28 de agosto
Sant' Agustín
Obispo y doctor de la Iglesia
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e giovinezza inquieta
Agostino Aurelio nacque a Tagaste nella Numidia in Africa il 13 novembre 354, venendo alla luce da una famiglia di classe media e di piccoli proprietari terrieri. Il padre di Agostino si chiamava Patrizio ed era pagano, mentre la madre si chiamava Monica ed era cristiana fervente. Monica aveva avuto tre figli e Agostino era il primogenito, al quale la madre diede un'educazione religiosa senza battezzarlo, come si usava allora per attendere l'età matura. Agostino ebbe un'infanzia molto vivace ma non piena di peccati come farebbe pensare una frase delle Confessioni. I peccati veri di Agostino cominciarono più tardi dopo i primi studi compiuti a Tagaste e nella vicina Madaura. All'età di sedici anni, Agostino si recò a Cartagine nel 371 con l'aiuto di un facoltoso signore del luogo di nome Romaniano. A Cartagine viveva la sua adolescenza in modo molto vivace ed esuberante, frequentando la scuola di un retore e iniziando a convivere con una ragazza cartaginese. Questa ragazza cartaginese diede ad Agostino un figlio di nome Adeodato nel 372. La relazione con la ragazza cartaginese sembra sia durata quattordici anni. La nascita inaspettata del figlio costrinse Agostino a dare una regolata alla sua condotta inconcludente e dispersiva. Agostino si concentrò sugli studi che stava compiendo a Cartagine, mentre le lagrime della madre Monica cominciavano ad avere un effetto positivo su di lui.
La lettura del libro di Cicerone intitolato Ortensio maturò in Agostino la sua prima vocazione di filosofo. Agostino fu particolarmente colpito dall'Ortensio perché Cicerone vi affermava che la filosofia aiuta la volontà ad allontanarsi dal male e ad esercitare la virtù. Al contrario, la lettura della Sacra Scrittura non diceva niente alla mente razionalistica di Agostino, e la religione professata dalla madre gli sembrava una superstizione puerile. Agostino cercò la verità nel manicheismo, una religione orientale fondata nel terzo secolo dopo Cristo da Mani che fondeva elementi del cristianesimo e della religione di Zoroastro. Il principio fondamentale del Manicheismo era il dualismo, cioè l'opposizione continua di due principi egualmente divini, uno buono e uno cattivo, che dominano il mondo e anche l'animo dell'uomo. Ultimati gli studi, Agostino tornò nel 374 a Tagaste. A Tagaste, con l'aiuto del benefattore Romaniano, Agostino aprì una scuola di grammatica e retorica. Agostino fu ospitato nella casa di Romaniano con tutta la famiglia, sebbene la madre Monica avesse preferito separarsi da lui non condividendo le sue scelte religiose. Più tardi, Monica riammise Agostino nella sua casa dopo aver avuto un sogno premonitore sul suo ritorno alla fede cristiana. Dopo due anni, nel 376, Agostino decise di lasciare Tagaste e ritornare a Cartagine. A Cartagine Agostino aprì una scuola con l'aiuto dell'amico Romaniano, che egli aveva convertito al manicheismo. Agostino insegnò a Cartagine per sette anni con alunni poco disciplinati. Tuttavia, Agostino tra i manichei non trovò mai la risposta certa al suo desiderio di verità. Agostino ebbe un incontro con il vescovo manicheo Fausto nel 382 a Cartagine, che avrebbe dovuto fugare ogni dubbio. Agostino uscì non convinto dall'incontro con Fausto e prese ad allontanarsi dal manicheismo.
Il viaggio a Roma e la svolta di Milano
Desideroso di nuove esperienze e stanco dell'indisciplina degli alunni cartaginesi, Agostino decise di trasferirsi a Roma, capitale dell'impero, con tutta la famiglia, resistendo alle preghiere della madre. A Roma Agostino aprì una scuola con l'aiuto dei manichei, ma gli studenti sparivano al momento di pagare il pattuito compenso dopo aver ascoltato con attenzione le lezioni. Durante il soggiorno romano, Agostino subì una malattia gravissima che lo condusse quasi alla morte. Inoltre, Agostino poté constatare che i manichei romani, pur ostentando in pubblico una condotta irreprensibile e casta, nel privato vivevano da dissoluti. Disgustato dalla condotta dei manichei romani, Agostino se ne allontanò per sempre. Nel 384 Agostino ottenne la cattedra vacante di retorica a Milano, un incarico che avvenne con l'appoggio del prefetto di Roma Quinto Aurelio Simmaco. Agostino si trasferì dunque a Milano, e nel 385 Monica raggiunse inaspettatamente il figlio in quella città. Monica era conscia del travaglio interiore del figlio e gli fu accanto con la preghiera e le lacrime, comportandosi come un angelo protettore senza imporre nulla ad Agostino. Milano rappresentò la tappa decisiva della conversione di Agostino. A Milano Agostino ebbe l'opportunità di ascoltare regolarmente i sermoni di sant'Ambrogio in cattedrale, e le parole di sant'Ambrogio si scolpirono nel cuore di Agostino. La frequentazione con l'anziano sacerdote san Simpliciano diede ad Agostino l'ispirazione giusta. San Simpliciano aveva in precedenza preparato sant'Ambrogio all'episcopato e indirizzò Agostino a leggere i neoplatonici con fine intuito. Gli scritti dei neoplatonici suggerivano in tutti i modi l'idea di Dio e del suo Verbo. Un successivo incontro con sant'Ambrogio, procurato da Monica, segnò un altro passo verso il battesimo.
Si ipotizza che Monica abbia convinto Agostino a seguire il consiglio dell'apostolo Paolo sulla castità perfetta e a lasciare la moglie. La moglie di Agostino, secondo la legge romana e a causa della sua classe inferiore, era praticamente una concubina. Agostino rimandò la moglie in Africa, tenendo però presso di sé il figlio Adeodato. L'amico Ponticiano parlò ad Agostino della vita casta dei monaci e di sant'Antonio abate nella propria casa, e Ponticiano diede ad Agostino il libro delle Lettere di san Paolo. Ritornato a casa, Agostino disorientato si appartò nel giardino, dove diede sfogo a un pianto angosciato. Mentre piangeva, Agostino avvertì una voce che gli diceva «Tolle, lege, tolle, lege». Agostino aprì a caso il libro delle Lettere di san Paolo e lesse un brano della Lettera ai Romani. Il brano letto recitava: «Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze... e non seguite la carne nei suoi desideri». Dopo qualche settimana di ulteriore insegnamento della retorica, Agostino lasciò tutto. Nella Quaresima del 386 Agostino e il suo gruppo ritornarono a Milano per una preparazione specifica al battesimo. Agostino si ritirò a circa trenta chilometri da Milano, a Cassiciaco, insieme alla madre, al figlio e ad alcuni amici. A Cassiciaco visse in meditazione e in conversazioni filosofiche e spirituali, volendo sempre presente la madre affinché partecipasse con le sue parole sapienti. Agostino, il figlio Adeodato e l'amico Alipio ricevettero il battesimo nella notte del sabato santo dalle mani di sant'Ambrogio. Agostino fu battezzato a Milano da sant'Ambrogio, suggellando la fine della sua giovinezza inquieta nei princípi e nei costumi e l'inizio della sua dedizione totale alla fede cattolica.
Il ritorno in Africa e il ministero episcopale
Agostino decise di ritornare in patria con l'intenzione di creare una comunità di monaci in Africa. Durante l'attesa della nave, la madre Monica si ammalò improvvisamente di una febbre maligna, forse malaria, e Monica morì il 27 agosto del 387 all'età di cinquantasei anni. Il corpo di Monica fu inizialmente sepolto e poi trasferito a Roma, dove si venera nella chiesa di sant'Agostino, ed essa è considerata il modello e la patrona delle madri cristiane. Agostino trascorse qualche mese a Roma per approfondire la conoscenza sui monasteri e le tradizioni della Chiesa. Nel 388 Agostino ritornato in patria a Tagaste vendette i suoi pochi beni e ne distribuì il ricavato ai poveri. Ritiratosi con alcuni amici e discepoli, fondò una piccola comunità basata sulla proprietà comune dei beni. L'affollarsi continuo dei concittadini che chiedevano consigli e aiuti disturbava il necessario raccoglimento, per cui si rese necessario trovare un altro posto e Agostino lo cercò presso Ippona. Agostino si trovò per caso nella basilica locale di Ippona, dove il vescovo Valerio stava proponendo ai fedeli di consacrare un sacerdote per farsi aiutare nella predicazione. Accortisi della presenza di Agostino, i fedeli presero a gridare «Agostino prete!». A quel tempo si dava molto valore alla volontà del popolo, considerata espressione della volontà di Dio. Nonostante cercasse di rifiutare perché quella non era la strada voluta, Agostino fu costretto ad accettare. La città di Ippona trasse grande guadagno dalla presenza di Agostino e la sua opera fu fecondissima. Agostino chiese per prima cosa al vescovo di trasferire il suo monastero a Ippona per continuare il suo stile di vita. Il monastero di Ippona divenne in seguito un seminario fonte di preti e vescovi africani, e l'iniziativa agostiniana gettò le basi per il rinnovamento dei costumi del clero. Agostino pensava che il sacerdozio fosse così grande che appena un buon monaco poteva dare un buon chierico, e scrisse una regola che nel nono secolo fu adottata dalla comunità dei Canonici Regolari o Agostiniani.
Il vescovo Valerio temeva che Agostino potesse essere spostato in un'altra sede, perciò convinse il popolo e il primate della Numidia, Megalio di Calama, a consacrare Agostino vescovo coadiutore di Ippona. Nel 397, alla morte di Valerio, Agostino gli successe come vescovo titolare di Ippona. Agostino dovette lasciare il monastero per intraprendere la sua intensa attività di pastore di anime. Svolse egregiamente la sua attività di pastore, diffondendo la sua fama di vescovo illuminato in tutte le Chiese africane. Agostino fu maestro del suo gregge per trentaquattro anni, istruendolo con sermoni e numerosi scritti. Tornato in patria dopo la conversione, Agostino aveva condotto una vita ascetica insieme ad alcuni amici, dedicandosi a Dio e allo studio delle Scritture. Agostino fu eletto vescovo di Ippona, in Africa, nell'odierna Algeria, e fu autore di testi teologici, mistici, filosofici ed esegetici ancora oggi molto studiati e citati. Egli è uno dei Dottori della Chiesa come ponte fra l'Africa e l'Europa. Il libro le Confessioni di Agostino è ancora oggi ricercato, ristampato, letto e meditato. Agostino Aurelio ha scritto la celebre frase «Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova...» proprio all'interno delle Confessioni. Con i suoi scritti Agostino combatté gli errori del tempo ed espose la retta fede con sapienza, rivelandosi maestro insigne nell'edificazione della Chiesa cristiana di tutti i tempi.
Le opere, le lotte contro le eresie e gli ultimi anni
Agostino scrisse numerose opere che abbracciano tutto il sapere ideologico. Le sue opere spaziano tra i campi filosofico, apologetico, dogmatico, morale, pastorale, biblico e polemico. Le opere polemiche riflettono la battaglia di Agostino contro le eresie che minacciavano l'unità della Chiesa. Agostino combatté il Manicheismo, che conosceva bene avendone fatto parte in gioventù. Agostino combatté il Donatismo, sorto per opera del vescovo Donato. Agostino combatté il Pelagianesimo, propugnato dal monaco bretone Pelagio. Agostino fu un maestro indiscusso nel confutare le eresie e i movimenti ad esse collegati. Gli interventi di Agostino illuminarono i pastori dell'epoca e orientarono la teologia cattolica futura. La vasta dottrina e teologia di Agostino è oggetto di studio millenario per la formazione cristiana. Agostino ha ricevuto il titolo di Dottore della Chiesa grazie alle sue molteplici opere, tra cui le Confessioni e la Città di Dio. Nel 429 Agostino si ammalò gravemente. Nello stesso anno 429 Ippona era assediata da tre mesi dai Vandali guidati da Genserico. I Vandali portarono morte e distruzione ovunque durante la loro avanzata, e Genserico sarebbe poi morto nel 477. Il santo vescovo ebbe l'impressione che la fine del mondo fosse vicina. Agostino nacque a Tagaste, in Numidia, il 13 novembre 354, e morì a Ippona, in Africa, il 28 agosto 430. Sant'Agostino morì il 28 agosto del 430 all'età di settantasei anni.
Il corpo di Agostino fu sottratto ai Vandali durante l'incendio e la distruzione di Ippona. Il corpo fu trasportato a Cagliari dal vescovo Fulgenzio di Ruspe tra il 508 e il 517 circa. Il corpo fu traslato insieme alle reliquie di altri vescovi africani. Intorno al 725 il corpo fu nuovamente traslato a Pavia, nella Chiesa di San Pietro in Ciel d'Oro. La chiesa di San Pietro in Ciel d'Oro si trova non lontano dai luoghi della conversione di Agostino. La seconda traslazione fu opera del re longobardo Liutprando, il quale morì nel 744. Liutprando aveva riscattato il corpo dai saraceni della Sardegna. Il Martirologio ricorda sant'Agostino come vescovo e insigne dottore della Chiesa. La sua vita si è svolta in due fasi: prima l'ansia inquieta con molti errori e poi il desiderio ardente di arrivare alla meta. Sant'Agostino rimane un faro luminoso per ogni credente, modello di conversione sincera e di dedizione incondizionata al Vangelo.
Su camino y conversión
Nacido en el año 354 en la ciudad de Tagaste, en el seno de la familia formada por Mónica y Patricio, Agustín mostró desde joven una inteligencia brillante que lo condujo al estudio de las letras. Su labor como maestro de retórica lo llevó a enseñar en Cartagine, Madaura, Roma y Milán, buscando en el prestigio del mundo las respuestas a sus anhelos más profundos. Sin embargo, fue en Milán donde la gracia del Señor lo aguardaba de manera definitiva.
En el año 386, tras un intenso proceso interior de búsqueda y confrontación, Agustín experimentó una profunda conversión espiritual. Recibió el bautismo de manos de sant'Ambrogio, un acontecimiento que transformó por completo el rumbo de su existencia. Retirado por un tiempo en Cassiciaco, se preparó para una vida de entrega total a Dios, regresando posteriormente a su tierra natal para consagrarse al servicio de la comunidad eclesial.
Ordenado sacerdote y más tarde consagrado obispo de Hipona en el año 397, Agustín se convirtió en un pastor solícito y un defensor incansable de la verdad católica. Desde su sede episcopal, redactó obras teológicas fundamentales que cimentaron la doctrina de la Iglesia y confutó con firmeza y caridad las diversas herejías que amenazaban la unidad de los fieles. Su vida terrena concluyó en el año 430 en Hipona, en medio del dolor del asedio de los vándalos, entregando su alma al Padre celestial en un acto de suprema confianza.
Su memoria litúrgica
La Iglesia celebra la memoria litúrgica de san Agustín el 28 de agosto, el día en que conmemora su paso a la bienaventuranza eterna. Esta fecha invita a los fieles a contemplar el misterio de la gracia divina, que es capaz de transformar el corazón más lejano en un instrumento dócil del amor del Padre.
A través de los siglos, su figura de obispo y doctor de la Iglesia permanece como un faro de sabiduría y de sobria liturgia, recordándonos el valor de la perseverancia en la oración y la fidelidad a la verdad revelada.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Sant'Agostino?
La memoria liturgica di sant'Agostino si celebra il 28 agosto, giorno della sua nascita al cielo.
Di cosa è patrono Sant'Agostino?
Sant'Agostino è particolarmente ricordato come protettore e patrono delle madri cristiane, sull'esempio della madre santa Monica.
Memoria de san Agustín, obispo e insigne doctor de la Iglesia: convertido a la fe católica después de una adolescencia inquieta en los principios y en las costumbres, fue bautizado en Milán por san Ambrosio y, regresado a la patria, condujo con algunos amigos vida ascética, dedicada a Dios y al estudio de las Escrituras. Elegido luego obispo de Hipona en África, en la actual Argelia, fue por treinta y cuatro años maestro de su grey, que instruyó con sermones y numerosos escritos, con los cuales combatió también strenuamente contra los errores de su tiempo o expuso con sabiduría la recta fe. — Martirologio Romano