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3 de noviembre

Sant' Amigo de Avellana

Monje

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e giovinezza

Sant'Amico nacque nel territorio di Camerino in un periodo compreso tra il 920 e il 930. Proveniva da una famiglia di estrazione nobile che, quando egli era ancora molto giovane, lo affidò a un monastero affinché venisse istruito e instradato verso la vita monastica. Intorno ai vent'anni, a causa di vicende legate alla sua famiglia, abbandonò il monastero per entrare nel clero secolare. Dopo aver ricevuto l'ordinazione sacerdotale, Amico compì il notevole passo di convincere l'intero nucleo familiare ad abbracciare la vita monastica. Il padre, i fratelli e successivamente i nipoti di Amico entrarono in monastero, mentre sua madre donò gran parte dei propri beni ai poveri e si consacrò al compimento di opere pie.

La vita eremitica

Svincolato dalle incombenze familiari, Amico fece ritorno all'interno di un monastero. In breve tempo si distinse come un esempio virtuoso all'interno della comunità. Giudicando la disciplina del monastero poco rigorosa, scelse di ritirarsi a vita eremitica. Visse per un triennio in totale solitudine all'interno di una grotta sul monte Torano dell'Aquila, situato nella diocesi di Ascoli Piceno. In seguito accolse nella sua dimora solitaria alcuni discepoli. Insieme ai suoi discepoli proseguì lo stile di vita eremitico per ulteriori vent'anni. Durante questo periodo si dedicò con impegno alle opere di carità per soccorrere le popolazioni colpite da una grave carestia che afflisse la regione.

Gli ultimi anni e il culto

Superati i novanta anni di età, fece ingresso nel monastero di San Pietro di Avellana. Il monastero di San Pietro di Avellana era stato fondato nel 1025 da san Domenico di Sora nella zona del Sangro. Amico trascorse i suoi ultimi anni di vita segregato in una cella secondo la consuetudine dei reclusi. È deceduto all'età di centoventi anni, in un intervallo di tempo compreso tra il 1040 e il 1050. La data precisa della sua morte potrebbe essere il 3 novembre. Le sue spoglie vennero inumate all'interno del monastero di San Pietro di Avellana. Presso la sua tomba si verificarono numerosi eventi miracolosi. La sua intercessione si dimostrò particolarmente efficace per la guarigione dalle ernie, e i malati colpiti da tale infermità lo elessero come proprio santo patrono. Nel 1069 il monastero di San Pietro di Avellana fu incorporato nell'abbazia di Montecassino. A seguito dell'unione, i monaci Cassinesi integrarono Amico tra i propri santi e fissarono la sua memoria liturgica al 3 novembre. Il nome di san Amico non figura all'interno del Martirologio Romano.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Sant'Amico?

La festa si celebra il 3 novembre dai monaci Cassinesi. Il suo nome tuttavia è assente nel Martirologio Romano.

Di cosa è patrono Sant'Amico?

Sant'Amico è il santo patrono dei sofferenti di ernia, che invocano la sua intercessione per ottenere la guarigione.