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2 de abril

Sant' Abundio

Obispo de Como

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e consacrazione episcopale

Il tempo e il luogo della nascita di Abbondio rimangono ignoti, sebbene una tradizione tramandi che egli fosse greco e originario di Tessalonica. Nonostante il suo nome schiettamente latino faccia dubitare di tale origine, egli possedeva una conoscenza eccellente della lingua greca, caso assai raro nella Chiesa d'Occidente all'epoca sua. Dopo essere stato collaboratore del vescovo Amanzio a Como, Abbondio ricevette la consacrazione episcopale il diciassette novembre del quattrocentoquaranta, succedendogli alla guida della diocesi comasca.

La missione a Costantinopoli

Papa Leone I Magno chiamò Abbondio per affidargli un incarico di massima responsabilità a Costantinopoli come legato pontificio presso l'imperatore Teodosio II. Il compito assegnato consisteva nel ristabilire in modo duraturo l'unità nella fede, compromessa da un lungo conflitto dottrinale suscitato dal vescovo Nestorio e dall'archimandrita Eutiche. Tali figure erano in contrasto con la dottrina della Chiesa di Roma e dei concili sul tema delle due nature, umana e divina, in Cristo, oltre che in forte disaccordo tra loro. Questi conflitti avevano generato profonde divisioni tra i cristiani e scontri violenti per la nomina dei vescovi, inclusi episodi di aggressione fisica che avevano portato il patriarca ortodosso Flaviano di Costantinopoli a subire una brutale violenza, la deposizione e la morte poco dopo. Durante la missione, l'imperatore Teodosio II morì nel quattrocento, e Abbondio trovò come successore il nuovo imperatore Marciano. Davanti a sovrano, vescovi, clero, monaci e fedeli, Abbondio ribadì con grande franchezza la dottrina cattolica sulle due nature in Cristo, attenendosi rigorosamente al documento esposto da papa Leone in una lettera diretta a Flaviano. La missione si concluse con un successo pacifico e pieno, poiché tutti i vescovi d'Oriente accettarono il documento pontificio, compreso il vescovo di Costantinopoli che in precedenza era stato nemico di Flaviano. Di ritorno da Oriente, Abbondio fu accolto festosamente a Roma da papa Leone nel quattrocento cinquantuno e, dopo una missione analoga condotta nel Nord dell'Italia, poté finalmente dedicarsi a tempo pieno al suo ministero episcopale a Como.

Predicazione e transito al cielo

Oltre ai gravosi impegni diplomatici e teologici, l'episcopato di Abbondio fu caratterizzato da una intensa attività di predicazione missionaria. Egli si fece annunciatore del Vangelo nelle regioni montane, nella zona di Lugano e in altre terre non ancora cristianizzate. Un antico testo dell'epoca tramanda che Abbondio morì in un giorno di Pasqua, subito dopo aver predicato. L'anno esatto della sua morte non è noto con certezza, ma gli studiosi lo collocano tra il quattrocentosessantanove e il quattrocentonovantanove, mentre le date biografiche ufficiali attestano la conclusione della sua esistenza terrena a Como.

Il culto e la memoria

La città di Como custodisce con venerazione i resti mortali di sant'Abbondio all'interno della basilica a lui intitolata e lo onora devotamente come proprio patrono. Il Martyrologium Romanum fissa la sua memoria liturgica al due aprile, attestando che fu vescovo di Como, venne inviato a Costantinopoli da papa san Leone Magno e vi difese con grande zelo la retta fede. La diocesi di Como celebra invece la sua solennità il trentuno agosto. La figura di questo santo vescovo continua a vivere anche nella cultura e nella letteratura, poiché Alessandro Manzoni scelse di chiamare don Abbondio il curato dei Promessi sposi ispirandosi proprio alla figura storica di sant'Abbondio.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia sant'Abbondio?

Il Martyrologium Romanum ricorda sant'Abbondio il due aprile, mentre la diocesi di Como lo festeggia liturgicamente il trentuno agosto.

Di cosa è patrono sant'Abbondio?

Sant'Abbondio è onorato come patrono dalla città di Como.

En Como, san Abundio, obispo, que fue enviado a Constantinopla por el papa san León Magno y allí defendió con celo la recta fe. — Martirologio Romano