3 de septiembre
Sant' Ausano de Milán
Obispo
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il ministero episcopale e le tensioni storiche
Il ministero di Sant'Ausano a Milano si svolse tra il cinquecentocinquantotto e il cinquecentonoce, inserendosi cronologicamente tra l'episcopato di Vitale e quello di Onorato. Il personaggio occupa la ventottesima posizione nella venerabile cronotassi dei vescovi della Chiesa milanese. In quel delicato periodo storico compreso tra il settembre del cinquecentocinquantotto e il marzo del cinquecentosessanta, papa Pelagio I inviò una lettera al patrizio Giovanni lamentandosi profondamente di Paolino di Aquileia. Paolino si era fatto ordinare vescovo a Milano anziché ad Aquileia, ricevendo la consacrazione da un presunto presul ritenuto irregolare. Papa Pelagio I affermò fermamente che Paolino non doveva essere considerato validamente consacrato ma piuttosto esecrato. In un'ulteriore epistola indirizzata al patrizio Valeriano, il pontefice chiese espressamente di catturare sia Ausano sia Paolino per consegnarli all'autorità imperiale. Non vi è tuttavia alcuna certezza storica che il vescovo milanese che consacrò Paolino fosse effettivamente Ausano. Anche nell'ipotesi che fosse stato proprio Ausano a compiere la consacrazione, non esistono evidenze di una sua reale adesione allo scisma dei Tre Capitoli. L'appellativo di scismatico usato dal pontefice romano verso il vescovo milanese fu probabilmente un severo rimprovero motivato dall'irregolarità dell'ordinazione di Paolino e non costituì una condanna formale per eresia. L'eventuale opposizione di Ausano alla condanna dei Tre Capitoli, decisa dal Quinto Concilio Ecumenico, era del resto condivisa da molti presuli occidentali dell'epoca. Tale resistenza dei vescovi occidentali non nasceva affatto da intenzioni eretiche, ma dal profondo desiderio di difendere il Concilio di Calcedonia e dalle oggettive difficoltà di interpretare il complesso linguaggio teologico greco. I pontefici mostrarono in quel contesto storico una certa tolleranza verso i vescovi dell'Occidente. Nelle lettere pontificie si nota una sfumatura lessicale: papa Pelagio I definì scismatico il vescovo consacratore nella lettera a Giovanni, mentre nella missiva a Valeriano lo qualificò semplicemente come vescovo, riservando invece al solo Paolino il termine denigratorio di pseudo-vescovo.
Il culto e la memoria liturgica
La Chiesa di Milano ha sempre venerato Ausano come santo, tramandandone la memoria attraverso i secoli. La venerazione è attestata con chiarezza nella Cronaca di Goffredo di Bussero, risalente al tredicesimo secolo e pubblicata da P. Grazioli nell'Archivio storico lombardo dell'anno millenovecentosei. Nel suo importante scritto, Goffredo di Bussero descrive Ausano come un predicatore instancabile e un illustre operatore di miracoli. Il decesso del santo vescovo avvenne con molta probabilità nel corso del cinquecentocinquantanove. Pochi giorni dopo la sua scomparsa, il tredici settembre, Ausano fu sepolto nella basilica milanese di Santo Stefano Maggiore, conosciuta anticamente anche come ad Rotam oppure in Brolo. Successivamente, in un tempo imprecisato, le sue spoglie mortali furono solennemente traslate nella basilica di Sant'Ambrogio. Nel milleseicentonove il cardinale Federico Borromeo effettuò una accurata ricognizione canonica delle reliquie di Ausano conservate in Sant'Ambrogio, confermandone la custodia. Il Martirologio Romano fissa stabilmente la memoria liturgica di sant'Ausano vescovo al giorno tre settembre.
La vita e il ministero
Sant' Ausano ricevette il compito di guidare la diocesi di Milano nel corso del sesto secolo, un'epoca di grandi trasformazioni e non poche tribolazioni per la cristianità. Il suo ministero episcopale, esercitato tra l'anno cinquecentocinquantotto e l'anno cinquecentosessanta, fu segnato da un impegno costante verso la stabilità e la dottrina. In quegli anni, il santo vescovo si trovò a essere parte attiva e vigilante in complesse controversie ecclesiastiche, tra cui spicca il suo coinvolgimento nel dibattito legato alla consacrazione di Paolino di Aquileia, circostanza che mise alla prova la sua prudenza e la sua profonda lealtà verso la disciplina della Chiesa.
Dopo aver compiuto il suo cammino terreno, egli giunse al termine della sua vita nell'anno cinquecentonovantanove, lasciando una traccia indelebile nel cuore dei fedeli milanesi. Inizialmente, il suo corpo fu accolto con solennità nella basilica di Santo Stefano Maggiore, luogo che divenne meta di devozione per quanti desideravano onorare la sua memoria. Successivamente, per favorire il culto dei fedeli, le sue spoglie mortali furono oggetto di una traslazione verso la basilica di Sant'Ambrogio, centro spirituale di grande importanza per la città. La cura per le sue reliquie fu confermata nel corso dei secoli, giungendo fino al milleseicentonove, anno in cui il cardinale Federico Borromeo procedette a una solenne ricognizione delle stesse, riaffermando la continuità della venerazione che la Chiesa ambrosiana ha sempre riservato a questo suo santo pastore.
Il culto e la memoria
Il culto verso Sant' Ausano si è mantenuto vivo nel tempo, alimentato dalla consapevolezza di aver avuto in lui un difensore della fede e un custode della comunione ecclesiale. La Chiesa, nel suo Martirologio Romano, ha voluto fissare la sua memoria al giorno tre settembre, permettendo ai fedeli di rinnovare annualmente la gratitudine per il suo servizio episcopale. Questa ricorrenza liturgica non è solo un atto di devozione verso il passato, ma un invito a riflettere sulla responsabilità del ministero pastorale e sulla perseveranza necessaria per superare le divisioni.
La solenne ricognizione operata dal cardinale Federico Borromeo all'inizio del diciassettesimo secolo testimonia quanto la figura di Sant' Ausano fosse ancora profondamente radicata nella pietà popolare e nell'attenzione dei pastori della diocesi. Egli rappresenta, oggi come allora, un punto di riferimento per chiunque cerchi nella storia della Chiesa esempi di dedizione al bene comune e di obbedienza alla verità. La sua vita, sebbene lontana nel tempo, continua a parlare alla comunità cristiana, ricordando a ogni fedele l'importanza di restare saldi nella carità e nella fede, onorando coloro che hanno tracciato il cammino prima di noi.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Sant'Ausano?
La memoria liturgica di sant'Ausano vescovo è fissata al giorno tre settembre nel Martirologio Romano.
Di cosa è patrono Sant'Ausano?
Le fonti storiche disponibili non menzionano alcun patronato specifico per Sant'Ausano.
En Milán, san Ausano, obispo. — Martirologio Romano