22 de mayo
San Viano (Viviano)
Eremita
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e vita eremitica
Secondo la tradizione, il santo si chiamava Viano oppure Viviano. Egli era un viandante di origine emiliana e arrivò a Vagli insieme alla moglie. In questa terra il santo svolse l'attività di contadino. Il santo era presumibilmente deforme, mite e schernito sia dalla moglie sia dagli altri contadini. Il richiamo del Signore spinse il santo a ritirarsi alle pendici della Roccandagia. Il santo visse in isolamento e contemplazione. Il santo si cibava di erbe, in particolare di cavolo selvatico, e beveva acqua di fonte. Il santo è descritto come uomo umile, amante della natura e degli animali. La figura del santo somiglia molto a quella di San Francesco, come evidenziato anche dalla statua che lo rappresenta. Una leggenda narra che il Signore fece nascere un cavolo selvatico per sfamare il santo nei pressi dell'eremo. Il cavolo selvatico, noto scientificamente come Brassica montana, si trova spontaneo solo in poche località italiane. La presenza di una pianta di valore alimentare in un luogo inospitale ha generato la leggenda popolare. I fedeli del santo onorano ancora oggi la pianta del cavolo selvatico. Il cavolo ha importanza alimentare e proprietà curative. Il ruolo del cavolo è probabilmente reminiscenza di antichi culti pagani legati a piante donate dagli dei.
L'eremo e la memoria
L'eremo si trova sotto una parete rocciosa che domina la valle di Arnetola chiamata Il salto del cane. Il nome Il salto del cane deriva dall'usanza di gettare dalla rupe i cani non più utili per vecchiaia o malattia. Alla rupe si accede seguendo una catena infissa nella roccia prima della scalinata per l'eremo. L'edificio dell'eremo è posto a circa mille e novanta metri di quota. La costruzione dell'eremo è addossata alla parete del monte. All'eremo fu aggiunto un muro perimetrale con pietra locale e calce. L'eremo ha un tetto con grosse travi di castagno inserite nella roccia e sul muro. Il tetto dell'eremo è ricoperto con pietre scistose calcaree. Il pavimento dell'eremo è inclinato per permettere lo scorrimento dell'acqua. Dietro il piccolo altare dell'eremo si esce all'aperto su una terrazza panoramica protetta da un muro. Viviano si ritirava a meditare sulla cengia della terrazza panoramica. Viviano fu trovato morto sulla cengia della terrazza panoramica il ventidue maggio. All'eremo si accede con una scalinata che i fedeli percorrevano in ginocchio. La chiave dell'eremo è disponibile al ristorante La Buca dei gracchi a Campocatino.
Il culto e le tradizioni
Al santo sono riconosciuti numerosi miracoli. Il popolo ha eletto il santo come patrono popolare di Vagli e lo considera beato e santo. Il santo è conosciuto come San Viviano da Vagli. Vagli di Sotto ha ufficialmente come patrono san Regolo. Vagli di Sopra ha ufficialmente come patrono san Lorenzo. Roggio ha ufficialmente come patrono San Bartolomeo. Fonti storiche certe attestano che le ossa del santo si trovavano nella chiesa di Vagli di Sopra, in un'urna di legno, già nel millenovecentosessantotto. L'oratorio del santo era già presente prima del millecinquecento. Il culto del santo è di probabile origine medioevale. La festa del ventidue maggio era celebrata con una messa all'eremo in concomitanza con il ritorno dei pastori di Vagli dalla transumanza in pianura. Il ventidue settembre era celebrata un'altra messa in occasione della partenza per la transumanza. La seconda domenica di giugno i fedeli trasportavano in processione la statua del santo dall'eremo fino a Campocatino. A Campocatino la statua del santo era ricoverata in un riparo di legno ricoperto da frasche dove veniva celebrata una messa. A sera la statua veniva riportata all'eremo, e il rito si ripeteva la seconda domenica di settembre. Attualmente la statua viene portata nella nuova chiesa di Campocatino a lui dedicata. La chiesa di Campocatino fu costruita negli anni settanta del ventesimo secolo. La statua rimane nella chiesa di Campocatino nel periodo tra giugno e settembre. San Viano è diventato il protettore dei cavatori grazie a miracoli a lui attribuiti dai cavatori stessi. San Viano è patrono del parco delle Alpi Apuane. San Viano viene festeggiato il ventidue maggio.
La vita eremitica
San Viano visse nel corso del quindicesimo secolo, proveniente dalla terra di Emilia. La sua scelta di vita fu radicale e austera, orientata verso la solitudine contemplativa. Scelse come dimora le pendici della Roccandagia, un ambiente impervio e silenzioso che favoriva il raccoglimento e l'unione profonda con il Creatore. In questo isolamento, il santo trascorse i suoi giorni in preghiera, lontano dalle frenesie del mondo, divenendo un punto di riferimento silenzioso per la spiritualità della zona.
Il ventidue maggio, il suo corpo fu rinvenuto senza vita presso l'eremo che lo aveva ospitato. Questo evento segnò la fine del suo pellegrinaggio terreno, ma diede inizio a un culto che si diffuse rapidamente tra gli abitanti delle montagne. La stima e il rispetto che circondavano la sua figura portarono, entro l'anno millecinquecentosessantotto, alla traslazione delle sue ossa nella chiesa di Vagli di Sopra. Tale atto solenne permise ai fedeli di venerare le sue spoglie in un luogo consacrato, garantendo che la memoria del suo stile di vita sobrio e devoto venisse tramandata alle generazioni successive, mantenendo vivo il legame tra il santo e le comunità locali.
Il culto e la memoria
Il culto di San Viano è profondamente radicato nel territorio delle Alpi Apuane, dove la sua figura è invocata con devozione. La memoria del santo non si limita al solo giorno della sua ricorrenza, ma si esprime attraverso significative manifestazioni di fede che coinvolgono i fedeli in cammini devozionali tra l'eremo e la località di Campocatino, durante i mesi di giugno e settembre. Queste processioni rappresentano un momento di unità per la comunità, che rinnova il proprio impegno nel seguire l'esempio di umiltà e dedizione del santo.
Il legame con il mondo del lavoro è sancito dal suo ruolo di protettore dei cavatori, i quali vedono nel santo un custode delle fatiche quotidiane svolte tra le montagne. Egli è inoltre riconosciuto come patrono del Parco delle Alpi Apuane, a testimonianza di come la sua vita eremitica sia diventata parte integrante dell'identità naturale e spirituale di questi luoghi. La presenza costante del suo ricordo, celebrato con solennità ogni ventidue maggio, continua a offrire conforto e ispirazione a chiunque cerchi nella quiete della natura un contatto autentico con il divino.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Viano?
San Viano viene festeggiato ufficialmente il ventidue maggio, oltre che la seconda domenica di giugno e la seconda domenica di settembre.
Di cosa è patrono San Viano?
San Viano è il patrono popolare di Vagli, protettore dei cavatori e patrono del parco delle Alpi Apuane.