20 de julio
Sant' Ana Wang
Virgen y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e infanzia nello Hebei
Anna Wang nacque nel 1886 nel villaggio di Maijiazhuang, noto anche come Machiazhuang, situato presso Weixian, nel sud della provincia cinese dello Hebei. I suoi genitori erano cristiani e la fanciulla fu battezzata in tenera età. La madre di Anna era una donna estremamente pia, mentre il padre trascurava l'istruzione religiosa e la frequenza ai sacramenti, un atteggiamento condiviso e appoggiato dalla madre anziana. La nonna paterna sottoponeva Anna a vessazioni e lavori durissimi, costringendola a raccogliere la legna prima di andare a scuola. A cinque anni, Anna affrontò il doloroso lutto della perdita della madre. A scuola, tuttavia, trovò un fondamentale sostegno nella fede grazie alla sua maestra, suor Lucia Wang. Nonostante gli obblighi lavorativi domestici, Anna risultava una delle migliori allieve della classe per risultati e profitto.
In un'occasione, alcune compagne povere la invitarono a rubare spighe mature dai campi, ma Anna rispose loro ricordando che nel Padre nostro si prega Dio di concedere il pane quotidiano. All'interno della comunità cristiana era molto apprezzata perché sapeva intonare dolcemente i canti religiosi, in particolare l'Ave Maria insegnatale dalla mamma. Grazie al suo contributo nel canto, Anna fu ammessa presto alla Prima Comunione. Il padre si risposò tempo dopo con una donna battezzata ma irrispettosa come lui, e la matrigna non mostrava particolare gradimento per la fanciulla. Ciononostante, Anna amava ugualmente i suoi congiunti e regalava soprattutto alla nonna i piccoli premi ricevuti a scuola. All'età di undici anni fu promessa in sposa a un ragazzo che non conosceva, ma oppose un rifiuto deciso a quel matrimonio perché desiderava consacrarsi ed essere come suor Lucia. Interrogata dalla sua allieva su tale dilemma, la maestra le suggerì di pregare con fede per seguire la volontà del Signore.
La tempesta della rivolta dei Boxer
Nel 1900 scoppiò con violenza la rivolta cinese contro gli occidentali, promossa dalla Società Segreta dei Pugni e dell'Armonia, nota come i Boxer. Il Cristianesimo e i suoi aderenti nativi cinesi vennero considerati pericolosi e destabilizzatori dell'armonia nazionale. I miliziani arrivarono a Maijiazhuang e incendiarono la chiesa del villaggio, ponendo gli abitanti di fronte all'alternativa tra apostasìa e morte. Al momento dell'arrivo dei Boxer, Anna si trovava a scuola con suor Lucia e udì il proclama. La religiosa incoraggiò le bambine ad affidarsi alla Madonna, mentre Anna conservava una grande serenità e la coscienza tranquilla. Il padre cercò di metterla in salvo rifugiandosi con lei in un villaggio vicino nell'abitazione del promesso sposo. Temendo tuttavia di rimanere compromessa, Anna tornò a casa per convincere la matrigna a perseverare nella fede e la nonna a non aver paura di morire. Nottetempo raccolse le sue cose e scappò verso la scuola, passando prima dalla tomba della mamma.
Arrivata sul posto, Anna non trovò suor Lucia, che era già fuggita con le allieve, ma incontrò Giuseppe Wang Yumei, l'anziano custode della casa dei missionari che faceva la guardia per difendere alcune donne rifugiate. Giuseppe accolse calorosamente Anna riconoscendola come la fanciulla che cantava in chiesa. La giovane trascorse il tempo esortando le presenti e pregando con fervore, specialmente all'arrivo del sacerdote all'alba per la celebrazione dell'Eucaristia. Mentre i roghi dei Boxer si avvicinavano inesorabilmente, i soldati giunsero sul posto e Giuseppe ordinò alle presenti, tra cui madri con bambini, di rifugiarsi nel sotterraneo, tentando di sviare gli aggressori sull'ingresso principale. Il capo dei Boxer ordinò di sparare contro le finestre dell'edificio perché Giuseppe si rifiutava di parlare. Il fragore dei vetri spaventò i bambini che urlarono, facendo così scoprire il nascondiglio. I presenti furono costretti a salire su un carro e condotti al quartier generale dei Boxer.
La prova della fede e la separazione
Anna assistette all'interrogatorio dell'anziano custode e di Lucia madre di Andrea. Giuseppe Wang fu il primo a morire, colpito alla gola da una lancia e decapitato. Visto che i prigionieri apparivano inorriditi ma irremovibili, i persecutori separarono i figli dalle madri, conducendo i piccoli in una saletta adiacente a due stanze. La stanza a ovest era indicata da un cartello con la scritta liberazione e conteneva giocattoli e ventagli per la salvezza, mentre la stanza a est era contrassegnata dalla scritta morte. Di fronte alla perplessità dei piccoli, i persecutori decisero di far venire alcune donne per sottoporle alla medesima scelta. La matrigna di Anna apostatò e segnalò la presenza della figliastra, ricevendo l'ordine dai soldati di condurre la fanciulla con sé nella stanza a ovest. Anna inizialmente seguì la matrigna, ma vedendo che le parole di quest'ultima non sortivano alcun effetto, tornò indietro mescolandosi alle compagne. Secondo alcune fonti storiografiche, tra cui la biografia intitolata Giglio purpureo di Tai-Ning scritta dal salesiano don Eugenio Pilla e pubblicata dalle Edizioni Paoline nel 1960, le stanze erano solo due, senza quella in mezzo; altre tradizioni narrano che la matrigna entrò nella stanza della liberazione, si voltò improvvisamente e tirò Anna per un braccio per trascinarla con sé. In quel momento, Anna si aggrappò agli stipiti della porta gridando di credere in Dio, di essere cristiana, di non voler rinunciare a Dio e implorando Gesù di salvarla. Un'altra frase attestata per Anna è la volontà di credere in Dio, di essere cattolica, di non lasciare la Chiesa e la richiesta di aiuto a Gesù.
Le madri non apostate e le ragazze subirono la minaccia di tornare alla religione degli antenati o di essere sepolte vive coi figli, ottenendo tuttavia una notte di riflessione. Osservando le candele della chiesa che illuminavano la stanza, Anna commentò la bellezza delle fiamme e affermò che la gloria del paradiso è milioni di volte superiore, guidando poi i presenti nella preghiera della sera. Il 22 luglio 1900 donne e bambini furono condotti in uno spiazzo con fosse già preparate. Prima dell'esecuzione subirono un interrogatorio a cui non risposero perché incoraggiati dallo sguardo di Anna. I soldati dissero che i rimanenti ostinati sarebbero entrati nelle fosse coi figli. Le donne avanzarono e Anna suggerì loro a bassa voce di inginocchiarsi verso la chiesa del villaggio. Il capo ordinò di colpire tutte con la spada a partire dalle più anziane e di spingerle nelle buche. Lucia Wang fu una delle ultime a cadere; dopo aver dichiarato di essere cristiana insieme al figlio Andrea e aver chiesto di uccidere prima lui, i carnefici decapitarono il bambino, poi Lucia Wang e la figlia minore.
Il martirio e la testimonianza suprema
Durante il turno delle giovani, Anna si preparò intensificando la preghiera come in chiesa. Il capo dei Boxer, di nome Song, si fermò, rifletté e ordinò ad Anna di lasciare la sua religione. Immersa nell'orazione, la fanciulla non sentì la richiesta. Song le toccò la fronte e ribadì la richiesta. Anna si riscosse, fece un passo indietro e gridò di non toccarla. Subito dopo si calmò e dichiarò di essere cattolica, di non rinnegare mai Dio e di preferire la morte. Il soldato le propose allora di darla in sposa a un uomo molto ricco se avesse apostatato, ma Anna replicò che non avrebbe mai lasciato la sua religione. Indicando il villaggio e la chiesa, Anna disse di essere già stata promessa in sposa al Signore e alla parrocchia, cioè alla Chiesa. Furibondo, Song le tagliò un pezzo di carne dalla spalla sinistra. Alla richiesta ribadita e al nuovo rifiuto, Song tranciò di netto il braccio sinistro ad Anna. Rimasta inginocchiata, Anna sorridendo disse che la porta del paradiso è aperta per tutti. Sussurrando tre volte il nome di Gesù, offrì il collo al carnefice.
Un testimone oculare dichiarò che dopo la decapitazione il corpo rimase ritto sulle ginocchia finché un soldato non diede un calcio. Un'altra testimone anziana affermò di aver visto l'anima di Anna andare in cielo con un abito di seta azzurro e verde e una corona di fiori sul capo. Il 6 novembre 1901 si procedette alla riesumazione dei cadaveri per una degna sepoltura, presieduta da padre Albert Wetterwald. Il sacerdote scrisse nella relazione che le membra e le teste delle vittime apparvero intatte tra lo stupore generale. I pagani gridarono al miracolo e i cristiani piansero di gioia e dolore. Dopo i solenni funerali, i compaesani invocarono l'intercessione di Anna, comprovata da grazie singolari. Le vicende familiari trovarono una profonda riconciliazione: la nonna di Anna morì santamente, la matrigna ridiventò cattolica e il padre tornò alla fede. Quest'ultimo divenne cieco e, sebbene avesse pregato la figlia di ridonargli la vista senza essere esaudito, accettò la sua condizione per espiare le colpe commesse in passato.
Canonizzazione e culto
La causa di canonizzazione per Sant'Ana Wang fu inserita in quella del gruppo guidato dal gesuita padre Leone Ignazio Mangin. Il gruppo di martiri era composto in totale da cinquantasei persone, uccise per il nome di Cristo durante la persecuzione dei Boxer. Tra i compagni di martirio di Anna vi erano Lucia Wang Wangzhi e suo figlio Andrea Wang Tianqing. Il riconoscimento del martirio del gruppo avvenne il 22 febbraio 1955. La solenne beatificazione fu celebrata il 17 aprile 1955, nella domenica in albis. Successivamente, la canonizzazione del gruppo fu celebrata il 1 ottobre 2000 all'interno dell'elenco dei centoventi martiri cinesi, sotto il pontificato di Giovanni Paolo II. Il martirio avvenne a Majiazhuang, vicino a Daining, nella provincia dello Hebei in Cina. La figura di Anna Wang continua a essere ricordata con profonda venerazione come modello di purezza giovanile, fortezza nella fede e fedeltà incondizionata a Cristo e alla Chiesa.
Su testimonio de fe
La historia de Sant' Ana Wang está profundamente vinculada a los eventos de la revuelta de los bóxers en el año 1900. Nacida en la localidad de Maijiazhuang, en la provincia de Hebei, Ana vivió su juventud en un entorno donde la fe católica era vivida con sencillez y devoción. Sin embargo, al llegar el cambio de siglo, la situación social en China se tornó hostil para los cristianos, desencadenando una ola de persecución que exigió de los creyentes una elección definitiva entre la supervivencia física y la fidelidad a sus principios religiosos.
Durante este periodo de prueba, Ana fue capturada y conducida al cuartel general de los bóxers, donde enfrentó presiones extremas para que abandonara su fe. Se le ofreció la posibilidad de contraer matrimonio y salvar su vida a cambio de realizar un acto de apostasía, renunciando públicamente a su bautismo y a su pertenencia a la Iglesia. Con una madurez espiritual admirable para su edad, ella rechazó firmemente cualquier propuesta que implicara traicionar su conciencia y el amor que profesaba a Dios. A pesar de las amenazas y el sufrimiento infligido, su voluntad permaneció inquebrantable. Tras padecer mutilaciones crueles como castigo por su negativa a ceder, fue ejecutada mediante decapitación el 22 de julio de 1900, en el mismo lugar donde había nacido, sellando así su testimonio con el don supremo de su propia sangre.
El culto y memoria
El recuerdo de Sant' Ana Wang trasciende las fronteras de su pueblo natal de Maijiazhuang y de la región de Weixian. Su sacrificio es honrado por la Iglesia como parte de la memoria de los mártires chinos, quienes dieron su vida en defensa de la libertad de conciencia y la lealtad a la fe. El reconocimiento oficial de su santidad culminó el primero de octubre del año 2000, cuando el Papa Juan Pablo II la inscribió solemnemente en el catálogo de los santos.
La Iglesia la conmemora especialmente el día 22 de julio, fecha que marca su nacimiento a la vida eterna. Esta celebración litúrgica invita a los fieles a reflexionar sobre la fortaleza que proviene del Espíritu Santo, capaz de sostener incluso a los más jóvenes en las horas de mayor oscuridad. Su figura sigue inspirando a quienes buscan vivir con coherencia su fe en medio de las dificultades del mundo actual, recordándonos que la entrega total a Dios es el camino más alto de la existencia humana.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Sant'Ana Wang?
La memoria liturgica si celebra il 22 luglio, mentre la ricorrenza complessiva all'interno della memoria dei martiri cinesi è fissata al 9 luglio.
Di cosa è patrona Sant'Ana Wang?
Sant'Ana Wang è ricordata come vergine e martire, inserita nel gruppo dei 120 martiri cinesi.
En la localidad de Majiazhuang, cerca de Daining, en la provincia de Hebei, en China, santos mártires Ana Wang, virgen, Lucía Wang Wangzhi y su hijo Andrés Wang Tianqing, asesinados por el nombre de Cristo en la persecución de los Bóxers. — Martirologio Romano