7 de octubre
Sant' Adalgiso de Novara
Obispo
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e contesto storico
La figura di Sant'Adalgiso si colloca nel nono secolo, un'epoca descritta dal Bascapè nella sua opera Novaria come il periodo delle vittorie di Carlo Magno sui Longobardi. Questa fase storica fu seguita dall'incoronazione dell'imperatore e dalla costituzione del Sacro Romano Impero, eventi che diedero origine alla dominazione carolingia in Italia. La tradizione ritiene costantemente Adalgiso di origine longobarda, ipotizzando che appartenesse alla stessa famiglia dell'ultimo re Desiderio e che fosse addirittura suo nipote. Nulla si sa esattamente degli anni giovanili del santo, sebbene si pensi che potesse essere canonico della chiesa di San Gaudenzio prima di accedere all'episcopato. Non risulta con certezza se Adalgiso sia stato nominato vescovo per le sue virtù spirituali piuttosto che per il suo alto lignaggio, ma la sua azione pastorale dimostrò fin da subito una straordinaria attenzione per il bene della comunità.
Il ministero episcopale e i dittici
Adalgiso fu il trentaduesimo vescovo della serie della chiesa novarese. Entrambi i dittici della chiesa novarese attestano concordemente che Adalgiso fu vescovo di Novara per diciotto anni. Questi preziosi registri sono conservati l'uno nella Basilica di San Gaudenzio, risalente al 1070 circa, e l'altro nella Cattedrale, risalente al 1123 circa, con il primo dittico che si presenta più sobrio e il secondo più ampio. Secondo alcuni storici il suo episcopato andò dall'ottocento trenta o ottocento trentuno all'ottocento quarantanove o ottocento cinquanta, mentre secondo altri storici andò dall'ottocento trenta quattro all'ottocento cinquanta due o ottocento cinquanta tre. Nei dittici della Cattedrale Adalgiso è definito santissimo vescovo, con le parole scritte in rosso in segno d'onore. Ai medesimi dittici si riconosce l'elogio rarissimo di gemma dei sacerdoti attribuito ad Adalgiso, nei quali si accenna anche alle sue specchiatissime opere.
Le opere e le generose elargizioni
Durante il suo governo pastorale, Adalgiso si dimostrò larghissimo dei suoi beni personali verso il Capitolo della chiesa di San Gaudenzio e verso altre istituzioni ecclesiastiche. Le donazioni del vescovo riguardavano infatti anche i canonici di San Giulio e di Gozzano, oltre a quelli della Cattedrale di San Gaudenzio. Tali donazioni consistono in tre documenti distinti, probabilmente tutti datati diciannove febbraio ottocento quaranta, che furono ottenuti dall'imperatore su specifica richiesta di Adalgiso. Si può affermare con sicurezza storica la notizia delle generose elargizioni ai canonici della Cattedrale, i cui documenti originali erano conservati nell'Archivio vescovile e ora sono purtroppo perduti. Un altro insigne documento conservato nella biblioteca capitolare di San Gaudenzio, recante la data del trenta gennaio ottocento quarantotto, attesta che Adalgiso donò ai canonici di San Gaudenzio il possedimento di Cesto e altre terre del Basso Novarese. Oltre alle proprietà terriere, il vescovo provvide ai canonici di San Gaudenzio anche le vestimenta e le calzature necessarie al loro decoro. Adalgiso pose inoltre al servizio della chiesa di Santa Maria circa quaranta chierici per la celebrazione dei divini Uffici, assegnando a ciascuno di essi un congruo beneficio. A imperitura memoria del suo zelo, il vescovo arricchì la Cattedrale di un mirabile mosaico che è visibile ancora oggi dinanzi all'altare maggiore.
Il transito e la custodia delle spoglie
Nel corso dell'anno ottocento cinquanta quattro, Adalgiso non era più tra i vivi, come si rileva da un diploma dell'imperatore Ludovico II diretto al successore di Adalgiso di nome Dodone o Ottone e datato precisamente sette giugno ottocento cinquanta quattro. Alla morte di Adalgiso, le sue spoglie mortali furono portate dapprima nella chiesa di San Gaudenzio fuori le mura. Nel mille cinquecento trenta tre, le spoglie del santo furono traslate in città a causa della distruzione della chiesa fuori le mura e delle case esterne ad opera di Carlo V. Dal millenovecento ventseven, i resti di Adalgiso riposano nuovamente nella Basilica di San Gaudenzio insieme alle reliquie di altri vescovi novaresi, custoditi dentro un'artistica urna posta sotto l'altare dedicato al suo nome.
Il ministero episcopale
Sant' Adalgiso ricoprì la cattedra episcopale di Novara per un periodo di circa diciotto anni, durante i quali esercitò il suo ministero con saggezza e fermezza. Il suo impegno si concentrò in modo particolare sul rafforzamento della vita comunitaria dei canonici e dei chierici. In una data significativa per la storia locale, il diciannove febbraio dell'anno ottocentoquaranta, egli ottenne importanti privilegi imperiali a favore dei canonici, garantendo loro una protezione e un riconoscimento che ne consolidarono il ruolo all'interno della Chiesa. La sua sollecitudine verso il clero si manifestò concretamente attraverso l'assegnazione di benefici a quaranta chierici destinati al servizio presso la chiesa di Santa Maria.
La generosità di Sant' Adalgiso verso le istituzioni ecclesiastiche trova un'ulteriore conferma nell'anno ottocentoquarantotto, quando egli donò terre e beni ai canonici di San Gaudenzio, contribuendo così a garantire la sussistenza e lo sviluppo di quel centro spirituale. Oltre a queste opere di natura economica e amministrativa, il santo vescovo ebbe cura della bellezza della Casa di Dio, promuovendo la realizzazione del mosaico della Cattedrale di Novara. Il suo legame con il territorio fu profondo, estendendo la sua influenza e le sue premure verso luoghi cari alla devozione novarese come San Giulio e Gozzano. La sua morte avvenne a Novara nell'anno ottocentocinquantaquattro, concludendo un cammino terreno speso interamente al servizio del gregge che gli era stato affidato, lasciando un esempio di dedizione che ha segnato profondamente la storia religiosa della sua diocesi.
La memoria e il culto
Il ricordo di Sant' Adalgiso ha attraversato i secoli, mantenendo intatta la sua importanza nel cuore della Chiesa di Novara. La venerazione per il santo vescovo si è espressa, nel tempo, anche attraverso la cura delle sue spoglie mortali, che sono state oggetto di solenni traslazioni. Il primo evento documentato in tal senso risale all'anno millecinquecento trentatré, seguito da una successiva traslazione avvenuta nel millenovecentoventisette, momenti che hanno riaffermato il legame indissolubile tra la città e il suo antico pastore.
La data della sua memoria liturgica presenta una duplice attestazione: gli Acta Sanctorum indicano la celebrazione il sette ottobre, mentre il calendario novarese attuale ne colloca la festa al cinque ottobre. Questa ricorrenza rappresenta un'occasione preziosa per la comunità diocesana di riscoprire la figura di un uomo che, nel nono secolo, seppe guidare la Chiesa con prudenza e carità. La sua testimonianza continua a essere un punto di riferimento per chiunque desideri meditare sulla continuità della fede e sull'importanza del servizio umile e costante reso alla comunità dei credenti.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Sant'Adalgiso de Novara?
La festa di Sant'Adalgiso ricorre il sette ottobre secondo gli Acta Sanctorum, mentre la chiesa novarese celebra la sua memoria il cinque ottobre.
Quali furono i principali meriti di Sant'Adalgiso a Novara?
Sant'Adalgiso governò la diocesi per diciotto anni, arricchì la Cattedrale con un mirabile mosaico, sostenne il clero con generose donazioni e istituì il servizio dei chierici per la celebrazione dei divini Uffici.