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22 de mayo

Sant' Atón (Atto) de Pistoia

Obispo

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Orígenes y primeros años en Vallombrosa

La fecha y el lugar de nacimiento de Attone, así como su familia y las vicisitudes de su fanciullezza, permanecen rodeados de controversia histórica. Los análisis modernos y los rilievi eseguiti sulla salma incorrotta durante la ricognizione del 1953 autorizan a ritenere che Attone sia morto avendo tra i settantacinque e gli ottanta anni di età, il che fissa la sua nascita certamente tra il 1070 e il 1080. Autori recenti lo ritengono originario della Toscana, ipotizzando la Val di Pesa, Pescia o Passignano come sua patria d'origine. Tuttavia, dopo il secolo XVI prevalse la tesi, sostenuta dallo storico Flórez, secondo cui Attone fosse nativo di Badajoz, città situata nell'Estremadura. Indipendentemente dalle dispute geografiche sulla sua nascita, sappiamo con certezza che intorno all'anno 1100 Attone si trovava stabilmente all'interno dell'abbazia di Vallombrosa. La sua dedizione e le sue virtù lo portarono a succedere nella dignità di abate generale ad Almario verso il 1120. Il periodo del suo abaziato rappresentò un'epoca di feconda prosperità spirituale e materiale per l'intera comunità di Vallombrosa. Durante questo fecondo governo, Attone si impegnò costantemente nella difesa dei privilegi e delle prerogative della sua abbazia contro le ingerenze esterne. La vitalità dell'Ordine in quegli anni trovò espressione anche in importanti fondazioni monastiche. Sotto la sua guida saggio e previdente fu fondato il monastero di San Donato in Borgo nella città di Siena. Contemporaneamente, il governo abbaziale diede vita a una nuova comunità monastica nella diocesi di Cremona, precisamente a Torre Trentina, sorta nei pressi di una chiesa dedicata a san Vigilio.

Opere letterarie e servizio alla Chiesa

Dotato di un ingegno acuto e di una profonda preparazione spirituale, Attone era particolarmente versato nello studio delle Sacre Scritture. La sua passione per la Parola di Dio lo spinse a dedicarsi agli studi biblici, redigendo un importante Commentario o Libro sulle Epistole, un'opera purtroppo oggi perduta ma attestata dalle fonti. Accanto all'impegno esegetico, la sua penna si mise al servizio della memoria cristiana attraverso la composizione di preziose agiografie. Attone scrisse infatti la biografia di san Barnaba, apostolo e compagno di san Paolo. Allo stesso modo, impiegò il suo tempo per redigere la biografia di san Giovanni Gualberto, fondatore dell'ordine vallombrosano. La sua attenzione si rivolse anche ai contemporanei illustri, componendo la biografia del beato Bernardo degli Uberti, vescovo di Parma morto il quattro dicembre 1133. La stima di cui godeva presso i contemporanei non rimase circoscritta all'ambito monastico, estendendosi fino ai vertici della Chiesa di Roma. La Sede Apostolica si servì ripetutamente di Attone come autorevole arbitro per dirimere vertenze difficili e controversie ecclesiali. Durante il pontificato di papa Onorio II, Attone aveva personalmente impetrato il perdono per i cittadini fiorentini in seguito alla drammatica demolizione della rocca di Fiesole. Successivamente, agendo in nome di papa Celestino II, il prelato s'interpose con saggezza nella complessa controversia sorta tra l'arcivescovo di Pisa e il vescovo di Lucca circa la giurisdizione sul castello di Valda. Sempre su mandato di papa Celestino II, Attone intervenne con efficacia nei dissensi insorti tra i canonici pisani e l'abate del monastero di San Lussorio riguardo al possesso della selva denominata Tumulo o Tombolo.

Episcopato a Pistoia e carità ospedaliera

Il ventuno dicembre dell'anno 1134, Attone fu nominato vescovo di Pistoia con bolla emanata da papa Inocenzo II. Una volta elevato alla dignità episcopale, Attone continuò rigorosamente ad osservare le regole della vita monastica del suo Ordine vallombrosano. Egli curava con dedizione gli interessi del suo Ordine partecipando attivamente ai capitoli generali e ricoprendo con autorevolezza il ruolo di visitatore nei vari monasteri. Nel governo della sua diocesi, Attone esercitò con sommo zelo il proprio ufficio episcopale, dimostrandosi al contempo severo assertore dei diritti della Chiesa e incline a ricercare pacifiche soluzioni nei conflitti. La sua anima fu profondamente pia e caritatevole, al punto da donare tutti i suoi beni personali ai poveri. Questa sollecitudine per i bisognosi si tradusse in concreto sovvenzionando ben tre ospedali nella regione. Tra le sue opere più significative spicca la costruzione e la dotazione di un ospedale edificato in onore di san Giacomo nella città di Pistoia. Il culto verso l'apostolo Giacomo era già precedentemente vivo nella comunità pistoiese, ma tale devozione s'accrebbe straordinariamente grazie al dono di una insigne reliquia della testa dell'apostolo. Tale reliquia fu donata dall'arcivescovo Diego Gemirez e dal suo capitolo compostellano al vescovo e alla cattedrale di Pistoia. Il trasporto della sacra spoglia fu compiuto tramite Ranieri, diacono della chiesa pistoiese di San Zenone, il quale dirigeva come magister scholasticus lo studio della canonica di San Iacopo in Galizia.

Transito, sepoltura e glorificazione del culto

Un antichissimo obituario conservato nella cattedrale di Pistoia fissa la data della morte di Attone al ventuno giugno dell'anno 1153. Tuttavia, secondo altre fonti storiche, la data del suo transito sarebbe da collocarsi il ventidue maggio del 1143 o del 1155. Il corpo del santo vescovo fu originariamente sepolto nella chiesa di Santa Maria in Corte, che corrisponde all'odierno San Giovanni Rotondo. Durante una ricognizione effettuata nell'anno 1337, il corpo di Attone fu miracolosamente trovato del tutto intatto nei tessuti. In seguito a questo ritrovamento, la salma fu solennemente traslata all'interno della cattedrale di Pistoia e collocata sopra un pregevole altare marmoreo realizzato dall'artista Leonardo Marcacci. Una sacra reliquia di Attone fu inoltre donata all'abbazia di Vallombrosa in segno di perpetuo legame spirituale. Il santo fu immediatamente venerato con profonda devozione nella diocesi pistoiese e all'interno dell'Ordine vallombrosano. Il culto di Attone fu infine solennemente autorizzato e confermato da papa Clemente VIII tramite una apposita bolla emessa il ventiquattro gennaio del 1605. La festa liturgica di Attone ricorre ufficialmente il ventidue maggio, mentre nella diocesi di Pistoia viene celebrata con particolare solennità il ventuno giugno. Nel martirologio, a Pistoia, sant'Atón è ricordato come venerato vescovo, illustre abate nell'Ordine di Vallombrosa e successivamente provvidenziale guida della Chiesa di Pistoia.

Preguntas frecuentes

Quando se festeggia sant'Atón de Pistoia?

La festa di sant'Atón ricorre il ventidue maggio, mentre nella diocesi di Pistoia viene solennemente celebrata il ventuno giugno.

Di cosa è patrono sant'Atón?

Sant'Atón è patrono della città e della diocesi di Pistoia e dell'Ordine vallombrosano.

En Pistoia, san Atón, obispo, que, abad en la Orden de Vallombrosa, fue luego puesto a la guía de la Iglesia de Pistoia. — Martirologio Romano