse quasi una vita monastica fatta di raccoglimento e dedizione spirituale.
El conflicto por las Constituciones de Clarendon
I conflitti insanabili con il re sorsero a causa delle Costituzioni di Clarendon, che rappresentavano il tentativo di codificare per iscritto antiche usanze e consuetudini del regno. Tali consuetudini erano talvolta in contrasto con la legislazione canonica e ne limitavano la libertà e l'indipendenza, dando vita a una polemica di ordine eminentemente giuridico. L'arcivescovo difendeva le posizioni acquisite della Chiesa secondo il diritto canonico, mentre il re e i suoi giuristi facevano riferimento a consuetudini feudali vantaggiose per il potere regale, determinando di fatto la nascita del diritto civile e ponendo quelle disposizioni come la prima dichiarazione legale della Common Law inglese. Tommaso all'inizio mantenne un atteggiamento conciliante, ma una volta appresi i dettagli delle singole clausole le respinse con fermezza, affermando categoricamente di non voler porre il proprio sigillo nel nome di Dio onnipotente. Quel rifiuto rappresentò una chiara dichiarazione di ostilità nei riguardi del sovrano e diede inizio al confronto aperto tra i due. Thomas ebbe sofferenze e difficoltà nel corso della sua vita a causa della propria fede, affrontando prove durissime e passando al contrattacco per anteporre gli interessi spirituali dei fedeli a quelli politici del re, difendendo la libertà delle coscienze e non per gelosia personale. Papa Alessandro III giunse a sostegno di Tommaso respingendo vari provvedimenti dell'assise di Clarendon e pregando l'arcivescovo di continuare la sua opera nonostante questi avesse dato le dimissioni. Durante le trattative tra il Papa e il re, Tommaso fu ospite in un monastero cistercense e successivamente del re di Francia, trascorrendo un vero esilio della durata di sei anni lontano dalla sua sede di Canterbury e dal regno d'Inghilterra, durante il quale patì ancora molto ma perseverò nella fede fino alla fine.
El retorno a Canterbury y el martirio
Alcuni lavorarono a lungo per riappacificare Tommaso ed Enrico II, permettendo così all'arcivescovo di fare ritorno in patria. Tommaso poté tornare a Canterbury e fu accolto trionfalmente e bene accolto dai suoi fedeli, anche se il suo rientro non fu affatto gradito dalla corte e dal re, ormai diventato suo nemico giurato. Al suo arrivo, Tommaso disse ai fedeli di essere tornato per morire in mezzo a loro, consapevole del fatto che avrebbe dovuto continuare ad opporsi al potere. Come primo atto al suo ritorno, Tommaso sconfessò i vescovi che durante la sua assenza erano scesi a patti con il re. Enrico II, sentendosi tradito dal suo ex migliore amico e infuriandosi per quell'opposizione irriducibile, perse la pazienza e si lasciò sfuggire ad alta voce l'auspicio e la frase su chi lo avrebbe liberato da quel vescovo e tolto di mezzo. Sebbene non si conoscano le parole esatte pronunciate dal re e sembri che Enrico non intendesse né ordinasse, neppure indirettamente, l'eliminazione fisica del prelato, quattro cavalieri ascoltarono le sue parole e ritennero di avere mano libera. I quattro cavalieri partirono alla volta di Canterbury per la soluzione finale del confronto. Tommaso fu avvertito del pericolo incombente ma non prese alcuna precauzione, rifiutandosi categoricamente di nascondersi o di far sbarrare le porte della cattedrale. I cavalieri entrarono con la forza in chiesa gridando la frase intimidatoria Dov'è Thomas il traditore? Tommaso rispose con estremo coraggio dichiarandosi presente, negando con forza di essere un traditore e qualificandosi unicamente come vescovo e sacerdote di Dio. Tommaso fu brutalmente colpito a morte davanti all'altare della cattedrale, trafitto con la spada e ucciso a coltellate dalle guardie del re Enrico II all'interno della chiesa. La morte di Tommaso avvenne il 23 dicembre 1770, ricordata storicamente anche il 29 dicembre 1170. Prima di spirare, Tommaso esclamò di accettare la morte in nome di Gesù e della Chiesa, coronando la sua testimonianza con il sigillo del proprio sangue.
La fama de santidad y el culto
La notizia dell'omicidio si sparse velocemente per tutta l'Europa, suscitando un'impressione immensa e un dolore profondo. Il re Enrico II ne fu profondamente addolorato e digiunò per molti giorni in segno di sincero dolore, arrivando in seguito a fare pubblica ammenda sulla tomba del martire e a rinunciare temporaneamente ai suoi progetti. A. Butler descrisse Thomas come un uomo che non aveva vissuto come un santo ma che morì come tale, dai molti aspetti complessi, alla ricerca della gloria trovata infine con coraggio e abnegazione. La fama di santo martire di Thomas varcò ben presto i confini di Canterbury, e il Papa Alessandro III sancì ufficialmente la sua santità canonizzandolo tre anni dopo la morte, nel 1173. Molti miracoli furono attribuiti all'intercessione del nuovo martire, la cui tomba diventò ben presto meta di numerosi e devoti pellegrinaggi. L'episodio dell'assassinio nella cattedrale fu inoltre fonte di ispirazione e rievocazione letteraria per molti artisti nel corso dei secoli, tra i quali si annovera T. S. Eliot con la sua celebre opera Assassinio nella cattedrale. San Tommaso Becket rappresenta in modo esemplare il conflitto perenne tra l'autorità della coscienza e le imposizioni del potere, rimanendo nella storia della Chiesa come un luminoso testimone di coraggio, di coerenza e di amore incrollabile per la giustizia fino al sacrificio supremo.
Su vida y ministerio
La vida de San Tomás Becket se desarrolló en un contexto de profundos cambios sociales y políticos. Su ascenso a la prominencia comenzó en el año 1155, cuando fue nombrado Canciller del reino por el rey Enrique Segundo. En aquel entonces, ejercía una labor administrativa destacada, moviéndose con destreza entre los asuntos del Estado. Sin embargo, su vida dio un giro decisivo en 1162 al ser consagrado arzobispo de Canterbury, asumiendo con plena responsabilidad el cuidado pastoral de su grey.
Este nuevo encargo lo situó en una posición delicada ante las pretensiones de la corona. Su oposición a las llamadas Constituciones de Clarendon fue el punto de inflexión en su relación con el monarca, pues el santo consideraba que dichos decretos vulneraban los derechos fundamentales de la Iglesia. Esta postura le valió una persecución que lo obligó a abandonar Inglaterra, iniciando un exilio en Francia que se prolongó durante seis años. Durante este periodo, su formación y experiencia previa, que incluyó estancias en lugares como Bolonia, fueron fundamentales para sostener su espíritu en la adversidad.
Finalmente, el conflicto llegó a su desenlace trágico en la catedral de Canterbury. El 29 de diciembre de 1170, cuatro caballeros irrumpieron en el templo y le dieron muerte. Su sacrificio, lejos de apagar su voz, consolidó su ejemplo de entrega total. La rapidez con la que el Papa Alejandro Tercero procedió a su canonización en 1173 da cuenta del impacto que su muerte tuvo en toda la cristiandad, reconociendo en él a un pastor que no abandonó a sus ovejas ante el peligro.
El culto y la memoria
El culto a San Tomás Becket se extendió con rapidez tras su martirio, convirtiendo a la catedral de Canterbury en un lugar de referencia para los fieles. Su memoria ha sido custodiada con esmero por la Iglesia, que ve en él a un modelo de coherencia y valentía episcopal. Al ser canonizado en el siglo doce, su nombre se inscribió en el martirologio universal, siendo venerado como un intercesor que comprendió el peso de la responsabilidad frente a Dios y frente a los hombres.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Tommaso Becket?
San Tommaso Becket si festeggia il ventinove dicembre di ogni anno.
Chi era San Tommaso Becket?
San Tommaso Becket è stato un illustre vescovo e martire inglese del dodicesimo secolo, originariamente cancelliere del re Enrico II e in seguito arcivescovo di Canterbury.
San Tomás Beckett, obispo y mártir, que por haber defendido la justicia y la Iglesia fue obligado al exilio de su sede de Canterbury y del reino mismo de Inglaterra y, regresado a la patria después de seis años, sufrió aún mucho, hasta que pasó a Cristo, traspasado con la espada por las guardias del rey Enrique II en la catedral. — Martirologio Romano