19 de septiembre
Sant' Abón (o Goerico) de Metz
Obispo
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e vita militare
Il santo è conosciuto con due nomi tramandati in forme diverse. Il primo nome è Abbone, con le varianti Abbo, Appo, Abdo e Albo, mentre il secondo nome è Goerìco, con le varianti GoherIco e Goderìco. Nacque in Aquitania tra il 565 e il 575, e più precisamente nell'anno 570. Era figlio di Gamardo ed era probabilmente cugino o nipote del suo predecessore sant'Arnolfo. Fu un valoroso guerriero secondo tutti i documenti storici. Riportò numerose vittorie contro i barbari e fece carriera militare scalando tutti i gradi fino alle più alte dignità grazie alle straordinarie doti di capitano. Nel corso di uno scontro rimase ferito e perse la vista, ma sopportò la perdita con cristiana pazienza prima di recarsi a Metz e dedicarsi a opere di bene.
Il ministero episcopale
Riacquistò la vista per intercessione di sant'Arnolfo e fu in seguito iniziato agli ordini sacri dopo la guarigione. I cataloghi ufficiali della diocesi lo indicano come il trentesimo vescovo di Metz, succeduto proprio a sant'Arnolfo. Governò la chiesa di Metz dal 625 al 642 o 643. È celebrato come vescovo e confessore, mirabile per santità e amabile coi suoi sudditi. Fece costruire la chiesa di San Pietro infra domum o ad imagines a Metz. Ebbe due figlie di nome Vittorina e Precia o Aprincia, e impose personalmente il velo della verginità alla figlia Precia o Aprincia, divenuta poi santa.
Relazioni e culto
Fu molto onorato dal re Dagoberto, il quale lo menzionò nel suo testamento del 636. Tenne corrispondenza con Desiderio, vescovo di Cahors. Nel 641 riconobbe i resti di sant'Arnolfo a Remiremont e riportò con venerazione le spoglie nella città di Metz. Nel secolo X esisteva a Metz una chiesa in suo onore. Sono pervenute due vite del santo risalenti a poco dopo il Mille ma di scarso valore storico. Un breviario stampato a Parigi nel 1535 e uno del 1554 contengono un Ufficio con nove lezioni dedicato al santo. L'Ufficio liturgico è tratto dal Comune ma possiede tre antifone e un'orazione propria. Nei martirologi germanici, di Metz e di altre città della Gallia è ricordato il 19 settembre, nella regione di Metz in Austrasia, nell'odierna Francia.
Il cammino di fede
Il percorso di Sant' Abón, il cui nome è legato alla memoria di Goerico, rappresenta un esempio di conversione autentica. Originario dell'Aquitania, visse la prima parte della sua vita immerso nelle complessità del mondo bellico, difendendo le terre dalle minacce barbariche. Tuttavia, la grazia di Dio intervenne in modo inaspettato attraverso la sofferenza fisica. La perdita della vista, vissuta con spirito di fede, si trasformò in una luce interiore quando il Signore gli restituì la facoltà di vedere. Questo prodigio fu il punto di svolta che lo spinse ad abbandonare le armi per abbracciare il ministero episcopale.
Giunto a Metz, sant'Abón si dedicò interamente alla guida della diocesi, che resse per diciotto anni. Il suo ministero non si limitò alla gestione amministrativa, ma si espresse in una fervente attività di costruzione e di cura del patrimonio spirituale. La chiesa di San Pietro, da lui edificata a Metz, resta la testimonianza della sua volontà di offrire alla comunità un luogo degno per il culto e la preghiera. La sua vita, trascorsa tra l'Aquitania, Metz e i legami con Remiremont, fu segnata da una profonda umiltà e da una costante ricerca della volontà divina. Il culmine della sua missione si manifestò nel seicentoquarantuno, quando curò personalmente la traslazione delle reliquie di sant'Arnolfo, un atto di profonda devozione che unì ancora di più la comunità cristiana alla sua storia e ai suoi santi protettori. Fino alla fine dei suoi giorni, nel seicentoquarantatré, sant'Abón fu un pastore esemplare, capace di coniugare la fermezza necessaria per governare con la tenerezza di chi ha sperimentato in prima persona la misericordia di Dio.
La memoria liturgica
La figura di Sant' Abón di Metz continua a essere celebrata dalla Chiesa con gratitudine e raccoglimento. La sua memoria liturgica ricorre il diciannove settembre, occasione in cui i fedeli sono invitati a fare memoria della sua intercessione e della sua testimonianza di vita. Pur non essendo legato a specifici patronati, il culto verso questo vescovo è radicato nella tradizione delle terre che egli servì con tanto amore. La sua eredità spirituale non si è spenta con il passare dei secoli, ma perdura nel ricordo della sua dedizione, della sua capacità di trasformare la prova in dono e del suo impegno per la costruzione della casa di Dio tra gli uomini. Celebrare sant'Abón significa riconoscere come la grazia possa guidare un uomo attraverso sentieri inaspettati, rendendolo un faro di luce per le generazioni future.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Sant'Abón?
Si festeggia il 19 settembre nei martirologi germanici, di Metz e di altre città della Gallia.
Di cosa è patrono Sant'Abón?
I fatti forniti non menzionano specifici patronati per il santo.
En Metz en Austrasia, aún en el territorio de la actual Francia, san Goerico o Abón, obispo, que sucedió a san Arnulfo, cuyo cuerpo trasladó con veneración a esta ciudad. — Martirologio Romano