28 de agosto
Sant' Ermete
Mártir en Roma
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La tradizione agiografica e i dati storici
Il nome di Ermete ricorre nella passio apocrifa dei santi Evenzio, Alessandro e Teodulo. Questa passio apocrifa fa di Alessandro il papa vissuto al tempo di Traiano e presenta Ermete come il contemporaneo prefetto di Roma. Secondo questo racconto, Ermete sarebbe stato convertito dal papa insieme con la moglie, i figli, la sorella Teodora e milleduecentocinquanta schiavi. Traiano, avuta notizia della conversione, avrebbe spedito a Roma Aureliano. Aureliano avrebbe fatto arrestare Ermete e lo consegnò al tribuno Quirino. Il tribuno Quirino fece decapitare Ermete. Il corpo del martire Ermete sarebbe stato raccolto dalla sorella Teodora e fu deposto in Salaria veteri, non lontano da Roma, il ventotto agosto. La passio non indica il nome del cimitero, ma il riferimento topografico è esatto. La Depositio Martyrum segnala Ermete alla stessa data in Basille sulla Salaria vetere. Il Martirologio Geronimiano segnala Ermete alla stessa data. Ermete è menzionato nel medesimo giorno nel Sacramentario Gregoriano e nel Sacramentario Gelasiano.
Nel mille novecentotrentadue, nel sopratterra del cimitero di Bassilla, si identificarono due frammenti marmorei in caratteri filocaliani. I due frammenti appartengono a un carme tramandato dalla sola silloge Laureshamense quarta. De Rossi pubblicò il carme dicendolo di provenienza incerta e sospettava che il carme fosse tra l'Appia e la Latina, ma ammise che il Terribilini lo avesse ritenuto l'elogio damasiano di san Ermete. Il Mantechi riconobbe nel carme il testo in onore di Ippolito del gruppo dei martiri greci. I due frammenti del mille novecentotrentadue appartengono ai primi due esametri del carme. Nel maggio del mille novecentoquaranta si identificò un terzo piccolo frammento della terza riga. La scoperta epigrafica conferma l'ipotesi del Terribilini, identificandolo come l'elogio del martire Ermete. Il carme epigrafico sfata la passio, dimostrando che storicamente non è mai esistito un Ermete prefetto di Roma, e il cimitero di Bassilla in cui il martire fu deposto non si può fare risalire al tempo di Traiano. Per papa Damaso, il martire non è di epoca recente. Papa Damaso attesta che la Grecia mandò Ermete e che l'amore della legge fece di lui un cittadino e un fratello. Damaso attesta che Ermete patì per il santo nome, divenne incolla del Signore e serve gli altari di Cristo. Damaso chiede al martire di favorire le sue preghiere. Nell'epigramma di Damaso manca il nome del martire. Il Ferma pensa giustamente che vi fosse un sesto verso, non tramandatoci dalla silloge di Lortsch, contenente la dedica di Damaso al martire Ermete. Il nome stesso di Ermete tradisce l'origine ellenica di un liberto o di uno schiavo.
Il culto e la basilica sulla via Salaria
Il sepolcro di Ermete venne abbellito alla fine del quarto secolo con il carme di Damaso e con opere architettoniche. Un epistilio marmoreo fu rinvenuto nel luogo da Antonio Bosio, recante il nome Herme su una faccia e Inherens sull'altra. Ermete fu sepolto a una quota del secondo piano del cimitero di Bassilla. Il papa Pelagio primo fece costruire o restaurare il cimitero del beato martire Ermete tra il cinquecentosettantanove e il cinquecentonovanta. Al tempo di san Gregorio Magno un tale Giovanni recò l'olio delle lampade poste sul sepolcro di Ermete alla regina Teodolinda. La Notitia ecclesiarum localizza il sepolcro di Ermete sulla Salaria lontano sotto terra. Il Liber de locis localizza sulla Salaria il sepolcro di Ermete lontano sotto terra. L'itinerario inserito da Guglielmo di Malmesbury nella Notitia portarum viarum et ecclesiarum urbis Romae localizza il sepolcro sulla Salaria lontano sotto terra. L'itinerario di Einsiedeln localizza il sepolcro sulla Salaria lontano sotto terra. Papa Adriano primo restaurò la basilica presso la quale fiorì un monastero. Un preposito del monastero di San Ermete di nome Eugenius fu deposto a san Saba. L'abbazia di Ermete viene ricordata tra il mille centosessantanove e il mille cento ottantotto. Al monastero apparteneva l'oratorio in cui fu rinvenuta l'immagine di Ermete, e Ermete forse era stato rappresentato nell'abside stessa della basilica. Il Catalogo di Torino, intorno al mille trecento venti, registra che la basilica non aveva un servitore e non era più officiata. La basilica fu riscoperta all'inizio del diciassettesimo secolo al tempo di Antonio Bosio, fu rinforzata all'epoca della sua riscoperta e fu restaurata dal padre Giuseppe Marchi nel mille ottotrentaquattro.
La diffusione della devozione e la memoria
Fuori Roma, il martire era venerato ad Anzio già nella prima metà del quinto secolo. Nel quattrocentodiciotto Eulalio, competitore del papa Bonifacio primo, si rifugiò ad Anzio presso la chiesa di sant'Ermete. Nel cinquecentonovantotto san Gregorio Magno spedì brandea deposti sul sepolcro del martire Ermete al vescovo Crisanto di Spoleto per la chiesa di Santa Maria in Rieti. Nel cinquecentonovantanove san Gregorio Magno acconsentì che a Napoli fosse eretta una chiesa in onore dei santi Ermete, Sebastiano, Ciriaco e Pancrazio. Al tempo di san Gregorio Magno esisteva un monastero di Ermete in Sicilia e un altro in Sardegna. Il Martirologio ricorda sant'Ermete come martire a Roma nel cimitero di Basilla sulla via Salaria antica, venuto dalla Grecia e accolto da Roma come cittadino.
La testimonianza
La storia di Sant' Ermete inizia lontano dalla terra che lo avrebbe accolto nel suo definitivo riposo, poiché egli giunse a Roma provenendo dalla Grecia. La sua condizione sociale, quella di un uomo che ha vissuto l'esperienza della servitù, non gli ha impedito di accogliere il messaggio cristiano con profondità e coraggio. In un tempo in cui la professione di fede richiedeva una dedizione totale, Sant' Ermete ha percorso il cammino del martirio, donando la propria vita per testimoniare la verità in cui aveva riposto ogni sua speranza. Il suo legame con Roma si è consolidato nel momento del sacrificio, trasformando il suolo della città in un luogo di memoria benedetta per le generazioni successive.
Dopo la sua morte, il corpo di Sant' Ermete trovò sepoltura nel cimitero di Bassilla, situato lungo la via Salaria. Questo luogo, divenuto meta di devozione, ha beneficiato nel tempo dell'attenzione dei successori di Pietro. Papa Damaso primo, figura centrale nel recupero della memoria dei martiri, ha voluto celebrare il nome di Sant' Ermete attraverso un epigramma, un gesto che ha fissato nella pietra e nella preghiera il ricordo di questo martire. Successivamente, anche Papa Pelagio primo si è fatto custode di questo sacro luogo, promuovendo il restauro del cimitero a lui dedicato. La figura di Sant' Ermete, pur nella discrezione delle fonti storiche, continua a essere presente nel cuore della Chiesa, ricordandoci la dignità di ogni persona che, attraverso la sofferenza, sceglie di rimanere fedele alla propria vocazione cristiana.
Il culto
Il culto di Sant' Ermete si è diffuso profondamente nel corso del terzo secolo, radicandosi nella tradizione romana. La sua memoria è stata costantemente preservata nel Martirologio Romano, che indica il ventotto agosto come giorno dedicato alla sua celebrazione liturgica. La devozione verso il martire non è rimasta circoscritta alla sola Roma, ma la sua fama e il ricordo della sua testimonianza hanno raggiunto diverse località, tra cui Anzio, Spoleto, Rieti, Napoli, oltre alle regioni della Sicilia e della Sardegna, dove il suo nome è stato onorato con fede.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Sant'Ermete?
Sant'Ermete si celebra il ventotto agosto.
En Roma, en el cementerio de Basilla, en la vía Salaria antigua, san Ermete, mártir, que, como refiere el papa san Dámaso, vino de Grecia y Roma acogió como su ciudadano cuando padeció por el santo nombre. — Martirologio Romano